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Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Franco Turra
(segue)
Dicevamo… di questo bell’insertino del Carlino (scusate la rima da hip hopper), che scopriamo uscire in ogni città con un edizione speciale, perchè quello che abbiamo tra le mani è denominato “TRENDY Bologna”… Pensate putacaso che sia uno dei soliti inserti super sponsorizzati e super sponsorizzanti atti solo a farci il lavaggio del cervello e indurci al consumo di beni voluttuari? Ma nooooooooooo, pensate sempre male voi! Sarete mica comunisti? Il nostro bell’insertino modaioolo ci regala anche cultura a piene mani. Come dicevamo ci sono tutti i programmi dettagliati dei maggiori teatri cittadini, un dettagliato articolo sulla rockstar Nek che ci parla del suo impegno sociale e di quante copie abbia venduto in carriera, un servizio sulle bellezze della pianura dell’Idice e le mete per i viaggi più cool con un occhio alla borsa, e che non si dica che non ci tengono al vostro portafoglio faticosamente riempito!
E poi 4 pagine super colorate che ci informano dell’evento che più aspettavamo, vale a dire l’apertura in città di un ristorante specializzato nella cucina Inglese finalmente, da sempre la patria della buona cucina, che noi Bolognesi possiamo solo sognarci. Ed è bello scoprire che il piatto British più proletario di sempre, il celeberrimo “fish and chips” (pesce e patatine) viene gentilmente offerto a soli 15 €!! Ma cosa andate a pensare, sarà una porzione stile Gulliver, cioè gigantesca!
E che bello a pagina 84 leggere tutti i segreti della bellezza come fattore di trasformazione… Ora bramo dalla voglia di comprarmi un mesofiller, o meglio ancora un high potency peel con cui farmi la pelle di un bambino, e poi giù con le maschere antiossidanti o all’acido retinoico che stendono le rughe anche di Ramsete IV (antico faraone egiziano n.d.r.) in un turbinio di impianti di acido jaluronico per farci le labbra uguali ai canotti di Angelina Jolie e tutte le sue improbabili seguaci. Siiiiiiiiiiiiiiiii. Ora fisso un appuntamento con la dottoressa. Voglio sembrare il più cool possibile. Voglio che la prossima volta che rido per una barzelletta sui carabinieri o sul calciatore Totti mi si tiri talmente la pelle che mi fa ridere anche il cuul, quello di dietro però.
Ragazzi, non ho più parole da spendere. A dire il vero nè soldi e nè parole da spendere, e neanche lacrime da piangere, perchè se è questa l’evoluzione della razza umana sono ben contento di tirarmici fuori.
Ho sempre pensato a Bologna come un isola felice. Anche in momenti recenti, sono convinto che questa decadenza generale dell’intelligenza umana colpisca Bologna e i Bolognesi solo di striscio, e non come avviene negli altri posti. Ma quando leggo e vedo queste cose mi sale la mosca al naso, perchè non ci si può continuare a fare abbindolare così. Da sta gentaglia stupida e arrogante. Con l’unico pensiero a forma di moneta, ma con la stesso spessore di una banconota. Che sperpera la carta come se non ci fosse bisogno di abbattere migliaia di alberi per ottenerla. In nome di un coolness che è solo la rappresentazione del nulla cosmico, con cui ci vestiamo per non sentirci nudi di fronte a noi stessi. Alla nostra capacità di sentirci felici con quello che abbiamo, per quello che siamo, per coloro che amiamo.
Diceva un aria famosa: “Armiamoci e partiamo”. Ma in questa guerra che non si combatte, ma di cui si subiscono SOLO passivamente gli effetti, perchè i soldati non si fanno mai vedere potrà mai essere vinta? Ragazzuoli, se non fossi convinto di sì (nonostante tutto) non sarei qui a scrivervi questi deliranti articoletti su questo piccolo blog… No?
Forza umanoidi, io credo in voi.
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Scritto Sabato 22 Agosto 2009 da Franco Turra
Mi chiedo: si fermerà mai quest’ondata di caldo pazzesco che mai come quest’anno ha morso alla gola chi per scelta o per necessità ha dovuto rimanere in città quest’estate?
Sinceramente comincio a pensare (e la fantapolitica non è mai abbastanza FANTA se siamo in Italia…) si tratti di un complotto della grossa imprenditoria al potere per rilanciare la malandata economia.
Non è forse sempre lo stesso cavaliere (e i suoi scagnolzzi) che assicurano che la crisi o non esiste o è sotto controllo o è già superata e non dobbiamo preoccuparci di nulla, anzi spendere per rilanciarla del tutto?
Ecco allora il surriscaldamento “AD HOC” che costringe anche il più convinto assertore dell’austerity (bello eh questo termine? L’ho trovato in un articolo degli anni 70…) a partire con armi bagagli e famiglia (quando c’è) verso località di villeggiatura e muovere quindi “i soldi”.
Diceva qualcuno: “On y soit qui mal y pense” che se non erro in poche parole vuol dire che a pensare male spesso ci si azzecca.
E quindi ancora caldo, sempre caldo, fortissimamente caldo. E tutti in agenzia viaggi a prenotare viaggi in lande più accoglienti, oppure a investire in condizionatori. E l’economia viaggia… ciuff ciuff
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Scritto Domenica 2 Agosto 2009 da Franco Turra
Un pezzo di cuore se ne va…
Nannucci, il negozio di dischi, CD, video, DVD, musica e quant’altro (una volta anche elettrodomestici se non andiamo errati) ha chiuso i battenti qualche mese fa, sospinto a gran velocità dall’incompetenza dei gestori e adesso sulle ceneri appare un marchio di una catena di negozi (sign of the times direbbe Prince) che risponde al nome di MELBOOK.
Già presenti da diversi anni col negozio Melbook Store in via Rizzoli (quindi a 2 passi) ora tentano il grande passo e allargano la loro offerta.
Dai cartelli già affissi nelle vetrine ci sembra di capire sarà un luogo dedicato più che altro alla compravendita di usato, forse per cercare (fra l’altro) di recuperare quella piccola fetta di mercato ancora indecisa tra l’abbandonarsi alla pirateria totale o se ancora barcamenarsi negli ancora onerosi acquisti di CD e DVD musicali. Il tutto potendo contare comunque sulla “copertura di spalle” che fornirà l’ormai collaudato settore librario, che non risente almeno per ora di nessuna crisi particolare.
L’iniziativa sembra carina. Speriamo solo di non trovare i soliti commessi imberbi un pò beoti tipici di questo tipo di catene di negozi. Per intenderci quelli che ignorano chi sia Frank Zappa o Shostakovich e che non avvertono differenze tra una Laura Pausini e un Ella Fitgerald.
In bocca al lupo, sopratutto alla musica in quanto arte, a Bologna.bo
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Tag:Bologna, melbook store, melstore, musica, nannucci, negozi di musica, via oberdan
Scritto Domenica 2 Agosto 2009 da Franco Turra
“Cronaca del primo di Sabato di Agosto a spasso per Bologna”…
A parte che c’è ancora un sacco di gente in città, altro che grande esodo!
Tutto è come gli ultimi anni. I Bolognesi D.O.C. o si tappano in casa, davanti ai bocchettoni dell’agognato condizionatore, o fanno vacanzine mordi e fuggi tanto per poter far vedere che non sono in miseria nera (loro) e così chi incontri in giro per la città?
Nel centro storico trovi ancora degli autoctoni, prevalentemente coppiette che magari abitano in periferia e che conservano ancora il culto della tradizione della passeggiata sul pavaglione e la sosta sul crescentone di piazza maggiore. (fateci caso, tutto finisce per “one” a bologna…)
Ma tante etnie, non più solo tunisini, algerini o cinesi, ma una variegatissima varietà di etnie, dall’indiano al sudamericano e chi più ne ha più ne metta. E incredibilmente anche turisti in timida visita.
Insomma Bologna città cosmopolita?
Ma spostiamoci in un grande centro commerciale (senza fare nomi perchè sarebbe pubblicità, tanto poi uno vale l’altro…) e qui troviamo le famiglie, e un ancora più vasta varietà di persone.
Ma nei centri commerciali si va prevalentemente per comprare e allora… sorpresa! Un buon 50% di clientela è composto da stranieri!!! Ma quindi la crisi la sentiamo solo noi Italiani? Dove sta l’inghippo? Non avrà mica ragione il Cavaliere quando dice che la crisi non esiste? O tutti questi extra comunitari sono al servizio del biscione? Che casino!
Eppure è bello vedere gente apparentemente lontana culturalmente da te, emozionarsi di fronte a un minifrigo portatile o a una lavatrice sottocosto o ancora a una fotocamera venduta come nera e che poi quando arrivi a casa scopri che è rosa… O interrogarsi sulla classe energetica del congelatore o ancora discutere su quale televisore LCD starà meglio nel loro salotto buono.
Insomma, questa sì che è integrazione e ci piace.
Però poi ci lasciamo prendere (colpa loro!) da un attacco di shopping compulsivo, complice lo sbalzo di temperatura dal caldo atroce durante il viaggio per arrivare e il “condizionato” super fresco di 1000 condizionatori a palla all’interno del centro commerciale. Fatto sta che usciamo carichi di roba, che non era proprio del tutto necessaria, e senza il motivo della nostra visita. (una lavatrice per la mamma che era già terminata a poche ore dall’inizio dell’offerta… che strano!)
E di nuovo ci accoglie tra le sue braccia LADY AFA, che ci provoca subito un piccolo senso di nausea, un pò perchè abbiamo speso inutilmente i pochi soldi che avevamo, e quindi “via ai sensi di colpa!” e poi perchè ci ritroviamo sul selciato, col nostro motorino, nelle strade popolate solo da mezzi meccanici, perchè i coraggiosi che sfidano il sole che picchia così forte (è metà pomeriggio) sono veramente pochi.
Quando ne incrociamo uno col pensiero gli facciamo i complimenti. 1) perchè è davvero un ardimentoso. 2) perchè non si è fatto turlupinare dalle mega offerte dei centri commerciali 3) avraà avuto i suoi buoni motivi.
E ora andiamo a spacchettare gli oggetti e gli oggettini che abbiamo incautamente acquistato e riprendiamo la via per il centro. La piazzola… quasi quasi… un giro anche qui?
Guarda, dei Bolognesi!!! Ma no dai, devi avere preso troppo sole, e poi non vedi che stanno sbaraccando? E nella parte dell’usato non c’è quasi nessuno… Andiamo via…
Riflessione: il riscaldamento del pianeta si accanisce contro Bologna, la capitale della bassa padana, non trovate che sarebbe giusto devolvere una quota, dare un piccolo contributo economico a chi o per scelta o per necessità, decide di sfidare il clima sempre più ostile della nostra amata città?
O perlomeno vietare per legge agli autoctoni di restare in città nei mesi più caldi.
Bologna, caldo mio non ti conosco
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Tag:afa, Bologna, caldo, centri commerciali, extra-comunitari, Shopping
Scritto Domenica 26 Luglio 2009 da Franco Turra
Questa più che altro è una domanda. Passando spesso (quasi quotidianamente) davanti agli antichi locali che ospitavano il mitico negozio di dischi Nannucci (miseramente condotto al fallimento repentino da incapaci gestori n.d.r.) non ho potuto fare a meno di notare che sono ormai a buon punto i lavori per un negozio che presto ne prenderà le veci.
Da quel che ho potuto sbirciare mi è sembrato di vedere scaffali destinati forse a contenere libri e avevo sentito dire che il compratore dei locali era Melbook store. Qualcuno ha maggiori notizie?
Certo è che nello spazio di poche centinaia di metri ci ritroveremo con moltissime librerie (sempre preferibili alle inesauribili boutiques di alta moda e griffes a mio parere), forse le uniche a poter assoribre il mini mercato discografico che ormai è rimasto. In fondo il mercato del libro non conosce (ancora) crisi, per via degli alti costi di duplicazione suppongo, dal momento che un buon 60% di quello che si legge è roba di assai scarsa qualità o comunque riciclo del riciclo. Ma in fondo è sempre cultura, anche se livellata in basso a volte, ed è sempre meglio che un calcio in c… no?
Però (tornando a noi) vorrei tanto sapere, chi andrà ad occupare quegli storici (almeno per me) locali in via Oberdan.
Grazie in anticipo a chi risponderà alla mia curiosità di ex bimbo innamorato follemente della musica. ^_^
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Tag:Bologna, melbook store, melstore, nannucci, negozi, via oberdan