Studenti

11 Ottobre 2009: nasce BoGround

Bologna, la grassa, la paciosa, la guduriosa, coi suoi tempi, ma poi arriva…
Siamo qui infatti a gioire per l’ufficializzazione della nascita di quell’associazione musicale di cui vi avevamo già parlato a inizio estate. BOGROUND, da cui stralciamo il bando costituente che sarà anche probabilmente l’atto costituente nella riunione che si terrà Domenica prossima:

11 ottobre 2009
nasce l’associazione
per il rilancio del rock bolognese!
per promuovere il rock bolognese come patrimonio artistico, culturale e sociale…
per puntare l’attenzione sulla produzione musicale originale bolognese…
per valorizzare la scena musicale del passato…
per far emergere la scena musicale attuale…
per organizzare e promuovere festivals…
per confrontarsi in convegni di ricerca…
per favorire la formazione delle giovani bands…
per sostenere la crescita delle bands emergenti…
per coinvolgere tutti gli appassionati di rock bolognese…
per mettere in rete musicisti, bands, operatori e realtà del settore…
assemblea costituente
domenica 11 ottobre ore 17
BLOGOS via dei Mille 25 – Casalecchio
info: associazione@boground.it – 051/571148

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La notte del bianconiglio

Si parla tanto di benefattori e governanti, che poi sarebbe la stessa cosa secondo l’ufficio stampa più accreditato. Si parla tanto di sanatorie ma poi quando mi giro vedo un paese che sanguina. Si parla tanto di economia in ripresa, ma io vedo solo ricchi sempre più ricchi con bocche che si allargano a dismisura, come a nutrirsi delle loro stesse parole. Tranquillizzano? Soporificano? Tramortiscono? No, ingialliscono. Come i loro denti, velocemente affidati a dentisti prezzolati che si affrettano a lucidarli a nuovo al primo accenno di cedimento. Poi cala la notte e strane altre creature si ritrovano a fare i conti con quanto di cui sopra. C’è chi affetta il proprio albero genealogico, c’è chi dà fuoco a un insopprimibile voglia di protagonismo, c’è chi affoga nel liquido il proprio desiderio di protagonismo, c’è chi smania di mettere in scena la propria nuova commedia quotidiana, c’è chi sbraita come un ossesso in cerca di soddisfazione, ma c’è anche chi, come il bianconiglio del titolo, si trova spaesato e confuso, in una notte piena di rogne. E bianco com’è è immediatamente avvistato. Come se fosse LUI il responsabile di tutto. Come se fosse lui il centro del problema. Come se fosse lui e nessun’altro al di fuori di lui. Il cerchio si restringe, ma è un circolo appuntito che minaccia di perforare i suoi sogni di gloria. Inglorioso bastardo! Gli gridano. Inglorioso bastardo. Ma lui non si lascia intimorire, tira su il bavero della propria giacca e fa finta di niente. Imbocca una strada più illuminata, cerca una compagnia piacevole e rassicurante fino a che non sia pronto per affrontare una nuova avventura che alle prime luci dell’alba sembra proprio possa svelarsi a lui in un nuovo delirio di ventri e ossa, alla rinfusa in una fossa.
Il bianconiglio sa, ma sa che non dire è meglio. O meglio, dire quello che si sa non è meglio di dire quello che si vorrebbe sentire. E così nell’altoparlante dell’adulazione trovano spazio le note delle più dolci sinfonie che l’uomo abbia mai scritto. TUTTO BENE. SIAMO IN RIPRESA. UN PICCOLO CAPOLAVORO. 150 ANNI DI PACE E PROSPERITA’. Il NOSTRO E’ UN GRANDE PAESE. E il popolo, libero come non mai, si addormenta… felice… in uno di quei sogni da cui sarebbe bello non svegliarsi mai…
Hurrà! Hurrà! Hurrà, per il grande bianconiglio e per la sua corte di carte. Siamo a cavallo ragazzi.

Bologna, la città della musica

No, non è un articolo preso pari pari da un giornale qualsiasi di un ventennio fa. (e lo diciamo per i ggggiovani, quelli che non ahnno vissuto i tanto vituperati anni ’80, ma in quegli anni di Bologna si parlava in quei termini)
Lo so che adesso quest’argomento lo tirano fuori solo i politicanti della locale amministrazione quando gli si fa notare della ormai latente scena musicale Bolognese dovuta al sempre crescente menefreghismo culturale della loro gestione, ma mi piace ricordare così la mia città. Citando le parole degli stessi assessori alla musica, Bologna è “da sempre” la città della musica, capace di partorire le migliori menti musicali dell’Italia intera. Gente come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Gli Stadio, Biagio Antonacci (non sapevo che questi ultimi due fossero di Bolona, ma vabbè), Cesare Cremonini coi suoi Luna Pop, Andrea Mingardi col suo fantastico e impagabile Festival delle arti, Luca Carboni e chi più ne ha più ne metta.
Poi giriamo per la città e troviamo solo locali trendy, dove non trovi uno straccio di musica LIVE decente neanche a pagarla. Oppure, la trovi, ma è sempre quella, la musica fatta dagli stessi personaggi, che si spacciano per trendy e alla fine ti rincoglioniscono col loro fighettume colmando solo il silenzio di una serata altrimenti muta e imbarazzante, ma regalandoti emozioni e nuove esperienze ZERO. E questo se ti va bene ovviamente. Perchè ormai è prassi consolidata spacciare gli squallidi DJ sets che impazzano un pò ovunque per MUSICA DAL VIVO!!!! Orrore. Orrore. Orrore.
Ma davvero si può pensare solo per un momento che un qualsiasi cretinetto dotato di computer o lettore CD o consolle con giradischi di ultima generazione sia musica dal vivo? E siamo davvero sicuri che questi personaggi che grazie a costi e oneri contenuti (per i locali, non certo per gli sfortunati avventori dei locali) hanno cacciato la vera musica dal vivo dai locali, siano vivi??? Avete mai provato a parlarci con uno? Oddio, ci saranno sicuramente le eccezioni che confermano la regola, e anche semplicemente persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza generale, accontentandosi di trarne un profitto, però il livello è decisamente basso. Quando ero ragazzino si facevano le cassettine compilations in casa e poi si portavano alle feste. In età più adulta i CD compilations. Mai nessuno sentiva il bisogno di “un essere” dietro a degli apparecchi elettronici (quindi autonomi per il 90% delle operazioni a loro affidate) che scegliesse in loco le canzoni che noi dovevamo ballare o che ci dovevamo sorbire tra una birra e l’altra. E che magari se la tirasse anche perchè con le fighette più stupide poteva dire la fatidica frase: -”Sai? La settimana prossima “suono” al PINCOPALLIN BAR, vieni a sentirmi???
SUONO??????
SUONO??????
VIENI A SENTIRMI????????????
Ah come vorrei essere la fi… oops la ragazza più bella del mondo per andarea “smerdare” tutti sti imbecilli che si credono dei creativi o peggio, degli artisti.
Gente il cui unico talento risiede nello scegliere canzoni da far ascoltare al povero pubblico che passivamente subisce e non distinguere una radio dalla musica suonata da umani, in grado di offrire un divertimento ed emozioni ben più coinvolgenti e umane.
Ma vabbè, ormai i DJ sono un male inevitabile. Questi personaggi sono entrati nella nostra vita come il virus influenzale e le zanzare tigre. Insomma bisogna conviverci.
Solo che rendiamoci conto che senza i musicisti, quelli che LA MUSICA la fanno, la inventano, la suonano, costoro a lungo andare non avranno più nuova musica da proporre e ci faranno due palle grosse così, vale a dire ancora di più di quelle che già ci stanno facendo. Orribile non trovate?

Centro per l’impiego

Una volta c’era l’ufficio di collocamento. Ora c’è il centro per l’impiego.
Sicuramente più organizzato e con persone all’interno decisamente più gentili e disposte al dialogo, ma quanto è più efficiente?
Io per esempio sono iscritto da un anno e mezzo e grazie a loro ho fatto solo un colloquio (peraltro non andato a buon fine per una virgola mannaggia… e perchè ho sbagliato una risposta sui pannolini… LOL) così mi chiedevo se qualcuno di voi avesse invece delle esperienze positive da dichiarare. (o anche negative)
Giusto per capire se questo fantomatico ufficio per l’impiego FUNZIONA o se è solo FUMO NEGLI OCCHI come tante cose simpatiche che i nostri strapagati politicanti ci regalano a ogni mandato…
Grazie in anticipo!

Bologna e i turisti per caso

…che boccheggiano… nell’afa pomeridiana di un qualsiasi giorno di agosto in pieno centro storico.
Questi eroi, di un eroismo d’altri tempi andrebbero premiati e invece non solo non vengono accolti dagli autoctoni (barricati in casa con l’aria condizionata o chissà in qualche spiaggetta affollata e quindi assai poco promettente) ma sono anche accolti da un clima veramente ostile. Io mi chiedo, il riscaldamento del pianeta è una realtà (anche se alcuni si ostentano a non volerci credere e spero faranno la fine degli umani nella saga del “pianeta delle scimmie” mitico film di fantascienza che invito tutti a visionare), ma proprio non si può fare qualcosa per limitare i danni nel centro storico almeno?
E non mi sto riferendo a quelle baggianate delle limitazioni al traffico (adesso non ci sono praticamente macchine in giro a Bologna eppure…) ma qualcosa a livello programmatico a livello pratico, edilizio e a livello fisico per contrastare almeno un minimo gli effetti della “risacca infernale” che ormai è diventato “il ghetto del centro storico”?????? (e sottolineo ghetto, perchè sono sempre dell’idea che tutti i provvedimenti legati al centro storico, di traffico e non, siano solo cagate utili in campagna elettorale ma in fin dei conti di nessuna utilità pubblica, ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Deleterio come una nube su Cernobyl per il futuro dei nostri fligli… (io non ne ho ma non è ancora detta l’ultima parola…)

Socmel networks a Bulagna (parte 1)

Myspace logo
Con questo articolo vogliamo inauguare una (si spera) lunga serie di articoli riguardo l’ultima “tendenza” mondiale e quindi anche della nostra amata città.
Per i non adepti (ma credo ce ne siano rimasti ben pochi, specie tra i visitatori di questo blog) un SOCIAL NETWORK è un sito che offre un servizio detto di “socializzazione” e che quindi mette in contatto diversi tipi di persone con interessi simili ma non necessariamente.
Una volta c’erano le chat (sembra di parlare del “paleozoico” ma è roba solo di qualche anno fa…) e al massimo i forum. FORUM+CHAT=SOCIAL NETWORK e… come diceva il titolo di un inqueitante (e scarsuccio) film nelle sale qualche mese fa) “se non ci sei non esisti”!!!
Ma bando a queste folli considerazioni, entriamo nel dettaglio delle varie proposte più in voga.
Tra i primi ad apparire e che esiste ancora c’è Netlog che però appare ormai un pò obsoleto. Inizilamente si chiamava in un altro modo se non vado errato, ma ora è seguito solo da fedelissimi.
Poi ci sono siti che per evitare la fuga dai forum e dalle chat interne si sono modificati per seguire la moda e offrono quindi servizi di social networking. Pure Microsoft da qualche anno ha introdotto il proprio sistema di social network collegato ai servizi LIVE come MSN e compagnia bella, ma sembra ormai avere perso il treno che conta.
Passiamo piuttosto ai 3 pesi massimi.
MYSPACE è forse stato il primo a fare il botto anche se ora mostra un pò la cinghia. I suoi vantaggi è che è più discreto e a misura dell’utente e si può personalizzare a piacimento sia graficamente che a livello di contenuti ed è molto più “open minded” e quindi meno rigido del “rivale” di cui parleremo tra poco.
Dispone di una quantità di funzioni da far impallidire qualunque social network, anche se non tutte sfruttate dagli utenti.
Negli anni si è imposto sopratutto a livello artistico, dal momento che si è creata una rete sterminata di utenti sia di cinema che di teatro e sopratutto di musica. Quindi se non siete semplicemente un fancazzista da pomeriggio al lavoro questo è il social network che fa per voi.
Il suo rivale n.1 è FACEBOOK, il trend del momento, che ha saputo furbescamente attirare a sè molti utenti non molto avvezzi al genere, grazie a campagne pubblicitarie mirate e a funzioni molto orientate verso la massa. Non capita infatti di rado di trovare utenti di “facciadilibro” che del loro PC sappiano usare solo quel programma lì e al massimo Messenger… :-P
Poi con quella cosa pubblicitaria (che ancora attira gente, è incredibile) che dice “ritrovate i vostri vecchi amici e compagni di scuola su facebook!!” (e io mi chiedo, ma perchè dovrei ritrovarli visto che a fatica me ne sono liberato??? Hahahaha ovviamente con le dovute eccezioni LOL) ha funzionato, e sono esterrefatto! Ma davvero vogliamo tornare ad avere rapporti con gente che non vediamo da tanto tempo e che sopratutto abbiamo frequentato nell’adolescenza se non prima? Bah, mi chiedo perchè la gente sia sempre così insoddisfatta del proprio presente. Sarà colpa dei giornali e delle televisioni, insomma non c’è via di scampo! :-D
Scherzi a parte facebook offre ad utenti inesperti totali una facilità d’utilizzo probabilmente maggiore di myspace, e una maggiore possibilità di farsi i cazzi altrui e SOPRATUTTO di farsi fare i cazzi propri dagli altri. (almeno quello è l’obiettivo massimo)
L’utilizzatore medio di facebook è infatti il fancazzista, che lo “accende” alla mattina dall’ufficio e lo “spegne” a fine giornata lavorativa… ;-)
In una bachecona virtuale si pubblicano le proprie cose, videos ed immagini presi dal web su cui commentare insieme ad altri “amici” virtuali e così si fa comunella. Poi quegli “scafatoni” dei capi di facebook organizzano anche periodicamente feste per incrementare il passaparola e il crescendo della comunità di utenti… Insomma questa è un opera di marketing con le palle! (che ci sia deitro anche il nostro esimio cavaliere???)
Ma ci sono anche i contro. Non è quasi per niente personalizzabile, è sufficientemente anonimo, rigidissimo da sembrare un lager certe volte (con regole limitative assurde e inspiegabili per un social network, ma di questo parleremo un altra volta) e ovviamente manca totalmente di discrezione, anche perchè dell’indiscrezione ne fa un vanto. E’ infatti disponibile anche una chat interna (che funziona da merda ma c’è) per cui puoi contattare virtualmente chiunque in ogni momento, che se vuoi farti i cazzi tuoi è proprio una libidine… LOL
E poi c’è l’ultimo arrivato, TWITTER. In America sta già spopolando, perchè è di una semplicità terrificante, in Italia è ancora semi sconosciuto. In pratica trattasi di una versione ulteriormente semplificata di Facebook, in cui inserisci a getto continuo le tue notizie o qualsiasi cosa ti venga in mente, come facebook ma più di facebook. Richiede meno attenzione di facebook e anche meno impegno nella gestione dell’account. Non ci sono quelle odiose applicazioni di facebook, che Dio sia lodato, ma al momento non sembra ancora molto stimolante. Ma siamo solo agli inizi, staremo a vedere.
I bolognesi per ora sembrano preferire feisbuk comunque, perchè sono pigriiiiiiiiiiiiiiiiiiii
:-D
Alla prossima cari!

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L’estate Bolognese

…tutta qui?
D’accordo che ad Agosto le persone che restano in città forse non sono tante (e quindi neanche gli elettori) ma uno straccio di rassegna “cittadina”????
Possibile manco una?
Vedo fiere di San Lazzaro e diverse altre, ma solo nei comuni limitrofi. Ma a Bologna città tutto è spento, tranne Sirio e insomma quelle cagate di telecamere spilla soldi. Rendiamocene conto, questo è quanto la politica e i nostri amati paladini politichesi sono in grado di offrirci. Una città zombie, culturalmente zero e ludicamente inadeguata. Del divertimentificio di una volta c’è solo un pallido ricordo.
Se dobbiamo accontentarci di localucoli con dj sets allora ditecelo prima che togliamo il disturbo. Altrimenti ficcatevi nella testa che non tutti gli elettori sono stupidi e si accontentano di ronde o limitazioni di qualsiasi tipo allo scopo di avere una quiete di cui nessuno se ne fa niente in fin dei conti. (non sarà un caso che tutte queste lamentele di “cittadini benemeriti” sono saltate fuori in grande numero SOLO DAL MOMENTO che l’insoddisfazione generale è salita di livello? Mi spiego meglio: l’Italia allo sbaraglio, alla mercè di politicanti e imprenditori senza scrupoli, la crisi economica e voilà, tutti siamo 10 volte + suscettibili di prima e ci dà pure fastidio che qualcuno si diverta anche semplicemente bevendo un bicchiere di birra o andando a vedere un concerto e poi discuterne con gli amici sotto casa… Facciamo un pò di esame di coscienza va là…)
Certo, adesso nella situazione in cui siamo è diventata un operazione davvero imponente. Anni di desertificazione culturale e di diversificazione dello svago ci hanno portato a questo punto, ma è pur sempre vero anche il detto che !quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”…
O no?
Ma abbiamo dei politici o degli uomini di potere davvero duri abbastanza? O davvero interessati a rimuovere il degrado culturale in cui anche Bologna è sprofondata?
La mia è una sfida. Speriamo non cada nel vuoto come le preghiere dei terremotati dell’Abruzzo. :-(

Apre Mel Outlet nell’antica sede di Nannucci

Un pezzo di cuore se ne va…
Nannucci, il negozio di dischi, CD, video, DVD, musica e quant’altro (una volta anche elettrodomestici se non andiamo errati) ha chiuso i battenti qualche mese fa, sospinto a gran velocità dall’incompetenza dei gestori e adesso sulle ceneri appare un marchio di una catena di negozi (sign of the times direbbe Prince) che risponde al nome di MELBOOK.
Già presenti da diversi anni col negozio Melbook Store in via Rizzoli (quindi a 2 passi) ora tentano il grande passo e allargano la loro offerta.
Dai cartelli già affissi nelle vetrine ci sembra di capire sarà un luogo dedicato più che altro alla compravendita di usato, forse per cercare (fra l’altro) di recuperare quella piccola fetta di mercato ancora indecisa tra l’abbandonarsi alla pirateria totale o se ancora barcamenarsi negli ancora onerosi acquisti di CD e DVD musicali. Il tutto potendo contare comunque sulla “copertura di spalle” che fornirà l’ormai collaudato settore librario, che non risente almeno per ora di nessuna crisi particolare.
L’iniziativa sembra carina. Speriamo solo di non trovare i soliti commessi imberbi un pò beoti tipici di questo tipo di catene di negozi. Per intenderci quelli che ignorano chi sia Frank Zappa o Shostakovich e che non avvertono differenze tra una Laura Pausini e un Ella Fitgerald.
In bocca al lupo, sopratutto alla musica in quanto arte, a Bologna.bo

Adios Nannucci, welcome to…???

Questa più che altro è una domanda. Passando spesso (quasi quotidianamente) davanti agli antichi locali che ospitavano il mitico negozio di dischi Nannucci (miseramente condotto al fallimento repentino da incapaci gestori n.d.r.) non ho potuto fare a meno di notare che sono ormai a buon punto i lavori per un negozio che presto ne prenderà le veci.
Da quel che ho potuto sbirciare mi è sembrato di vedere scaffali destinati forse a contenere libri e avevo sentito dire che il compratore dei locali era Melbook store. Qualcuno ha maggiori notizie?
Certo è che nello spazio di poche centinaia di metri ci ritroveremo con moltissime librerie (sempre preferibili alle inesauribili boutiques di alta moda e griffes a mio parere), forse le uniche a poter assoribre il mini mercato discografico che ormai è rimasto. In fondo il mercato del libro non conosce (ancora) crisi, per via degli alti costi di duplicazione suppongo, dal momento che un buon 60% di quello che si legge è roba di assai scarsa qualità o comunque riciclo del riciclo. Ma in fondo è sempre cultura, anche se livellata in basso a volte, ed è sempre meglio che un calcio in c… no?
Però (tornando a noi) vorrei tanto sapere, chi andrà ad occupare quegli storici (almeno per me) locali in via Oberdan.
Grazie in anticipo a chi risponderà alla mia curiosità di ex bimbo innamorato follemente della musica. ^_^

Bologna è ancora sinonimo di trasgressione???

Non sapevo che immagine mettere!… perchè, lo è mai stata, qualcuno chiederà???
Ok, per le nuove generazioni ormai essere trasgressivo è essere gay o emo (per chi non lo sapesse è un pò simile all’antico termine dei “darkettoni”, in pratica sono ragazzi che cercano solo di non farsi risucchiare dalla massa, cercando di non essere troppo globalizzati. L’esito è questionabile, ma apprezzabile il tentativo) o al limite estremo punkabbestia.
Ma (e qui facciamo la parte degli anziani rompiballe “memoria storica” guys, Bologna viveva fino a qualche anno fa (facciamo un decennio e oltre) di tante piccole trasgressioni che ne avevano fatto il paradiso per tanta cultura alternativa che ora sembra smarrita o quanto meno annacquata. (si scrive così? non c’ho voglia di andare a guardare nel vocabolarioooooooo)
Certo, mi si dirà, è tutto proporzionato alla media nazionale, ma siccome certe tradizioni non andrebbero mai smarrite, ci permettiamo di invocare quel DNA tipico di tutti i bolognesi, cioè la voglia e la capacità di trasgredire anche nelle piccole cose, perchè se una cosa ce l’hai nel DNA non la puoi perdere mai del tutto. O no? Puoi perderci l’abitudine, ma poi è come andare in bicicletta. Prima o poi torni a farci la mano.
Ma cos’è la trasgressione qualcuno potrebbe chiedermi?
In effetti il significato è multiplo, se non multiplo del suo stesso multiplo.
Un mio personale significato (nonchè mio favorito) è essere solo e soltanto sè stessi, cercando di non farsi (quasi) mai influenzare dagli stereotipi, dai media, da tutto quello che ci rende uniformi (uguali, non divise… LOL) e quindi facilmente assoggettabili e “controllabili”.
Il mio sogno sarebbe un piccolo microcosmo in cui nessuno “caga” la pubblicità, in cui ognuno sviluppa le sue passioni e pulsioni, indipendentemente da quello che fanno gli altri, in cui c’è curiosità e non ossessioni da pettegolezzo, in cui si può fare ed essere quello che si vuole, senza timore e senza pregiudizi.
Facile direte voi. FACILE?
Provate a riflettere su questa mia utopia e sappiatemi dire… (forse mi direte: a mattoooooooooo)
Baci