Segnalazioni
Scritto Domenica 2 Agosto 2009 da Franco Turra
Un pezzo di cuore se ne va…
Nannucci, il negozio di dischi, CD, video, DVD, musica e quant’altro (una volta anche elettrodomestici se non andiamo errati) ha chiuso i battenti qualche mese fa, sospinto a gran velocità dall’incompetenza dei gestori e adesso sulle ceneri appare un marchio di una catena di negozi (sign of the times direbbe Prince) che risponde al nome di MELBOOK.
Già presenti da diversi anni col negozio Melbook Store in via Rizzoli (quindi a 2 passi) ora tentano il grande passo e allargano la loro offerta.
Dai cartelli già affissi nelle vetrine ci sembra di capire sarà un luogo dedicato più che altro alla compravendita di usato, forse per cercare (fra l’altro) di recuperare quella piccola fetta di mercato ancora indecisa tra l’abbandonarsi alla pirateria totale o se ancora barcamenarsi negli ancora onerosi acquisti di CD e DVD musicali. Il tutto potendo contare comunque sulla “copertura di spalle” che fornirà l’ormai collaudato settore librario, che non risente almeno per ora di nessuna crisi particolare.
L’iniziativa sembra carina. Speriamo solo di non trovare i soliti commessi imberbi un pò beoti tipici di questo tipo di catene di negozi. Per intenderci quelli che ignorano chi sia Frank Zappa o Shostakovich e che non avvertono differenze tra una Laura Pausini e un Ella Fitgerald.
In bocca al lupo, sopratutto alla musica in quanto arte, a Bologna.bo
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Tag:Bologna, melbook store, melstore, musica, nannucci, negozi di musica, via oberdan
Scritto Domenica 26 Luglio 2009 da Franco Turra
Questa più che altro è una domanda. Passando spesso (quasi quotidianamente) davanti agli antichi locali che ospitavano il mitico negozio di dischi Nannucci (miseramente condotto al fallimento repentino da incapaci gestori n.d.r.) non ho potuto fare a meno di notare che sono ormai a buon punto i lavori per un negozio che presto ne prenderà le veci.
Da quel che ho potuto sbirciare mi è sembrato di vedere scaffali destinati forse a contenere libri e avevo sentito dire che il compratore dei locali era Melbook store. Qualcuno ha maggiori notizie?
Certo è che nello spazio di poche centinaia di metri ci ritroveremo con moltissime librerie (sempre preferibili alle inesauribili boutiques di alta moda e griffes a mio parere), forse le uniche a poter assoribre il mini mercato discografico che ormai è rimasto. In fondo il mercato del libro non conosce (ancora) crisi, per via degli alti costi di duplicazione suppongo, dal momento che un buon 60% di quello che si legge è roba di assai scarsa qualità o comunque riciclo del riciclo. Ma in fondo è sempre cultura, anche se livellata in basso a volte, ed è sempre meglio che un calcio in c… no?
Però (tornando a noi) vorrei tanto sapere, chi andrà ad occupare quegli storici (almeno per me) locali in via Oberdan.
Grazie in anticipo a chi risponderà alla mia curiosità di ex bimbo innamorato follemente della musica. ^_^
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Scritto Giovedì 2 Luglio 2009 da Franco Turra

Ve ne avevo già parlato credo, ma ecco l’atteso reportage di quello che si può quasi considerare il primo evento organizzato dalla neonata associazione culturale denominata “Bo-Ground”.
3 giorni di pace amore e musica per l’edizione 2009 della storica manifestazione “woodstockesca” musicale Bolognese, Scandellara Rock Festival appunto.
Un piccolo cenno per chi non lo conoscesse, ma “Scandellara” è da quasi 20 anni il punto di riferimento per tutto l’underground musicale Bolognese e non solo. Una rassegna estiva piena di bella musica e artisti interessanti a ingresso rigorosamente gratuito. Certo, fino a qualche anno fa durava 3 mesi, tutta l’estate in pratica, ed era veramente un appuntamento immancabile per chiunque si interessasse di (buona) musica dal vivo.
Poi, purtroppo si è assistito a un graduale declino, principalmente dovuto alla mancanza di sovvenzioni da parte della giunta comunale, sempre più insensibile alle “vere” e “creative” tematiche giovanili o anche solo artistiche.
ma bando alle tristezze di ciò che è stato e non è più. Quest’anno 3 giorni intensissimi di concerti rigorosamente gratuiti (le band che hanno suonato hanno tutte offerto i loro servigi rigorosamente gratis…) più dibattiti, mostre mercato e esposizione di materiale storico sull’underground bolognese dagli anni 60 a oggi.
Voi direte, cosa c’entra ciò con Scandellara? C’entra eccome, perchè la neonata associazione Bo Ground ha come suo unico obiettivo la salvaguardia del patrimonio musicale Bolognese underground e con questo evento diciamo che ha fatto il suo primo “outing” 
Durante la seconda giornata del festival infatti (27/06/09) sono salite sul palco (dopo un interessantissimo dibattito di cui parleremo dopo) bands bolognesi storiche riformatesi per l’occasione.
Lino e i Mistoterital, i Kabala, i Magilla e dulcis in fundo i mai dimenticati Bohèmien Flambé hanno dato vita non solo a un mero revival, ma un iniezione di adrenalina mista a commozione che non ha certo lasciato indifferente il numeroso pubblico accorso.
Anzi, c’è da sperare che queste band continuino la loro strada, perchè hanno dimostrato di essere ancora attualissime!
Ma tornando al dibattito che aveva preceduto i concerti, è stato bello vedere la volontà un pò di tutti di unirsi per riportare l’attenzione nazionale su quella che una volta era considerata la città della musica (nei favolosi anni 80 n.d.r.) ma la cui scena musicale (causa politiche suicide delle aberranti giunte comunali che si sono alternate al potere nella nostra amata cittadina) è da tempo sprofondata nel vuoto sconfortante.
Certo, ci sonoi perplessità, perchè l’impresa è immane e altre situazioni del genere in passato sono già fallite, ma forse il periodo è quello giusto adesso. La musica è una delle cose + importanti al mondo, lo sanno tutti. E non sono le baracconate da X-faktor o Buddha bar che possono soddisfare quel grande desiderio di buona musica (ARTE!!!!!!!!!!!!!!!) di cui si sente sempre più bisogno.
Diceva John Lennon: “It’s time for a revolution”. Ecco, questo è veramente il momento di cambiare. Rivogliamo gli artisti. Di pagliacci abbiamo fatto il pieno. Vogliamo belle canzoni, belal musica e chissà che l’avere aspettato il crollo del mercato discografico non sia il segnale che i tempi sono maturi per questa benedetta rivoluzione.
E Bologna, con la sua grande tradizione culturale deve essere in prima linea. Qui i talenti non sono mai mancati. A presto con altre news dal pianeta “Bo Ground”
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Scritto Mercoledì 1 Luglio 2009 da Franco Turra

Parte finale del resoconto:
E siamo a Sabato 16/06. “Chan di chummi” è la triste storia della condizione delle “Khusras”, transessuali Pakistani. Ambiscono a una piena integrazione, che nell’ambito della cultura tradizionale avviene anche, ma non sempre nelal vita quotidiana succede lo stesso, e il desiderio di amore, di una famiglia ecc. ecc. spesso rimangono sogni in un cassetto. Interessante il lato filosofico del film. Segue “Transseizieme” reportage sull’ingombrante presenza dell’attrice transgender Pascal Ourbih (Thelma) come capolista dei Verdi durante gli ultimi giorni della campagna elettorale per le elezioni municipali a Parigi. Combattivo 
Molto belli anche “Mom, I didn’t kill your daughter, film israeliano su 2 ragazze nate femmine ma internamente maschili al 100% nel loro transito verso la loro meta e “L’ordre des mots” un documentario Francese molto critico e scientifico sulle questioni di identità di genere in quel paese e che pone l’indice sulle difficoltà che repressione e oppressione fanno diventare a volte insostenibili per il movimento LGBT, tipo la psichiatria forzata, che riporta alla mente il medioevo, e non certo per le cose belle…
Domenica 17 Maggio, giornata Internazionale contro la lesbo/trans/omofobia.
Si inizia col botto. Delizioso il cortometraggio di apertura “The bond” girato da un padre di un ragazzo trans e che narra di come il loro rapporto è diventato ancora più forte all’indomani del coming out del ragazzo.
“No bikini è anch’esso delizioso, perchè apparentemente svagato da un contesto drammatico come gli altri, è invece un piccolo gioiellino che fa riflettere divertendo.
E’ infatti la giornata di una bambina che per un giorno, dimenticando di indossare la parte superiore del bikini, vive una giornata intera in piscina “da ragazzo” e con risultati sorprendenti. Secondo me sarebbe da mostrare nelle scuole questo film!
Con “Cruel and unusual” si torna ai toni giustamente più seriosi. Una vera botta nello stomaco. Viene trattato l’argomento della carcerazione negli stati uniti d’america (l’ho scritto volutamente in minuscolo, perchè questa cosa è assurda) che prevede che le persone transgender vengano recluse in base agli organi genitali. Ovviamente una persona transessuale m2f (da uomo a donna) inserita in un carcere maschile viene così praticamente condannata a morte, diventando il principale intrallazzo degli altri reclusi di sesso maschile e oggetto di violenza quotidiana. Veramente inquietante.
Tono poetico (e non certo a lieto fine) e struggente per “Os sapatos de Aristeu” (le scarpe di Aristeu) in cui la famiglia di origine di un transessuale Brasiliano sottrae il corpo di Aristeu alle sue amiche per seppellirla come l’uomo che era o che molto probabilmente non è stato mai.
Corto ma bellissimo a mio modesto avviso.
E si conclude con il fortemente drammatico “Bombadeira” che narra le vicissitudini delle protagoniste di questo fenomeno tipicamente brasiliano (ma non solo) per le transessuali cioè di farsi iniettare (spesso letali) grosse dosi di silicone per aumentare l’apparenza femminile e potere praticare al meglio l’unica professione spesso tacitamente consentita alla comunità trasngender, vale a dire la prostituzione. Si avvicendano le testimonianze delle stesse Bombadeire (coloro che praticano queste iniezioni, quasi sempre senza il benchè minimo rispetto per nessuma norma igienico/sanitaria) che delle persone che lo hanno attuato sul proprio corpo (e spesso rovinato) per finire alle persone a loro care che piangono la prematura morte dei loro amati. Usciamo con la lacrimuccia ma non senza applaudire organizzatori e (perchè no) pubblico per una rassegna davvero riuscita. Alla prossima, ciao
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Tag:Bologna, cinema lumiere, cinema trans, divergenti, festival internazionale, M.I.T.
Scritto Mercoledì 1 Luglio 2009 da Franco Turra

Il programma nel dettaglio:
La prima serata prevede oltre all’inaugurazione e presentazione con diversi importanti ospiti presenti, la proiezione di uno stupendo “Giorgio/a”, documentario sulla vita artistica di Giorgia O’Brien (nata Giorgio) cantante dotata di un escursione vocale decisamente straordinaria e anche un doveroso tributo alla grande artista scomparsa nel 2004. Molto bello anche “Paper dolls” (che avevo già visto a un altro festival) , storia di un gruppo di transessuali Filippini emigrati in Israele alla ricerca di una vita migliore e costretti comunque a uscire allo scoperto solo una sera alla settimana per esibirsi come drag queen in un locale di Tel Aviv.
Venerdì si continua con l’amaro ma intensissimo “Hotel Gondolin” che documenta la vita di una comunità di transessuali argentini nell’omonimo hotel, che in realtà è poco più di una bettola riadattata a una sorta di centro accoglienza per lavoratrici spesso sessuali e non sempre per scelta. Le discriminazioni della gente comune si sprecano e le difficoltà in un Argentina ancora in arretrato con usi e costumi fanno il resto, ma le più tenaci non si scoraggiano e lottano per i loro diritti.
A seguire “She’s a boy I know” struggente documentario sulla vita di Gwen Haworth (nato Steven) da lui stesso girato e interpretato insieme a parenti amici nel lungo periodo della sua transizione. Abbina momenti di grande ilarità ad altri tragicamente toccanti, però è a nostro parere uno dei film più riusciti anche cinematograficamente parlando. Particolarmente commoventi gli interventi di padre e della ragazza di Steven quando parlano della “dipartita” di Steven per lasciare spazio a “Gwen”…
Identities è invece un documentario sulla colorata comunità multiculturale transessuale in Irlanda. Belle immagini in un contesto ancora una volta molto vario e interessante. Presente alla proiezione fra l’altro uno dei protagonisti, l’Italiano Fabio Ferri.
Fine parte 2. A seguire il terzo e ultimo post sulla manifestazione. Grazie per l’attenzione
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Tag:Bologna, cinema lumiere, cinema trans, divergenti, festival internazionale, M.I.T.
Scritto Mercoledì 1 Luglio 2009 da Franco Turra

Non so se sia prassi comune scrivere di eventi passati su un blog. Non so, sono nuovo. Ma siccome all’epoca non ero ancora iscritto a questo blog e l’evento è stato notevole a mio avviso, penso che un reportage lo meriti, anche per eventuali edizioni future.
Sto parlando di Divergenti, festival internazionale di cinema trans ideato e organizzato dal M.I.T. (movimento identità transessuale) per celebrare il quarantennale della rivolta di Stonewall (nascita del movimento Lgbt) e il trentennale del M.I.T. appunto che come si sa ha sede a Bologna.
L’evento si è svolto dal 14 al 17 Maggio (un mesetto e mezzo fa circa) al Cinema Lumière in via Azzogardino e anche l’ultima data aveva una valenza tutta sua. Si celebrava infatti la giornata mondiale contro l’omofobia.
Sì perchè anche se per molti sembrerebbe un fatto scontato, la discriminazione a sfondo sessuale è ancora diffusissima e quindi il mostrare immagini e condizioni di persone che nel mondo si trovano a sperimentarle quotidianamente sulla loro pelle è importante, sopratutto per un pubblico assuefatto alla comunicazione “standardizzata” e di “regime” che ci viene imposta dalle tv nostrane.
E così ci siamo tuffati in questa 3 giorni di immagini crude ma nello stesso affascinanti, di una condizione umana raramente sui tabloid (se non per casi di cronaca nera) ma che merita tutta l’attenzione e sopratutto un grande rispetto, che a volte non si sa per quale motivo viene ingloriosamente negato.
Ottime traghettatrici Porpora Marcasciano e Luki Massa introducevano giorno per giorno le proiezioni, illustrandone contenuti e significati.
Il pubblico vario e variegato ha dimostrato di gradire, indi per cui auspichiamo una nuova edizione l’anno prossimo ovviamente!
Segue post con le recensioni dell’intero programma.
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Tag:Bologna, cinema lumiere, cinema trans, divergenti, festival internazionale, M.I.T.