Il Natale alla Dozza, 5mila euro per una telefonata ai cari

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Un altro Natale difficile per i detenuti della Dozza. La casa circondariale di Bologna rimane il carcere piu’ sovraffollato d’Italia, e l’assenza da settembre della figura del garante (ora il ruolo e’ ricoperto dal difensore civico del comune) ha privato i detenuti di un importante canale di comunicazione con l’esterno.
“E’ negativo che non esista piu’ una figura incaricata esclusivamente di occuparsi dei diritti dei detenuti – spiega Giuseppe Tibaldi, presidente di Avoc (Associazione volontari in carcere) – il difensore civico ha gia’ altri compiti ed e’ difficile che riesca a dedicare molto tempo ai problemi dei carcerati”.
È esploso lo stato di insofferenza e di forte disagio tra i detenuti del carcere della Dozza, in via del Gomitolo, nella città di Bologna, per lo stato in cui sono costretti a vivere. Si sarebbe dunque giunti ad una situazione invivibile. I detenutivi condividono in quattro, celle da nove metri quadrati.