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Ostelli a Bologna per Studenti

Ostelli a Bologna

Ostelli a Bologna

Bologna é risaputo é una delle cittá universitarie piú antiche e rinomate d’Europa basti pensare che la data di fondazione dell’universitá cittadina si aggira intorno al primo ventennio del XIV secolo.
Anche oggi l’Universitá attira studenti da ogni parte d’Italia e tutto contribuisce a mantenere l’atmosfera della cittá giovane e vivace.

Molti studenti prima di prendere la decisione finale e scegliere Bologna come sede dei propri studi universitari giustamente visitano la cittá per qualche giorno.
Soggiornando in cittá per breve periodo prenotare un letto in uno degli ostelli a Bologna o in un hotel economico è indubbiamente la soluzione piú azzeccata.

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Bologna cool (part 2)

(segue)
Dicevamo… di questo bell’insertino del Carlino (scusate la rima da hip hopper), che scopriamo uscire in ogni città con un edizione speciale, perchè quello che abbiamo tra le mani è denominato “TRENDY Bologna”… Pensate putacaso che sia uno dei soliti inserti super sponsorizzati e super sponsorizzanti atti solo a farci il lavaggio del cervello e indurci al consumo di beni voluttuari? Ma nooooooooooo, pensate sempre male voi! Sarete mica comunisti? Il nostro bell’insertino modaioolo ci regala anche cultura a piene mani. Come dicevamo ci sono tutti i programmi dettagliati dei maggiori teatri cittadini, un dettagliato articolo sulla rockstar Nek che ci parla del suo impegno sociale e di quante copie abbia venduto in carriera, un servizio sulle bellezze della pianura dell’Idice e le mete per i viaggi più cool con un occhio alla borsa, e che non si dica che non ci tengono al vostro portafoglio faticosamente riempito!
E poi 4 pagine super colorate che ci informano dell’evento che più aspettavamo, vale a dire l’apertura in città di un ristorante specializzato nella cucina Inglese finalmente, da sempre la patria della buona cucina, che noi Bolognesi possiamo solo sognarci. Ed è bello scoprire che il piatto British più proletario di sempre, il celeberrimo “fish and chips” (pesce e patatine) viene gentilmente offerto a soli 15 €!! Ma cosa andate a pensare, sarà una porzione stile Gulliver, cioè gigantesca!
E che bello a pagina 84 leggere tutti i segreti della bellezza come fattore di trasformazione… Ora bramo dalla voglia di comprarmi un mesofiller, o meglio ancora un high potency peel con cui farmi la pelle di un bambino, e poi giù con le maschere antiossidanti o all’acido retinoico che stendono le rughe anche di Ramsete IV (antico faraone egiziano n.d.r.) in un turbinio di impianti di acido jaluronico per farci le labbra uguali ai canotti di Angelina Jolie e tutte le sue improbabili seguaci. Siiiiiiiiiiiiiiiii. Ora fisso un appuntamento con la dottoressa. Voglio sembrare il più cool possibile. Voglio che la prossima volta che rido per una barzelletta sui carabinieri o sul calciatore Totti mi si tiri talmente la pelle che mi fa ridere anche il cuul, quello di dietro però.
Ragazzi, non ho più parole da spendere. A dire il vero nè soldi e nè parole da spendere, e neanche lacrime da piangere, perchè se è questa l’evoluzione della razza umana sono ben contento di tirarmici fuori.
Ho sempre pensato a Bologna come un isola felice. Anche in momenti recenti, sono convinto che questa decadenza generale dell’intelligenza umana colpisca Bologna e i Bolognesi solo di striscio, e non come avviene negli altri posti. Ma quando leggo e vedo queste cose mi sale la mosca al naso, perchè non ci si può continuare a fare abbindolare così. Da sta gentaglia stupida e arrogante. Con l’unico pensiero a forma di moneta, ma con la stesso spessore di una banconota. Che sperpera la carta come se non ci fosse bisogno di abbattere migliaia di alberi per ottenerla. In nome di un coolness che è solo la rappresentazione del nulla cosmico, con cui ci vestiamo per non sentirci nudi di fronte a noi stessi. Alla nostra capacità di sentirci felici con quello che abbiamo, per quello che siamo, per coloro che amiamo.
Diceva un aria famosa: “Armiamoci e partiamo”. Ma in questa guerra che non si combatte, ma di cui si subiscono SOLO passivamente gli effetti, perchè i soldati non si fanno mai vedere potrà mai essere vinta? Ragazzuoli, se non fossi convinto di sì (nonostante tutto) non sarei qui a scrivervi questi deliranti articoletti su questo piccolo blog… No?
Forza umanoidi, io credo in voi.

Bologna cool (part 1)

Mi è capitato sottomano un nuovo inserto del Resto del Carlino, chiamato Trendy. Oddio, non so se è nuovo, io non ho mai comprato in vita mia il Resto del Carlino, solo che ne ho trovato una pila appoggiati sulla postazione bancomat dove vado di solito a prelevare quei pochi spiccioli che ancora mi restano sul conto e incuriosito ne ho preso una copia.
Innanzitutto devo dire che in epoca di crisi economica e (peggio ancora) di carenza delle risorse, in cui quindi bisognerebbe non sperperare le preziose risorse di questo pianeta già così in subbuglio, il formato maxi e super patinato di questo inserto mi sembra veramente uno schiaffo all’intelligenza.
Poi lo apro e noto che gli articoli sono persino scritti a caratteri belli grossi e lasciando degli ampissimi spazi bianchi, della serie “abbiamo poche cose da dire” ma fà più figo scriverle in largo e incorniciate da begli spaziettoni di carta bianca fresca di disboscamento selvaggio, che tanto chi se ne frega del buco dell’ozono… E poi pagano gli sponsors…
E sì, gli sponsors. Perchè diciamocelo chiaro, questo è l’ennesimo inserto fatto per gli sponsors, perchè è solo una propaganda consumistica di quel fenomeno idiota che fa di tutti noi ” i cretini da spennare” in nome del “COOLNESS”.
Qualcuno tra i più ingenui di voi mi chiederà: “Ma cos’è questo COOLNESS?” (pronunciato Culness)
L’apparire fighi, il sembrare diversi da quello che si è. Più attraenti (qualche cretino pensa), più alla moda (la famosa moda del cazzo, scusate il francesismo), in poche parole “più cool” (sempre pronunciato Cuul)
Ma possibile che anche nella nostra DOTTA Bologna nessuno si accorga che “E’ SOLO UNA GRANDISSIMA PRESA PER IL COOL”?????????????????
D’accordo il capitalismo, il consumismo, che ci riempie da tempo immemore la bocca, gli occhi e anche il buco che ci rende tutti più cuul, ma adesso che siamo in braghe di tela, grazie a questa crisi che non è più crisi (come dice il saggio e sacente nostro premier) ma intanto siamo tutti alla canna del gas (chi più o chi meno, vero cavailiere?) ha ancora senso fingere che siamo ancora benestanti, più fighi che mai, e i più COOL che ci sono?
Che caxxo me ne frega di andare nei locali “inserzionisti” consigliati da questo insulso inserto, dove tra un sushi e un aperitivino mi posso godere l’ennesimo squallido dj set di qualche sfigato. Che caxxo me ne frega di sapere qual’è il look più seducente giovane ed elegante che usa anche una ex concorrente del grande fratello. Che caxxo mi può importare dell’anniversario di un azienda bolognese che si vanta di massacrare dei poveri animalini indifesi da 50 anni in nome del pelo con cui coprire il corpazzo squallido di megere soldo-dotate? (E il fatto che ci mettano pure la faccia nell’articolo fa pure rabbrividire, davvero…) E mi rende una persona migliore sapere quali sono i trattamenti di bellezza più cool e le automobili più fashion? E ancora questi enormi spazi bianchi a incorniciare i mini articoli sponsorizzati dai “brand” (si usa definirli così i marchi, se sei cool…)
E poi in mezzo, come a giustificare tanta vacuità, ti sbattono dentro i programmi giganteschi dei teatri più cool della città, perchè, ahò ragazzi, qui si sta facendo arte, mica pubblicità…
E mò mi scappa un bel… MA VAFFANCOOL!!!! (segue)

Tutti uguali e diversi da me

DiversitàPrendo in prestito il titolo di una canzone di un nostro famoso cantautore Italiano, per parlare di un argomento scottante. No, non sto ancora parlando del caldo infame che attanaglia la nostra città ormai da troppo tempo, ma della cosiddetta “diversità”, allacciandomi all’ennesimo fatto truce occorso a Roma l’altro giorno. 2 giovani gay aggrediti al Gay Village da un pazzo che “non sopportava le effusioni che i 2 si scambiavano”… Assurdo
Io sono cresciuto nel decennio che qualcuno si ostina a definire come il “decennio più stupido del 900″. Ecco, io vorrei che questo qualcuno si facesse vedere e mi motivasse questa sua uscita poco felice.
A parte che gli anni 90 sono forse stati molto meglio? E i 2000, che stanno per finire, hanno forse dei meriti imprescindibili? Non mi sembra proprio.
Io negli anni 80, per quello che ne potevo capire visto che ero ancora in fase di formazione, ho visto prima di tutto una grande voglia di vivere, gioire, stupire, distinguersi, realizzarsi, creare, colore e tanta musica, tra cui anche di buonissima e (in seguito) mai più eguagliabile fattura.
Certo, non erano tutte rose e fiori, c’era lo yuppismo e tante cose sciocche, ma che ritrovo esattamente adesso, solo in una maniera meno naif e tristemente più seriosa. Quindi gli anni 80 come spartiacque lo posso anche condividere, ma sono nei deceni che sono seguiti che abbiamo saputo fare di meglio solo nelle nefandezze. Ma tralascio quest’argomento per ora per non andare fuori tema.
Ho citato gli anni 80 perchè mai più come allora c’era desiderio di essere unici, di distinguersi dalla massa e questo aspetto veniva guardato con ammirazione, a differenza di quanto avviene adesso, dove i mass media e internet finiscono per appiattirci in un informe grossa massa di carne, dove si fa fatica a distinguere una persona dall’altra.
E adesso passo di palo in frasca, perchè almeno per ora non intendo soffermarmi su singoli aspetti, ma arrivare a dire una parola, che col tempo ha assunto significati agli antipodi di come poteva essere fino a qualche anno fà.
DIVERSITA’
Sin da piccolo ho sempre pensato che da grande volevo essere diverso, perchè è attraverso la diversità che ti puoi realizzare come individuo, perchè è attraverso la diversità che si può crescere imparando dalla persona diversa da noi, perchè è attraverso l’introspezione, l’esplorazione del proprio io che si può ad arrivare a sentirsi un unico inconfindibile e imprescindibile microcosmo capace di costruire qualcosa per cui valga la pena di vivere. E potrei andare avanti ore.
Ma ora qualcosa è cambiato. Diversità è sinonimo di fastidio, di non accettazione. E non a caso nel fantomatico gioco delle associazioni di idee molto spesso viene associato a omosessualità o peggio ancora, TOLLERANZA.
Questa parola, lo ammetto, mi fa ribrezzo. Non credo di averla mai degnata di uno sguardo nè tantomeno usata, nè nel mio periodo della scuola dell’obbligo, nè al liceo, nè all’università. Pensavo di poterne tranquillamente fare a meno e invece…
Ora si dice che SI DEVE TOLLERARE chi è diverso da noi. Tollerare=sopportare nel dizionario dei sinonimi. SOPPORTARE? E perchè nel decennio più stupido del 900 e prima ancora la diversità era da ammirare e da perseguire??? E perchè ora la persona diversa O E’ omosessuale O E’ uno straniero sgradito???
Forse mi sono perso qualcosa. Forse il coniglio di Donnie Darko non mi è ancora apparso in sogno per spiegarmelo, o forse è proprio questo il segnale che il capitalismo ha ormai creato il vuoto nella nostra società moderna. Siamo tutti globalizzati. Ma non come l’intendevo io da adolescente, dove era lo scambio culturale tra popoli diversi e persone diverse era NECESSARIO per la crescita dell’individuo e quindi della società formata dagli stessi individui. Siamo globalizzati perchè INGLOBATI in un unico spazio. Mono spazio, mono culturale, mono colorato. La pubblicità ci dice compra questo. Noi lo compriamo. Il giornale ci dice questo è così, quello è brutto. Noi fagocitiamo senza riflettere. E via così, fino ad arrivare a limitare la libertà individuale di poter essere come si vuole.
Non è triste?
Diverso ora vuol dire solo sgradito. Diverso solo chi è straniero e omosessuale. Solo perchè avere gusti sessuali personali o non tradizionali è per forza una colpa. Solo perchè essere nati in una nazione straniera e andare a vivere e (si spera) lavorare in un altro è sinonimo di sospetto e al 90% dei casi è criminoso.
Siamo davvero noi che abbiamo creato tutto ciò? E lo vogliamo davvero che sia così?
I miei gusti sessuali per esempio nonostante la mia età non sia più quella di un teenager, non sono poi così definiti. Nel senso che per me il sesso non ha tutta questa importanza. Perchè per me è l’interiorità che più conta, e per come la vedo io sono già abbastanza impegnato a realizzare il mio ego che preoccuparmi di fare sesso. E mi mi potreste dire voi: “Ecco, sei solo un frocio!” E io vi risponderei: “Se vi piace considerarmi frocio solo perchè non giudico le persone in base alle loro preferenze sessuali o perchè non sono un maniaco del sesso (anche se per quel poco che ho bazzicato mi piace moltissimo) fate pure. Ma sappiate che solo senza condizionamenti esterni, senza preconcetti e senza falsi moralismi (c’entrerà qualcosa il fatto che l’Italia è la sede della Santa chiesa?) si può essere felici e crescere umanamente proprio confrontandosi con persone che hanno qualcosa di differente da comunicarti. Che non è necessariamente il sesso. Perchè essere omosessuale non significa scopare come un riccio persone del proprio sesso e BASTA. Significa vivere esattamente come noi, gioire delle stesse cose di cui gioiamo noi, ma anche avere prospettive leggermente diverse. (e se ancora state pensando all’angolazione sessuale, beh un pò vi compatisco…) E stessa cosa per i cittadini stranieri immigranti nel nostro paese. I media ci hanno convinto che sono tutti dei criminali. I giornali e telegiornali ci mostrano SOLO quando qualcuno di loro (anche loro come gli Italiani mica sono tutti santi…) commette atti criminosi. Mai che ci informino di quanto invece si dannino l’anima per integrarsi e vivere in armonia con noi autoctoni.
E adesso che sto sinceramente meditando di andare a vivere all’estero, perchè il nostro paese è veramente triste, devo solo sperare di non trovare persone che non diano la stessa interpretazione alla parola diversità.
DIVERSITA’ è prima di tutto far funzionare i neuroni. Fare funzionare i neuroni significa scegliere autonomamente. Scegliere autonomamente è il primo passo per essere un individuo. Essere un individuo è l’unica cosa che può ancora salvarci e salvare questo pianeta.
Lo vogliamo?

Caldo, ancora caldo, fortissimamente caldo

Mi chiedo: si fermerà mai quest’ondata di caldo pazzesco che mai come quest’anno ha morso alla gola chi per scelta o per necessità ha dovuto rimanere in città quest’estate?
Sinceramente comincio a pensare (e la fantapolitica non è mai abbastanza FANTA se siamo in Italia…) si tratti di un complotto della grossa imprenditoria al potere per rilanciare la malandata economia.
Non è forse sempre lo stesso cavaliere (e i suoi scagnolzzi) che assicurano che la crisi o non esiste o è sotto controllo o è già superata e non dobbiamo preoccuparci di nulla, anzi spendere per rilanciarla del tutto?
Ecco allora il surriscaldamento “AD HOC” che costringe anche il più convinto assertore dell’austerity (bello eh questo termine? L’ho trovato in un articolo degli anni 70…) a partire con armi bagagli e famiglia (quando c’è) verso località di villeggiatura e muovere quindi “i soldi”.
Diceva qualcuno: “On y soit qui mal y pense” che se non erro in poche parole vuol dire che a pensare male spesso ci si azzecca.
E quindi ancora caldo, sempre caldo, fortissimamente caldo. E tutti in agenzia viaggi a prenotare viaggi in lande più accoglienti, oppure a investire in condizionatori. E l’economia viaggia… ciuff ciuff

Bulagna l’è cambiè (traduzione: Bologna è cambiata)

Agosto, Bologna mia ti disconoscoPremetto che non ho mai creduto nell’Europa (e sopratutto nell’Euro) ma piuttosto nel mondo, visto che mi reputo prima di tutto un cittadino del mondo e non di una sua provincia.
Passeggiando mio malgrado per le assolate strade del centro cittadino in questi giorni non ho potuto fare a meno di notare la sempre più massiccia presenza di cittadini stranieri, mentre i cittadini Bolognesi o smaltivano le ultime ferie in qualche spiaggia o se ne stavano ben rintanati a casa usufruendo dell’agognato impianto di condizionamento.
E devo dire una Bologna cosmopolita, non mi dispiace affatto!
In fondo, anche se all’inizio ero anch’io un pò sconcertato vedendo che la mia Bologna si stava sempre più de-bolognesizzando, è quello che sin da adolescente auspicavo. Una conoscenza e un interazione maggiore tra i popoli. Infatti anche la mia cultura (specie letteraria/cinematografica e musicale) non si può certo definir meramente italica… E non è vero che l’immigrazione porta solo degrado, perchè le persone che incontro per la strada, sono persone come me. Magari con uan pelle di colore diverso, magari coi lineamenti leggermente più esotici, ma è bello scoprire le tante cose che abbiamo in comune, che spesso anche con costossimi viaggi all’estero, non si è sempre in grado di percepire.
Certo, in ogni fenomeno di migrazione di massa non si può impedire che in mezzo alla tanta brava gente che viene qui per lavorare e comunque integrarsi, arrivino anche personaggi di dubbia (per non dire di peggio) integrità. Ma non è certo isitituendo ronde private o instaurando un clima da tragedia incombente che si favorisce una buona convivenza. Ma si sa, queste cose sono anche molto frutto dell’ignoranza in cui buona parte dell’elettorato attuale viene VOLUTAMENTE mantenuta, con scopi evidenti. Chiamiamoli affettuosamente “di controllo di stato”. (chiunque con una certa memoria storica poi è libero di vederci affinità con tristi pagine della storia del secolo appena trascorso…)
Invece io sono contento di vedere Indiani, Africani, Cinesi arrancare con me alla ricerca di un pò di refrigerio in queste terrificanti (credo anche per loro) giornate di afa mortale. E in mezzo qualche turista di passaggio che prova ad ammirare le bellezze del centro storico, e anon farsi sopraffare dalle avverse condizioni metereologiche.
In fondo non potendo da tempo permettermi vacanze in paesi lontani (sono ancora disoccupato e senza un soldo) sembra che siano i paesi stessi che mi mandano i loro rappresentanti per fare consocenza. Dice il saggio: se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto. ;-) ))

Ferragosto petroniano v2009.2

Bologna, Ferragosto\'s night 2009
Il giorno dopo ferragosto.
Caldo torrido ancora di più del giorno prima. Il pensiero torna all’anno scorso, che in Agosto era stato increbilmente + clemente col popolo dei vacanzieri alternativi o dei forzati domiciliari.
E il pensiero scivola ancora, ma stavolta sulle barche dei politici o le spiagge elitarie in cui stanno trascorrendo insieme ai loro cari le “meritate” ferie.
Ebbene, che se la godano pure…
E quando tornano si ributtino nei loro progetti e maccheggi per arricchire loro stessi e i loro soci del business. Non vorrei mai essere nei loro panni quando la lora anima comincerà a funzionare e si renderanno conto di quanto anno disatteso le promesse fatte ai loro elettori, incautamente rimasti fregati o solo speranzosi di poter beneficiare di una piccola fetta di torta…
E intanto Bologna, la bella Bologna, si ingrigisce, i suoi colori sbiadiscono, la sua aria si fà sempre più rarefatta e sempre meno respirabile, e la Bolognesità perde un pò di appeal, certo, ma sopravviverà anche a questo. Perchè dio vede e (prima o poi) provvede.
Fan…. a tutti e come diceva il grande Bruno Martino: “Odioooo l’estateeeeeeeeeee” LOL

Bologna e i turisti per caso

…che boccheggiano… nell’afa pomeridiana di un qualsiasi giorno di agosto in pieno centro storico.
Questi eroi, di un eroismo d’altri tempi andrebbero premiati e invece non solo non vengono accolti dagli autoctoni (barricati in casa con l’aria condizionata o chissà in qualche spiaggetta affollata e quindi assai poco promettente) ma sono anche accolti da un clima veramente ostile. Io mi chiedo, il riscaldamento del pianeta è una realtà (anche se alcuni si ostentano a non volerci credere e spero faranno la fine degli umani nella saga del “pianeta delle scimmie” mitico film di fantascienza che invito tutti a visionare), ma proprio non si può fare qualcosa per limitare i danni nel centro storico almeno?
E non mi sto riferendo a quelle baggianate delle limitazioni al traffico (adesso non ci sono praticamente macchine in giro a Bologna eppure…) ma qualcosa a livello programmatico a livello pratico, edilizio e a livello fisico per contrastare almeno un minimo gli effetti della “risacca infernale” che ormai è diventato “il ghetto del centro storico”?????? (e sottolineo ghetto, perchè sono sempre dell’idea che tutti i provvedimenti legati al centro storico, di traffico e non, siano solo cagate utili in campagna elettorale ma in fin dei conti di nessuna utilità pubblica, ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Deleterio come una nube su Cernobyl per il futuro dei nostri fligli… (io non ne ho ma non è ancora detta l’ultima parola…)

Com’è bella Bologna d’Agosto…

“Cronaca del primo di Sabato di Agosto a spasso per Bologna”…
A parte che c’è ancora un sacco di gente in città, altro che grande esodo!
Tutto è come gli ultimi anni. I Bolognesi D.O.C. o si tappano in casa, davanti ai bocchettoni dell’agognato condizionatore, o fanno vacanzine mordi e fuggi tanto per poter far vedere che non sono in miseria nera (loro) e così chi incontri in giro per la città?
Nel centro storico trovi ancora degli autoctoni, prevalentemente coppiette che magari abitano in periferia e che conservano ancora il culto della tradizione della passeggiata sul pavaglione e la sosta sul crescentone di piazza maggiore. (fateci caso, tutto finisce per “one” a bologna…)
Ma tante etnie, non più solo tunisini, algerini o cinesi, ma una variegatissima varietà di etnie, dall’indiano al sudamericano e chi più ne ha più ne metta. E incredibilmente anche turisti in timida visita.
Insomma Bologna città cosmopolita?
Ma spostiamoci in un grande centro commerciale (senza fare nomi perchè sarebbe pubblicità, tanto poi uno vale l’altro…) e qui troviamo le famiglie, e un ancora più vasta varietà di persone.
Ma nei centri commerciali si va prevalentemente per comprare e allora… sorpresa! Un buon 50% di clientela è composto da stranieri!!! Ma quindi la crisi la sentiamo solo noi Italiani? Dove sta l’inghippo? Non avrà mica ragione il Cavaliere quando dice che la crisi non esiste? O tutti questi extra comunitari sono al servizio del biscione? Che casino!
Eppure è bello vedere gente apparentemente lontana culturalmente da te, emozionarsi di fronte a un minifrigo portatile o a una lavatrice sottocosto o ancora a una fotocamera venduta come nera e che poi quando arrivi a casa scopri che è rosa… O interrogarsi sulla classe energetica del congelatore o ancora discutere su quale televisore LCD starà meglio nel loro salotto buono.
Insomma, questa sì che è integrazione e ci piace.
Però poi ci lasciamo prendere (colpa loro!) da un attacco di shopping compulsivo, complice lo sbalzo di temperatura dal caldo atroce durante il viaggio per arrivare e il “condizionato” super fresco di 1000 condizionatori a palla all’interno del centro commerciale. Fatto sta che usciamo carichi di roba, che non era proprio del tutto necessaria, e senza il motivo della nostra visita. (una lavatrice per la mamma che era già terminata a poche ore dall’inizio dell’offerta… che strano!)
E di nuovo ci accoglie tra le sue braccia LADY AFA, che ci provoca subito un piccolo senso di nausea, un pò perchè abbiamo speso inutilmente i pochi soldi che avevamo, e quindi “via ai sensi di colpa!” e poi perchè ci ritroviamo sul selciato, col nostro motorino, nelle strade popolate solo da mezzi meccanici, perchè i coraggiosi che sfidano il sole che picchia così forte (è metà pomeriggio) sono veramente pochi.
Quando ne incrociamo uno col pensiero gli facciamo i complimenti. 1) perchè è davvero un ardimentoso. 2) perchè non si è fatto turlupinare dalle mega offerte dei centri commerciali 3) avraà avuto i suoi buoni motivi.
E ora andiamo a spacchettare gli oggetti e gli oggettini che abbiamo incautamente acquistato e riprendiamo la via per il centro. La piazzola… quasi quasi… un giro anche qui?
Guarda, dei Bolognesi!!! Ma no dai, devi avere preso troppo sole, e poi non vedi che stanno sbaraccando? E nella parte dell’usato non c’è quasi nessuno… Andiamo via…
Riflessione: il riscaldamento del pianeta si accanisce contro Bologna, la capitale della bassa padana, non trovate che sarebbe giusto devolvere una quota, dare un piccolo contributo economico a chi o per scelta o per necessità, decide di sfidare il clima sempre più ostile della nostra amata città?
O perlomeno vietare per legge agli autoctoni di restare in città nei mesi più caldi.
Bologna, caldo mio non ti conosco :-P