Uscire

Music Heaven Bologna dal 12 al 17 maggio 2010

Music Heaven BolognaDal 12 al 17 maggio 2010 si terrà a Bologna Music Heaven che si inserirà nel ricco cartellone di Music Italy Show.

Tema portante sarà la chitarra e per questo motivo sono previste esibizioni di importanti chitarristi, italiani e stranieri, che spazieranno dal rock al metal, dal blues al jazz, dalla musica classica a quella contemporanea.

Si sta pensando ad un grande concerto per sabato 15, a cui seguirà domenica 16 l’Alba delle chitarre con il pubblico che aspetterà l’alba sui prati dei colli cittadini ascoltando suggestive chitarre New Age.

Lunedì 17, presso il Teatro Comunale, si terrà il concerto di un chitarrista rock accompagnato dall’orchestra sinfonica che chiuderà Music Heaven Bologna e di cui ancora non si conosce il nome.

A partire da mercoledì 12 maggio la rete di jazz club e di locali d’intrattenimento di Bolgona sarà coinvolta nella programmazione di serate a tema e sono previsti aperitivi, parties ed altre originali iniziative.

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Christine Cristina, proiezione nazionale a Bologna il 2 dicembre

Christine CristinaMercoledì 2 dicembre a Bologna la proiezione in anteprima nazionale del film “Christine Cristina” diretto da Stefania Sandrelli, dedicato a Cristina da Pizzano, una figura esemplare nella storia della letteratura.

Di origine italiana – la famiglia proviene da Pizzano, nei pressi di Bologna – Cristina ha vissuto in Francia nel momento di passaggio fra il Medioevo e l’Umanesimo e fu la prima donna a vivere soltanto grazie alla propria penna, cioè scrivendo e pubblicando opere poetiche. Il film ha partecipato al Festival Internazionale del film di Roma 2009 nella sezione Fuori concorso.

Alle ore 16.00 inaugura al Museo Civico Medievale (via Manzoni, 4 – Bologna) la mostra con i costumi di Nanà Cecchi per “Christine Cristina”. La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio 2010.

Alle ore 18.00 presso l’Aula A del Dipartimento di Discipline della Comunicazione (via Azzo Gardino, 23 – Bologna ) si terrà “Dentro il film”, la lezione di Stefania Sandrelli con Maria Giuseppina Muzzarelli vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore alle Pari opportunità.

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Segnalazione uscita CD “Balumba Tombo revolution”

Bè, tutti tirano l’acqua al proprio mulino, e anch’io nel mio piccolo, perchè non devo contribuire? ;-)
Colgo infatti l’occasione per segnalare ai veri appassionati di musica (non quelli che la usano come sottofondo per riempire i silenzi della propria giornata) che ho da oggi messo online la mia nuova fatica musicale. Si chiama Balumba Tombo revolution ed è una sorta di (finta) compilations di (finti) artisti vari, visto che in realtà sono sempre io sotto falso nome a cimentarmi coi più disparati generi musicali.
Perchè? Chiederete voi. Beh si tratta delle cose che facevo quando ho cominciato a suonare, quando mio papà mi regalò il mio primo registratore multitraccia (un 4 piste a cassette con mixer incorporato!) e preso dall’eccitazione mi rintanavo in casa con un mio amico a registrare centinaia e centinaia di canzoni, inventandoci i gruppi e gli artisti più vari e strambi, costruendoci un vero e proprio sottobosco musicale autonomo, con una discografia imponente!!! Certo, nessuno o quasi sentiva la nostra musica (manco c’era internet a quei tempi) però ci divertivamo come matti.
A distanza di parecchi anni, causa anche un lavoro che mi stava stritolando psicologicamente, ho sentito il bisogno di ritrovare stimoli e proprio il tornare a queste strambe ma estremamente “pure” forme di espressione artistica mi ha recuperato sia che uomo che come artista.
E infatti nel 2007 sfornai la mia prima “finta compilation” del ritorno alle origini. Si chiamava “BALUMBA TOMBO RELOADED”, perchè prendeva il nome da una delle ultime finte compilation che feci a inizio anni 90, e reloaded stava “per ricaricato, una nuova versione insomma. Allora si trattava addirittura di un doppio album, perchè mano a mano che andavo avanti era tutto un rifiorire di passione (per la musica), entusiasmo (per la vita) che mi portò a sfornare davvero tante canzoni.
Dopo quell’album ne ho fatti parecchi altri. Certo, mi trovo ancora nella condizione disagiata di disoccupato, perchè non ho un lavoro e la mia musica finora non ha mai raggiunto le giuste orecchie, e la grave crisi del mercato musicale è sicuramente letale per chi come me cerca di proporre cose nuove e originali, però io non mollo e il nuovo CD “BALUMBA TOMBO REVOLUTION” rappresenta un ulteriore evoluzione (r-evolution, notate il sottile gioco di parole…) in quello che io considero il mio approccio alla musica a 360°.
Come si diceva una volta: “Provare per credere”.
E se volete ascoltarlo andate sulla mia homepage. C’è un player musicale dove potete ascoltare gratis quasi 2 minuti di ogni canzone. E vi potete sbizzarrire coi generi musicali, tutti riveduti e corretti alla mia maniera. Un abbraccio e sempre viva la musica.La copertina di BALUMBA TOMBO REVOLUTION

La festa rovinata

Una scenografia da far rabbrividire quella esposta Domenica scorsa allo Stadio Dall’ara di Bologna, in occasione dei festeggiamenti del centenario della gloriosa società sportiva Bologna F.C. 1909.
Una maera di bandierine svolazzanti in tutto lo stadio, a dimostrazione che Bologna è ancora una città passionale, capace, anzi desiderosa di appassionarsi ancora.
Sì perchè diciamocelo, ci vuole ancora un bello stomaco a credere e pensare che i nostri amati colori rossoblu possano ingenerare passioni pulite e pure, come succedeva una volta.
Io per esempio non sono andato nè alla festa di Venerdì allo stadio nè vado in uno stadio ormai dallo scoppio dello scandalo di calciopoli. Certo, sapevo anche prima del marcio che c’era, ma quello che è successo dopo, le prove lampanti e sopratutto com’è stato insabbiato tutto come se non fosse successo niente ha fatto sì che proprio non provassi nessuna passione per un mondo pallonaro e sopratutto un business così spietato e mafioso. Certo, voi direte, ma questo cosa c’entra coi festeggiamenti del centenario del nostro amato Bologna Football Club?
Guardate ragazzi che c’ho provato a convincermi che in fondo festeggiare la squadra della nostra città non avesse niente a che vedere con il calcio business a tutti i costi, ma purtroppo mi sono reso conto che prima o poi mi sarebbe venuto in mente e quindi il mio amore per la mia città ho pensato di dimostrarlo in altri modi. Tipo scrivendo qui… GRANDE BOLOGNA, BELLA LA MIA CITTA’ e grazie a tutte le stelle del passato, quelle che hanno fatto la storia della nostra gloriosa pluriscudettata squadra di calcio. Magari cose poco lecite succedevano già, ma almeno c’era il pudore di nasconderle e se qualcuno veniva colto in flagrante reato veniva punito. Questo è quello che mi manca per tornare ad appassionarmi. L’assenza di giustizia e lealtà, che il povero De Coubertin aveva fatto diventare il motto delle Olimpiadi moderne.
Però, a ogni buon conto, mi si è stretto il conto vedere come una grande festa sia stata parzialmente rovinata sul campo da una brutta sconfitta contro il Genoa. Ma questo è sport, e allora mi va bene. :-)
Forza Bologna, siamo una città di Serie A e non abbiamo bisogno del calciomafia di oggi per dimostrarlo.

Talent show: defecare in TV

Ok, lo ammetto. Ho guardato un reality show. Ma solo perchè Lunedì mi sono infortunato a un piede giocando a calcetto e non riesco a camminare ancora bene. Ma potevo guardare un film, come avevo fatto nei giorni precedenti. Ma la bizzarria del caso volesse che dopo una cena particolarmente opulenta fossi talmente pieno da adagiarmi sul divano col solo telecomando del televisore a portata di mano e zero voglia di alzarmi di nuovo. Chissà se il motivo per cui ancora i REALITY SHOWS impestano e impazzano nei palinstesti televisivi di ogni emittente è proprio questo. Opterei per il sì, ma torniamo a quello che ho visto. Lo sapevo che era uno squallore infinito, perchè avevo visto altre volte spezzoni. Ma vedere una puntata intera devo confessare che mi ha straziato il cervello, mi ha sconquassato ogni fiducia nel genere umano.
Forse sto esagerando, ma la musica è sin dall’adolescenza, la mia vita e una passione sconfinata.
Ho amato i grandi della musica, quelli che hanno negli anni rivoluzionato il modo di farla, di viverla e perchè no, di consumarla. E a vedere sta roba in televisione non solo mi si è accapponata la pelle, ma ho avuto la conferma che niente sarà più come prima e non ci saranno più (a meno di eventi miracolosi) “artisti” capaci di innovare e creare musica che ci travolga in mondi sconosciuti e affascinanti, com’è sempre successo nel passato millennio.
Perchè tutto questo pessimismo? Semplice. In questi “reality” a tema musicale, viene trasmesso alla massa che musica è semplicemente scimmiottare qualcuno, imparare la tecnica di canto, ballo e sopratutto di recitazione. Quando invece è palese che per i tanti grandi che hanno creato la loro grande arte musicale che ancora rappresenta l’80% del patrimonio musicale mondiale musica era sopratutto una forma di espressione musicale. E non semplicemente un BIECO andare a scuola e studiare “da star”. La musica ha bisogno più che mai di “menti creative”, non di meri esecutori in carta carbone. Di figuranti è pieno il mondo. Ma cosa si può pretendere quando si vive in una nazione governata dalla videocrazia? Troppe menti danno fastidio. Tanti pecoroni addomesticati sono molto più facili da controllare. Give the people what they want cantavano i mitici Rolling Stones, anche se forse non avrebbero mai pensato a uno scenario così squallido.
Ebbene sì, sto parlando di “X-factor” e di tutti gli shows similari, che in tutto il mondo trasmettono il loro input triste e pre-masticato che non solo ha portato il music business nel grande buco nero in cui si trova adesso, ma che ci condannerà alla grande NOIA GLOBALIZZATA da cui non c’è ritorno. Dj e musica premasticata, provo peramente pena per i nostri eredi al ruolo di nuovi esseri umani…
Io faccio musica perchè è il mio modo di esprimere la mia creatività. You may say I’m a dreamer, but (I hope) I’m not the only one… xoxo

11 Ottobre 2009: nasce BoGround

Bologna, la grassa, la paciosa, la guduriosa, coi suoi tempi, ma poi arriva…
Siamo qui infatti a gioire per l’ufficializzazione della nascita di quell’associazione musicale di cui vi avevamo già parlato a inizio estate. BOGROUND, da cui stralciamo il bando costituente che sarà anche probabilmente l’atto costituente nella riunione che si terrà Domenica prossima:

11 ottobre 2009
nasce l’associazione
per il rilancio del rock bolognese!
per promuovere il rock bolognese come patrimonio artistico, culturale e sociale…
per puntare l’attenzione sulla produzione musicale originale bolognese…
per valorizzare la scena musicale del passato…
per far emergere la scena musicale attuale…
per organizzare e promuovere festivals…
per confrontarsi in convegni di ricerca…
per favorire la formazione delle giovani bands…
per sostenere la crescita delle bands emergenti…
per coinvolgere tutti gli appassionati di rock bolognese…
per mettere in rete musicisti, bands, operatori e realtà del settore…
assemblea costituente
domenica 11 ottobre ore 17
BLOGOS via dei Mille 25 – Casalecchio
info: associazione@boground.it – 051/571148

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I 100 anni del glorioso Bologna F.C. 1909

Domani, Venerdì 2 Ottobre 2009 si iniziano ufficialmente le celebrazioni per il centenario della gloriosa società sportiva Bologna F.C. 1909.
Un avvenimento che fino a pochi anni fa mi avrebbe riempito il cuore di gioia, che avrebbe fatto brillare i miei occhietti di appassionato tifoso di calcio. Quei colori, rossoblu, che per motivi anagarafici non avevo fatto tempo a vedere fregiarsi dell’ultimo scudetto (se non erro nel 1964) ma che comunque sapevo avevano fatto tremare il mondo (come diceva il famoso motto “Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa” coniato negli anni d’oro) fino a una quarantina di anni fa anno più anno meno w mi avevano accompagnato per tutti gli anni trascorsi in quella curva, brulicante di affetto e passione vera.
Ma ora… lo confesso, sono uno di quelli a cui calciopoli ha spento definitvamente ogni velleità di innocenza nel vedere un mondo del calcio professionistico che intuivo fosse malato, ma mai e poi mai avrei pensato lo fosse così tanto. Marcio e puzzolente, questa è la verità. E a consolidare questa mia sensazione l’esito ad arte insabbiato di indagini macchietta, che prima preannunciano l’apocalisse, fino a spegnere il clamore e lasciare tutto o quasi come era prima. Gli stessi personaggi, sciacalli di uno sciacallaggio che poco ha da invidiare alla mafia o al gangsterismo anni 20, non mollano la torta, la grande torta, e anche se non si presentano alla festa in prima persona, sanno bene come gustarsi tutte le fette. E poi addirittura il massimo sciacallo che ora lavora per la mia squadra del cuore… No, questo è veramente troppo. Quando tutte le accuse erano tutte talmente state provate, tutte così insindacabili, tutte così infamanti… Che segnale può dare una giustizia INgiustizia così alle nuove generazioni? La giustizia sportiva mi si dirà è diversa da quella normale. E NO, dico io! E’ esattamente la stessa cosa ad alti livelli, perchè dove il VIL denaro entra a livelli così importanti subentra sempre la giustizia INgiustizia. E i giovani giovanissimi che rispetto possono avere di una giustizia che non punisce i criminali, e tantomeno i furbetti?
So che il cavaliere se la ghignerebbe a leggere questo mio piccolo sfogo, o al massimo direbbe che lo sto aiutando a portare voti al centro destra.
Tutto ciò mi fa schifo, mi dà la nausea. E poi c’è anche la crisi, che mi viene detto che non è una crisi, anzi è già stata superata.
Quello che io non riesco a superare è il senso di nausea che purtroppo avvolge anche le celebrazioni per la mia squadra del cuore. Scusatemi ragazzi, ma io non ho niente da festeggiare, anche se alla fine mi commuoverò nel sapere che tante icone SANE di uno sport che a certi livelli lo è ancora eccome, si riuniranno uin quel magico rettangolo verde che ci ha regalato tante belle emozioni. Non ci sarò domani, ma voglio lo stesso urlare il mio FORZA BOLOGNA, rivolto più che altro alla mia città, affinchè si svegli da un torpore mortale in cui da troppo tempo sembra avvolta, un pò come la terribile nebbia di “THE FOG” di John Carpenter. :-)

La settimana della locusta

Erano giorni che ai giardini Margherita i colori erano più luminosi, come avvolti nella carta forno. I riflessi ne diffondevano ogni sfumatura in ogni singolo angolo e anche l’erbetta sembrava più rigogliosa.
Ma oggi era veramente troppo. Uno dei primi giorni di questo novello autunno, ancora strettamente imparentato con l’estate più bastarda delle ultime due decadi sicuramente. Il sole guardava, da dietro a una nuvola di passaggio, e strizzava l’occhio più alla luna piena che intravedeva arrivare che ai giardinetti illuminati a festa. E proprio mentre sto scrutando il cielo, improvvisamente tutto si oscura. E si sente un rombo. Tutto si svolge nello spazio di pochi secondi. Molti non se ne accorgono neanche, ma quel rombo ha una frequenza strana. Come un ronzio di tuono, se mi si concede il neologismo. Abbasso lo sguardo e poco sotto vedo un tappeto luminoso e sfarfallante che sulle prime mi genera un senso di vertigine.
Poi realizzo, che non è la peperonata e allungo un braccio. Il tappeto si sfalda e la sensazione è tipo quella che hai dopo che hai messo il dito nel bicchiere della nutella. Ritraggo la mano ma è troppo tardi. Quel frastuono ormai mi rimbomba nelle orecchie, mentre l’orizzonte è ormai tutto avvolto in una tenda di sottile tessuto svolazzante. La mente non riesce a realizzare quello che sta succedendo, in fondo sono passati solo pochi decimi di secondo, ma quella sensazione sembra durare secoli, in quegli attimi di sussulto sensorio. Poi un tonfo, sordo. Poi un altro. Poi a coppie. A coppie di tre, a coppie di dieci fino a che il rimbombo ronzante precedente viene ingoiato del tutto da un silenzio di una frequenza opposta e contraria. E poi il silenzio più assurdo e contradittorio. Il sole mi acceca. Tendo le braccia per delimitare il mio possibile campo visivo. Nulla intorno a me che le mie mani possono sentire, ma i miei occhi cominciano a trasmettere qualche immagine, dai confini tutt’altro che delimitati. Sento il campanile della chiesa vicina che coi suoi rintocchi prova a riempire il silenzio mangiatutto, ma ogni singolo rintocco è come smorzato. Incautamente cerco il cellulare sul prato sottostante e, abbassando lo sguardo, vengo travolto da un verde assassino, un verde di tutti i riflessi plausibili di una tempesta di qualche secondo. Pochi secondi, tante vite. Assopite, schiacciate, esautorate. Ma sopratutto ignorate, non pervenute. Trovo il cellulare che mi era caduto. Non c’è campo, ma l’orologio è fermo a 5 secondi prima. E’ il loop della vita.

cineCITTA’ #1 (recensioni non recensioni cinematografiche)

Ciao! Con questo post intendo inaugurare una nuova rubrica, che parla di cinema se non si fosse capito. Perchè a Bologna, aldilà delle abitudini importate dell’aperitivo e di andare a vedere concerti di musica dal vivo solo se sono grandi eventi con grossi nomi super sponsorizzati, andare al cinema è ancora una delle più sane abitudini.
Purtroppo, essendo io tuttora disoccupato e senza reddito alcuno, ho dovuto limitare di molto la mia frequentazione di sale cinematografiche, fra l’altro sempre più costose (sigh) ma siccome la mia cinefilia è pari solo alla mia cocciutaggine, vi recensirò i pochi (molti) film che sono andato a vedere, anche se non facendone una delle solite recensioni, ma parlandovene come ve ne parlerebbe il vostro vicino di casa o il vostro collega di lavoro. Ok? Vado.
Il film più recente che ho visto al cinema è Drag me to hell
Locandina Drag me to hell
Il genere come potete ben intuire è l’horror, genere tra i miei preferiti da sempre. Il regista è Sam Reimi, fresco reduce di grande notorietà grazie alla saga di Spiderman. Il suo è un ritorno all’horror perchè suo è il celeberrimo “The evil dead” (LA CASA da noi in Italia) piccolo gioiellino low budget del 1983 e i due successivi sequel, la casa 2 e l’armata delle tenebre. Poi tanta altra carne al fuoco fino ad oggi, inclusi altri non convincentissimi tentativi di riapprodo all’horror. Ma stavolta direi che ha fatto centro. Anche se c’è qualche critico “benpensante” che ha definito quasi demenziale questo film, “Drag me to hell” eredita invece alcuni lati grotteschi di “The evil dead” per unirli a interessanti disquisizioni sulla condizione umana. Geniale l’inserimento del tema del vampirismo attualizzandolo. I veri vampiri dei nostri tempi, le banche!!! Altrochè quei poveretti bianchi pallidi e cadaverici individui con mantelli neri e canini sporgenti che non sopportano la luce! Le banche la luce la sopportano, e succhiano il sangue a chicchessia alla luce del sole. Come a quella strana signora, a cui l’arrivista biondina protagonista del film (e bancaria in carriera di professione naturalmente) nega una proroga sulla restituzione del prestito per la casa solo per far colpo sul direttore della banca, per conquistare l’ambita promozione. Mal gliene incolse!! In realtà la strana signora è una nomade con poteri paranormali, che poco prima di morire le scatena addosso una terribile maledizione da cui imparerà molte cose…
Poi non vogliamo scoprire altre carte del film, che comunque Raimi gioca sempre al meglio, utilizzando la sua grande esperienza di cineasta e di racconta storie. I protagonisti sono all’altezza. Spassosissima la scena di quando il fidanzato della biondina la porta a casa dei suoi genitori per fargliela conoscere e anche gli effetti speciali sono ben calibrati e non eccedono, cosa che sottolinea ancora una volta la bravura di Raimi e la non necessità del gore a tutti i costi per una riuscita pellicola horror.
Mi sono divertito insomma. Certo, non sarà uno dei film horror che mi porterei in un isola deserta, ma nel panorama asfittico cinematografico recente devo dire che un bel POLLICE SU se lo guadagna egregiamente. Alla prossima amici!

Bologna, la città della musica

No, non è un articolo preso pari pari da un giornale qualsiasi di un ventennio fa. (e lo diciamo per i ggggiovani, quelli che non ahnno vissuto i tanto vituperati anni ’80, ma in quegli anni di Bologna si parlava in quei termini)
Lo so che adesso quest’argomento lo tirano fuori solo i politicanti della locale amministrazione quando gli si fa notare della ormai latente scena musicale Bolognese dovuta al sempre crescente menefreghismo culturale della loro gestione, ma mi piace ricordare così la mia città. Citando le parole degli stessi assessori alla musica, Bologna è “da sempre” la città della musica, capace di partorire le migliori menti musicali dell’Italia intera. Gente come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Gli Stadio, Biagio Antonacci (non sapevo che questi ultimi due fossero di Bolona, ma vabbè), Cesare Cremonini coi suoi Luna Pop, Andrea Mingardi col suo fantastico e impagabile Festival delle arti, Luca Carboni e chi più ne ha più ne metta.
Poi giriamo per la città e troviamo solo locali trendy, dove non trovi uno straccio di musica LIVE decente neanche a pagarla. Oppure, la trovi, ma è sempre quella, la musica fatta dagli stessi personaggi, che si spacciano per trendy e alla fine ti rincoglioniscono col loro fighettume colmando solo il silenzio di una serata altrimenti muta e imbarazzante, ma regalandoti emozioni e nuove esperienze ZERO. E questo se ti va bene ovviamente. Perchè ormai è prassi consolidata spacciare gli squallidi DJ sets che impazzano un pò ovunque per MUSICA DAL VIVO!!!! Orrore. Orrore. Orrore.
Ma davvero si può pensare solo per un momento che un qualsiasi cretinetto dotato di computer o lettore CD o consolle con giradischi di ultima generazione sia musica dal vivo? E siamo davvero sicuri che questi personaggi che grazie a costi e oneri contenuti (per i locali, non certo per gli sfortunati avventori dei locali) hanno cacciato la vera musica dal vivo dai locali, siano vivi??? Avete mai provato a parlarci con uno? Oddio, ci saranno sicuramente le eccezioni che confermano la regola, e anche semplicemente persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza generale, accontentandosi di trarne un profitto, però il livello è decisamente basso. Quando ero ragazzino si facevano le cassettine compilations in casa e poi si portavano alle feste. In età più adulta i CD compilations. Mai nessuno sentiva il bisogno di “un essere” dietro a degli apparecchi elettronici (quindi autonomi per il 90% delle operazioni a loro affidate) che scegliesse in loco le canzoni che noi dovevamo ballare o che ci dovevamo sorbire tra una birra e l’altra. E che magari se la tirasse anche perchè con le fighette più stupide poteva dire la fatidica frase: -”Sai? La settimana prossima “suono” al PINCOPALLIN BAR, vieni a sentirmi???
SUONO??????
SUONO??????
VIENI A SENTIRMI????????????
Ah come vorrei essere la fi… oops la ragazza più bella del mondo per andarea “smerdare” tutti sti imbecilli che si credono dei creativi o peggio, degli artisti.
Gente il cui unico talento risiede nello scegliere canzoni da far ascoltare al povero pubblico che passivamente subisce e non distinguere una radio dalla musica suonata da umani, in grado di offrire un divertimento ed emozioni ben più coinvolgenti e umane.
Ma vabbè, ormai i DJ sono un male inevitabile. Questi personaggi sono entrati nella nostra vita come il virus influenzale e le zanzare tigre. Insomma bisogna conviverci.
Solo che rendiamoci conto che senza i musicisti, quelli che LA MUSICA la fanno, la inventano, la suonano, costoro a lungo andare non avranno più nuova musica da proporre e ci faranno due palle grosse così, vale a dire ancora di più di quelle che già ci stanno facendo. Orribile non trovate?