Scritto Domenica 26 Luglio 2009 da Franco Turra
… perchè, lo è mai stata, qualcuno chiederà???
Ok, per le nuove generazioni ormai essere trasgressivo è essere gay o emo (per chi non lo sapesse è un pò simile all’antico termine dei “darkettoni”, in pratica sono ragazzi che cercano solo di non farsi risucchiare dalla massa, cercando di non essere troppo globalizzati. L’esito è questionabile, ma apprezzabile il tentativo) o al limite estremo punkabbestia.
Ma (e qui facciamo la parte degli anziani rompiballe “memoria storica” guys, Bologna viveva fino a qualche anno fa (facciamo un decennio e oltre) di tante piccole trasgressioni che ne avevano fatto il paradiso per tanta cultura alternativa che ora sembra smarrita o quanto meno annacquata. (si scrive così? non c’ho voglia di andare a guardare nel vocabolarioooooooo)
Certo, mi si dirà, è tutto proporzionato alla media nazionale, ma siccome certe tradizioni non andrebbero mai smarrite, ci permettiamo di invocare quel DNA tipico di tutti i bolognesi, cioè la voglia e la capacità di trasgredire anche nelle piccole cose, perchè se una cosa ce l’hai nel DNA non la puoi perdere mai del tutto. O no? Puoi perderci l’abitudine, ma poi è come andare in bicicletta. Prima o poi torni a farci la mano.
Ma cos’è la trasgressione qualcuno potrebbe chiedermi?
In effetti il significato è multiplo, se non multiplo del suo stesso multiplo.
Un mio personale significato (nonchè mio favorito) è essere solo e soltanto sè stessi, cercando di non farsi (quasi) mai influenzare dagli stereotipi, dai media, da tutto quello che ci rende uniformi (uguali, non divise… LOL) e quindi facilmente assoggettabili e “controllabili”.
Il mio sogno sarebbe un piccolo microcosmo in cui nessuno “caga” la pubblicità, in cui ognuno sviluppa le sue passioni e pulsioni, indipendentemente da quello che fanno gli altri, in cui c’è curiosità e non ossessioni da pettegolezzo, in cui si può fare ed essere quello che si vuole, senza timore e senza pregiudizi.
Facile direte voi. FACILE?
Provate a riflettere su questa mia utopia e sappiatemi dire… (forse mi direte: a mattoooooooooo)
Baci
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Tag:Bologna, dark, emo, gay, no global, punkabbestia, trasgressione, utopia
Scritto Sabato 18 Luglio 2009 da Franco Turra
Parto da Bologna perchè sono di Bologna. Prendo Bologna come ombelico del mondo e di un crocevia spazio temporale perchè sono reduce dal solito Sabato Bolognese, crocevia di tanti altri Sabati qualunque. Un Sabato italiano insomma.
E alla luce (o nella totale incoscienza, come preferite) di quello sto vivendo voglio intraprendere questa “poco lucida” trasmigrazione delle nostre anime nelle ultime decadi, per vedere di capire o comunque di lasciare intravedere quel che è successo e succederà.
Li hanno definiti gli anni di plastica. Li hanno definiti gli anni dell’edonismo reganiano, dello yuppismo, dell’apparenza, insomma anni veramente del cazzo questi anni 80. Ma in questo Sabato sera di metà Luglio, condiviso principalmente con studenti fuorisede come da prassi, ora mi trovo davanti alla tv a sorseggiare una bibita fresca e immergermi in un flashback a prima vista imbarazzante, che avviene in contemporanea su retequattro a notte fonda, dicasi “Ieri e oggi in TV”. E’ un programma che mostra a cadenza settimanale a turno tutti gli shows musicali delle reti mediaset dagli anni 80 in poi. Oggi è il turno di “Azzurro” che non sono ancora riuscito a collocare come anno preciso ma non è importante.
Certo, la plastica era tanta. Personaggi plasticosi o plasticanti c’erano già, ma erano comunque dotati di una punta di trasgressione anche minima e facevano da magnifico contraltare ai Personaggi con la P maiuscola. E badate, sto parlando di un programma da “prima serata”, uno show musicale che aveva l’unico scopo di fare ascoltare i grandi successi del momento e vedere all’opera (si fa per dire, era tutto playback!) gli artisti in questione.
Prima di addentrarmi nello specifico, una piccola ma importante considerazione: questo era un tipico programma di intrattenimento di quegli anni, lo show degli show insomma.
E le cosiddette gnocche erano già state inventate se non sbaglio… Eppure in quegli anni si faceva uno spettacolo con sola musica e presentato da 2 psuedo presentatrici, (quelle sì, abbastanza gnocche) di cui una delle due completamente negate per poter pronunciare una qualunque frase di senso compiuto. Ma erano sorelle, e la famiglia è da sempre un valore imprescindibile nel nostro belpaese, si sa.
Ecco, ora il mercato musicale piange lacrime da jena. I negozi di musica chiudono, i saldi si sprecano, nella speranza di combattere una pirateria informatica ormai dilagante.
Ma cosa è successo per arrivare a tanto? (Fine Primo Paragrafo)
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