Politica

Ferragosto petroniano v2009.1

Bologna a ferragosto non ti conosco!
Bologna, notte del 14 Agosto 2009. Circa le 3 di notte. E io sto tornando a casa (rigorosamente a piedi) per le vie del centro. Il caldo torrido è insopportabile, ma ben presto lo scenario mi ripaga di cotanto sudore. Bologna sa essere magica, anche senza i Bolognesi (i maligni diranno “sopratutto”…)
Nessuna o quasi persona in giro, come se ci si vergognasse di non essere in vacanza almeno quel giorno “stabilito di festività nazional-popolare”. E invece ogni anno ci stupiamo di quanto possa essere ammaliante, affascinante, sinuosa, calda e avvolgente, come una splendida donna, Bologna.
Ma ora sono quasi giunto sulla soglia di casa. Il caldo umido fa di nuovo breccia nei pori della mia pelle madida di sudore e mi torna alla mente il nervoso (per non dire di peggio) per lo schifo che da tempo immemore i nostri politici locali vanno distribuendoci a piene mani. Che in nome del vil denaro (con cui avidamente alimentano loro stessi e i loro cari) si contendono i nostri voti promettendoci provvedimenti “fumo negli occhi” come le limitazioni al traffico o altre baggianate del genere.
Ma abbiamo davvero tutti l’anella al naso? Come si fa a credere a tutto ciò? Come si fa a credere che basti quello per ridurre l’inquinamento nel centro storico? Io so solo che ci vivo nel centro storico e mai come ora (e pure adesso che di automobili non ce ne sono proprio) si vive in una conca di umidità spaventosa, che quasi non si respira. E così vai di costosi impianti di condizionamento (di cui sono fieramente sprovvisto) che come funzionano? Buttano nel tuo appartamento aria fredda e buttano FUORI quella calda. E così fuori si muore. Ma è palese che evidentemente gli interessi economici di tante persone VIETANO di pensare a COME DAVVERO si possa combattere inquinamento e gli effetti del surriscaldamento globale che colpisce ovviamente anche la nostra città.
Creare più aree verdi, valorizzarle e non costruire mega parcheggi in centro (l’asurdità di impedire alle macchine di entrare in centro, ma poi aumentare i parcheggi e renderli TUTTI a pagamento 24 ore su 24… fatemi scendere!) e costruire mega centri commerciali, parcheggizzare tutta o quasi la zona fiera…
Mi chiedo io, ma quanta merda abbiamo seminato per essere risotti a questo clima che anche i poveri indomiti turisti che mi stupisco ancora di vedere in centro, trovano “ai confini della realtà”???
Una cosa il mio caro babbo diceva, che quando ero bambino mi faceva tanto ma tanto ridere, ma ora non più. Diceva: “Non c’è niente di più sporco che la politica”
Santi numi, come aveva ragione…
Bologna resisti (forse) ti salveremo! :-) ))

Centro per l’impiego

Una volta c’era l’ufficio di collocamento. Ora c’è il centro per l’impiego.
Sicuramente più organizzato e con persone all’interno decisamente più gentili e disposte al dialogo, ma quanto è più efficiente?
Io per esempio sono iscritto da un anno e mezzo e grazie a loro ho fatto solo un colloquio (peraltro non andato a buon fine per una virgola mannaggia… e perchè ho sbagliato una risposta sui pannolini… LOL) così mi chiedevo se qualcuno di voi avesse invece delle esperienze positive da dichiarare. (o anche negative)
Giusto per capire se questo fantomatico ufficio per l’impiego FUNZIONA o se è solo FUMO NEGLI OCCHI come tante cose simpatiche che i nostri strapagati politicanti ci regalano a ogni mandato…
Grazie in anticipo!

Bologna e i turisti per caso

…che boccheggiano… nell’afa pomeridiana di un qualsiasi giorno di agosto in pieno centro storico.
Questi eroi, di un eroismo d’altri tempi andrebbero premiati e invece non solo non vengono accolti dagli autoctoni (barricati in casa con l’aria condizionata o chissà in qualche spiaggetta affollata e quindi assai poco promettente) ma sono anche accolti da un clima veramente ostile. Io mi chiedo, il riscaldamento del pianeta è una realtà (anche se alcuni si ostentano a non volerci credere e spero faranno la fine degli umani nella saga del “pianeta delle scimmie” mitico film di fantascienza che invito tutti a visionare), ma proprio non si può fare qualcosa per limitare i danni nel centro storico almeno?
E non mi sto riferendo a quelle baggianate delle limitazioni al traffico (adesso non ci sono praticamente macchine in giro a Bologna eppure…) ma qualcosa a livello programmatico a livello pratico, edilizio e a livello fisico per contrastare almeno un minimo gli effetti della “risacca infernale” che ormai è diventato “il ghetto del centro storico”?????? (e sottolineo ghetto, perchè sono sempre dell’idea che tutti i provvedimenti legati al centro storico, di traffico e non, siano solo cagate utili in campagna elettorale ma in fin dei conti di nessuna utilità pubblica, ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ANZIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Deleterio come una nube su Cernobyl per il futuro dei nostri fligli… (io non ne ho ma non è ancora detta l’ultima parola…)

Socmel networks a Bulagna (parte 1)

Myspace logo
Con questo articolo vogliamo inauguare una (si spera) lunga serie di articoli riguardo l’ultima “tendenza” mondiale e quindi anche della nostra amata città.
Per i non adepti (ma credo ce ne siano rimasti ben pochi, specie tra i visitatori di questo blog) un SOCIAL NETWORK è un sito che offre un servizio detto di “socializzazione” e che quindi mette in contatto diversi tipi di persone con interessi simili ma non necessariamente.
Una volta c’erano le chat (sembra di parlare del “paleozoico” ma è roba solo di qualche anno fa…) e al massimo i forum. FORUM+CHAT=SOCIAL NETWORK e… come diceva il titolo di un inqueitante (e scarsuccio) film nelle sale qualche mese fa) “se non ci sei non esisti”!!!
Ma bando a queste folli considerazioni, entriamo nel dettaglio delle varie proposte più in voga.
Tra i primi ad apparire e che esiste ancora c’è Netlog che però appare ormai un pò obsoleto. Inizilamente si chiamava in un altro modo se non vado errato, ma ora è seguito solo da fedelissimi.
Poi ci sono siti che per evitare la fuga dai forum e dalle chat interne si sono modificati per seguire la moda e offrono quindi servizi di social networking. Pure Microsoft da qualche anno ha introdotto il proprio sistema di social network collegato ai servizi LIVE come MSN e compagnia bella, ma sembra ormai avere perso il treno che conta.
Passiamo piuttosto ai 3 pesi massimi.
MYSPACE è forse stato il primo a fare il botto anche se ora mostra un pò la cinghia. I suoi vantaggi è che è più discreto e a misura dell’utente e si può personalizzare a piacimento sia graficamente che a livello di contenuti ed è molto più “open minded” e quindi meno rigido del “rivale” di cui parleremo tra poco.
Dispone di una quantità di funzioni da far impallidire qualunque social network, anche se non tutte sfruttate dagli utenti.
Negli anni si è imposto sopratutto a livello artistico, dal momento che si è creata una rete sterminata di utenti sia di cinema che di teatro e sopratutto di musica. Quindi se non siete semplicemente un fancazzista da pomeriggio al lavoro questo è il social network che fa per voi.
Il suo rivale n.1 è FACEBOOK, il trend del momento, che ha saputo furbescamente attirare a sè molti utenti non molto avvezzi al genere, grazie a campagne pubblicitarie mirate e a funzioni molto orientate verso la massa. Non capita infatti di rado di trovare utenti di “facciadilibro” che del loro PC sappiano usare solo quel programma lì e al massimo Messenger… :-P
Poi con quella cosa pubblicitaria (che ancora attira gente, è incredibile) che dice “ritrovate i vostri vecchi amici e compagni di scuola su facebook!!” (e io mi chiedo, ma perchè dovrei ritrovarli visto che a fatica me ne sono liberato??? Hahahaha ovviamente con le dovute eccezioni LOL) ha funzionato, e sono esterrefatto! Ma davvero vogliamo tornare ad avere rapporti con gente che non vediamo da tanto tempo e che sopratutto abbiamo frequentato nell’adolescenza se non prima? Bah, mi chiedo perchè la gente sia sempre così insoddisfatta del proprio presente. Sarà colpa dei giornali e delle televisioni, insomma non c’è via di scampo! :-D
Scherzi a parte facebook offre ad utenti inesperti totali una facilità d’utilizzo probabilmente maggiore di myspace, e una maggiore possibilità di farsi i cazzi altrui e SOPRATUTTO di farsi fare i cazzi propri dagli altri. (almeno quello è l’obiettivo massimo)
L’utilizzatore medio di facebook è infatti il fancazzista, che lo “accende” alla mattina dall’ufficio e lo “spegne” a fine giornata lavorativa… ;-)
In una bachecona virtuale si pubblicano le proprie cose, videos ed immagini presi dal web su cui commentare insieme ad altri “amici” virtuali e così si fa comunella. Poi quegli “scafatoni” dei capi di facebook organizzano anche periodicamente feste per incrementare il passaparola e il crescendo della comunità di utenti… Insomma questa è un opera di marketing con le palle! (che ci sia deitro anche il nostro esimio cavaliere???)
Ma ci sono anche i contro. Non è quasi per niente personalizzabile, è sufficientemente anonimo, rigidissimo da sembrare un lager certe volte (con regole limitative assurde e inspiegabili per un social network, ma di questo parleremo un altra volta) e ovviamente manca totalmente di discrezione, anche perchè dell’indiscrezione ne fa un vanto. E’ infatti disponibile anche una chat interna (che funziona da merda ma c’è) per cui puoi contattare virtualmente chiunque in ogni momento, che se vuoi farti i cazzi tuoi è proprio una libidine… LOL
E poi c’è l’ultimo arrivato, TWITTER. In America sta già spopolando, perchè è di una semplicità terrificante, in Italia è ancora semi sconosciuto. In pratica trattasi di una versione ulteriormente semplificata di Facebook, in cui inserisci a getto continuo le tue notizie o qualsiasi cosa ti venga in mente, come facebook ma più di facebook. Richiede meno attenzione di facebook e anche meno impegno nella gestione dell’account. Non ci sono quelle odiose applicazioni di facebook, che Dio sia lodato, ma al momento non sembra ancora molto stimolante. Ma siamo solo agli inizi, staremo a vedere.
I bolognesi per ora sembrano preferire feisbuk comunque, perchè sono pigriiiiiiiiiiiiiiiiiiii
:-D
Alla prossima cari!

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L’estate Bolognese

…tutta qui?
D’accordo che ad Agosto le persone che restano in città forse non sono tante (e quindi neanche gli elettori) ma uno straccio di rassegna “cittadina”????
Possibile manco una?
Vedo fiere di San Lazzaro e diverse altre, ma solo nei comuni limitrofi. Ma a Bologna città tutto è spento, tranne Sirio e insomma quelle cagate di telecamere spilla soldi. Rendiamocene conto, questo è quanto la politica e i nostri amati paladini politichesi sono in grado di offrirci. Una città zombie, culturalmente zero e ludicamente inadeguata. Del divertimentificio di una volta c’è solo un pallido ricordo.
Se dobbiamo accontentarci di localucoli con dj sets allora ditecelo prima che togliamo il disturbo. Altrimenti ficcatevi nella testa che non tutti gli elettori sono stupidi e si accontentano di ronde o limitazioni di qualsiasi tipo allo scopo di avere una quiete di cui nessuno se ne fa niente in fin dei conti. (non sarà un caso che tutte queste lamentele di “cittadini benemeriti” sono saltate fuori in grande numero SOLO DAL MOMENTO che l’insoddisfazione generale è salita di livello? Mi spiego meglio: l’Italia allo sbaraglio, alla mercè di politicanti e imprenditori senza scrupoli, la crisi economica e voilà, tutti siamo 10 volte + suscettibili di prima e ci dà pure fastidio che qualcuno si diverta anche semplicemente bevendo un bicchiere di birra o andando a vedere un concerto e poi discuterne con gli amici sotto casa… Facciamo un pò di esame di coscienza va là…)
Certo, adesso nella situazione in cui siamo è diventata un operazione davvero imponente. Anni di desertificazione culturale e di diversificazione dello svago ci hanno portato a questo punto, ma è pur sempre vero anche il detto che !quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”…
O no?
Ma abbiamo dei politici o degli uomini di potere davvero duri abbastanza? O davvero interessati a rimuovere il degrado culturale in cui anche Bologna è sprofondata?
La mia è una sfida. Speriamo non cada nel vuoto come le preghiere dei terremotati dell’Abruzzo. :-(

Com’è bella Bologna d’Agosto…

“Cronaca del primo di Sabato di Agosto a spasso per Bologna”…
A parte che c’è ancora un sacco di gente in città, altro che grande esodo!
Tutto è come gli ultimi anni. I Bolognesi D.O.C. o si tappano in casa, davanti ai bocchettoni dell’agognato condizionatore, o fanno vacanzine mordi e fuggi tanto per poter far vedere che non sono in miseria nera (loro) e così chi incontri in giro per la città?
Nel centro storico trovi ancora degli autoctoni, prevalentemente coppiette che magari abitano in periferia e che conservano ancora il culto della tradizione della passeggiata sul pavaglione e la sosta sul crescentone di piazza maggiore. (fateci caso, tutto finisce per “one” a bologna…)
Ma tante etnie, non più solo tunisini, algerini o cinesi, ma una variegatissima varietà di etnie, dall’indiano al sudamericano e chi più ne ha più ne metta. E incredibilmente anche turisti in timida visita.
Insomma Bologna città cosmopolita?
Ma spostiamoci in un grande centro commerciale (senza fare nomi perchè sarebbe pubblicità, tanto poi uno vale l’altro…) e qui troviamo le famiglie, e un ancora più vasta varietà di persone.
Ma nei centri commerciali si va prevalentemente per comprare e allora… sorpresa! Un buon 50% di clientela è composto da stranieri!!! Ma quindi la crisi la sentiamo solo noi Italiani? Dove sta l’inghippo? Non avrà mica ragione il Cavaliere quando dice che la crisi non esiste? O tutti questi extra comunitari sono al servizio del biscione? Che casino!
Eppure è bello vedere gente apparentemente lontana culturalmente da te, emozionarsi di fronte a un minifrigo portatile o a una lavatrice sottocosto o ancora a una fotocamera venduta come nera e che poi quando arrivi a casa scopri che è rosa… O interrogarsi sulla classe energetica del congelatore o ancora discutere su quale televisore LCD starà meglio nel loro salotto buono.
Insomma, questa sì che è integrazione e ci piace.
Però poi ci lasciamo prendere (colpa loro!) da un attacco di shopping compulsivo, complice lo sbalzo di temperatura dal caldo atroce durante il viaggio per arrivare e il “condizionato” super fresco di 1000 condizionatori a palla all’interno del centro commerciale. Fatto sta che usciamo carichi di roba, che non era proprio del tutto necessaria, e senza il motivo della nostra visita. (una lavatrice per la mamma che era già terminata a poche ore dall’inizio dell’offerta… che strano!)
E di nuovo ci accoglie tra le sue braccia LADY AFA, che ci provoca subito un piccolo senso di nausea, un pò perchè abbiamo speso inutilmente i pochi soldi che avevamo, e quindi “via ai sensi di colpa!” e poi perchè ci ritroviamo sul selciato, col nostro motorino, nelle strade popolate solo da mezzi meccanici, perchè i coraggiosi che sfidano il sole che picchia così forte (è metà pomeriggio) sono veramente pochi.
Quando ne incrociamo uno col pensiero gli facciamo i complimenti. 1) perchè è davvero un ardimentoso. 2) perchè non si è fatto turlupinare dalle mega offerte dei centri commerciali 3) avraà avuto i suoi buoni motivi.
E ora andiamo a spacchettare gli oggetti e gli oggettini che abbiamo incautamente acquistato e riprendiamo la via per il centro. La piazzola… quasi quasi… un giro anche qui?
Guarda, dei Bolognesi!!! Ma no dai, devi avere preso troppo sole, e poi non vedi che stanno sbaraccando? E nella parte dell’usato non c’è quasi nessuno… Andiamo via…
Riflessione: il riscaldamento del pianeta si accanisce contro Bologna, la capitale della bassa padana, non trovate che sarebbe giusto devolvere una quota, dare un piccolo contributo economico a chi o per scelta o per necessità, decide di sfidare il clima sempre più ostile della nostra amata città?
O perlomeno vietare per legge agli autoctoni di restare in città nei mesi più caldi.
Bologna, caldo mio non ti conosco :-P

La bella canzone di una volta

Abbiamo notato un nuovo ripopolamento dei viali (e non solo) cittadini in fascia seral/notturna (e non solo). La cosa non può che farci piacere da maschi latini quali siamo. Fà sempre piacere poter ammirare graziose fanciulle in abiti discinti. Ma la cosa che ci preoccupa è come reagirà l’opinione pubblica e di conseguenza la classe politica, sempre a caccia di voti “facili”….
Altri provvedimenti burla in arrivo? Si ritirerà fuori la proposta dei quartieri a luci rosse???
Io dico che basterebbe così poco… ma come in tante cose è l’interesse “del potere” a far sì che tutto resti così, nebuloso… senza apparente soluzione. E in Italia cosa c’è che non sia così, per dire, “non abilmente manipolato” a scopo di lucro?
Il mestiere è quello più antico del mondo e non l’abbiamo certo inventato noi Italici. E allora negli altri paesi che si fà? Lo si rende quando non del tutto legalizzato, almeno più dignitoso. Sia per le lavoratrici (e lavoratori) del sesso, sia la loro clientela. Che inutile illudersi, c’è sempre stata, c’è e sempre ci sarà. Quindi che senso ha continuare a scandalizzarsi?
Serve solo a far sì che ben poco raccomandabili politicanti si scannino alla ricerca di improbabili soluzioni che soddisfino la maggioranza dei “benpensanti” (anche se sarebbe meglio dire la maggioranza dei perbenisti…) che poi regalerebbero i voti necessari alle successive elezioni, per rimanere in carica e esercitare ancora i loro biechi interessi.
Dite che sono troppo apocalittico? Siiiiiiiiiiiiiiii adoro l’apocalisse! Dite che sono troppo cinico? Forse neanche tanto, visto che ho il massimo rispetto per “la professione” pur non avendo mai beneficiato del “servizio”. Ma da che mondo è mondo sempre di lavoro si tratta, e neanche sempre molto piacevole, visto che la clientela non si sceglie…
Insomma, la parola come sempre è una sola: dignità e rispetto. Ah, sono due? ;-D

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Bologna, ombelico del tempo (Capitolo 1-Gli anni di plastica) Terzo paragrafo

Terzo paragrafo:

E finalmente posso sbizzarrirmi coi personaggi che aldilà della dolorosa considerazione sul “degrado” culturale (questo sì che è degradante, altrochè quello sbandierato dai media nel centro storico…) del nostro paese (e Bologna l’ho eletto ombelico di tutto ciò in questo mio articolo) mi hanno fatto sbadigliare, sorridere o urlare di gioia in questa nottata revival estivo.
Ah, in questo momento è arrivato Salvetti sul palco in qualità di organizzatore e sta premiando Fiorella Mannoia e mi sembra di avere inteso che l’anno di grazia è il 1986.
Prima ancora le canzoni. Devo dire che molti dei grandi hits sono straordinariamente complessi rispetto a quello che siamo ormai abituati ad ascoltare nella musica di oggi. E parlo da musicista, non fraintendetemi. Ci sono sequenze di accordi, cambi di tonalità, progressioni armoniche, che magari all’epoca non ci facevo caso, ma mi mancano dannatamente nella musica “di successo” di oggi. Certo, era tutto un pò più naif, mentre oggi (questo veramente) è tutto più plasticoso, inteso come iper perfezionato e iper confezionato, con suoni studiati per colpire e non certo le successioni di note.
Ma non vi annoierò con questi deliri da musicista, anche perchè è arrivata la mia passione di adolescente, Licia Colò!! :-D
E ha presentato Howard Jones. Chi se lo ricorda? Cacchio, era bravo però! E devo dire che anche Loredana Bertè poc’anzi mi aveva stupito sia con la sua canzone che col suo look super. (non me la ricordavo più quanto era in forma una volta)
Eric Carmen, anche lui un grande in quell’ambito, mi ha fatto sorridere grazie a quella canzone semplice ma diritta allo scopo come quelle che non si scrivono più ahimè, ma sopratutto con la sua capigliatura assolutamente fuori da ogni legge di gravità. Ho urlato di gioia quando ho visto i “Dead or alive” del mitico cantante androgino Pete Burns salire sul palco e intonare (beh facendo finta di intonare hehehe) il loro classico senza tempo “You spin me round”. E pensare che li consideravo merda quando ero sbarbo! LOL
Poi i China Crisis, il prototipo della band degli anni a seguire. Ruffiani e rassicuranti, carini e dolci ma con ancora l’abilità di tirarti fuori il ritornello che ti si fissa nella testa.
Poi gli Italiani, che a volte non distingueresti dai loro epigoni stranieri, se non fosse per quella loro amabile pronuncia maccheronica dell’Inglese. Eh sì, negli anni 80 era un must cantare in inglese!
E allora via coi vari Sandy Marton, Mike Francis (ok, era davvero scarso ma mi è dispiaciuto molto quando è morto), Carrara e altri di cui non ricordo il nome. Carini e sempre adatti da dare in marito alle proprie figlie illibate. (ma anche no)
E gli inossidabili come Riccardo Fogli. Gepy & Gepy (Gepy and Gepy!!!!!), Anna Oxa (già splendida) e la Mannoia citata in precedenza. E poi i Novecento, il Gruppo Italiano, Mondorama, gente che allora ti faceva sorridere ma che ora rimpiango.
Oh ferma tutti! La più scarsa delle sorelle Carlucci (che ora fa la parlamentare con altrettanto successo se non erro) ha introdotto una meravigliosa figliola in minigonna, che risponde al nome di Alba. (prima ero convinto che la + gnocca della serata fosse un improvvisatissima cantantucola dal nome altrettanto evocativo di “Celeste” ma adesso…)
Canta “Only music survives”, titolo veramente ad hoc per la conclusione del mio trattato semiserio di stasera. Ma sai che è proprio bella? No, che hai capito, mica la canzone! (anche se non è malissimo dai) Ma… mi sembra di averla già vista… aspetta… qualche manciata di silicone in meno nelle labbra e sui seni, qualche pelo delle sopracciglia in meno, un pò di palestra in più.. e… la Parietti!!!!
Eh sì, una volta per avere successo non bastava essere super gnocca e avere un fisico perfetto (anche perchè la chirurgia estetica era agli albori mi sa), bisognava cimentarsi seriamente col canto!!!
L’Italia, il paese del bel canto. Una volta era così, e qualcuno all’estero ci ricorda ancora così, ma forse si riferisce all’opera, roba di Rossini, Puccini e compagnia bella, non certo di questi imbecillotti che ci ritroviamo adesso e che se proviamo a esportare riceviamo solo sorrisi imbarazzati. Ma per fortuna c’è l’euro, la nostra “moneta forte”…
Cavolo dopo l’alba il declino. Si finisce male questo show. Tutti i peggiori a fine serata!! Prima un tizio di cui ho rimosso volutamente il nome (la canzone la espellerò nell’ormai prossimo appuntamento col wc) e ora Valerie Dore. Pensavo fosse stato solo un incubo della mia adolescenza. Scherzo. Sembra Celine Dion che ha disimparato di cantare. Fantastico. Sono quasi le 4 di notte. Forse ci sono solo io e il pronipote del gatto di Salvetti ancora alzato a guardare siffatta roba.
Meglio che vada. Comunque a parte il delirio (un mio amico mi ha messaggiato avvertendomi del programmone in onda e mi ha detto che a inizio serata mi sono perso Villeig Pipol! (scritto proprio così…) di quest’ultimo paragrafo, la riflessione sul cambiamento repentino di usi e costumi nella realtà CULturale di oggi resta ancora validissima.
Tutti vorremmo essere artisti. In pochi lo possono essere, e così si fa piazza pulita. E’ questa la morale? Spero di sbagliarmi ma mi tengo 1000 volte i miei odiatissimi anni 80. E l’amore di plastica. Almeno era colorata…
[FINE CAPITOLO 1]

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Strano il mio “degrado”…

…che mi porta qui…
Parto dalla bella canzone di GIorgia per introdurre un articoletto vagamento politico che riguarda l’annoso “problema del degrado del centro storico di Bologna”.
E’ strano che all’indomani dell’elezione di un altro esponente della “sinistra” a sindaco di Bologna (la città più amata dagli Italiani n.d.r.) non si senta più parlare del degrado nel centro storico.
Quello che era stato il refrain + gettonato della lunghissima campagna elettorale della “destra” per scalzare la sinistra dalla “roccaforte rossa” per eccellenza ora si è zittito. Come se dovesse prendere fiato. Rifiatare. E’ così infatti. Sarebbe inutile, visto che il nuovo sindaco si sta insediando in queste ore nella nuova poltrona, tirare fuori tutto il solito arsenale di accanimento mediatico. Ma vedrete, il “degrado” tornerà alla ribaltà nei tempi previsti dalle leggi elettorali…. Appena si potrà fare un primo bilancio delle prime iniziative e dell’inizio dei programmi della nuova giunta, la magia del degrado tornerà a occupare le prime pagine dei giornali. Le ronde (di memoria fascista) torneranno a essere richieste a gran voce dalla cittadinanza indignata. Fior fiore di articoloni con tanto di fotografie ritoccate con photoshop torneranno a campeggiare sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali. Bologna non è + sicura! Non è + l’isola felice che era una volta. Via i comunisti da Bologna!!! Non darò mai mia figlia in sposa a un bolscevico!!!
E’ innegabile. Bologna è la chiave per il controllo totale del potere politico Italiano. E’ un pò considerata da tutti come il Forte Alamo della situazione politica italiana. Quando crollerà sotto i colpi come un pugile suonato (e i tempi sono maturi per motivi che potrei elencare ma finirei per intasare il blog) allora sarà il segnale del punto del non ritorno. L’Italia sarà definitivamente in pugno a un unico fronte. Sarà un bene? Sarà un male? Non so, o meglio, non voglio dire.
Sappiate solo che io abito in pieno centro storico dal 2001 e il solo degrado diverso che vedo rispetto ad altre zone della città è quello dei rifiuti per terra. Ma la cosa che mi fà più specie è che ci si meravigli!!! La maggior parte dei locali e ritrovi per i giovani sono in centro storico. Bologna è da sempre popolata di studenti fuori sede che spesso non hanno grandi possibilità economiche, quindi essendo l’università lì spesso finiscono per trascorrerci anche la serata, magari anche perchè hanno in affitto un appartamento in zona, oppure perchè una volta arrivati in centro, con le assurde limitazioni al traffico (e anche su questo è meglio che mi morda la lingua) che ci sono, tanto vale rimanere in zona piuttosto che doversi fare di nuovo il tragitto fino a casa, prendere la macchina e poi dovere impazzire per trovare un varco o un parcheggio per arrivare nei luoghi di aggregazione. Insomma, mi dico io, sarebbe tanto difficile creare posti di aggregazione DIVERSIFICATI, un pò in ogni zona della città? Il degrado “croce e delizia” dell’opposizione non tornerebbe a essere un banale e assai più circoscrivibile problema?
La realtà è che siamo diventati tutti troppo intolleranti. Siamo stati tutti giovani almeno una volta e dovremmo ricordarcelo. Certo è che se aspettiamo che se lo ricordi la classe politica attuale allora stiamo freschi…
(tornerò sull’argomento, ma per ora buon fine settimana!)

La politica no

Negli ultimi tempi mi capita sempre più spesso di sentir rivolgere a me o ad altri l’invito a non parlare di politica. Che si tratti di ambienti di lavoro, di studio o di semplici occasioni di ritrovo tra amici, la riflessione di carattere politico viene percepita come una minaccia, come un elemento di disturbo in grado di compromettere la serenità del rapporto in corso. Capita allora che al primo accenno alle dolenti note qualche avveduto_ o svogliato_ interlocutore rivolga agli astanti il monito a non trascendere, o più volgarmente a non rompere le palle con certe menate. Questa cosa è a dir poco avvilente: una sorta di auto mutilazione della libertà di pensiero, del diritto di ognuno a partecipare alla cosa pubblica attraverso la condivisione di legittime opinioni. E’ anche vero che gli animi sono ormai esacerbati e che diventa sempre più difficile non affrontare l’argomento senza scaricare una certa dose di rabbia o di intransigenza, ma lasciar perdere non è certo la soluzione auspicabile. Questo rigetto tradisce la percezione diffusa della politica come una cosa sporca che non si può cambiare, o peggio, come un qualcosa di talmente aleatorio ed astratto rispetto alla comunità che perderci il fiato è da veri sfigati, idealisti si, ma sostanzialmente sfigati. La conclusione è che non vale la pena manifestare la propria opinione, per chi ce l’ha, non sia mai ti prendono per comunista (ancora questo termine!Quando la finiranno?) o per un pericoloso destrorso fascista ( sempre più ben accetto del primo). Rischi di essere presi per berlusconiani, invece, non ce ne sono: nessuno dice che lo vota nè che lo voterebbe mai, eppure quello sta sempre lì. Ecco, improvvisamente non ho più voglia di parlare di politica.