Il Natale alla Dozza, 5mila euro per una telefonata ai cari

Detenuti

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Un altro Natale difficile per i detenuti della Dozza. La casa circondariale di Bologna rimane il carcere piu’ sovraffollato d’Italia, e l’assenza da settembre della figura del garante (ora il ruolo e’ ricoperto dal difensore civico del comune) ha privato i detenuti di un importante canale di comunicazione con l’esterno.

“E’ negativo che non esista piu’ una figura incaricata esclusivamente di occuparsi dei diritti dei detenuti – spiega Giuseppe Tibaldi, presidente di Avoc (Associazione volontari in carcere) – il difensore civico ha gia’ altri compiti ed e’ difficile che riesca a dedicare molto tempo ai problemi dei carcerati”.

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Carcere della Dozza, è rivolta

dozzaÈ esploso lo stato di insofferenza e di forte disagio tra i detenuti del carcere della Dozza, in via del Gomitolo, nella città di Bologna, per lo stato in cui sono costretti a vivere. Si sarebbe dunque giunti ad una situazione invivibile. I detenutivi condividono in quattro, celle da nove metri quadrati.

Senza applicare le misure alternative, cioè la diminuzione, rispetto al 2008, delle percentuali di coloro che viene concesso la scarcerazione anticipata, e dal continuo arrivo dei detenuti.

A questo stato di crisi si aggiunge un altro problema. Si tratta dello scarso organico delle guardie costrette a turni interminabili di 18 -20 ore, rendendo ancora più difficile da gestire il sovraffollamento del carcere.

La casa circondariale di Bologna ospita il più alto numero di detenuti stranieri in Italia, sono circa il 70%, e circa 300 sono i tossicodipendenti. Cresce il numero dei ricorsi alla Corte Europea che mesi fa condannò l’Italia per la violazione dell’art. 3 dei diritti Umani. Una situazione da toni forti e da gestione complicata.

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