Cinema

Divergenti (Festival Internazionale Cinema Trans, Bologna 14/17 Maggio 2009) pt.2


Il programma nel dettaglio:
La prima serata prevede oltre all’inaugurazione e presentazione con diversi importanti ospiti presenti, la proiezione di uno stupendo “Giorgio/a”, documentario sulla vita artistica di Giorgia O’Brien (nata Giorgio) cantante dotata di un escursione vocale decisamente straordinaria e anche un doveroso tributo alla grande artista scomparsa nel 2004. Molto bello anche “Paper dolls” (che avevo già visto a un altro festival) , storia di un gruppo di transessuali Filippini emigrati in Israele alla ricerca di una vita migliore e costretti comunque a uscire allo scoperto solo una sera alla settimana per esibirsi come drag queen in un locale di Tel Aviv.
Venerdì si continua con l’amaro ma intensissimo “Hotel Gondolin” che documenta la vita di una comunità di transessuali argentini nell’omonimo hotel, che in realtà è poco più di una bettola riadattata a una sorta di centro accoglienza per lavoratrici spesso sessuali e non sempre per scelta. Le discriminazioni della gente comune si sprecano e le difficoltà in un Argentina ancora in arretrato con usi e costumi fanno il resto, ma le più tenaci non si scoraggiano e lottano per i loro diritti.
A seguire “She’s a boy I know” struggente documentario sulla vita di Gwen Haworth (nato Steven) da lui stesso girato e interpretato insieme a parenti amici nel lungo periodo della sua transizione. Abbina momenti di grande ilarità ad altri tragicamente toccanti, però è a nostro parere uno dei film più riusciti anche cinematograficamente parlando. Particolarmente commoventi gli interventi di padre e della ragazza di Steven quando parlano della “dipartita” di Steven per lasciare spazio a “Gwen”…
Identities è invece un documentario sulla colorata comunità multiculturale transessuale in Irlanda. Belle immagini in un contesto ancora una volta molto vario e interessante. Presente alla proiezione fra l’altro uno dei protagonisti, l’Italiano Fabio Ferri.
Fine parte 2. A seguire il terzo e ultimo post sulla manifestazione. Grazie per l’attenzione :-)

Divergenti (Festival Internazionale Cinema Trans, Bologna 14/17 Maggio 2009) pt.1


Non so se sia prassi comune scrivere di eventi passati su un blog. Non so, sono nuovo. Ma siccome all’epoca non ero ancora iscritto a questo blog e l’evento è stato notevole a mio avviso, penso che un reportage lo meriti, anche per eventuali edizioni future.
Sto parlando di Divergenti, festival internazionale di cinema trans ideato e organizzato dal M.I.T. (movimento identità transessuale) per celebrare il quarantennale della rivolta di Stonewall (nascita del movimento Lgbt) e il trentennale del M.I.T. appunto che come si sa ha sede a Bologna.
L’evento si è svolto dal 14 al 17 Maggio (un mesetto e mezzo fa circa) al Cinema Lumière in via Azzogardino e anche l’ultima data aveva una valenza tutta sua. Si celebrava infatti la giornata mondiale contro l’omofobia.
Sì perchè anche se per molti sembrerebbe un fatto scontato, la discriminazione a sfondo sessuale è ancora diffusissima e quindi il mostrare immagini e condizioni di persone che nel mondo si trovano a sperimentarle quotidianamente sulla loro pelle è importante, sopratutto per un pubblico assuefatto alla comunicazione “standardizzata” e di “regime” che ci viene imposta dalle tv nostrane.
E così ci siamo tuffati in questa 3 giorni di immagini crude ma nello stesso affascinanti, di una condizione umana raramente sui tabloid (se non per casi di cronaca nera) ma che merita tutta l’attenzione e sopratutto un grande rispetto, che a volte non si sa per quale motivo viene ingloriosamente negato.
Ottime traghettatrici Porpora Marcasciano e Luki Massa introducevano giorno per giorno le proiezioni, illustrandone contenuti e significati.
Il pubblico vario e variegato ha dimostrato di gradire, indi per cui auspichiamo una nuova edizione l’anno prossimo ovviamente!
Segue post con le recensioni dell’intero programma. :-)

Biografilm Festival 2009, e la crisi pesò…

Biografilm Festival 2009 (locandina)
Con doverosa partecipazione e rispetto mi accingo a scrivere un breve reportage sull’edizione 2009 del Biografilm Festival appena conclusasi. Premetto che da sempre seguo questa celebrazione internazionale delle vite che dal lontano 2005 dà risalto a una marea di bellissimi bio pic (films documentari biografici sulla vita di persone più o meno famose) che altrimenti resterebbero totalmente inedite per i più.
Ma ahimè devo subito constatare dal programma, che il grande clima di recessione “globale” ha lasciato il segno anche qui. Il programma, contrariamente agli anni scorsi (quello dell’anno scorso era semplicemente sublime e variegato) presenta grossi buchi e l’interesse spesso latita. Si ha come l’impressione di minestra riscaldata o comunque di un piatto servito freddo. Lo specchio per le allodole è Woodstock, il mega festival musicale “open air” che celebra i suoi 25 anni. Ma sono cose viste e riviste migliaia di volte da tutti e non bastano certo gli incontri coi protagonisti (protagonisti?) a renderli imperdibili. Vabbè, subisco anch’io il fascino di certe immagini sul grande schermo, come gli Who che spaccano chitarre e batteria, Jimi Hendrix che violenta l’inno americano e i tuffi nel fango della moltitudine entusiasta della prima edizione del festival (ma anche degli emuli delle successive e posticce edizioni…). Vabbè, ma confido in qualcosa di meglio. E invece? Solo i grandissimi fratelli Marx (i comici surreali più grandi e anticipatori della storia) con Animal Crackers (anche questo non certo inedito) e l’incontro con una lontana parente mi lasciano ancora di più questa sensazione di vuoto. E non basta neanche il “Groucho party” (con nasi e baffi finti come il vecchio Groucho Marx appunto) a togliermi dalla testa che questa edizione non passerà certo alla storia.
Ah dimenticavo, mi è piaciuta anche la retrospettiva sui fratelli Warner (i famosi Warner Bros. quasi inventori del cinema moderno e quindi anche degli storici cartoons) e un paio di films musicali di Julian Temple (anche ospite) però anche questi erano non certo chicche di prime pelo, ma pellicole abbastanza note, anche se specie il film su Joe Strummer è qualcosa da non perdere assolutamente.
Però a parte queste e altre piacevooli sorprese che in questo momento magari mi sfuggono, è la “farcitura grossa” con cui è stato letteralmente riempito il festival a lasciarmi la bocca amara. Ok, gli incontri, ok gli eventi, ma devo pagare 5€ ogni volta +7€ di biografilm card (la novità più becera dell’anno, una card che devi fare asolutamente per accedere alle programmazioni, che si va a sommare alla card del Lumiere, il luogo dove storicamente si tiene l’evento. Tutto questo secondo me non favorisce certo l’aggregazione di pubblico extra, anche se un plauso lo devo fare per le facilitazioni per gli studenti, che possono entrare a prezzi veramente invitanti) per vedere roba che non c’entra niente col festival come il pur bellissimo “The Kingdom” di Lars Von Trier, o ancora il mitico “I soliti sospetti” o il sublime “Dead man” di Jim Jarmush. ecc.ecc….
E sopratutto come spiego ai miei amici che sono andato a vedere una rassegna di films biografici e non una normalissima rassegna di bei films?
Certo, direte voi, stai un pò cercando il pelo nell’uovo… Forse, ma io amo il biografilm festival, per le passate rassegne che mi hanno quasi sempre entusiasmato. Questa proprio non ci è riuscita. Non si è neanche avvicinata. Sono sicuro che gli organizzatori si sono trovati a fare le nozze coi fichi secchi e ci hanno comunque provato a mettere insieme un discreto programma. Per quello il mio voto è 5 e 1/2 e non di meno. Maledetta recessione. Provaci ancora Biografilm!!!

il Cassero arcigay di Bologna presenta l’anteprima del film “Diverso da chi?”

locandina
Il Cassero gay lesbian center ospiterà l’anteprima bolognese del film “Diverso da chi?” di Umberto Carteni dal 20 Marzo nelle sale cinematografiche. L’appuntamento è previsto per Giovedì 19 Marzo presso il cinema Medica di via Montegrappa 9. Alla proiezione sarà presente il regista con il “grosso” del cast: Luca Argentero, Claudia Gerini e Filippo Nigro. Il film narra la storia di Piero, un giovane politico omossessuale che nella corsa per la poltrona di sindaco di una città del nord-est si scontra con Adele, una collega dalle idee moderate e conservatrici, ma dopo gli attriti inziali i due verranno travolti dal vortice della passione. Un altro esempio di omossessualità rinnegata?In questo caso ci sarebbe da stupirsi della scelta fatta dallo staff del Gay Lesbian center a meno che la pellicola non riservi ulteriori sorprese. La cosa certa è che a seguire ci sarà l’immancabile festa in stile Cassero nella sede di via Don Minzoni, a cui parteciperà anche il cast del film.

La Cineteca di Bologna presenta il primo volume della “collana Pasolini”

larabbia_loc La Cineteca di Bologna ospita dal 2003 la più vasta documentazione sull’opera e la figura di Pier Paolo Pasolini. Oltre 1.200 volumi comprendenti le varie edizioni dei libri del poeta e monografie a lui dedicate a cui si aggiungono un corposo archivio fotografico, audiovisivi, registrazioni di convegni, interventi a programmi radiofonici, tesi di laurea, riviste e cataloghi.
L’imponente raccolta è stata trasferita da Roma a Bologna per volontà di Laura Betti, attrice e cantante nata a Casalecchio di Reno e legata a Pasolini da un profondo legame artistico ed umano. L’insieme del materiale va a costituire il Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini che con l’Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini è continuamente al centro di attività di respiro internazionale volte ad approfondire e diffondere l’opera di un’artista multiforme e spesso misconosciuto. Da questi intenti nasce il progetto editoriale, presentato in questi giorni nelle principali librerie italiane, che porterà alla commercializzazione del dvd corredato dal libro fotografico de “La rabbia” di Pasolini (1963). Un film “respinto,snaturato, dimezzato” (Sanguineti), oggi restituito alle concezioni dell’autore grazie a 16 minuti di girato in più che, seguendo scrupolosamente le indicazioni del testo, vanno a ricostruire la prima parte del film. L’ardita operazione è stata curata da Giuseppe Bertolucci mentre il lavoro di ricerca e di ricostruzione è stato condotto presso la Cineteca di Bologna in collaborazione con Minerva Raro e Istituto Luce. Il film così fatto rivivere è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2008 col titolo “La rabbia” Ipotesi di ricostruzione. Prossimi appuntamenti per apprendere dalla viva voce di Bertolucci e Chiesi (curatore del libro fotografico) le curiosità ed i risvolti di questa affascinante operazione saranno il 24 Febbraio alla Casa del Cinema di Roma, il 25 Febbraio al cinema Rosebud di Reggio Emilia ed il 26 Febbraio alla libreria Feltrinelli di Bologna.