Volontariato

Regali a Palazzo, dal 5 all’8 dicembre a Palazzo Re Enzo

regali a palazzoDa sabato 5 a martedì 8 dicembre si terrà la tradizionale manifestazione Regali a Palazzo organizzata da Cna di Bologna.

La manifestazione sarà ad ingresso libero e permetterà di acquistare e degustare prodotti enogastronomici tipici ma anche prodotti di consumo.

Protagonisti di Regali a Palazzo saranno più di 120 aziende artigiane

Si potrà anche partecipare a cene di gala con nove tra i più rinomati chef bolognesi e visitare le sale di Palazzo Re Enzo.

Gli chef sono Fabio Berti della Trattoria Bertozzi; Fabio Biagi del Ristorante Biagi; Marcello Dall’Aglio del Ristorante Locanda del Castello; Francesco Guerra della Drogheria delle Rose; Marcello Leoni del Ristorante Il Sole; Walter Lo Gullo del Ristorante Al Voltone; Aurora Mazzucchelli del Ristorante Marconi; Massimo Poggi del Ristorante Al Cambio; Tiziano Zirondelli del Ristorante La Terrazza. Le cene di gala sono in programma sabato 5, domenica 6 e lunedì 7 dicembre alle ore 21.

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Bologna domotica

No, tranquilli, non è un dileggiare la nostra amata città, ma oggi voglio prendere in esame il consumo energetico. Si parla tanto infatti dell’uso sconsiderato che si fà delle risorse energetiche ma mai abbastanza dei suggerimenti per combatterlo. Pochi giorni fa mi è capitata sott’occhio la bolletta dell’energia elettrica di mia mamma. UNA ROBA RACCAPRICCIANTE!!!
E subito mi sono messo in testa di correre ai ripari, così mi sto informando a più non posso, perchè mi vengono i brividi a pensare di quante situazioni del genere ci possono essere. Infatti mia mamma come tante persone anziane difficilmente riesce a divincolarsi fra tutte queste cose economico/burocratiche che però ogni fine mese ti succhiano il sangue come un vampiro. Tralascio tutto il resto (gas, telefonia, ecc. ecc.) e mi concentro solo sull’energia elettrica. Un vero labirinto inestricabile per la maggior parte di noi. In quanti sanno quali sono le cause del maggior consumo di energia elettrica? Tutti pensano, bah, le lampadine sono cose piccole,m consumeranno poco… stessa cosa per il phon con cui mi asciugo i capelli e la piastra arricciacapelli e così via… Ma pensiamo a quanto stanno accese le lampadine in media in una casa, specie adesso che il buio arriva presto e quando c’è luce spesso con le nuvole devi ricorrere ben presto alla luce artificiale. Pensiamo all’energia che ci vuole per portare il phon e la piastra arricciacapelli (ma potrei dire tanti altri picoli elettrodomestici) alla potenza di calore necessaria al loro impiego. E andiamo agli impianti di condizionamento. Quelli che devono regolare la temperatura all’interno delle case. E quelli sono in funzione pressochè sempre in molte case… E la lavatrice, e la lavastoviglie. E dulcis in fundo gli elettrdomestici più di largo consumo, quelli che stanno accesi 24 ore su 24. I frigoriferi e il congelatore. Ormai in ogni casa sono presenti entrambi (ma mia mamma ne ha addirittura due, perchè mia sorella che vive ancora con lei, ha il terrore di rimanere senza cibarie…gasp) Pensiamo al fatto che devono mantenere costante una temperatura parecchio elevata per conservare i cibi. Ovvio quindi che il consumo di energia è pressochè terrificante.
E torno alla bolletta di mia mamma che mi è capitato di vedere. Chissà quante altre persone anziane o semplicemente distratte si trovano a pagare senza neanche rendersene conto una buona fetta della loro rendita (lavorativa o pensionistica) solo perchè non adeguatamente informate o non in condizione di informarsi. Io per quel poco che posso fare sto cercando di intervenire e ho appena comprato un congelatore di classe A+ (non certo uno dei migliori, ma nella mia situazione attuale di disoccupato è già tanto che sono riuscito a permettermene uno…) per sostituire il congelatore degli anni ’80 che a dire di mia sorella non si doveva cambiare perchè funziona ancora.
CERTO CHE FUNZIONA, ma quanto consuma? E’ antichissimo, non si può mai sbrinare perchè mia sorella lo riempie fino all’inverosimile ogni volta e quindi ha strati di ghiaccio alle pareti che sono spesse 5 centimetri almeno, quindi ci vuole ancora più corrente per superare questo sbarramento naturale e arrivare ai cibi… insomma, come si dice a Bologna, l’è un bel casein!
Vi allego quindi un prospettino carino che ho tirato giù da un sito internet dove c’è qualche accorgimento per risparmiare energia elettrica. Anche se sembrano sciocchezzuole io penso che tutte sommate possano contribuire sensibilmente a non regalare soldi alle compagnie elettriche inutilmente.
Poi magari queste cose le sapete già, ma non ve ne frega un cavolo, e allora sono scemo io che ve le dico… LOL
Però vi terrò aggiornati sui prossimi consumi. Se calano o no. Ora come ora il mio obiettivo è “passare al frigo unico”!!! ;-) )))
CIAO a tutti

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La notte del bianconiglio

Si parla tanto di benefattori e governanti, che poi sarebbe la stessa cosa secondo l’ufficio stampa più accreditato. Si parla tanto di sanatorie ma poi quando mi giro vedo un paese che sanguina. Si parla tanto di economia in ripresa, ma io vedo solo ricchi sempre più ricchi con bocche che si allargano a dismisura, come a nutrirsi delle loro stesse parole. Tranquillizzano? Soporificano? Tramortiscono? No, ingialliscono. Come i loro denti, velocemente affidati a dentisti prezzolati che si affrettano a lucidarli a nuovo al primo accenno di cedimento. Poi cala la notte e strane altre creature si ritrovano a fare i conti con quanto di cui sopra. C’è chi affetta il proprio albero genealogico, c’è chi dà fuoco a un insopprimibile voglia di protagonismo, c’è chi affoga nel liquido il proprio desiderio di protagonismo, c’è chi smania di mettere in scena la propria nuova commedia quotidiana, c’è chi sbraita come un ossesso in cerca di soddisfazione, ma c’è anche chi, come il bianconiglio del titolo, si trova spaesato e confuso, in una notte piena di rogne. E bianco com’è è immediatamente avvistato. Come se fosse LUI il responsabile di tutto. Come se fosse lui il centro del problema. Come se fosse lui e nessun’altro al di fuori di lui. Il cerchio si restringe, ma è un circolo appuntito che minaccia di perforare i suoi sogni di gloria. Inglorioso bastardo! Gli gridano. Inglorioso bastardo. Ma lui non si lascia intimorire, tira su il bavero della propria giacca e fa finta di niente. Imbocca una strada più illuminata, cerca una compagnia piacevole e rassicurante fino a che non sia pronto per affrontare una nuova avventura che alle prime luci dell’alba sembra proprio possa svelarsi a lui in un nuovo delirio di ventri e ossa, alla rinfusa in una fossa.
Il bianconiglio sa, ma sa che non dire è meglio. O meglio, dire quello che si sa non è meglio di dire quello che si vorrebbe sentire. E così nell’altoparlante dell’adulazione trovano spazio le note delle più dolci sinfonie che l’uomo abbia mai scritto. TUTTO BENE. SIAMO IN RIPRESA. UN PICCOLO CAPOLAVORO. 150 ANNI DI PACE E PROSPERITA’. Il NOSTRO E’ UN GRANDE PAESE. E il popolo, libero come non mai, si addormenta… felice… in uno di quei sogni da cui sarebbe bello non svegliarsi mai…
Hurrà! Hurrà! Hurrà, per il grande bianconiglio e per la sua corte di carte. Siamo a cavallo ragazzi.

Viuuuuulenzaaaaaaaa!!!!

Viuuuulentemente mia, locandina
Prendo a prestito un famoso film dell’Abatantuono nazionale, per parlare di un tema mai come oggi d’attualità: la violenza.
Gratuita.
Mai come oggi sento notizie di violenze efferate che si consumano con inquietante ritmo, come se la vita umana non avesse più alcun valore. Ma torniamo indietro un passo. Cosa genera la violenza? L’insoddisfazione, la frustrazione, la disperazione. E queste tre cose sono sempre più diffuse grazie al sistema capitalistico che ha raggiunto veramente l’apice del suo personale successo.
Adesso non datemi del Bolscevico, perchè anch’io come voi sono parzialmente vittima di questo sistema e comunque ne apprezzo certi suoi lati.
Quello che non apprezzo è il totale non rispetto dell’essere umano, che invece tratta come merce, come veicolo della propria speculazione. Ma forse siamo andati troppo indietro nel flashback e rischiamo di andare un pelo fuori tema. L’essere umano oggi è posto in una condizione di quasi totale impotenza. Se riesce a stare al passo coi tempi ed essere consumatore e oggetto principale del sistema consumistico, ok. Può ancora far parte del gioco. Ma la maggior parte di noi arranca, e a volte arriva persino a chiedersi: “qui prodest?” (ovviamente non tutti se lo chiedono in lingua latina… LOL)
“A CHI GIOVA?” “A CHE SERVE?” E una volta che ti sei fatta questa domanda sei nei guai. Ti rendi conto di quanto sia insigificante il tuo mondo. Di quanto siano insulsi i tuoi “cosiddetti” valori morali che qualcuno o qualcosa ti ha inculcato a forza. Di quanto poco hai veramente. Di quanto poco valga la tua esistenza. Di quanto tu sia stato da sempre preso in giro da coloro che ti dovrebbero rappresentare (i politici) e di quanti invece dicono di fare (anche) il tuo interesse (gli imprenditori e gli uomini “di potere” in genere).
E così reagisci. Ma in maniera ultra scomposta, come è uso fare l’animale disperato quando si sente braccato da uomini col fucile, insomma in situazione di manifesta inferiorità.
E così ruggisci di rabbia, e siccome nessuno ti sente o nessuno sembra preoccuparsene ti armi di fucile (di tutta la tua rabbia) e poi fai un pò come Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia” e arrivi a credere di farti giustizia da solo. Ma non è vero. Perchè i responsabili del tuo disagio, della tua disperazione, sono bene al riparo, perchè avvolti in quel manto di nebbia che si chiama ignoranza. Che è anche la miglior guardia del corpo che possa esistere. Chi fa i suoi giochi subdoli per il vile denaro sa come passarla liscia e striscia nell’ombra. Così pure i politici corrotti e vigliacchi che hanno messo in ginocchio il paese. Provaci a raggiungerli se sei capace…
Ma la rabbia aumenta… Ed è una rabbia cieca. E vigliacca come vigliacchi sono coloro che l’hanno generata. (e non mi riferisco a chi la prova ovviamente)
E così su chi è più facile prendersela? Sui più deboli. Su chi non può reagire. Su chi non se l’aspetta. Sui diversi. E torno su un argomento che avevo già trattato ahimè, e che speravo di non dover più trattare. In un mondo sempre più globalizzato fa sempre più paura la diversità. ASSURDO.
Il capitalismo può temere la diversità, perchè è da lì che nascono le idee, gli spiriti insurrezzionalisti, le reazioni e le rivoluzioni, ma l’essere umano, che ha in mano questa potentissima arma che fà? Non la usa, anzi, ci si suicida!
Certo, è l’effetto della globalizzazione, della mercificazione, di quella maledettissima pubblicità più o meno indotta che si intrufola nelle nostre case e nelle nostre vite in 1000 modi e 24 ore al giorno e anche se a volte inconsapevolmente ne siamo vittime.
Però adesso basta. Perchè prendersela con i gay o con gli extracomunitari non farà mai di noi persone migliori o più soddisfatte del nostro “niente” in confezione “extra lusso”.
E sopratutto considerare un nemico una persona solo perchè quando decide di fare sesso lo fa in maniera leggermente diverso dalla media o perchè ha il colore della pelle diverso dal nostro e parla un linguaggio spesso incomprensibile, è l’autogoal più imbarazzante che l’essere umano può fare in questo preciso momento. C’è bisogno di ordine, comunione di intenzioni, coerenza, solidarietà. Solo così si può sconfiggere lo spettro della crisi economica. A cui non dimentichiamocelo mai, ci hanno portato i nostri amati rappresentanti politici e gli speculatori che se la spassano nelle loro molte ville di lusso sparse nelle più esotiche località turistiche del mondo. E che se anche qualcosa possono fare, lo faranno sempre per rimettere il più persone possibili in condizioni di consumare, di spendere, vale a dire di riempire ancora un volta le casse loro (che hanno le mani in pasta ovunque si sa) e dei potenti imprenditori di alta fascia. I famosi squali, che contrariamente alla creatura pinnata che abita alcuni oceani, sono molto più pericolosi e sfuggenti.
Per chiudere un aneddoto: quando ero più piccolino, mi ricordo chiesi non so a chi, chi erano le persone omosessuali, e quale fosse la loro prerogativa. Mi venne risposto in maniera più o meno colorita che erano persone che amavano una particolare prestazione sessuale e preferivano avvalersi di persone dello stesso sesso. A quel punto rimasi un pò interdetto (anche perchè all’epoca non avevo ancora ben chiaro di come funzionasse o a cosa servisse il sesso; e anche adesso ho molti dubbi LOL) e chiesi candidamente: ma che c’è di male? Fanno del male a qualcuno? Mi piacque però la risposta, che arrivò dopo una sonora risata che ne precedette un altra. “No!” (mi fu risposto) “Anzi, benedicili, perchè grazie a loro ci saranno più donne disponibili per te!!!”
Ecco, questa cosa non si è mai avverata purtroppo, però mi fa ancora ridere. Quindi quei vigliacchi che sfogano la propria insoddisfazione contro gli omosessuali (e il riferimento palese è agli atti vandalici “ROMANI” di questi giorni), lesbiche, trans e persone che SEMPLICEMENTE vivono in maniera personale la loro sessualità (che è solo un piccolo aspetto della loro vita fra l’altro) la prossima volta che vogliono sfogarsi scelgano meglio i loro obiettivi, e offrano loro invece una cena o accendano loro un cero, perchè grazie a queste persone il loro “bacino di utenza” (se ne hanno ancora uno) sarà sicuramente ampliato! Perchè non ne gioite, scemi che non siete altro?
:-D

Tutti uguali e diversi da me

DiversitàPrendo in prestito il titolo di una canzone di un nostro famoso cantautore Italiano, per parlare di un argomento scottante. No, non sto ancora parlando del caldo infame che attanaglia la nostra città ormai da troppo tempo, ma della cosiddetta “diversità”, allacciandomi all’ennesimo fatto truce occorso a Roma l’altro giorno. 2 giovani gay aggrediti al Gay Village da un pazzo che “non sopportava le effusioni che i 2 si scambiavano”… Assurdo
Io sono cresciuto nel decennio che qualcuno si ostina a definire come il “decennio più stupido del 900″. Ecco, io vorrei che questo qualcuno si facesse vedere e mi motivasse questa sua uscita poco felice.
A parte che gli anni 90 sono forse stati molto meglio? E i 2000, che stanno per finire, hanno forse dei meriti imprescindibili? Non mi sembra proprio.
Io negli anni 80, per quello che ne potevo capire visto che ero ancora in fase di formazione, ho visto prima di tutto una grande voglia di vivere, gioire, stupire, distinguersi, realizzarsi, creare, colore e tanta musica, tra cui anche di buonissima e (in seguito) mai più eguagliabile fattura.
Certo, non erano tutte rose e fiori, c’era lo yuppismo e tante cose sciocche, ma che ritrovo esattamente adesso, solo in una maniera meno naif e tristemente più seriosa. Quindi gli anni 80 come spartiacque lo posso anche condividere, ma sono nei deceni che sono seguiti che abbiamo saputo fare di meglio solo nelle nefandezze. Ma tralascio quest’argomento per ora per non andare fuori tema.
Ho citato gli anni 80 perchè mai più come allora c’era desiderio di essere unici, di distinguersi dalla massa e questo aspetto veniva guardato con ammirazione, a differenza di quanto avviene adesso, dove i mass media e internet finiscono per appiattirci in un informe grossa massa di carne, dove si fa fatica a distinguere una persona dall’altra.
E adesso passo di palo in frasca, perchè almeno per ora non intendo soffermarmi su singoli aspetti, ma arrivare a dire una parola, che col tempo ha assunto significati agli antipodi di come poteva essere fino a qualche anno fà.
DIVERSITA’
Sin da piccolo ho sempre pensato che da grande volevo essere diverso, perchè è attraverso la diversità che ti puoi realizzare come individuo, perchè è attraverso la diversità che si può crescere imparando dalla persona diversa da noi, perchè è attraverso l’introspezione, l’esplorazione del proprio io che si può ad arrivare a sentirsi un unico inconfindibile e imprescindibile microcosmo capace di costruire qualcosa per cui valga la pena di vivere. E potrei andare avanti ore.
Ma ora qualcosa è cambiato. Diversità è sinonimo di fastidio, di non accettazione. E non a caso nel fantomatico gioco delle associazioni di idee molto spesso viene associato a omosessualità o peggio ancora, TOLLERANZA.
Questa parola, lo ammetto, mi fa ribrezzo. Non credo di averla mai degnata di uno sguardo nè tantomeno usata, nè nel mio periodo della scuola dell’obbligo, nè al liceo, nè all’università. Pensavo di poterne tranquillamente fare a meno e invece…
Ora si dice che SI DEVE TOLLERARE chi è diverso da noi. Tollerare=sopportare nel dizionario dei sinonimi. SOPPORTARE? E perchè nel decennio più stupido del 900 e prima ancora la diversità era da ammirare e da perseguire??? E perchè ora la persona diversa O E’ omosessuale O E’ uno straniero sgradito???
Forse mi sono perso qualcosa. Forse il coniglio di Donnie Darko non mi è ancora apparso in sogno per spiegarmelo, o forse è proprio questo il segnale che il capitalismo ha ormai creato il vuoto nella nostra società moderna. Siamo tutti globalizzati. Ma non come l’intendevo io da adolescente, dove era lo scambio culturale tra popoli diversi e persone diverse era NECESSARIO per la crescita dell’individuo e quindi della società formata dagli stessi individui. Siamo globalizzati perchè INGLOBATI in un unico spazio. Mono spazio, mono culturale, mono colorato. La pubblicità ci dice compra questo. Noi lo compriamo. Il giornale ci dice questo è così, quello è brutto. Noi fagocitiamo senza riflettere. E via così, fino ad arrivare a limitare la libertà individuale di poter essere come si vuole.
Non è triste?
Diverso ora vuol dire solo sgradito. Diverso solo chi è straniero e omosessuale. Solo perchè avere gusti sessuali personali o non tradizionali è per forza una colpa. Solo perchè essere nati in una nazione straniera e andare a vivere e (si spera) lavorare in un altro è sinonimo di sospetto e al 90% dei casi è criminoso.
Siamo davvero noi che abbiamo creato tutto ciò? E lo vogliamo davvero che sia così?
I miei gusti sessuali per esempio nonostante la mia età non sia più quella di un teenager, non sono poi così definiti. Nel senso che per me il sesso non ha tutta questa importanza. Perchè per me è l’interiorità che più conta, e per come la vedo io sono già abbastanza impegnato a realizzare il mio ego che preoccuparmi di fare sesso. E mi mi potreste dire voi: “Ecco, sei solo un frocio!” E io vi risponderei: “Se vi piace considerarmi frocio solo perchè non giudico le persone in base alle loro preferenze sessuali o perchè non sono un maniaco del sesso (anche se per quel poco che ho bazzicato mi piace moltissimo) fate pure. Ma sappiate che solo senza condizionamenti esterni, senza preconcetti e senza falsi moralismi (c’entrerà qualcosa il fatto che l’Italia è la sede della Santa chiesa?) si può essere felici e crescere umanamente proprio confrontandosi con persone che hanno qualcosa di differente da comunicarti. Che non è necessariamente il sesso. Perchè essere omosessuale non significa scopare come un riccio persone del proprio sesso e BASTA. Significa vivere esattamente come noi, gioire delle stesse cose di cui gioiamo noi, ma anche avere prospettive leggermente diverse. (e se ancora state pensando all’angolazione sessuale, beh un pò vi compatisco…) E stessa cosa per i cittadini stranieri immigranti nel nostro paese. I media ci hanno convinto che sono tutti dei criminali. I giornali e telegiornali ci mostrano SOLO quando qualcuno di loro (anche loro come gli Italiani mica sono tutti santi…) commette atti criminosi. Mai che ci informino di quanto invece si dannino l’anima per integrarsi e vivere in armonia con noi autoctoni.
E adesso che sto sinceramente meditando di andare a vivere all’estero, perchè il nostro paese è veramente triste, devo solo sperare di non trovare persone che non diano la stessa interpretazione alla parola diversità.
DIVERSITA’ è prima di tutto far funzionare i neuroni. Fare funzionare i neuroni significa scegliere autonomamente. Scegliere autonomamente è il primo passo per essere un individuo. Essere un individuo è l’unica cosa che può ancora salvarci e salvare questo pianeta.
Lo vogliamo?

Bulagna l’è cambiè (traduzione: Bologna è cambiata)

Agosto, Bologna mia ti disconoscoPremetto che non ho mai creduto nell’Europa (e sopratutto nell’Euro) ma piuttosto nel mondo, visto che mi reputo prima di tutto un cittadino del mondo e non di una sua provincia.
Passeggiando mio malgrado per le assolate strade del centro cittadino in questi giorni non ho potuto fare a meno di notare la sempre più massiccia presenza di cittadini stranieri, mentre i cittadini Bolognesi o smaltivano le ultime ferie in qualche spiaggia o se ne stavano ben rintanati a casa usufruendo dell’agognato impianto di condizionamento.
E devo dire una Bologna cosmopolita, non mi dispiace affatto!
In fondo, anche se all’inizio ero anch’io un pò sconcertato vedendo che la mia Bologna si stava sempre più de-bolognesizzando, è quello che sin da adolescente auspicavo. Una conoscenza e un interazione maggiore tra i popoli. Infatti anche la mia cultura (specie letteraria/cinematografica e musicale) non si può certo definir meramente italica… E non è vero che l’immigrazione porta solo degrado, perchè le persone che incontro per la strada, sono persone come me. Magari con uan pelle di colore diverso, magari coi lineamenti leggermente più esotici, ma è bello scoprire le tante cose che abbiamo in comune, che spesso anche con costossimi viaggi all’estero, non si è sempre in grado di percepire.
Certo, in ogni fenomeno di migrazione di massa non si può impedire che in mezzo alla tanta brava gente che viene qui per lavorare e comunque integrarsi, arrivino anche personaggi di dubbia (per non dire di peggio) integrità. Ma non è certo isitituendo ronde private o instaurando un clima da tragedia incombente che si favorisce una buona convivenza. Ma si sa, queste cose sono anche molto frutto dell’ignoranza in cui buona parte dell’elettorato attuale viene VOLUTAMENTE mantenuta, con scopi evidenti. Chiamiamoli affettuosamente “di controllo di stato”. (chiunque con una certa memoria storica poi è libero di vederci affinità con tristi pagine della storia del secolo appena trascorso…)
Invece io sono contento di vedere Indiani, Africani, Cinesi arrancare con me alla ricerca di un pò di refrigerio in queste terrificanti (credo anche per loro) giornate di afa mortale. E in mezzo qualche turista di passaggio che prova ad ammirare le bellezze del centro storico, e anon farsi sopraffare dalle avverse condizioni metereologiche.
In fondo non potendo da tempo permettermi vacanze in paesi lontani (sono ancora disoccupato e senza un soldo) sembra che siano i paesi stessi che mi mandano i loro rappresentanti per fare consocenza. Dice il saggio: se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto. ;-) ))

Bologna e i turisti per caso

…che boccheggiano… nell’afa pomeridiana di un qualsiasi giorno di agosto in pieno centro storico.
Questi eroi, di un eroismo d’altri tempi andrebbero premiati e invece non solo non vengono accolti dagli autoctoni (barricati in casa con l’aria condizionata o chissà in qualche spiaggetta affollata e quindi assai poco promettente) ma sono anche accolti da un clima veramente ostile. Io mi chiedo, il riscaldamento del pianeta è una realtà (anche se alcuni si ostentano a non volerci credere e spero faranno la fine degli umani nella saga del “pianeta delle scimmie” mitico film di fantascienza che invito tutti a visionare), ma proprio non si può fare qualcosa per limitare i danni nel centro storico almeno?
E non mi sto riferendo a quelle baggianate delle limitazioni al traffico (adesso non ci sono praticamente macchine in giro a Bologna eppure…) ma qualcosa a livello programmatico a livello pratico, edilizio e a livello fisico per contrastare almeno un minimo gli effetti della “risacca infernale” che ormai è diventato “il ghetto del centro storico”?????? (e sottolineo ghetto, perchè sono sempre dell’idea che tutti i provvedimenti legati al centro storico, di traffico e non, siano solo cagate utili in campagna elettorale ma in fin dei conti di nessuna utilità pubblica, ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Deleterio come una nube su Cernobyl per il futuro dei nostri fligli… (io non ne ho ma non è ancora detta l’ultima parola…)

Com’è bella Bologna d’Agosto…

“Cronaca del primo di Sabato di Agosto a spasso per Bologna”…
A parte che c’è ancora un sacco di gente in città, altro che grande esodo!
Tutto è come gli ultimi anni. I Bolognesi D.O.C. o si tappano in casa, davanti ai bocchettoni dell’agognato condizionatore, o fanno vacanzine mordi e fuggi tanto per poter far vedere che non sono in miseria nera (loro) e così chi incontri in giro per la città?
Nel centro storico trovi ancora degli autoctoni, prevalentemente coppiette che magari abitano in periferia e che conservano ancora il culto della tradizione della passeggiata sul pavaglione e la sosta sul crescentone di piazza maggiore. (fateci caso, tutto finisce per “one” a bologna…)
Ma tante etnie, non più solo tunisini, algerini o cinesi, ma una variegatissima varietà di etnie, dall’indiano al sudamericano e chi più ne ha più ne metta. E incredibilmente anche turisti in timida visita.
Insomma Bologna città cosmopolita?
Ma spostiamoci in un grande centro commerciale (senza fare nomi perchè sarebbe pubblicità, tanto poi uno vale l’altro…) e qui troviamo le famiglie, e un ancora più vasta varietà di persone.
Ma nei centri commerciali si va prevalentemente per comprare e allora… sorpresa! Un buon 50% di clientela è composto da stranieri!!! Ma quindi la crisi la sentiamo solo noi Italiani? Dove sta l’inghippo? Non avrà mica ragione il Cavaliere quando dice che la crisi non esiste? O tutti questi extra comunitari sono al servizio del biscione? Che casino!
Eppure è bello vedere gente apparentemente lontana culturalmente da te, emozionarsi di fronte a un minifrigo portatile o a una lavatrice sottocosto o ancora a una fotocamera venduta come nera e che poi quando arrivi a casa scopri che è rosa… O interrogarsi sulla classe energetica del congelatore o ancora discutere su quale televisore LCD starà meglio nel loro salotto buono.
Insomma, questa sì che è integrazione e ci piace.
Però poi ci lasciamo prendere (colpa loro!) da un attacco di shopping compulsivo, complice lo sbalzo di temperatura dal caldo atroce durante il viaggio per arrivare e il “condizionato” super fresco di 1000 condizionatori a palla all’interno del centro commerciale. Fatto sta che usciamo carichi di roba, che non era proprio del tutto necessaria, e senza il motivo della nostra visita. (una lavatrice per la mamma che era già terminata a poche ore dall’inizio dell’offerta… che strano!)
E di nuovo ci accoglie tra le sue braccia LADY AFA, che ci provoca subito un piccolo senso di nausea, un pò perchè abbiamo speso inutilmente i pochi soldi che avevamo, e quindi “via ai sensi di colpa!” e poi perchè ci ritroviamo sul selciato, col nostro motorino, nelle strade popolate solo da mezzi meccanici, perchè i coraggiosi che sfidano il sole che picchia così forte (è metà pomeriggio) sono veramente pochi.
Quando ne incrociamo uno col pensiero gli facciamo i complimenti. 1) perchè è davvero un ardimentoso. 2) perchè non si è fatto turlupinare dalle mega offerte dei centri commerciali 3) avraà avuto i suoi buoni motivi.
E ora andiamo a spacchettare gli oggetti e gli oggettini che abbiamo incautamente acquistato e riprendiamo la via per il centro. La piazzola… quasi quasi… un giro anche qui?
Guarda, dei Bolognesi!!! Ma no dai, devi avere preso troppo sole, e poi non vedi che stanno sbaraccando? E nella parte dell’usato non c’è quasi nessuno… Andiamo via…
Riflessione: il riscaldamento del pianeta si accanisce contro Bologna, la capitale della bassa padana, non trovate che sarebbe giusto devolvere una quota, dare un piccolo contributo economico a chi o per scelta o per necessità, decide di sfidare il clima sempre più ostile della nostra amata città?
O perlomeno vietare per legge agli autoctoni di restare in città nei mesi più caldi.
Bologna, caldo mio non ti conosco :-P

La bella canzone di una volta

Abbiamo notato un nuovo ripopolamento dei viali (e non solo) cittadini in fascia seral/notturna (e non solo). La cosa non può che farci piacere da maschi latini quali siamo. Fà sempre piacere poter ammirare graziose fanciulle in abiti discinti. Ma la cosa che ci preoccupa è come reagirà l’opinione pubblica e di conseguenza la classe politica, sempre a caccia di voti “facili”….
Altri provvedimenti burla in arrivo? Si ritirerà fuori la proposta dei quartieri a luci rosse???
Io dico che basterebbe così poco… ma come in tante cose è l’interesse “del potere” a far sì che tutto resti così, nebuloso… senza apparente soluzione. E in Italia cosa c’è che non sia così, per dire, “non abilmente manipolato” a scopo di lucro?
Il mestiere è quello più antico del mondo e non l’abbiamo certo inventato noi Italici. E allora negli altri paesi che si fà? Lo si rende quando non del tutto legalizzato, almeno più dignitoso. Sia per le lavoratrici (e lavoratori) del sesso, sia la loro clientela. Che inutile illudersi, c’è sempre stata, c’è e sempre ci sarà. Quindi che senso ha continuare a scandalizzarsi?
Serve solo a far sì che ben poco raccomandabili politicanti si scannino alla ricerca di improbabili soluzioni che soddisfino la maggioranza dei “benpensanti” (anche se sarebbe meglio dire la maggioranza dei perbenisti…) che poi regalerebbero i voti necessari alle successive elezioni, per rimanere in carica e esercitare ancora i loro biechi interessi.
Dite che sono troppo apocalittico? Siiiiiiiiiiiiiiii adoro l’apocalisse! Dite che sono troppo cinico? Forse neanche tanto, visto che ho il massimo rispetto per “la professione” pur non avendo mai beneficiato del “servizio”. Ma da che mondo è mondo sempre di lavoro si tratta, e neanche sempre molto piacevole, visto che la clientela non si sceglie…
Insomma, la parola come sempre è una sola: dignità e rispetto. Ah, sono due? ;-D

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