AIDS

Tutti uguali e diversi da me

DiversitàPrendo in prestito il titolo di una canzone di un nostro famoso cantautore Italiano, per parlare di un argomento scottante. No, non sto ancora parlando del caldo infame che attanaglia la nostra città ormai da troppo tempo, ma della cosiddetta “diversità”, allacciandomi all’ennesimo fatto truce occorso a Roma l’altro giorno. 2 giovani gay aggrediti al Gay Village da un pazzo che “non sopportava le effusioni che i 2 si scambiavano”… Assurdo
Io sono cresciuto nel decennio che qualcuno si ostina a definire come il “decennio più stupido del 900″. Ecco, io vorrei che questo qualcuno si facesse vedere e mi motivasse questa sua uscita poco felice.
A parte che gli anni 90 sono forse stati molto meglio? E i 2000, che stanno per finire, hanno forse dei meriti imprescindibili? Non mi sembra proprio.
Io negli anni 80, per quello che ne potevo capire visto che ero ancora in fase di formazione, ho visto prima di tutto una grande voglia di vivere, gioire, stupire, distinguersi, realizzarsi, creare, colore e tanta musica, tra cui anche di buonissima e (in seguito) mai più eguagliabile fattura.
Certo, non erano tutte rose e fiori, c’era lo yuppismo e tante cose sciocche, ma che ritrovo esattamente adesso, solo in una maniera meno naif e tristemente più seriosa. Quindi gli anni 80 come spartiacque lo posso anche condividere, ma sono nei deceni che sono seguiti che abbiamo saputo fare di meglio solo nelle nefandezze. Ma tralascio quest’argomento per ora per non andare fuori tema.
Ho citato gli anni 80 perchè mai più come allora c’era desiderio di essere unici, di distinguersi dalla massa e questo aspetto veniva guardato con ammirazione, a differenza di quanto avviene adesso, dove i mass media e internet finiscono per appiattirci in un informe grossa massa di carne, dove si fa fatica a distinguere una persona dall’altra.
E adesso passo di palo in frasca, perchè almeno per ora non intendo soffermarmi su singoli aspetti, ma arrivare a dire una parola, che col tempo ha assunto significati agli antipodi di come poteva essere fino a qualche anno fà.
DIVERSITA’
Sin da piccolo ho sempre pensato che da grande volevo essere diverso, perchè è attraverso la diversità che ti puoi realizzare come individuo, perchè è attraverso la diversità che si può crescere imparando dalla persona diversa da noi, perchè è attraverso l’introspezione, l’esplorazione del proprio io che si può ad arrivare a sentirsi un unico inconfindibile e imprescindibile microcosmo capace di costruire qualcosa per cui valga la pena di vivere. E potrei andare avanti ore.
Ma ora qualcosa è cambiato. Diversità è sinonimo di fastidio, di non accettazione. E non a caso nel fantomatico gioco delle associazioni di idee molto spesso viene associato a omosessualità o peggio ancora, TOLLERANZA.
Questa parola, lo ammetto, mi fa ribrezzo. Non credo di averla mai degnata di uno sguardo nè tantomeno usata, nè nel mio periodo della scuola dell’obbligo, nè al liceo, nè all’università. Pensavo di poterne tranquillamente fare a meno e invece…
Ora si dice che SI DEVE TOLLERARE chi è diverso da noi. Tollerare=sopportare nel dizionario dei sinonimi. SOPPORTARE? E perchè nel decennio più stupido del 900 e prima ancora la diversità era da ammirare e da perseguire??? E perchè ora la persona diversa O E’ omosessuale O E’ uno straniero sgradito???
Forse mi sono perso qualcosa. Forse il coniglio di Donnie Darko non mi è ancora apparso in sogno per spiegarmelo, o forse è proprio questo il segnale che il capitalismo ha ormai creato il vuoto nella nostra società moderna. Siamo tutti globalizzati. Ma non come l’intendevo io da adolescente, dove era lo scambio culturale tra popoli diversi e persone diverse era NECESSARIO per la crescita dell’individuo e quindi della società formata dagli stessi individui. Siamo globalizzati perchè INGLOBATI in un unico spazio. Mono spazio, mono culturale, mono colorato. La pubblicità ci dice compra questo. Noi lo compriamo. Il giornale ci dice questo è così, quello è brutto. Noi fagocitiamo senza riflettere. E via così, fino ad arrivare a limitare la libertà individuale di poter essere come si vuole.
Non è triste?
Diverso ora vuol dire solo sgradito. Diverso solo chi è straniero e omosessuale. Solo perchè avere gusti sessuali personali o non tradizionali è per forza una colpa. Solo perchè essere nati in una nazione straniera e andare a vivere e (si spera) lavorare in un altro è sinonimo di sospetto e al 90% dei casi è criminoso.
Siamo davvero noi che abbiamo creato tutto ciò? E lo vogliamo davvero che sia così?
I miei gusti sessuali per esempio nonostante la mia età non sia più quella di un teenager, non sono poi così definiti. Nel senso che per me il sesso non ha tutta questa importanza. Perchè per me è l’interiorità che più conta, e per come la vedo io sono già abbastanza impegnato a realizzare il mio ego che preoccuparmi di fare sesso. E mi mi potreste dire voi: “Ecco, sei solo un frocio!” E io vi risponderei: “Se vi piace considerarmi frocio solo perchè non giudico le persone in base alle loro preferenze sessuali o perchè non sono un maniaco del sesso (anche se per quel poco che ho bazzicato mi piace moltissimo) fate pure. Ma sappiate che solo senza condizionamenti esterni, senza preconcetti e senza falsi moralismi (c’entrerà qualcosa il fatto che l’Italia è la sede della Santa chiesa?) si può essere felici e crescere umanamente proprio confrontandosi con persone che hanno qualcosa di differente da comunicarti. Che non è necessariamente il sesso. Perchè essere omosessuale non significa scopare come un riccio persone del proprio sesso e BASTA. Significa vivere esattamente come noi, gioire delle stesse cose di cui gioiamo noi, ma anche avere prospettive leggermente diverse. (e se ancora state pensando all’angolazione sessuale, beh un pò vi compatisco…) E stessa cosa per i cittadini stranieri immigranti nel nostro paese. I media ci hanno convinto che sono tutti dei criminali. I giornali e telegiornali ci mostrano SOLO quando qualcuno di loro (anche loro come gli Italiani mica sono tutti santi…) commette atti criminosi. Mai che ci informino di quanto invece si dannino l’anima per integrarsi e vivere in armonia con noi autoctoni.
E adesso che sto sinceramente meditando di andare a vivere all’estero, perchè il nostro paese è veramente triste, devo solo sperare di non trovare persone che non diano la stessa interpretazione alla parola diversità.
DIVERSITA’ è prima di tutto far funzionare i neuroni. Fare funzionare i neuroni significa scegliere autonomamente. Scegliere autonomamente è il primo passo per essere un individuo. Essere un individuo è l’unica cosa che può ancora salvarci e salvare questo pianeta.
Lo vogliamo?