Aperitivo
Scritto Domenica 27 Settembre 2009 da Franco Turra
Ciao! Con questo post intendo inaugurare una nuova rubrica, che parla di cinema se non si fosse capito. Perchè a Bologna, aldilà delle abitudini importate dell’aperitivo e di andare a vedere concerti di musica dal vivo solo se sono grandi eventi con grossi nomi super sponsorizzati, andare al cinema è ancora una delle più sane abitudini.
Purtroppo, essendo io tuttora disoccupato e senza reddito alcuno, ho dovuto limitare di molto la mia frequentazione di sale cinematografiche, fra l’altro sempre più costose (sigh) ma siccome la mia cinefilia è pari solo alla mia cocciutaggine, vi recensirò i pochi (molti) film che sono andato a vedere, anche se non facendone una delle solite recensioni, ma parlandovene come ve ne parlerebbe il vostro vicino di casa o il vostro collega di lavoro. Ok? Vado.
Il film più recente che ho visto al cinema è Drag me to hell
Locandina Drag me to hell
Il genere come potete ben intuire è l’horror, genere tra i miei preferiti da sempre. Il regista è Sam Reimi, fresco reduce di grande notorietà grazie alla saga di Spiderman. Il suo è un ritorno all’horror perchè suo è il celeberrimo “The evil dead” (LA CASA da noi in Italia) piccolo gioiellino low budget del 1983 e i due successivi sequel, la casa 2 e l’armata delle tenebre. Poi tanta altra carne al fuoco fino ad oggi, inclusi altri non convincentissimi tentativi di riapprodo all’horror. Ma stavolta direi che ha fatto centro. Anche se c’è qualche critico “benpensante” che ha definito quasi demenziale questo film, “Drag me to hell” eredita invece alcuni lati grotteschi di “The evil dead” per unirli a interessanti disquisizioni sulla condizione umana. Geniale l’inserimento del tema del vampirismo attualizzandolo. I veri vampiri dei nostri tempi, le banche!!! Altrochè quei poveretti bianchi pallidi e cadaverici individui con mantelli neri e canini sporgenti che non sopportano la luce! Le banche la luce la sopportano, e succhiano il sangue a chicchessia alla luce del sole. Come a quella strana signora, a cui l’arrivista biondina protagonista del film (e bancaria in carriera di professione naturalmente) nega una proroga sulla restituzione del prestito per la casa solo per far colpo sul direttore della banca, per conquistare l’ambita promozione. Mal gliene incolse!! In realtà la strana signora è una nomade con poteri paranormali, che poco prima di morire le scatena addosso una terribile maledizione da cui imparerà molte cose…
Poi non vogliamo scoprire altre carte del film, che comunque Raimi gioca sempre al meglio, utilizzando la sua grande esperienza di cineasta e di racconta storie. I protagonisti sono all’altezza. Spassosissima la scena di quando il fidanzato della biondina la porta a casa dei suoi genitori per fargliela conoscere e anche gli effetti speciali sono ben calibrati e non eccedono, cosa che sottolinea ancora una volta la bravura di Raimi e la non necessità del gore a tutti i costi per una riuscita pellicola horror.
Mi sono divertito insomma. Certo, non sarà uno dei film horror che mi porterei in un isola deserta, ma nel panorama asfittico cinematografico recente devo dire che un bel POLLICE SU se lo guadagna egregiamente. Alla prossima amici!
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Tag:Bologna, Cinema, recensioni cinematografiche
Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Franco Turra
No, non è un articolo preso pari pari da un giornale qualsiasi di un ventennio fa. (e lo diciamo per i ggggiovani, quelli che non ahnno vissuto i tanto vituperati anni ’80, ma in quegli anni di Bologna si parlava in quei termini)
Lo so che adesso quest’argomento lo tirano fuori solo i politicanti della locale amministrazione quando gli si fa notare della ormai latente scena musicale Bolognese dovuta al sempre crescente menefreghismo culturale della loro gestione, ma mi piace ricordare così la mia città. Citando le parole degli stessi assessori alla musica, Bologna è “da sempre” la città della musica, capace di partorire le migliori menti musicali dell’Italia intera. Gente come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Gli Stadio, Biagio Antonacci (non sapevo che questi ultimi due fossero di Bolona, ma vabbè), Cesare Cremonini coi suoi Luna Pop, Andrea Mingardi col suo fantastico e impagabile Festival delle arti, Luca Carboni e chi più ne ha più ne metta.
Poi giriamo per la città e troviamo solo locali trendy, dove non trovi uno straccio di musica LIVE decente neanche a pagarla. Oppure, la trovi, ma è sempre quella, la musica fatta dagli stessi personaggi, che si spacciano per trendy e alla fine ti rincoglioniscono col loro fighettume colmando solo il silenzio di una serata altrimenti muta e imbarazzante, ma regalandoti emozioni e nuove esperienze ZERO. E questo se ti va bene ovviamente. Perchè ormai è prassi consolidata spacciare gli squallidi DJ sets che impazzano un pò ovunque per MUSICA DAL VIVO!!!! Orrore. Orrore. Orrore.
Ma davvero si può pensare solo per un momento che un qualsiasi cretinetto dotato di computer o lettore CD o consolle con giradischi di ultima generazione sia musica dal vivo? E siamo davvero sicuri che questi personaggi che grazie a costi e oneri contenuti (per i locali, non certo per gli sfortunati avventori dei locali) hanno cacciato la vera musica dal vivo dai locali, siano vivi??? Avete mai provato a parlarci con uno? Oddio, ci saranno sicuramente le eccezioni che confermano la regola, e anche semplicemente persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza generale, accontentandosi di trarne un profitto, però il livello è decisamente basso. Quando ero ragazzino si facevano le cassettine compilations in casa e poi si portavano alle feste. In età più adulta i CD compilations. Mai nessuno sentiva il bisogno di “un essere” dietro a degli apparecchi elettronici (quindi autonomi per il 90% delle operazioni a loro affidate) che scegliesse in loco le canzoni che noi dovevamo ballare o che ci dovevamo sorbire tra una birra e l’altra. E che magari se la tirasse anche perchè con le fighette più stupide poteva dire la fatidica frase: -”Sai? La settimana prossima “suono” al PINCOPALLIN BAR, vieni a sentirmi???
SUONO??????
SUONO??????
VIENI A SENTIRMI????????????
Ah come vorrei essere la fi… oops la ragazza più bella del mondo per andarea “smerdare” tutti sti imbecilli che si credono dei creativi o peggio, degli artisti.
Gente il cui unico talento risiede nello scegliere canzoni da far ascoltare al povero pubblico che passivamente subisce e non distinguere una radio dalla musica suonata da umani, in grado di offrire un divertimento ed emozioni ben più coinvolgenti e umane.
Ma vabbè, ormai i DJ sono un male inevitabile. Questi personaggi sono entrati nella nostra vita come il virus influenzale e le zanzare tigre. Insomma bisogna conviverci.
Solo che rendiamoci conto che senza i musicisti, quelli che LA MUSICA la fanno, la inventano, la suonano, costoro a lungo andare non avranno più nuova musica da proporre e ci faranno due palle grosse così, vale a dire ancora di più di quelle che già ci stanno facendo. Orribile non trovate?
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Tag:assessorato alla cultura, Bologna, cool, Cultura, DJ, Locali, musica, musica dal vivo, trendy
Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Franco Turra
(segue)
Dicevamo… di questo bell’insertino del Carlino (scusate la rima da hip hopper), che scopriamo uscire in ogni città con un edizione speciale, perchè quello che abbiamo tra le mani è denominato “TRENDY Bologna”… Pensate putacaso che sia uno dei soliti inserti super sponsorizzati e super sponsorizzanti atti solo a farci il lavaggio del cervello e indurci al consumo di beni voluttuari? Ma nooooooooooo, pensate sempre male voi! Sarete mica comunisti? Il nostro bell’insertino modaioolo ci regala anche cultura a piene mani. Come dicevamo ci sono tutti i programmi dettagliati dei maggiori teatri cittadini, un dettagliato articolo sulla rockstar Nek che ci parla del suo impegno sociale e di quante copie abbia venduto in carriera, un servizio sulle bellezze della pianura dell’Idice e le mete per i viaggi più cool con un occhio alla borsa, e che non si dica che non ci tengono al vostro portafoglio faticosamente riempito!
E poi 4 pagine super colorate che ci informano dell’evento che più aspettavamo, vale a dire l’apertura in città di un ristorante specializzato nella cucina Inglese finalmente, da sempre la patria della buona cucina, che noi Bolognesi possiamo solo sognarci. Ed è bello scoprire che il piatto British più proletario di sempre, il celeberrimo “fish and chips” (pesce e patatine) viene gentilmente offerto a soli 15 €!! Ma cosa andate a pensare, sarà una porzione stile Gulliver, cioè gigantesca!
E che bello a pagina 84 leggere tutti i segreti della bellezza come fattore di trasformazione… Ora bramo dalla voglia di comprarmi un mesofiller, o meglio ancora un high potency peel con cui farmi la pelle di un bambino, e poi giù con le maschere antiossidanti o all’acido retinoico che stendono le rughe anche di Ramsete IV (antico faraone egiziano n.d.r.) in un turbinio di impianti di acido jaluronico per farci le labbra uguali ai canotti di Angelina Jolie e tutte le sue improbabili seguaci. Siiiiiiiiiiiiiiiii. Ora fisso un appuntamento con la dottoressa. Voglio sembrare il più cool possibile. Voglio che la prossima volta che rido per una barzelletta sui carabinieri o sul calciatore Totti mi si tiri talmente la pelle che mi fa ridere anche il cuul, quello di dietro però.
Ragazzi, non ho più parole da spendere. A dire il vero nè soldi e nè parole da spendere, e neanche lacrime da piangere, perchè se è questa l’evoluzione della razza umana sono ben contento di tirarmici fuori.
Ho sempre pensato a Bologna come un isola felice. Anche in momenti recenti, sono convinto che questa decadenza generale dell’intelligenza umana colpisca Bologna e i Bolognesi solo di striscio, e non come avviene negli altri posti. Ma quando leggo e vedo queste cose mi sale la mosca al naso, perchè non ci si può continuare a fare abbindolare così. Da sta gentaglia stupida e arrogante. Con l’unico pensiero a forma di moneta, ma con la stesso spessore di una banconota. Che sperpera la carta come se non ci fosse bisogno di abbattere migliaia di alberi per ottenerla. In nome di un coolness che è solo la rappresentazione del nulla cosmico, con cui ci vestiamo per non sentirci nudi di fronte a noi stessi. Alla nostra capacità di sentirci felici con quello che abbiamo, per quello che siamo, per coloro che amiamo.
Diceva un aria famosa: “Armiamoci e partiamo”. Ma in questa guerra che non si combatte, ma di cui si subiscono SOLO passivamente gli effetti, perchè i soldati non si fanno mai vedere potrà mai essere vinta? Ragazzuoli, se non fossi convinto di sì (nonostante tutto) non sarei qui a scrivervi questi deliranti articoletti su questo piccolo blog… No?
Forza umanoidi, io credo in voi.
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Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Franco Turra
Mi è capitato sottomano un nuovo inserto del Resto del Carlino, chiamato Trendy. Oddio, non so se è nuovo, io non ho mai comprato in vita mia il Resto del Carlino, solo che ne ho trovato una pila appoggiati sulla postazione bancomat dove vado di solito a prelevare quei pochi spiccioli che ancora mi restano sul conto e incuriosito ne ho preso una copia.
Innanzitutto devo dire che in epoca di crisi economica e (peggio ancora) di carenza delle risorse, in cui quindi bisognerebbe non sperperare le preziose risorse di questo pianeta già così in subbuglio, il formato maxi e super patinato di questo inserto mi sembra veramente uno schiaffo all’intelligenza.
Poi lo apro e noto che gli articoli sono persino scritti a caratteri belli grossi e lasciando degli ampissimi spazi bianchi, della serie “abbiamo poche cose da dire” ma fà più figo scriverle in largo e incorniciate da begli spaziettoni di carta bianca fresca di disboscamento selvaggio, che tanto chi se ne frega del buco dell’ozono… E poi pagano gli sponsors…
E sì, gli sponsors. Perchè diciamocelo chiaro, questo è l’ennesimo inserto fatto per gli sponsors, perchè è solo una propaganda consumistica di quel fenomeno idiota che fa di tutti noi ” i cretini da spennare” in nome del “COOLNESS”.
Qualcuno tra i più ingenui di voi mi chiederà: “Ma cos’è questo COOLNESS?” (pronunciato Culness)
L’apparire fighi, il sembrare diversi da quello che si è. Più attraenti (qualche cretino pensa), più alla moda (la famosa moda del cazzo, scusate il francesismo), in poche parole “più cool” (sempre pronunciato Cuul)
Ma possibile che anche nella nostra DOTTA Bologna nessuno si accorga che “E’ SOLO UNA GRANDISSIMA PRESA PER IL COOL”?????????????????
D’accordo il capitalismo, il consumismo, che ci riempie da tempo immemore la bocca, gli occhi e anche il buco che ci rende tutti più cuul, ma adesso che siamo in braghe di tela, grazie a questa crisi che non è più crisi (come dice il saggio e sacente nostro premier) ma intanto siamo tutti alla canna del gas (chi più o chi meno, vero cavailiere?) ha ancora senso fingere che siamo ancora benestanti, più fighi che mai, e i più COOL che ci sono?
Che caxxo me ne frega di andare nei locali “inserzionisti” consigliati da questo insulso inserto, dove tra un sushi e un aperitivino mi posso godere l’ennesimo squallido dj set di qualche sfigato. Che caxxo me ne frega di sapere qual’è il look più seducente giovane ed elegante che usa anche una ex concorrente del grande fratello. Che caxxo mi può importare dell’anniversario di un azienda bolognese che si vanta di massacrare dei poveri animalini indifesi da 50 anni in nome del pelo con cui coprire il corpazzo squallido di megere soldo-dotate? (E il fatto che ci mettano pure la faccia nell’articolo fa pure rabbrividire, davvero…) E mi rende una persona migliore sapere quali sono i trattamenti di bellezza più cool e le automobili più fashion? E ancora questi enormi spazi bianchi a incorniciare i mini articoli sponsorizzati dai “brand” (si usa definirli così i marchi, se sei cool…)
E poi in mezzo, come a giustificare tanta vacuità, ti sbattono dentro i programmi giganteschi dei teatri più cool della città, perchè, ahò ragazzi, qui si sta facendo arte, mica pubblicità…
E mò mi scappa un bel… MA VAFFANCOOL!!!! (segue)
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Tag:Bologna, chic, cool, Inquinamento, inserti, resto del carlino, trendy
Scritto Mercoledì 12 Agosto 2009 da Franco Turra
…che boccheggiano… nell’afa pomeridiana di un qualsiasi giorno di agosto in pieno centro storico.
Questi eroi, di un eroismo d’altri tempi andrebbero premiati e invece non solo non vengono accolti dagli autoctoni (barricati in casa con l’aria condizionata o chissà in qualche spiaggetta affollata e quindi assai poco promettente) ma sono anche accolti da un clima veramente ostile. Io mi chiedo, il riscaldamento del pianeta è una realtà (anche se alcuni si ostentano a non volerci credere e spero faranno la fine degli umani nella saga del “pianeta delle scimmie” mitico film di fantascienza che invito tutti a visionare), ma proprio non si può fare qualcosa per limitare i danni nel centro storico almeno?
E non mi sto riferendo a quelle baggianate delle limitazioni al traffico (adesso non ci sono praticamente macchine in giro a Bologna eppure…) ma qualcosa a livello programmatico a livello pratico, edilizio e a livello fisico per contrastare almeno un minimo gli effetti della “risacca infernale” che ormai è diventato “il ghetto del centro storico”?????? (e sottolineo ghetto, perchè sono sempre dell’idea che tutti i provvedimenti legati al centro storico, di traffico e non, siano solo cagate utili in campagna elettorale ma in fin dei conti di nessuna utilità pubblica, ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Deleterio come una nube su Cernobyl per il futuro dei nostri fligli… (io non ne ho ma non è ancora detta l’ultima parola…)
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Tag:Bologna, bonifiche, clima, Inquinamento, riscaldamento del pianeta, turismo
Scritto Domenica 2 Agosto 2009 da Franco Turra
…tutta qui?
D’accordo che ad Agosto le persone che restano in città forse non sono tante (e quindi neanche gli elettori) ma uno straccio di rassegna “cittadina”????
Possibile manco una?
Vedo fiere di San Lazzaro e diverse altre, ma solo nei comuni limitrofi. Ma a Bologna città tutto è spento, tranne Sirio e insomma quelle cagate di telecamere spilla soldi. Rendiamocene conto, questo è quanto la politica e i nostri amati paladini politichesi sono in grado di offrirci. Una città zombie, culturalmente zero e ludicamente inadeguata. Del divertimentificio di una volta c’è solo un pallido ricordo.
Se dobbiamo accontentarci di localucoli con dj sets allora ditecelo prima che togliamo il disturbo. Altrimenti ficcatevi nella testa che non tutti gli elettori sono stupidi e si accontentano di ronde o limitazioni di qualsiasi tipo allo scopo di avere una quiete di cui nessuno se ne fa niente in fin dei conti. (non sarà un caso che tutte queste lamentele di “cittadini benemeriti” sono saltate fuori in grande numero SOLO DAL MOMENTO che l’insoddisfazione generale è salita di livello? Mi spiego meglio: l’Italia allo sbaraglio, alla mercè di politicanti e imprenditori senza scrupoli, la crisi economica e voilà, tutti siamo 10 volte + suscettibili di prima e ci dà pure fastidio che qualcuno si diverta anche semplicemente bevendo un bicchiere di birra o andando a vedere un concerto e poi discuterne con gli amici sotto casa… Facciamo un pò di esame di coscienza va là…)
Certo, adesso nella situazione in cui siamo è diventata un operazione davvero imponente. Anni di desertificazione culturale e di diversificazione dello svago ci hanno portato a questo punto, ma è pur sempre vero anche il detto che !quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”…
O no?
Ma abbiamo dei politici o degli uomini di potere davvero duri abbastanza? O davvero interessati a rimuovere il degrado culturale in cui anche Bologna è sprofondata?
La mia è una sfida. Speriamo non cada nel vuoto come le preghiere dei terremotati dell’Abruzzo.
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Tag:arte, bò estate, Bologna, estate a bologna, rassegne, svago
Scritto Domenica 26 Luglio 2009 da Franco Turra
… perchè, lo è mai stata, qualcuno chiederà???
Ok, per le nuove generazioni ormai essere trasgressivo è essere gay o emo (per chi non lo sapesse è un pò simile all’antico termine dei “darkettoni”, in pratica sono ragazzi che cercano solo di non farsi risucchiare dalla massa, cercando di non essere troppo globalizzati. L’esito è questionabile, ma apprezzabile il tentativo) o al limite estremo punkabbestia.
Ma (e qui facciamo la parte degli anziani rompiballe “memoria storica” guys, Bologna viveva fino a qualche anno fa (facciamo un decennio e oltre) di tante piccole trasgressioni che ne avevano fatto il paradiso per tanta cultura alternativa che ora sembra smarrita o quanto meno annacquata. (si scrive così? non c’ho voglia di andare a guardare nel vocabolarioooooooo)
Certo, mi si dirà, è tutto proporzionato alla media nazionale, ma siccome certe tradizioni non andrebbero mai smarrite, ci permettiamo di invocare quel DNA tipico di tutti i bolognesi, cioè la voglia e la capacità di trasgredire anche nelle piccole cose, perchè se una cosa ce l’hai nel DNA non la puoi perdere mai del tutto. O no? Puoi perderci l’abitudine, ma poi è come andare in bicicletta. Prima o poi torni a farci la mano.
Ma cos’è la trasgressione qualcuno potrebbe chiedermi?
In effetti il significato è multiplo, se non multiplo del suo stesso multiplo.
Un mio personale significato (nonchè mio favorito) è essere solo e soltanto sè stessi, cercando di non farsi (quasi) mai influenzare dagli stereotipi, dai media, da tutto quello che ci rende uniformi (uguali, non divise… LOL) e quindi facilmente assoggettabili e “controllabili”.
Il mio sogno sarebbe un piccolo microcosmo in cui nessuno “caga” la pubblicità, in cui ognuno sviluppa le sue passioni e pulsioni, indipendentemente da quello che fanno gli altri, in cui c’è curiosità e non ossessioni da pettegolezzo, in cui si può fare ed essere quello che si vuole, senza timore e senza pregiudizi.
Facile direte voi. FACILE?
Provate a riflettere su questa mia utopia e sappiatemi dire… (forse mi direte: a mattoooooooooo)
Baci
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Tag:Bologna, dark, emo, gay, no global, punkabbestia, trasgressione, utopia
Scritto Sabato 11 Luglio 2009 da Franco Turra
…che mi porta qui…
Parto dalla bella canzone di GIorgia per introdurre un articoletto vagamento politico che riguarda l’annoso “problema del degrado del centro storico di Bologna”.
E’ strano che all’indomani dell’elezione di un altro esponente della “sinistra” a sindaco di Bologna (la città più amata dagli Italiani n.d.r.) non si senta più parlare del degrado nel centro storico.
Quello che era stato il refrain + gettonato della lunghissima campagna elettorale della “destra” per scalzare la sinistra dalla “roccaforte rossa” per eccellenza ora si è zittito. Come se dovesse prendere fiato. Rifiatare. E’ così infatti. Sarebbe inutile, visto che il nuovo sindaco si sta insediando in queste ore nella nuova poltrona, tirare fuori tutto il solito arsenale di accanimento mediatico. Ma vedrete, il “degrado” tornerà alla ribaltà nei tempi previsti dalle leggi elettorali…. Appena si potrà fare un primo bilancio delle prime iniziative e dell’inizio dei programmi della nuova giunta, la magia del degrado tornerà a occupare le prime pagine dei giornali. Le ronde (di memoria fascista) torneranno a essere richieste a gran voce dalla cittadinanza indignata. Fior fiore di articoloni con tanto di fotografie ritoccate con photoshop torneranno a campeggiare sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali. Bologna non è + sicura! Non è + l’isola felice che era una volta. Via i comunisti da Bologna!!! Non darò mai mia figlia in sposa a un bolscevico!!!
E’ innegabile. Bologna è la chiave per il controllo totale del potere politico Italiano. E’ un pò considerata da tutti come il Forte Alamo della situazione politica italiana. Quando crollerà sotto i colpi come un pugile suonato (e i tempi sono maturi per motivi che potrei elencare ma finirei per intasare il blog) allora sarà il segnale del punto del non ritorno. L’Italia sarà definitivamente in pugno a un unico fronte. Sarà un bene? Sarà un male? Non so, o meglio, non voglio dire.
Sappiate solo che io abito in pieno centro storico dal 2001 e il solo degrado diverso che vedo rispetto ad altre zone della città è quello dei rifiuti per terra. Ma la cosa che mi fà più specie è che ci si meravigli!!! La maggior parte dei locali e ritrovi per i giovani sono in centro storico. Bologna è da sempre popolata di studenti fuori sede che spesso non hanno grandi possibilità economiche, quindi essendo l’università lì spesso finiscono per trascorrerci anche la serata, magari anche perchè hanno in affitto un appartamento in zona, oppure perchè una volta arrivati in centro, con le assurde limitazioni al traffico (e anche su questo è meglio che mi morda la lingua) che ci sono, tanto vale rimanere in zona piuttosto che doversi fare di nuovo il tragitto fino a casa, prendere la macchina e poi dovere impazzire per trovare un varco o un parcheggio per arrivare nei luoghi di aggregazione. Insomma, mi dico io, sarebbe tanto difficile creare posti di aggregazione DIVERSIFICATI, un pò in ogni zona della città? Il degrado “croce e delizia” dell’opposizione non tornerebbe a essere un banale e assai più circoscrivibile problema?
La realtà è che siamo diventati tutti troppo intolleranti. Siamo stati tutti giovani almeno una volta e dovremmo ricordarcelo. Certo è che se aspettiamo che se lo ricordi la classe politica attuale allora stiamo freschi…
(tornerò sull’argomento, ma per ora buon fine settimana!)
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Tag:Bologna, degrado, estrema destra bologna, problematiche giovanili, sinistra