Bologna lancia l’allarme: i rifiuti italiani in cina diventano giochi

Piero Grasso
Si è svolto a Bologna un convegno sull’ecomafia e subito ha lanciato l’allarme: l’Italia porta in Cina i propri rifiuti pericolosi e se li riprende importando beni prodotti con quelle stesse materie, ovvero giocattoli.
“Ci sono container pieni di rifiuti che partono dai nostri porti, da Venezia, Taranto, Gioia Tauro, diretti a Hong Kong e in Cina – ha spiegato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso – dove vengono riciclati, ritrattati e restituiti in Europa attraverso giocattoli o altro materiale plastico.
Quindi noi forniamo la materia prima per auto-inquinarci di ritorno, e questo è veramente assurdo”. E ha aggiunto: “Noi ci muoviamo con le procure ordinarie mentre la criminalità organizzata fa import/export con la Cina“.
Il 50% delle scuole bolognesi è a rischio perché non conforme alle norme per la prevenzione incendi. Questo è quanto emerso durante l’ultimo Consiglio provinciale in seguito a un interpellanza di Mauro Sobri, capogruppo dell’Udc, all’assessore ai Lavori Pubblici di Palazzo di Malvezzi, Sandro Mandini.