Salute

Talent show: defecare in TV

Ok, lo ammetto. Ho guardato un reality show. Ma solo perchè Lunedì mi sono infortunato a un piede giocando a calcetto e non riesco a camminare ancora bene. Ma potevo guardare un film, come avevo fatto nei giorni precedenti. Ma la bizzarria del caso volesse che dopo una cena particolarmente opulenta fossi talmente pieno da adagiarmi sul divano col solo telecomando del televisore a portata di mano e zero voglia di alzarmi di nuovo. Chissà se il motivo per cui ancora i REALITY SHOWS impestano e impazzano nei palinstesti televisivi di ogni emittente è proprio questo. Opterei per il sì, ma torniamo a quello che ho visto. Lo sapevo che era uno squallore infinito, perchè avevo visto altre volte spezzoni. Ma vedere una puntata intera devo confessare che mi ha straziato il cervello, mi ha sconquassato ogni fiducia nel genere umano.
Forse sto esagerando, ma la musica è sin dall’adolescenza, la mia vita e una passione sconfinata.
Ho amato i grandi della musica, quelli che hanno negli anni rivoluzionato il modo di farla, di viverla e perchè no, di consumarla. E a vedere sta roba in televisione non solo mi si è accapponata la pelle, ma ho avuto la conferma che niente sarà più come prima e non ci saranno più (a meno di eventi miracolosi) “artisti” capaci di innovare e creare musica che ci travolga in mondi sconosciuti e affascinanti, com’è sempre successo nel passato millennio.
Perchè tutto questo pessimismo? Semplice. In questi “reality” a tema musicale, viene trasmesso alla massa che musica è semplicemente scimmiottare qualcuno, imparare la tecnica di canto, ballo e sopratutto di recitazione. Quando invece è palese che per i tanti grandi che hanno creato la loro grande arte musicale che ancora rappresenta l’80% del patrimonio musicale mondiale musica era sopratutto una forma di espressione musicale. E non semplicemente un BIECO andare a scuola e studiare “da star”. La musica ha bisogno più che mai di “menti creative”, non di meri esecutori in carta carbone. Di figuranti è pieno il mondo. Ma cosa si può pretendere quando si vive in una nazione governata dalla videocrazia? Troppe menti danno fastidio. Tanti pecoroni addomesticati sono molto più facili da controllare. Give the people what they want cantavano i mitici Rolling Stones, anche se forse non avrebbero mai pensato a uno scenario così squallido.
Ebbene sì, sto parlando di “X-factor” e di tutti gli shows similari, che in tutto il mondo trasmettono il loro input triste e pre-masticato che non solo ha portato il music business nel grande buco nero in cui si trova adesso, ma che ci condannerà alla grande NOIA GLOBALIZZATA da cui non c’è ritorno. Dj e musica premasticata, provo peramente pena per i nostri eredi al ruolo di nuovi esseri umani…
Io faccio musica perchè è il mio modo di esprimere la mia creatività. You may say I’m a dreamer, but (I hope) I’m not the only one… xoxo

Bologna cool (part 2)

(segue)
Dicevamo… di questo bell’insertino del Carlino (scusate la rima da hip hopper), che scopriamo uscire in ogni città con un edizione speciale, perchè quello che abbiamo tra le mani è denominato “TRENDY Bologna”… Pensate putacaso che sia uno dei soliti inserti super sponsorizzati e super sponsorizzanti atti solo a farci il lavaggio del cervello e indurci al consumo di beni voluttuari? Ma nooooooooooo, pensate sempre male voi! Sarete mica comunisti? Il nostro bell’insertino modaioolo ci regala anche cultura a piene mani. Come dicevamo ci sono tutti i programmi dettagliati dei maggiori teatri cittadini, un dettagliato articolo sulla rockstar Nek che ci parla del suo impegno sociale e di quante copie abbia venduto in carriera, un servizio sulle bellezze della pianura dell’Idice e le mete per i viaggi più cool con un occhio alla borsa, e che non si dica che non ci tengono al vostro portafoglio faticosamente riempito!
E poi 4 pagine super colorate che ci informano dell’evento che più aspettavamo, vale a dire l’apertura in città di un ristorante specializzato nella cucina Inglese finalmente, da sempre la patria della buona cucina, che noi Bolognesi possiamo solo sognarci. Ed è bello scoprire che il piatto British più proletario di sempre, il celeberrimo “fish and chips” (pesce e patatine) viene gentilmente offerto a soli 15 €!! Ma cosa andate a pensare, sarà una porzione stile Gulliver, cioè gigantesca!
E che bello a pagina 84 leggere tutti i segreti della bellezza come fattore di trasformazione… Ora bramo dalla voglia di comprarmi un mesofiller, o meglio ancora un high potency peel con cui farmi la pelle di un bambino, e poi giù con le maschere antiossidanti o all’acido retinoico che stendono le rughe anche di Ramsete IV (antico faraone egiziano n.d.r.) in un turbinio di impianti di acido jaluronico per farci le labbra uguali ai canotti di Angelina Jolie e tutte le sue improbabili seguaci. Siiiiiiiiiiiiiiiii. Ora fisso un appuntamento con la dottoressa. Voglio sembrare il più cool possibile. Voglio che la prossima volta che rido per una barzelletta sui carabinieri o sul calciatore Totti mi si tiri talmente la pelle che mi fa ridere anche il cuul, quello di dietro però.
Ragazzi, non ho più parole da spendere. A dire il vero nè soldi e nè parole da spendere, e neanche lacrime da piangere, perchè se è questa l’evoluzione della razza umana sono ben contento di tirarmici fuori.
Ho sempre pensato a Bologna come un isola felice. Anche in momenti recenti, sono convinto che questa decadenza generale dell’intelligenza umana colpisca Bologna e i Bolognesi solo di striscio, e non come avviene negli altri posti. Ma quando leggo e vedo queste cose mi sale la mosca al naso, perchè non ci si può continuare a fare abbindolare così. Da sta gentaglia stupida e arrogante. Con l’unico pensiero a forma di moneta, ma con la stesso spessore di una banconota. Che sperpera la carta come se non ci fosse bisogno di abbattere migliaia di alberi per ottenerla. In nome di un coolness che è solo la rappresentazione del nulla cosmico, con cui ci vestiamo per non sentirci nudi di fronte a noi stessi. Alla nostra capacità di sentirci felici con quello che abbiamo, per quello che siamo, per coloro che amiamo.
Diceva un aria famosa: “Armiamoci e partiamo”. Ma in questa guerra che non si combatte, ma di cui si subiscono SOLO passivamente gli effetti, perchè i soldati non si fanno mai vedere potrà mai essere vinta? Ragazzuoli, se non fossi convinto di sì (nonostante tutto) non sarei qui a scrivervi questi deliranti articoletti su questo piccolo blog… No?
Forza umanoidi, io credo in voi.

Caldo, ancora caldo, fortissimamente caldo

Mi chiedo: si fermerà mai quest’ondata di caldo pazzesco che mai come quest’anno ha morso alla gola chi per scelta o per necessità ha dovuto rimanere in città quest’estate?
Sinceramente comincio a pensare (e la fantapolitica non è mai abbastanza FANTA se siamo in Italia…) si tratti di un complotto della grossa imprenditoria al potere per rilanciare la malandata economia.
Non è forse sempre lo stesso cavaliere (e i suoi scagnolzzi) che assicurano che la crisi o non esiste o è sotto controllo o è già superata e non dobbiamo preoccuparci di nulla, anzi spendere per rilanciarla del tutto?
Ecco allora il surriscaldamento “AD HOC” che costringe anche il più convinto assertore dell’austerity (bello eh questo termine? L’ho trovato in un articolo degli anni 70…) a partire con armi bagagli e famiglia (quando c’è) verso località di villeggiatura e muovere quindi “i soldi”.
Diceva qualcuno: “On y soit qui mal y pense” che se non erro in poche parole vuol dire che a pensare male spesso ci si azzecca.
E quindi ancora caldo, sempre caldo, fortissimamente caldo. E tutti in agenzia viaggi a prenotare viaggi in lande più accoglienti, oppure a investire in condizionatori. E l’economia viaggia… ciuff ciuff

Ferragosto petroniano v2009.3

Bologna by night
Il giorno dopo del giorno dopo Ferragosto 2009. Stessa spiaggia (immaginaria) stesso mare (quello di sudore). Bologna. Centro storico. Si boccheggia come al solito. Vorrei incrociare lo sguardo con la colonnina di mercurio appesa al muro, ma ho paura. Come quando hai di fronte la donna più belal del mondo, che ti fa battere il cuore all’impazzata, ma hai anche paura che ti ferisca a morte, che ti faccia soffrire insomma.
E così mi chiedo, ma quando scnderanno le temperature?
E intanto tornano a casa già in parecchi. Oppure escono di casa dopo avere finto di essere stati in vacanza (ricordo un bellissimo film a proposito di questa assurdità, con Diego Abatantuono e Victoria Avril… forse “Mari del sud” si chiamava… boh). E le strade si ripopolano, vabbè, più che altro si riaccendono i condizionatori. Portatili e non portatili. Classe A e classe D. Classe C e classe N. E chi non li ha si attacca a pale rotanti di ventilatori più o meno moderni.
Insomma, il cane che si morde la coda. Si combatte il male con dell’altro male. Inquinamento atmosferico con consumo energetico e impatto ambientale. Di questo passo sarà anche inutile creare più aree verdi. Ma “fortunatamente” non corriamo questo pericolo, perchè i nostri politici delle condizioni climatiche della loro “zona di giursdizione” se ne fregano. E se interrogati a proposito dicono che le responsabilità non sono le loro. E a questo splendido (e celeberrimo) gioco dello “scarica barile” siamo invitati tutti. Scheletri compresi.
Però che belle le strade di Bologna deserte a ferragosto… Sembra il set di “Io sono leggenda”, solo che io sono molto meno abbronzato di Will Smith (e ho anche molto meno soldi, per non dire il nulla cosmico proprio) e gli zombies se ne restano tappati in casa per il troppo caldo. Avranno i condizionatori anche loro nelle loro case buie? :-D

Ferragosto petroniano v2009.2

Bologna, Ferragosto\'s night 2009
Il giorno dopo ferragosto.
Caldo torrido ancora di più del giorno prima. Il pensiero torna all’anno scorso, che in Agosto era stato increbilmente + clemente col popolo dei vacanzieri alternativi o dei forzati domiciliari.
E il pensiero scivola ancora, ma stavolta sulle barche dei politici o le spiagge elitarie in cui stanno trascorrendo insieme ai loro cari le “meritate” ferie.
Ebbene, che se la godano pure…
E quando tornano si ributtino nei loro progetti e maccheggi per arricchire loro stessi e i loro soci del business. Non vorrei mai essere nei loro panni quando la lora anima comincerà a funzionare e si renderanno conto di quanto anno disatteso le promesse fatte ai loro elettori, incautamente rimasti fregati o solo speranzosi di poter beneficiare di una piccola fetta di torta…
E intanto Bologna, la bella Bologna, si ingrigisce, i suoi colori sbiadiscono, la sua aria si fà sempre più rarefatta e sempre meno respirabile, e la Bolognesità perde un pò di appeal, certo, ma sopravviverà anche a questo. Perchè dio vede e (prima o poi) provvede.
Fan…. a tutti e come diceva il grande Bruno Martino: “Odioooo l’estateeeeeeeeeee” LOL

Ferragosto petroniano v2009.1

Bologna a ferragosto non ti conosco!
Bologna, notte del 14 Agosto 2009. Circa le 3 di notte. E io sto tornando a casa (rigorosamente a piedi) per le vie del centro. Il caldo torrido è insopportabile, ma ben presto lo scenario mi ripaga di cotanto sudore. Bologna sa essere magica, anche senza i Bolognesi (i maligni diranno “sopratutto”…)
Nessuna o quasi persona in giro, come se ci si vergognasse di non essere in vacanza almeno quel giorno “stabilito di festività nazional-popolare”. E invece ogni anno ci stupiamo di quanto possa essere ammaliante, affascinante, sinuosa, calda e avvolgente, come una splendida donna, Bologna.
Ma ora sono quasi giunto sulla soglia di casa. Il caldo umido fa di nuovo breccia nei pori della mia pelle madida di sudore e mi torna alla mente il nervoso (per non dire di peggio) per lo schifo che da tempo immemore i nostri politici locali vanno distribuendoci a piene mani. Che in nome del vil denaro (con cui avidamente alimentano loro stessi e i loro cari) si contendono i nostri voti promettendoci provvedimenti “fumo negli occhi” come le limitazioni al traffico o altre baggianate del genere.
Ma abbiamo davvero tutti l’anella al naso? Come si fa a credere a tutto ciò? Come si fa a credere che basti quello per ridurre l’inquinamento nel centro storico? Io so solo che ci vivo nel centro storico e mai come ora (e pure adesso che di automobili non ce ne sono proprio) si vive in una conca di umidità spaventosa, che quasi non si respira. E così vai di costosi impianti di condizionamento (di cui sono fieramente sprovvisto) che come funzionano? Buttano nel tuo appartamento aria fredda e buttano FUORI quella calda. E così fuori si muore. Ma è palese che evidentemente gli interessi economici di tante persone VIETANO di pensare a COME DAVVERO si possa combattere inquinamento e gli effetti del surriscaldamento globale che colpisce ovviamente anche la nostra città.
Creare più aree verdi, valorizzarle e non costruire mega parcheggi in centro (l’asurdità di impedire alle macchine di entrare in centro, ma poi aumentare i parcheggi e renderli TUTTI a pagamento 24 ore su 24… fatemi scendere!) e costruire mega centri commerciali, parcheggizzare tutta o quasi la zona fiera…
Mi chiedo io, ma quanta merda abbiamo seminato per essere risotti a questo clima che anche i poveri indomiti turisti che mi stupisco ancora di vedere in centro, trovano “ai confini della realtà”???
Una cosa il mio caro babbo diceva, che quando ero bambino mi faceva tanto ma tanto ridere, ma ora non più. Diceva: “Non c’è niente di più sporco che la politica”
Santi numi, come aveva ragione…
Bologna resisti (forse) ti salveremo! :-) ))

Bologna e i turisti per caso

…che boccheggiano… nell’afa pomeridiana di un qualsiasi giorno di agosto in pieno centro storico.
Questi eroi, di un eroismo d’altri tempi andrebbero premiati e invece non solo non vengono accolti dagli autoctoni (barricati in casa con l’aria condizionata o chissà in qualche spiaggetta affollata e quindi assai poco promettente) ma sono anche accolti da un clima veramente ostile. Io mi chiedo, il riscaldamento del pianeta è una realtà (anche se alcuni si ostentano a non volerci credere e spero faranno la fine degli umani nella saga del “pianeta delle scimmie” mitico film di fantascienza che invito tutti a visionare), ma proprio non si può fare qualcosa per limitare i danni nel centro storico almeno?
E non mi sto riferendo a quelle baggianate delle limitazioni al traffico (adesso non ci sono praticamente macchine in giro a Bologna eppure…) ma qualcosa a livello programmatico a livello pratico, edilizio e a livello fisico per contrastare almeno un minimo gli effetti della “risacca infernale” che ormai è diventato “il ghetto del centro storico”?????? (e sottolineo ghetto, perchè sono sempre dell’idea che tutti i provvedimenti legati al centro storico, di traffico e non, siano solo cagate utili in campagna elettorale ma in fin dei conti di nessuna utilità pubblica, ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Deleterio come una nube su Cernobyl per il futuro dei nostri fligli… (io non ne ho ma non è ancora detta l’ultima parola…)

Com’è bella Bologna d’Agosto…

“Cronaca del primo di Sabato di Agosto a spasso per Bologna”…
A parte che c’è ancora un sacco di gente in città, altro che grande esodo!
Tutto è come gli ultimi anni. I Bolognesi D.O.C. o si tappano in casa, davanti ai bocchettoni dell’agognato condizionatore, o fanno vacanzine mordi e fuggi tanto per poter far vedere che non sono in miseria nera (loro) e così chi incontri in giro per la città?
Nel centro storico trovi ancora degli autoctoni, prevalentemente coppiette che magari abitano in periferia e che conservano ancora il culto della tradizione della passeggiata sul pavaglione e la sosta sul crescentone di piazza maggiore. (fateci caso, tutto finisce per “one” a bologna…)
Ma tante etnie, non più solo tunisini, algerini o cinesi, ma una variegatissima varietà di etnie, dall’indiano al sudamericano e chi più ne ha più ne metta. E incredibilmente anche turisti in timida visita.
Insomma Bologna città cosmopolita?
Ma spostiamoci in un grande centro commerciale (senza fare nomi perchè sarebbe pubblicità, tanto poi uno vale l’altro…) e qui troviamo le famiglie, e un ancora più vasta varietà di persone.
Ma nei centri commerciali si va prevalentemente per comprare e allora… sorpresa! Un buon 50% di clientela è composto da stranieri!!! Ma quindi la crisi la sentiamo solo noi Italiani? Dove sta l’inghippo? Non avrà mica ragione il Cavaliere quando dice che la crisi non esiste? O tutti questi extra comunitari sono al servizio del biscione? Che casino!
Eppure è bello vedere gente apparentemente lontana culturalmente da te, emozionarsi di fronte a un minifrigo portatile o a una lavatrice sottocosto o ancora a una fotocamera venduta come nera e che poi quando arrivi a casa scopri che è rosa… O interrogarsi sulla classe energetica del congelatore o ancora discutere su quale televisore LCD starà meglio nel loro salotto buono.
Insomma, questa sì che è integrazione e ci piace.
Però poi ci lasciamo prendere (colpa loro!) da un attacco di shopping compulsivo, complice lo sbalzo di temperatura dal caldo atroce durante il viaggio per arrivare e il “condizionato” super fresco di 1000 condizionatori a palla all’interno del centro commerciale. Fatto sta che usciamo carichi di roba, che non era proprio del tutto necessaria, e senza il motivo della nostra visita. (una lavatrice per la mamma che era già terminata a poche ore dall’inizio dell’offerta… che strano!)
E di nuovo ci accoglie tra le sue braccia LADY AFA, che ci provoca subito un piccolo senso di nausea, un pò perchè abbiamo speso inutilmente i pochi soldi che avevamo, e quindi “via ai sensi di colpa!” e poi perchè ci ritroviamo sul selciato, col nostro motorino, nelle strade popolate solo da mezzi meccanici, perchè i coraggiosi che sfidano il sole che picchia così forte (è metà pomeriggio) sono veramente pochi.
Quando ne incrociamo uno col pensiero gli facciamo i complimenti. 1) perchè è davvero un ardimentoso. 2) perchè non si è fatto turlupinare dalle mega offerte dei centri commerciali 3) avraà avuto i suoi buoni motivi.
E ora andiamo a spacchettare gli oggetti e gli oggettini che abbiamo incautamente acquistato e riprendiamo la via per il centro. La piazzola… quasi quasi… un giro anche qui?
Guarda, dei Bolognesi!!! Ma no dai, devi avere preso troppo sole, e poi non vedi che stanno sbaraccando? E nella parte dell’usato non c’è quasi nessuno… Andiamo via…
Riflessione: il riscaldamento del pianeta si accanisce contro Bologna, la capitale della bassa padana, non trovate che sarebbe giusto devolvere una quota, dare un piccolo contributo economico a chi o per scelta o per necessità, decide di sfidare il clima sempre più ostile della nostra amata città?
O perlomeno vietare per legge agli autoctoni di restare in città nei mesi più caldi.
Bologna, caldo mio non ti conosco :-P

S.o.s errori medici. Aumentano i casi di malasanità

malasanita3
Anche se i telegiornali hanno smesso di martellarci ogni giorno a riguardo, i casi di malasanità in Italia non accennano a diminuire. Non esistendo un “registro degli errori medici” non ci sono cifre certe sul fenomeno ma a partire dalle cause intentate contro personale sanitario e strutture ospedaliere è possibile farsi un’idea della situazione. Da fonti giornalistiche apprendiamo che le denunce sono circa 15.000 ogni anno, che 8 medici su 10 sono o sono stati indagati, che gli sbagli più comuni sono quelli di prescrizione (49%), somministrazione (29%), distribuzione ( 14%), trascrizione (11%) e che la categoria più incline all’errore è quella di ginecologi ed ostetriche ( della serie prima le donne e i bambini). Estrapolando questi dati risulta che 230.000 pazienti sono coinvolti ogni anno in casi di malasanità_con conseguenze più o meno gravi_ e che i costi legati al prolungamento delle degenze ammontano a 260 milioni di euro annui. L’ A.N.C.E.M Associazione Nazionale Contro gli Errori Medici è un’associazione nata per fornire assistenza medico-legale ai familiari ed alle vittime che ritengano di aver subito errori. Sul sito dell’associazione è possibile prendere atto di una serie di episodi incresciosi che vanno dal classico ferro dimenticato nell’addome, all’orecchio da operare sbagliato, fino ai casi passati agli onori della cronaca come quelli verificatisi nell’ ospedale di Vibo Valenzia dove si sono succeduti tre decessi in pochi mesi. Quello che colpisce di queste storie è la leggerezza con cui sono state elaborate le diagnosi, spesso sorde alle indicazioni fornite dai pazienti stessi nel lamentare certi sintomi. Sembra, infatti, che in ambienti medici gli italiani passino per un popolo di ipocondriaci, di qui la tendenza a “sdrammatizzarne” il quadro sintomatologico. A fronte di questi attacchi la classe medica si è dichiarata vittima di un processo mediatico e giudiziario che non tiene conto delle difficoltà in cui è costretta ad operare e che rischia di compromettere il già “vacillante rapporto medico-paziente”. Per questo è nata A.M.A.M.I l’ Associazione Medici Accusati di Malpratiche Ingiustamente al fine di cautelare gli iscritti ( oltre 30.000) contro le migliaia di denunce recapitate all’indirizzo degli ospedali e prive_ secondo il loro parere_ di alcun fondamento medico e scientifico.

Vestite da Morire. Le relazioni tra reggiseno e tumore al seno

dressed to kill
Se non lo avete già bruciato negli anni 60′ potreste togliervelo ora. Il reggiseno provoca il cancro al seno. E’ lampante.” La tesi è sostenuta dal ricercatore medico statunitense Syd Singer nel libro inchiesta “Dressed to kill. The link between breast cancer and bras” ( La relazione tra cancro al seno e reggiseno). Singer parte da un assunto chiaro ed inconfutabile: i tumori sono causati da accumuli di tossine chimiche; le sostanze tossiche che si depositano nei tessuti del seno sono, in condizioni di normalità, facilmente spazzate via dal chiaro fluido linfatico verso i grandi gruppi linfonodi posti sotto le ascelle ma i dotti linfatici preposti a tale funzione sono anche molto sottili ed estremamente sensibili alla pressione ragion per cui il reggiseno, in particolare quelli costrittivi come il push-up, agisce come una minima pressione cronica in grado di chiudere a lungo andare valvole e dotti linfatici. Poco ossigeno e nutrienti sono portati alle cellule mentre i prodotti d rifiuto non sono spazzati via con conseguente deposito di tossine e sviluppo di cellule tumorali. La tesi è confortata dalle statistiche sull’incidenza del cancro al seno che è massima nelle donne occidentali scemando man mano che si analizzano gruppi di donne appartenenti alle popolazioni più povere che sebbene vivano in ambienti inquinati ed inondati di pesticidi non riscontrano questa patologia.
Il consiglio di Singer è il seguente ” non potendo o non volendo fare a meno del reggiseno per ragioni estetiche, di preferire quelli in cotone che non lascino solchi sulla pelle_ sotto le spalline ed i fianchi delle coppe devono poter passare almeno due dita_ evitare di indossarlo in casa e soprattutto di notte” Per le donne che scoprono un nodulo invece la risposta è perentoria “Le donne dovrebbero togliersi il reggiseno prima di togliersi i seni. Cosa aspettate, se potete liberare il vostro sistema linfatico adesso?”