Sale Prova
Scritto Giovedì 22 Ottobre 2009 da Franco Turra
Bè, tutti tirano l’acqua al proprio mulino, e anch’io nel mio piccolo, perchè non devo contribuire? 
Colgo infatti l’occasione per segnalare ai veri appassionati di musica (non quelli che la usano come sottofondo per riempire i silenzi della propria giornata) che ho da oggi messo online la mia nuova fatica musicale. Si chiama Balumba Tombo revolution ed è una sorta di (finta) compilations di (finti) artisti vari, visto che in realtà sono sempre io sotto falso nome a cimentarmi coi più disparati generi musicali.
Perchè? Chiederete voi. Beh si tratta delle cose che facevo quando ho cominciato a suonare, quando mio papà mi regalò il mio primo registratore multitraccia (un 4 piste a cassette con mixer incorporato!) e preso dall’eccitazione mi rintanavo in casa con un mio amico a registrare centinaia e centinaia di canzoni, inventandoci i gruppi e gli artisti più vari e strambi, costruendoci un vero e proprio sottobosco musicale autonomo, con una discografia imponente!!! Certo, nessuno o quasi sentiva la nostra musica (manco c’era internet a quei tempi) però ci divertivamo come matti.
A distanza di parecchi anni, causa anche un lavoro che mi stava stritolando psicologicamente, ho sentito il bisogno di ritrovare stimoli e proprio il tornare a queste strambe ma estremamente “pure” forme di espressione artistica mi ha recuperato sia che uomo che come artista.
E infatti nel 2007 sfornai la mia prima “finta compilation” del ritorno alle origini. Si chiamava “BALUMBA TOMBO RELOADED”, perchè prendeva il nome da una delle ultime finte compilation che feci a inizio anni 90, e reloaded stava “per ricaricato, una nuova versione insomma. Allora si trattava addirittura di un doppio album, perchè mano a mano che andavo avanti era tutto un rifiorire di passione (per la musica), entusiasmo (per la vita) che mi portò a sfornare davvero tante canzoni.
Dopo quell’album ne ho fatti parecchi altri. Certo, mi trovo ancora nella condizione disagiata di disoccupato, perchè non ho un lavoro e la mia musica finora non ha mai raggiunto le giuste orecchie, e la grave crisi del mercato musicale è sicuramente letale per chi come me cerca di proporre cose nuove e originali, però io non mollo e il nuovo CD “BALUMBA TOMBO REVOLUTION” rappresenta un ulteriore evoluzione (r-evolution, notate il sottile gioco di parole…) in quello che io considero il mio approccio alla musica a 360°.
Come si diceva una volta: “Provare per credere”.
E se volete ascoltarlo andate sulla mia homepage. C’è un player musicale dove potete ascoltare gratis quasi 2 minuti di ogni canzone. E vi potete sbizzarrire coi generi musicali, tutti riveduti e corretti alla mia maniera. Un abbraccio e sempre viva la musica.
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Scritto Mercoledì 7 Ottobre 2009 da Franco Turra
Ok, lo ammetto. Ho guardato un reality show. Ma solo perchè Lunedì mi sono infortunato a un piede giocando a calcetto e non riesco a camminare ancora bene. Ma potevo guardare un film, come avevo fatto nei giorni precedenti. Ma la bizzarria del caso volesse che dopo una cena particolarmente opulenta fossi talmente pieno da adagiarmi sul divano col solo telecomando del televisore a portata di mano e zero voglia di alzarmi di nuovo. Chissà se il motivo per cui ancora i REALITY SHOWS impestano e impazzano nei palinstesti televisivi di ogni emittente è proprio questo. Opterei per il sì, ma torniamo a quello che ho visto. Lo sapevo che era uno squallore infinito, perchè avevo visto altre volte spezzoni. Ma vedere una puntata intera devo confessare che mi ha straziato il cervello, mi ha sconquassato ogni fiducia nel genere umano.
Forse sto esagerando, ma la musica è sin dall’adolescenza, la mia vita e una passione sconfinata.
Ho amato i grandi della musica, quelli che hanno negli anni rivoluzionato il modo di farla, di viverla e perchè no, di consumarla. E a vedere sta roba in televisione non solo mi si è accapponata la pelle, ma ho avuto la conferma che niente sarà più come prima e non ci saranno più (a meno di eventi miracolosi) “artisti” capaci di innovare e creare musica che ci travolga in mondi sconosciuti e affascinanti, com’è sempre successo nel passato millennio.
Perchè tutto questo pessimismo? Semplice. In questi “reality” a tema musicale, viene trasmesso alla massa che musica è semplicemente scimmiottare qualcuno, imparare la tecnica di canto, ballo e sopratutto di recitazione. Quando invece è palese che per i tanti grandi che hanno creato la loro grande arte musicale che ancora rappresenta l’80% del patrimonio musicale mondiale musica era sopratutto una forma di espressione musicale. E non semplicemente un BIECO andare a scuola e studiare “da star”. La musica ha bisogno più che mai di “menti creative”, non di meri esecutori in carta carbone. Di figuranti è pieno il mondo. Ma cosa si può pretendere quando si vive in una nazione governata dalla videocrazia? Troppe menti danno fastidio. Tanti pecoroni addomesticati sono molto più facili da controllare. Give the people what they want cantavano i mitici Rolling Stones, anche se forse non avrebbero mai pensato a uno scenario così squallido.
Ebbene sì, sto parlando di “X-factor” e di tutti gli shows similari, che in tutto il mondo trasmettono il loro input triste e pre-masticato che non solo ha portato il music business nel grande buco nero in cui si trova adesso, ma che ci condannerà alla grande NOIA GLOBALIZZATA da cui non c’è ritorno. Dj e musica premasticata, provo peramente pena per i nostri eredi al ruolo di nuovi esseri umani…
Io faccio musica perchè è il mio modo di esprimere la mia creatività. You may say I’m a dreamer, but (I hope) I’m not the only one… xoxo
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Scritto Lunedì 5 Ottobre 2009 da Franco Turra
Bologna, la grassa, la paciosa, la guduriosa, coi suoi tempi, ma poi arriva…
Siamo qui infatti a gioire per l’ufficializzazione della nascita di quell’associazione musicale di cui vi avevamo già parlato a inizio estate. BOGROUND, da cui stralciamo il bando costituente che sarà anche probabilmente l’atto costituente nella riunione che si terrà Domenica prossima:
11 ottobre 2009
nasce l’associazione
per il rilancio del rock bolognese!
per promuovere il rock bolognese come patrimonio artistico, culturale e sociale…
per puntare l’attenzione sulla produzione musicale originale bolognese…
per valorizzare la scena musicale del passato…
per far emergere la scena musicale attuale…
per organizzare e promuovere festivals…
per confrontarsi in convegni di ricerca…
per favorire la formazione delle giovani bands…
per sostenere la crescita delle bands emergenti…
per coinvolgere tutti gli appassionati di rock bolognese…
per mettere in rete musicisti, bands, operatori e realtà del settore…
assemblea costituente
domenica 11 ottobre ore 17
BLOGOS via dei Mille 25 – Casalecchio
info: associazione@boground.it – 051/571148
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Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Franco Turra
No, non è un articolo preso pari pari da un giornale qualsiasi di un ventennio fa. (e lo diciamo per i ggggiovani, quelli che non ahnno vissuto i tanto vituperati anni ’80, ma in quegli anni di Bologna si parlava in quei termini)
Lo so che adesso quest’argomento lo tirano fuori solo i politicanti della locale amministrazione quando gli si fa notare della ormai latente scena musicale Bolognese dovuta al sempre crescente menefreghismo culturale della loro gestione, ma mi piace ricordare così la mia città. Citando le parole degli stessi assessori alla musica, Bologna è “da sempre” la città della musica, capace di partorire le migliori menti musicali dell’Italia intera. Gente come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Gli Stadio, Biagio Antonacci (non sapevo che questi ultimi due fossero di Bolona, ma vabbè), Cesare Cremonini coi suoi Luna Pop, Andrea Mingardi col suo fantastico e impagabile Festival delle arti, Luca Carboni e chi più ne ha più ne metta.
Poi giriamo per la città e troviamo solo locali trendy, dove non trovi uno straccio di musica LIVE decente neanche a pagarla. Oppure, la trovi, ma è sempre quella, la musica fatta dagli stessi personaggi, che si spacciano per trendy e alla fine ti rincoglioniscono col loro fighettume colmando solo il silenzio di una serata altrimenti muta e imbarazzante, ma regalandoti emozioni e nuove esperienze ZERO. E questo se ti va bene ovviamente. Perchè ormai è prassi consolidata spacciare gli squallidi DJ sets che impazzano un pò ovunque per MUSICA DAL VIVO!!!! Orrore. Orrore. Orrore.
Ma davvero si può pensare solo per un momento che un qualsiasi cretinetto dotato di computer o lettore CD o consolle con giradischi di ultima generazione sia musica dal vivo? E siamo davvero sicuri che questi personaggi che grazie a costi e oneri contenuti (per i locali, non certo per gli sfortunati avventori dei locali) hanno cacciato la vera musica dal vivo dai locali, siano vivi??? Avete mai provato a parlarci con uno? Oddio, ci saranno sicuramente le eccezioni che confermano la regola, e anche semplicemente persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza generale, accontentandosi di trarne un profitto, però il livello è decisamente basso. Quando ero ragazzino si facevano le cassettine compilations in casa e poi si portavano alle feste. In età più adulta i CD compilations. Mai nessuno sentiva il bisogno di “un essere” dietro a degli apparecchi elettronici (quindi autonomi per il 90% delle operazioni a loro affidate) che scegliesse in loco le canzoni che noi dovevamo ballare o che ci dovevamo sorbire tra una birra e l’altra. E che magari se la tirasse anche perchè con le fighette più stupide poteva dire la fatidica frase: -”Sai? La settimana prossima “suono” al PINCOPALLIN BAR, vieni a sentirmi???
SUONO??????
SUONO??????
VIENI A SENTIRMI????????????
Ah come vorrei essere la fi… oops la ragazza più bella del mondo per andarea “smerdare” tutti sti imbecilli che si credono dei creativi o peggio, degli artisti.
Gente il cui unico talento risiede nello scegliere canzoni da far ascoltare al povero pubblico che passivamente subisce e non distinguere una radio dalla musica suonata da umani, in grado di offrire un divertimento ed emozioni ben più coinvolgenti e umane.
Ma vabbè, ormai i DJ sono un male inevitabile. Questi personaggi sono entrati nella nostra vita come il virus influenzale e le zanzare tigre. Insomma bisogna conviverci.
Solo che rendiamoci conto che senza i musicisti, quelli che LA MUSICA la fanno, la inventano, la suonano, costoro a lungo andare non avranno più nuova musica da proporre e ci faranno due palle grosse così, vale a dire ancora di più di quelle che già ci stanno facendo. Orribile non trovate?
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Scritto Giovedì 2 Luglio 2009 da Franco Turra

Ve ne avevo già parlato credo, ma ecco l’atteso reportage di quello che si può quasi considerare il primo evento organizzato dalla neonata associazione culturale denominata “Bo-Ground”.
3 giorni di pace amore e musica per l’edizione 2009 della storica manifestazione “woodstockesca” musicale Bolognese, Scandellara Rock Festival appunto.
Un piccolo cenno per chi non lo conoscesse, ma “Scandellara” è da quasi 20 anni il punto di riferimento per tutto l’underground musicale Bolognese e non solo. Una rassegna estiva piena di bella musica e artisti interessanti a ingresso rigorosamente gratuito. Certo, fino a qualche anno fa durava 3 mesi, tutta l’estate in pratica, ed era veramente un appuntamento immancabile per chiunque si interessasse di (buona) musica dal vivo.
Poi, purtroppo si è assistito a un graduale declino, principalmente dovuto alla mancanza di sovvenzioni da parte della giunta comunale, sempre più insensibile alle “vere” e “creative” tematiche giovanili o anche solo artistiche.
ma bando alle tristezze di ciò che è stato e non è più. Quest’anno 3 giorni intensissimi di concerti rigorosamente gratuiti (le band che hanno suonato hanno tutte offerto i loro servigi rigorosamente gratis…) più dibattiti, mostre mercato e esposizione di materiale storico sull’underground bolognese dagli anni 60 a oggi.
Voi direte, cosa c’entra ciò con Scandellara? C’entra eccome, perchè la neonata associazione Bo Ground ha come suo unico obiettivo la salvaguardia del patrimonio musicale Bolognese underground e con questo evento diciamo che ha fatto il suo primo “outing” 
Durante la seconda giornata del festival infatti (27/06/09) sono salite sul palco (dopo un interessantissimo dibattito di cui parleremo dopo) bands bolognesi storiche riformatesi per l’occasione.
Lino e i Mistoterital, i Kabala, i Magilla e dulcis in fundo i mai dimenticati Bohèmien Flambé hanno dato vita non solo a un mero revival, ma un iniezione di adrenalina mista a commozione che non ha certo lasciato indifferente il numeroso pubblico accorso.
Anzi, c’è da sperare che queste band continuino la loro strada, perchè hanno dimostrato di essere ancora attualissime!
Ma tornando al dibattito che aveva preceduto i concerti, è stato bello vedere la volontà un pò di tutti di unirsi per riportare l’attenzione nazionale su quella che una volta era considerata la città della musica (nei favolosi anni 80 n.d.r.) ma la cui scena musicale (causa politiche suicide delle aberranti giunte comunali che si sono alternate al potere nella nostra amata cittadina) è da tempo sprofondata nel vuoto sconfortante.
Certo, ci sonoi perplessità, perchè l’impresa è immane e altre situazioni del genere in passato sono già fallite, ma forse il periodo è quello giusto adesso. La musica è una delle cose + importanti al mondo, lo sanno tutti. E non sono le baracconate da X-faktor o Buddha bar che possono soddisfare quel grande desiderio di buona musica (ARTE!!!!!!!!!!!!!!!) di cui si sente sempre più bisogno.
Diceva John Lennon: “It’s time for a revolution”. Ecco, questo è veramente il momento di cambiare. Rivogliamo gli artisti. Di pagliacci abbiamo fatto il pieno. Vogliamo belle canzoni, belal musica e chissà che l’avere aspettato il crollo del mercato discografico non sia il segnale che i tempi sono maturi per questa benedetta rivoluzione.
E Bologna, con la sua grande tradizione culturale deve essere in prima linea. Qui i talenti non sono mai mancati. A presto con altre news dal pianeta “Bo Ground”
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