Moda

Bologna, la città della musica

No, non è un articolo preso pari pari da un giornale qualsiasi di un ventennio fa. (e lo diciamo per i ggggiovani, quelli che non ahnno vissuto i tanto vituperati anni ’80, ma in quegli anni di Bologna si parlava in quei termini)
Lo so che adesso quest’argomento lo tirano fuori solo i politicanti della locale amministrazione quando gli si fa notare della ormai latente scena musicale Bolognese dovuta al sempre crescente menefreghismo culturale della loro gestione, ma mi piace ricordare così la mia città. Citando le parole degli stessi assessori alla musica, Bologna è “da sempre” la città della musica, capace di partorire le migliori menti musicali dell’Italia intera. Gente come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Gli Stadio, Biagio Antonacci (non sapevo che questi ultimi due fossero di Bolona, ma vabbè), Cesare Cremonini coi suoi Luna Pop, Andrea Mingardi col suo fantastico e impagabile Festival delle arti, Luca Carboni e chi più ne ha più ne metta.
Poi giriamo per la città e troviamo solo locali trendy, dove non trovi uno straccio di musica LIVE decente neanche a pagarla. Oppure, la trovi, ma è sempre quella, la musica fatta dagli stessi personaggi, che si spacciano per trendy e alla fine ti rincoglioniscono col loro fighettume colmando solo il silenzio di una serata altrimenti muta e imbarazzante, ma regalandoti emozioni e nuove esperienze ZERO. E questo se ti va bene ovviamente. Perchè ormai è prassi consolidata spacciare gli squallidi DJ sets che impazzano un pò ovunque per MUSICA DAL VIVO!!!! Orrore. Orrore. Orrore.
Ma davvero si può pensare solo per un momento che un qualsiasi cretinetto dotato di computer o lettore CD o consolle con giradischi di ultima generazione sia musica dal vivo? E siamo davvero sicuri che questi personaggi che grazie a costi e oneri contenuti (per i locali, non certo per gli sfortunati avventori dei locali) hanno cacciato la vera musica dal vivo dai locali, siano vivi??? Avete mai provato a parlarci con uno? Oddio, ci saranno sicuramente le eccezioni che confermano la regola, e anche semplicemente persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza generale, accontentandosi di trarne un profitto, però il livello è decisamente basso. Quando ero ragazzino si facevano le cassettine compilations in casa e poi si portavano alle feste. In età più adulta i CD compilations. Mai nessuno sentiva il bisogno di “un essere” dietro a degli apparecchi elettronici (quindi autonomi per il 90% delle operazioni a loro affidate) che scegliesse in loco le canzoni che noi dovevamo ballare o che ci dovevamo sorbire tra una birra e l’altra. E che magari se la tirasse anche perchè con le fighette più stupide poteva dire la fatidica frase: -”Sai? La settimana prossima “suono” al PINCOPALLIN BAR, vieni a sentirmi???
SUONO??????
SUONO??????
VIENI A SENTIRMI????????????
Ah come vorrei essere la fi… oops la ragazza più bella del mondo per andarea “smerdare” tutti sti imbecilli che si credono dei creativi o peggio, degli artisti.
Gente il cui unico talento risiede nello scegliere canzoni da far ascoltare al povero pubblico che passivamente subisce e non distinguere una radio dalla musica suonata da umani, in grado di offrire un divertimento ed emozioni ben più coinvolgenti e umane.
Ma vabbè, ormai i DJ sono un male inevitabile. Questi personaggi sono entrati nella nostra vita come il virus influenzale e le zanzare tigre. Insomma bisogna conviverci.
Solo che rendiamoci conto che senza i musicisti, quelli che LA MUSICA la fanno, la inventano, la suonano, costoro a lungo andare non avranno più nuova musica da proporre e ci faranno due palle grosse così, vale a dire ancora di più di quelle che già ci stanno facendo. Orribile non trovate?

Bologna cool (part 2)

(segue)
Dicevamo… di questo bell’insertino del Carlino (scusate la rima da hip hopper), che scopriamo uscire in ogni città con un edizione speciale, perchè quello che abbiamo tra le mani è denominato “TRENDY Bologna”… Pensate putacaso che sia uno dei soliti inserti super sponsorizzati e super sponsorizzanti atti solo a farci il lavaggio del cervello e indurci al consumo di beni voluttuari? Ma nooooooooooo, pensate sempre male voi! Sarete mica comunisti? Il nostro bell’insertino modaioolo ci regala anche cultura a piene mani. Come dicevamo ci sono tutti i programmi dettagliati dei maggiori teatri cittadini, un dettagliato articolo sulla rockstar Nek che ci parla del suo impegno sociale e di quante copie abbia venduto in carriera, un servizio sulle bellezze della pianura dell’Idice e le mete per i viaggi più cool con un occhio alla borsa, e che non si dica che non ci tengono al vostro portafoglio faticosamente riempito!
E poi 4 pagine super colorate che ci informano dell’evento che più aspettavamo, vale a dire l’apertura in città di un ristorante specializzato nella cucina Inglese finalmente, da sempre la patria della buona cucina, che noi Bolognesi possiamo solo sognarci. Ed è bello scoprire che il piatto British più proletario di sempre, il celeberrimo “fish and chips” (pesce e patatine) viene gentilmente offerto a soli 15 €!! Ma cosa andate a pensare, sarà una porzione stile Gulliver, cioè gigantesca!
E che bello a pagina 84 leggere tutti i segreti della bellezza come fattore di trasformazione… Ora bramo dalla voglia di comprarmi un mesofiller, o meglio ancora un high potency peel con cui farmi la pelle di un bambino, e poi giù con le maschere antiossidanti o all’acido retinoico che stendono le rughe anche di Ramsete IV (antico faraone egiziano n.d.r.) in un turbinio di impianti di acido jaluronico per farci le labbra uguali ai canotti di Angelina Jolie e tutte le sue improbabili seguaci. Siiiiiiiiiiiiiiiii. Ora fisso un appuntamento con la dottoressa. Voglio sembrare il più cool possibile. Voglio che la prossima volta che rido per una barzelletta sui carabinieri o sul calciatore Totti mi si tiri talmente la pelle che mi fa ridere anche il cuul, quello di dietro però.
Ragazzi, non ho più parole da spendere. A dire il vero nè soldi e nè parole da spendere, e neanche lacrime da piangere, perchè se è questa l’evoluzione della razza umana sono ben contento di tirarmici fuori.
Ho sempre pensato a Bologna come un isola felice. Anche in momenti recenti, sono convinto che questa decadenza generale dell’intelligenza umana colpisca Bologna e i Bolognesi solo di striscio, e non come avviene negli altri posti. Ma quando leggo e vedo queste cose mi sale la mosca al naso, perchè non ci si può continuare a fare abbindolare così. Da sta gentaglia stupida e arrogante. Con l’unico pensiero a forma di moneta, ma con la stesso spessore di una banconota. Che sperpera la carta come se non ci fosse bisogno di abbattere migliaia di alberi per ottenerla. In nome di un coolness che è solo la rappresentazione del nulla cosmico, con cui ci vestiamo per non sentirci nudi di fronte a noi stessi. Alla nostra capacità di sentirci felici con quello che abbiamo, per quello che siamo, per coloro che amiamo.
Diceva un aria famosa: “Armiamoci e partiamo”. Ma in questa guerra che non si combatte, ma di cui si subiscono SOLO passivamente gli effetti, perchè i soldati non si fanno mai vedere potrà mai essere vinta? Ragazzuoli, se non fossi convinto di sì (nonostante tutto) non sarei qui a scrivervi questi deliranti articoletti su questo piccolo blog… No?
Forza umanoidi, io credo in voi.

Bologna cool (part 1)

Mi è capitato sottomano un nuovo inserto del Resto del Carlino, chiamato Trendy. Oddio, non so se è nuovo, io non ho mai comprato in vita mia il Resto del Carlino, solo che ne ho trovato una pila appoggiati sulla postazione bancomat dove vado di solito a prelevare quei pochi spiccioli che ancora mi restano sul conto e incuriosito ne ho preso una copia.
Innanzitutto devo dire che in epoca di crisi economica e (peggio ancora) di carenza delle risorse, in cui quindi bisognerebbe non sperperare le preziose risorse di questo pianeta già così in subbuglio, il formato maxi e super patinato di questo inserto mi sembra veramente uno schiaffo all’intelligenza.
Poi lo apro e noto che gli articoli sono persino scritti a caratteri belli grossi e lasciando degli ampissimi spazi bianchi, della serie “abbiamo poche cose da dire” ma fà più figo scriverle in largo e incorniciate da begli spaziettoni di carta bianca fresca di disboscamento selvaggio, che tanto chi se ne frega del buco dell’ozono… E poi pagano gli sponsors…
E sì, gli sponsors. Perchè diciamocelo chiaro, questo è l’ennesimo inserto fatto per gli sponsors, perchè è solo una propaganda consumistica di quel fenomeno idiota che fa di tutti noi ” i cretini da spennare” in nome del “COOLNESS”.
Qualcuno tra i più ingenui di voi mi chiederà: “Ma cos’è questo COOLNESS?” (pronunciato Culness)
L’apparire fighi, il sembrare diversi da quello che si è. Più attraenti (qualche cretino pensa), più alla moda (la famosa moda del cazzo, scusate il francesismo), in poche parole “più cool” (sempre pronunciato Cuul)
Ma possibile che anche nella nostra DOTTA Bologna nessuno si accorga che “E’ SOLO UNA GRANDISSIMA PRESA PER IL COOL”?????????????????
D’accordo il capitalismo, il consumismo, che ci riempie da tempo immemore la bocca, gli occhi e anche il buco che ci rende tutti più cuul, ma adesso che siamo in braghe di tela, grazie a questa crisi che non è più crisi (come dice il saggio e sacente nostro premier) ma intanto siamo tutti alla canna del gas (chi più o chi meno, vero cavailiere?) ha ancora senso fingere che siamo ancora benestanti, più fighi che mai, e i più COOL che ci sono?
Che caxxo me ne frega di andare nei locali “inserzionisti” consigliati da questo insulso inserto, dove tra un sushi e un aperitivino mi posso godere l’ennesimo squallido dj set di qualche sfigato. Che caxxo me ne frega di sapere qual’è il look più seducente giovane ed elegante che usa anche una ex concorrente del grande fratello. Che caxxo mi può importare dell’anniversario di un azienda bolognese che si vanta di massacrare dei poveri animalini indifesi da 50 anni in nome del pelo con cui coprire il corpazzo squallido di megere soldo-dotate? (E il fatto che ci mettano pure la faccia nell’articolo fa pure rabbrividire, davvero…) E mi rende una persona migliore sapere quali sono i trattamenti di bellezza più cool e le automobili più fashion? E ancora questi enormi spazi bianchi a incorniciare i mini articoli sponsorizzati dai “brand” (si usa definirli così i marchi, se sei cool…)
E poi in mezzo, come a giustificare tanta vacuità, ti sbattono dentro i programmi giganteschi dei teatri più cool della città, perchè, ahò ragazzi, qui si sta facendo arte, mica pubblicità…
E mò mi scappa un bel… MA VAFFANCOOL!!!! (segue)

Socmel networks a Bulagna (parte 1)

Myspace logo
Con questo articolo vogliamo inauguare una (si spera) lunga serie di articoli riguardo l’ultima “tendenza” mondiale e quindi anche della nostra amata città.
Per i non adepti (ma credo ce ne siano rimasti ben pochi, specie tra i visitatori di questo blog) un SOCIAL NETWORK è un sito che offre un servizio detto di “socializzazione” e che quindi mette in contatto diversi tipi di persone con interessi simili ma non necessariamente.
Una volta c’erano le chat (sembra di parlare del “paleozoico” ma è roba solo di qualche anno fa…) e al massimo i forum. FORUM+CHAT=SOCIAL NETWORK e… come diceva il titolo di un inqueitante (e scarsuccio) film nelle sale qualche mese fa) “se non ci sei non esisti”!!!
Ma bando a queste folli considerazioni, entriamo nel dettaglio delle varie proposte più in voga.
Tra i primi ad apparire e che esiste ancora c’è Netlog che però appare ormai un pò obsoleto. Inizilamente si chiamava in un altro modo se non vado errato, ma ora è seguito solo da fedelissimi.
Poi ci sono siti che per evitare la fuga dai forum e dalle chat interne si sono modificati per seguire la moda e offrono quindi servizi di social networking. Pure Microsoft da qualche anno ha introdotto il proprio sistema di social network collegato ai servizi LIVE come MSN e compagnia bella, ma sembra ormai avere perso il treno che conta.
Passiamo piuttosto ai 3 pesi massimi.
MYSPACE è forse stato il primo a fare il botto anche se ora mostra un pò la cinghia. I suoi vantaggi è che è più discreto e a misura dell’utente e si può personalizzare a piacimento sia graficamente che a livello di contenuti ed è molto più “open minded” e quindi meno rigido del “rivale” di cui parleremo tra poco.
Dispone di una quantità di funzioni da far impallidire qualunque social network, anche se non tutte sfruttate dagli utenti.
Negli anni si è imposto sopratutto a livello artistico, dal momento che si è creata una rete sterminata di utenti sia di cinema che di teatro e sopratutto di musica. Quindi se non siete semplicemente un fancazzista da pomeriggio al lavoro questo è il social network che fa per voi.
Il suo rivale n.1 è FACEBOOK, il trend del momento, che ha saputo furbescamente attirare a sè molti utenti non molto avvezzi al genere, grazie a campagne pubblicitarie mirate e a funzioni molto orientate verso la massa. Non capita infatti di rado di trovare utenti di “facciadilibro” che del loro PC sappiano usare solo quel programma lì e al massimo Messenger… :-P
Poi con quella cosa pubblicitaria (che ancora attira gente, è incredibile) che dice “ritrovate i vostri vecchi amici e compagni di scuola su facebook!!” (e io mi chiedo, ma perchè dovrei ritrovarli visto che a fatica me ne sono liberato??? Hahahaha ovviamente con le dovute eccezioni LOL) ha funzionato, e sono esterrefatto! Ma davvero vogliamo tornare ad avere rapporti con gente che non vediamo da tanto tempo e che sopratutto abbiamo frequentato nell’adolescenza se non prima? Bah, mi chiedo perchè la gente sia sempre così insoddisfatta del proprio presente. Sarà colpa dei giornali e delle televisioni, insomma non c’è via di scampo! :-D
Scherzi a parte facebook offre ad utenti inesperti totali una facilità d’utilizzo probabilmente maggiore di myspace, e una maggiore possibilità di farsi i cazzi altrui e SOPRATUTTO di farsi fare i cazzi propri dagli altri. (almeno quello è l’obiettivo massimo)
L’utilizzatore medio di facebook è infatti il fancazzista, che lo “accende” alla mattina dall’ufficio e lo “spegne” a fine giornata lavorativa… ;-)
In una bachecona virtuale si pubblicano le proprie cose, videos ed immagini presi dal web su cui commentare insieme ad altri “amici” virtuali e così si fa comunella. Poi quegli “scafatoni” dei capi di facebook organizzano anche periodicamente feste per incrementare il passaparola e il crescendo della comunità di utenti… Insomma questa è un opera di marketing con le palle! (che ci sia deitro anche il nostro esimio cavaliere???)
Ma ci sono anche i contro. Non è quasi per niente personalizzabile, è sufficientemente anonimo, rigidissimo da sembrare un lager certe volte (con regole limitative assurde e inspiegabili per un social network, ma di questo parleremo un altra volta) e ovviamente manca totalmente di discrezione, anche perchè dell’indiscrezione ne fa un vanto. E’ infatti disponibile anche una chat interna (che funziona da merda ma c’è) per cui puoi contattare virtualmente chiunque in ogni momento, che se vuoi farti i cazzi tuoi è proprio una libidine… LOL
E poi c’è l’ultimo arrivato, TWITTER. In America sta già spopolando, perchè è di una semplicità terrificante, in Italia è ancora semi sconosciuto. In pratica trattasi di una versione ulteriormente semplificata di Facebook, in cui inserisci a getto continuo le tue notizie o qualsiasi cosa ti venga in mente, come facebook ma più di facebook. Richiede meno attenzione di facebook e anche meno impegno nella gestione dell’account. Non ci sono quelle odiose applicazioni di facebook, che Dio sia lodato, ma al momento non sembra ancora molto stimolante. Ma siamo solo agli inizi, staremo a vedere.
I bolognesi per ora sembrano preferire feisbuk comunque, perchè sono pigriiiiiiiiiiiiiiiiiiii
:-D
Alla prossima cari!

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Bologna è ancora sinonimo di trasgressione???

Non sapevo che immagine mettere!… perchè, lo è mai stata, qualcuno chiederà???
Ok, per le nuove generazioni ormai essere trasgressivo è essere gay o emo (per chi non lo sapesse è un pò simile all’antico termine dei “darkettoni”, in pratica sono ragazzi che cercano solo di non farsi risucchiare dalla massa, cercando di non essere troppo globalizzati. L’esito è questionabile, ma apprezzabile il tentativo) o al limite estremo punkabbestia.
Ma (e qui facciamo la parte degli anziani rompiballe “memoria storica” guys, Bologna viveva fino a qualche anno fa (facciamo un decennio e oltre) di tante piccole trasgressioni che ne avevano fatto il paradiso per tanta cultura alternativa che ora sembra smarrita o quanto meno annacquata. (si scrive così? non c’ho voglia di andare a guardare nel vocabolarioooooooo)
Certo, mi si dirà, è tutto proporzionato alla media nazionale, ma siccome certe tradizioni non andrebbero mai smarrite, ci permettiamo di invocare quel DNA tipico di tutti i bolognesi, cioè la voglia e la capacità di trasgredire anche nelle piccole cose, perchè se una cosa ce l’hai nel DNA non la puoi perdere mai del tutto. O no? Puoi perderci l’abitudine, ma poi è come andare in bicicletta. Prima o poi torni a farci la mano.
Ma cos’è la trasgressione qualcuno potrebbe chiedermi?
In effetti il significato è multiplo, se non multiplo del suo stesso multiplo.
Un mio personale significato (nonchè mio favorito) è essere solo e soltanto sè stessi, cercando di non farsi (quasi) mai influenzare dagli stereotipi, dai media, da tutto quello che ci rende uniformi (uguali, non divise… LOL) e quindi facilmente assoggettabili e “controllabili”.
Il mio sogno sarebbe un piccolo microcosmo in cui nessuno “caga” la pubblicità, in cui ognuno sviluppa le sue passioni e pulsioni, indipendentemente da quello che fanno gli altri, in cui c’è curiosità e non ossessioni da pettegolezzo, in cui si può fare ed essere quello che si vuole, senza timore e senza pregiudizi.
Facile direte voi. FACILE?
Provate a riflettere su questa mia utopia e sappiatemi dire… (forse mi direte: a mattoooooooooo)
Baci

Le donne rifatte sono davvero più belle?

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Labbra a canotto, zigomi a tutto tondo e sopracciglia fuori orbita: i volti delle donne rifatte sono inconfondibili ed allo stesso tempo si confondono tutti perchè mostruosamente uguali. Passando in rassegna le donne dello spettacolo solo una minima parte risulta vergine al passaggio del bisturi mentre la stragrande maggioranza tradisce, in un punto o nell’altro, pratiche barbare di ritocco. La lista dei nomi famosi è infinita e va dalla soubrette alla giornalista, dall’attrice al ministro. Insomma buona parte dei personaggi pubblici femminili del nostro paese sente l’esigenza di rifarsi qualcosa per essere più bella, più desiderabile, più arrapante, costi quel che costi. E giù di lifting per stirare le rughe, botox per rimpolpare la pelle e protesi mammarie per tenere sempre alta la sirena del richiamo sessuale. Le Vip italiane sono fatte così, a quarant’anni si sentono perdutamente tardone ed a venti credono sia un difetto fisico avere le labbra sottili o il seno al di sotto della terza abbondante. Per quanto riguarda il resto: glutei, addominali, cosce e membra varie, un massacrante programma di fitness può bastare anche se in America si sente parlare anche di protesi al sedere, molto comode per star sedute a terra. Ma il sopracciglio alla Satanik, il seno alla Margot, la bocca alla Mick Jagger ( il labbruto cantante dei Rolling Stones) rendono veramente queste signore più belle? La risposta è no. Queste signore sono mostruose sia viste in televisione e peggio ancora viste dal vivo. Una volta mi sono imbattuta in Gabriella Carlucci e aveva un volto così manomesso da sembrare un trans, lo stesso dicasi per la Marini che se avesse conservato i suoi lineamenti sarebbe stata bella come da giovane solo con venti anni di più o per Alba Parietti, che ora si trova a dover fare l’anatra da Talk Show con quelle labbra immobili che la fanno sembrare una ventriloqua. Un campionario di donne oggettivamente più brutte che, però, si ostina ad appiccicarsi sulla faccia canoni estetici di bellezza che non sono universali e soprattutto non possono essere riprodotti artificialmente. Sul sito www.jacopofo.com,uno dei pochi blog che ha “intavolato” una discussione sulla presunta bellezza delle donne rifatte, è possibile leggere tristi ma divertenti considerazioni sulla grottesca evoluzione del concetto di bellezza femminile