Trovato cadere in un furgone in via Vezza

 

Carabinieri

Carabinieri

Un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato intorno alle 12,30 all’interno di un furgone bianco parcheggiato in via Vezza, alla periferia est di Bologna.

Sul corpo, che potrebbe appartenere al proprietario del furgone, un artigiano 42enne originario della Sardegna, non ci sarebbero segni evidenti di morte violenta ne’ tracce di sangue, anche se sara’ necessario attendere gli esiti dell’autopsia per sciogliere ogni dubbio.
 

A dare l’allarme, questa mattina, e’ stata una studentessa fuorisede di ventisei anni insospettita dal cattivo odore che proveniva dal furgone e da un liquido che gocciolava all’esterno.

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Bologna: non ancora identificato il cadavere ripescato dal Santerno nell’Imolese

Intervento Carabinieri

Intervento Carabinieri

Non e’ ancora certa l’identita’ del cadavere ritrovato mercoledi’ pomeriggio nel fiume Santerno in localita’ Codrignano a Borgo Tossignano, nell’Imolese, in provincia di Bologna.

Le condizioni in cui era ridotto il corpo non hanno permesso il riconoscimento. Per questo il pm Luca Tampieri, che indaga per omicidio, ha deciso di fare eseguire l’esame del Dna.

Il corpo potrebbe appartenere all’imprenditore imolese Adelmo Soglia. L’uomo, 64 anni, non da’ notizie di se’ da alcuni giorni. Il 29 luglio gli zii, in villeggiatura in Alto Adige, ne hanno denunciato la scomparsa preoccupati perche’ non riuscivano a contattarlo.

Il riconoscimento da parte loro non ha dato pero’ certezza sull’identita’. Da qui la necessita’ di ricorrere all’esame del dna.

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Affiora cadavere, tombini legali al corpo

 

Corrente Santerno

Corrente Santerno

Rannicchiato a pancia in giù, con la schiena che affiorava a pelo d’acqua e ancorato al fondo con due tombini, legati al suo corpo con un groviglio di fili elettrici.

Intorno a lui solo la corrente torbida del Santerno, a pochi metri di distanza dai campi coltivati sopra agli argini.

Lo hanno trovato così i sommozzatori dei vigili del fuoco di Bologna, che ieri pomeriggio hanno ripescato il cadavere di un uomo sulla sessantina in avanzato stato di decomposizione, a Codrignano, frazione di Borgo Tossignano.

Il corpo era completamente nudo e legato con cavi elettrici a due pesanti tombini di cemento per lo scolo delle acque piovane. Il primo tombino era legato alle due caviglie, tenute insieme da un cavo. Il secondo al busto, con un groviglio di fili che passavano tra il petto, le spalle e le braccia, quasi come un’ imbragatura.

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