Politica

Talent show: defecare in TV

Ok, lo ammetto. Ho guardato un reality show. Ma solo perchè Lunedì mi sono infortunato a un piede giocando a calcetto e non riesco a camminare ancora bene. Ma potevo guardare un film, come avevo fatto nei giorni precedenti. Ma la bizzarria del caso volesse che dopo una cena particolarmente opulenta fossi talmente pieno da adagiarmi sul divano col solo telecomando del televisore a portata di mano e zero voglia di alzarmi di nuovo. Chissà se il motivo per cui ancora i REALITY SHOWS impestano e impazzano nei palinstesti televisivi di ogni emittente è proprio questo. Opterei per il sì, ma torniamo a quello che ho visto. Lo sapevo che era uno squallore infinito, perchè avevo visto altre volte spezzoni. Ma vedere una puntata intera devo confessare che mi ha straziato il cervello, mi ha sconquassato ogni fiducia nel genere umano.
Forse sto esagerando, ma la musica è sin dall’adolescenza, la mia vita e una passione sconfinata.
Ho amato i grandi della musica, quelli che hanno negli anni rivoluzionato il modo di farla, di viverla e perchè no, di consumarla. E a vedere sta roba in televisione non solo mi si è accapponata la pelle, ma ho avuto la conferma che niente sarà più come prima e non ci saranno più (a meno di eventi miracolosi) “artisti” capaci di innovare e creare musica che ci travolga in mondi sconosciuti e affascinanti, com’è sempre successo nel passato millennio.
Perchè tutto questo pessimismo? Semplice. In questi “reality” a tema musicale, viene trasmesso alla massa che musica è semplicemente scimmiottare qualcuno, imparare la tecnica di canto, ballo e sopratutto di recitazione. Quando invece è palese che per i tanti grandi che hanno creato la loro grande arte musicale che ancora rappresenta l’80% del patrimonio musicale mondiale musica era sopratutto una forma di espressione musicale. E non semplicemente un BIECO andare a scuola e studiare “da star”. La musica ha bisogno più che mai di “menti creative”, non di meri esecutori in carta carbone. Di figuranti è pieno il mondo. Ma cosa si può pretendere quando si vive in una nazione governata dalla videocrazia? Troppe menti danno fastidio. Tanti pecoroni addomesticati sono molto più facili da controllare. Give the people what they want cantavano i mitici Rolling Stones, anche se forse non avrebbero mai pensato a uno scenario così squallido.
Ebbene sì, sto parlando di “X-factor” e di tutti gli shows similari, che in tutto il mondo trasmettono il loro input triste e pre-masticato che non solo ha portato il music business nel grande buco nero in cui si trova adesso, ma che ci condannerà alla grande NOIA GLOBALIZZATA da cui non c’è ritorno. Dj e musica premasticata, provo peramente pena per i nostri eredi al ruolo di nuovi esseri umani…
Io faccio musica perchè è il mio modo di esprimere la mia creatività. You may say I’m a dreamer, but (I hope) I’m not the only one… xoxo

La notte del bianconiglio

Si parla tanto di benefattori e governanti, che poi sarebbe la stessa cosa secondo l’ufficio stampa più accreditato. Si parla tanto di sanatorie ma poi quando mi giro vedo un paese che sanguina. Si parla tanto di economia in ripresa, ma io vedo solo ricchi sempre più ricchi con bocche che si allargano a dismisura, come a nutrirsi delle loro stesse parole. Tranquillizzano? Soporificano? Tramortiscono? No, ingialliscono. Come i loro denti, velocemente affidati a dentisti prezzolati che si affrettano a lucidarli a nuovo al primo accenno di cedimento. Poi cala la notte e strane altre creature si ritrovano a fare i conti con quanto di cui sopra. C’è chi affetta il proprio albero genealogico, c’è chi dà fuoco a un insopprimibile voglia di protagonismo, c’è chi affoga nel liquido il proprio desiderio di protagonismo, c’è chi smania di mettere in scena la propria nuova commedia quotidiana, c’è chi sbraita come un ossesso in cerca di soddisfazione, ma c’è anche chi, come il bianconiglio del titolo, si trova spaesato e confuso, in una notte piena di rogne. E bianco com’è è immediatamente avvistato. Come se fosse LUI il responsabile di tutto. Come se fosse lui il centro del problema. Come se fosse lui e nessun’altro al di fuori di lui. Il cerchio si restringe, ma è un circolo appuntito che minaccia di perforare i suoi sogni di gloria. Inglorioso bastardo! Gli gridano. Inglorioso bastardo. Ma lui non si lascia intimorire, tira su il bavero della propria giacca e fa finta di niente. Imbocca una strada più illuminata, cerca una compagnia piacevole e rassicurante fino a che non sia pronto per affrontare una nuova avventura che alle prime luci dell’alba sembra proprio possa svelarsi a lui in un nuovo delirio di ventri e ossa, alla rinfusa in una fossa.
Il bianconiglio sa, ma sa che non dire è meglio. O meglio, dire quello che si sa non è meglio di dire quello che si vorrebbe sentire. E così nell’altoparlante dell’adulazione trovano spazio le note delle più dolci sinfonie che l’uomo abbia mai scritto. TUTTO BENE. SIAMO IN RIPRESA. UN PICCOLO CAPOLAVORO. 150 ANNI DI PACE E PROSPERITA’. Il NOSTRO E’ UN GRANDE PAESE. E il popolo, libero come non mai, si addormenta… felice… in uno di quei sogni da cui sarebbe bello non svegliarsi mai…
Hurrà! Hurrà! Hurrà, per il grande bianconiglio e per la sua corte di carte. Siamo a cavallo ragazzi.

Bologna, la città della musica

No, non è un articolo preso pari pari da un giornale qualsiasi di un ventennio fa. (e lo diciamo per i ggggiovani, quelli che non ahnno vissuto i tanto vituperati anni ’80, ma in quegli anni di Bologna si parlava in quei termini)
Lo so che adesso quest’argomento lo tirano fuori solo i politicanti della locale amministrazione quando gli si fa notare della ormai latente scena musicale Bolognese dovuta al sempre crescente menefreghismo culturale della loro gestione, ma mi piace ricordare così la mia città. Citando le parole degli stessi assessori alla musica, Bologna è “da sempre” la città della musica, capace di partorire le migliori menti musicali dell’Italia intera. Gente come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Gli Stadio, Biagio Antonacci (non sapevo che questi ultimi due fossero di Bolona, ma vabbè), Cesare Cremonini coi suoi Luna Pop, Andrea Mingardi col suo fantastico e impagabile Festival delle arti, Luca Carboni e chi più ne ha più ne metta.
Poi giriamo per la città e troviamo solo locali trendy, dove non trovi uno straccio di musica LIVE decente neanche a pagarla. Oppure, la trovi, ma è sempre quella, la musica fatta dagli stessi personaggi, che si spacciano per trendy e alla fine ti rincoglioniscono col loro fighettume colmando solo il silenzio di una serata altrimenti muta e imbarazzante, ma regalandoti emozioni e nuove esperienze ZERO. E questo se ti va bene ovviamente. Perchè ormai è prassi consolidata spacciare gli squallidi DJ sets che impazzano un pò ovunque per MUSICA DAL VIVO!!!! Orrore. Orrore. Orrore.
Ma davvero si può pensare solo per un momento che un qualsiasi cretinetto dotato di computer o lettore CD o consolle con giradischi di ultima generazione sia musica dal vivo? E siamo davvero sicuri che questi personaggi che grazie a costi e oneri contenuti (per i locali, non certo per gli sfortunati avventori dei locali) hanno cacciato la vera musica dal vivo dai locali, siano vivi??? Avete mai provato a parlarci con uno? Oddio, ci saranno sicuramente le eccezioni che confermano la regola, e anche semplicemente persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza generale, accontentandosi di trarne un profitto, però il livello è decisamente basso. Quando ero ragazzino si facevano le cassettine compilations in casa e poi si portavano alle feste. In età più adulta i CD compilations. Mai nessuno sentiva il bisogno di “un essere” dietro a degli apparecchi elettronici (quindi autonomi per il 90% delle operazioni a loro affidate) che scegliesse in loco le canzoni che noi dovevamo ballare o che ci dovevamo sorbire tra una birra e l’altra. E che magari se la tirasse anche perchè con le fighette più stupide poteva dire la fatidica frase: -”Sai? La settimana prossima “suono” al PINCOPALLIN BAR, vieni a sentirmi???
SUONO??????
SUONO??????
VIENI A SENTIRMI????????????
Ah come vorrei essere la fi… oops la ragazza più bella del mondo per andarea “smerdare” tutti sti imbecilli che si credono dei creativi o peggio, degli artisti.
Gente il cui unico talento risiede nello scegliere canzoni da far ascoltare al povero pubblico che passivamente subisce e non distinguere una radio dalla musica suonata da umani, in grado di offrire un divertimento ed emozioni ben più coinvolgenti e umane.
Ma vabbè, ormai i DJ sono un male inevitabile. Questi personaggi sono entrati nella nostra vita come il virus influenzale e le zanzare tigre. Insomma bisogna conviverci.
Solo che rendiamoci conto che senza i musicisti, quelli che LA MUSICA la fanno, la inventano, la suonano, costoro a lungo andare non avranno più nuova musica da proporre e ci faranno due palle grosse così, vale a dire ancora di più di quelle che già ci stanno facendo. Orribile non trovate?

Berlusconi ha ragione…

… perchè se non basta possedere il 75% dei media e controllare il restante 20% per poter fare il bello e cattivo tempo in un paese dove sei riuscito con grande impegno, fatica e sforzi economici ad andare al potere politico per cambiare leggi e poter permetterti di fare tutto e il contrario di tutto, rendendo finalmente l’Italia una “repubblica personale”, allora è veramente uno scandalo.
Un ignominia.
Un atto ignobile e insopportabile.
Come si permette questo 5% di provare a smentire il 95% che ogni giorno si sforza a manipolare e/o nascondere le informazioni? Come può questo 5% tentare di falsare le già “ad arte” falsate informazioni e passarla liscia? Come si può pretendere che un povero premier “auto elettosi a re del mondo” (perchè clonatosi in tanti piccoli esserini del tutto simili a sè stesso e votanti…) possa governare tranquillamente questo repubblica videocratica? Ahhhhh (sospiro) POVERA ITALIA! :-D

Viuuuuulenzaaaaaaaa!!!!

Viuuuulentemente mia, locandina
Prendo a prestito un famoso film dell’Abatantuono nazionale, per parlare di un tema mai come oggi d’attualità: la violenza.
Gratuita.
Mai come oggi sento notizie di violenze efferate che si consumano con inquietante ritmo, come se la vita umana non avesse più alcun valore. Ma torniamo indietro un passo. Cosa genera la violenza? L’insoddisfazione, la frustrazione, la disperazione. E queste tre cose sono sempre più diffuse grazie al sistema capitalistico che ha raggiunto veramente l’apice del suo personale successo.
Adesso non datemi del Bolscevico, perchè anch’io come voi sono parzialmente vittima di questo sistema e comunque ne apprezzo certi suoi lati.
Quello che non apprezzo è il totale non rispetto dell’essere umano, che invece tratta come merce, come veicolo della propria speculazione. Ma forse siamo andati troppo indietro nel flashback e rischiamo di andare un pelo fuori tema. L’essere umano oggi è posto in una condizione di quasi totale impotenza. Se riesce a stare al passo coi tempi ed essere consumatore e oggetto principale del sistema consumistico, ok. Può ancora far parte del gioco. Ma la maggior parte di noi arranca, e a volte arriva persino a chiedersi: “qui prodest?” (ovviamente non tutti se lo chiedono in lingua latina… LOL)
“A CHI GIOVA?” “A CHE SERVE?” E una volta che ti sei fatta questa domanda sei nei guai. Ti rendi conto di quanto sia insigificante il tuo mondo. Di quanto siano insulsi i tuoi “cosiddetti” valori morali che qualcuno o qualcosa ti ha inculcato a forza. Di quanto poco hai veramente. Di quanto poco valga la tua esistenza. Di quanto tu sia stato da sempre preso in giro da coloro che ti dovrebbero rappresentare (i politici) e di quanti invece dicono di fare (anche) il tuo interesse (gli imprenditori e gli uomini “di potere” in genere).
E così reagisci. Ma in maniera ultra scomposta, come è uso fare l’animale disperato quando si sente braccato da uomini col fucile, insomma in situazione di manifesta inferiorità.
E così ruggisci di rabbia, e siccome nessuno ti sente o nessuno sembra preoccuparsene ti armi di fucile (di tutta la tua rabbia) e poi fai un pò come Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia” e arrivi a credere di farti giustizia da solo. Ma non è vero. Perchè i responsabili del tuo disagio, della tua disperazione, sono bene al riparo, perchè avvolti in quel manto di nebbia che si chiama ignoranza. Che è anche la miglior guardia del corpo che possa esistere. Chi fa i suoi giochi subdoli per il vile denaro sa come passarla liscia e striscia nell’ombra. Così pure i politici corrotti e vigliacchi che hanno messo in ginocchio il paese. Provaci a raggiungerli se sei capace…
Ma la rabbia aumenta… Ed è una rabbia cieca. E vigliacca come vigliacchi sono coloro che l’hanno generata. (e non mi riferisco a chi la prova ovviamente)
E così su chi è più facile prendersela? Sui più deboli. Su chi non può reagire. Su chi non se l’aspetta. Sui diversi. E torno su un argomento che avevo già trattato ahimè, e che speravo di non dover più trattare. In un mondo sempre più globalizzato fa sempre più paura la diversità. ASSURDO.
Il capitalismo può temere la diversità, perchè è da lì che nascono le idee, gli spiriti insurrezzionalisti, le reazioni e le rivoluzioni, ma l’essere umano, che ha in mano questa potentissima arma che fà? Non la usa, anzi, ci si suicida!
Certo, è l’effetto della globalizzazione, della mercificazione, di quella maledettissima pubblicità più o meno indotta che si intrufola nelle nostre case e nelle nostre vite in 1000 modi e 24 ore al giorno e anche se a volte inconsapevolmente ne siamo vittime.
Però adesso basta. Perchè prendersela con i gay o con gli extracomunitari non farà mai di noi persone migliori o più soddisfatte del nostro “niente” in confezione “extra lusso”.
E sopratutto considerare un nemico una persona solo perchè quando decide di fare sesso lo fa in maniera leggermente diverso dalla media o perchè ha il colore della pelle diverso dal nostro e parla un linguaggio spesso incomprensibile, è l’autogoal più imbarazzante che l’essere umano può fare in questo preciso momento. C’è bisogno di ordine, comunione di intenzioni, coerenza, solidarietà. Solo così si può sconfiggere lo spettro della crisi economica. A cui non dimentichiamocelo mai, ci hanno portato i nostri amati rappresentanti politici e gli speculatori che se la spassano nelle loro molte ville di lusso sparse nelle più esotiche località turistiche del mondo. E che se anche qualcosa possono fare, lo faranno sempre per rimettere il più persone possibili in condizioni di consumare, di spendere, vale a dire di riempire ancora un volta le casse loro (che hanno le mani in pasta ovunque si sa) e dei potenti imprenditori di alta fascia. I famosi squali, che contrariamente alla creatura pinnata che abita alcuni oceani, sono molto più pericolosi e sfuggenti.
Per chiudere un aneddoto: quando ero più piccolino, mi ricordo chiesi non so a chi, chi erano le persone omosessuali, e quale fosse la loro prerogativa. Mi venne risposto in maniera più o meno colorita che erano persone che amavano una particolare prestazione sessuale e preferivano avvalersi di persone dello stesso sesso. A quel punto rimasi un pò interdetto (anche perchè all’epoca non avevo ancora ben chiaro di come funzionasse o a cosa servisse il sesso; e anche adesso ho molti dubbi LOL) e chiesi candidamente: ma che c’è di male? Fanno del male a qualcuno? Mi piacque però la risposta, che arrivò dopo una sonora risata che ne precedette un altra. “No!” (mi fu risposto) “Anzi, benedicili, perchè grazie a loro ci saranno più donne disponibili per te!!!”
Ecco, questa cosa non si è mai avverata purtroppo, però mi fa ancora ridere. Quindi quei vigliacchi che sfogano la propria insoddisfazione contro gli omosessuali (e il riferimento palese è agli atti vandalici “ROMANI” di questi giorni), lesbiche, trans e persone che SEMPLICEMENTE vivono in maniera personale la loro sessualità (che è solo un piccolo aspetto della loro vita fra l’altro) la prossima volta che vogliono sfogarsi scelgano meglio i loro obiettivi, e offrano loro invece una cena o accendano loro un cero, perchè grazie a queste persone il loro “bacino di utenza” (se ne hanno ancora uno) sarà sicuramente ampliato! Perchè non ne gioite, scemi che non siete altro?
:-D

Tutti uguali e diversi da me

DiversitàPrendo in prestito il titolo di una canzone di un nostro famoso cantautore Italiano, per parlare di un argomento scottante. No, non sto ancora parlando del caldo infame che attanaglia la nostra città ormai da troppo tempo, ma della cosiddetta “diversità”, allacciandomi all’ennesimo fatto truce occorso a Roma l’altro giorno. 2 giovani gay aggrediti al Gay Village da un pazzo che “non sopportava le effusioni che i 2 si scambiavano”… Assurdo
Io sono cresciuto nel decennio che qualcuno si ostina a definire come il “decennio più stupido del 900″. Ecco, io vorrei che questo qualcuno si facesse vedere e mi motivasse questa sua uscita poco felice.
A parte che gli anni 90 sono forse stati molto meglio? E i 2000, che stanno per finire, hanno forse dei meriti imprescindibili? Non mi sembra proprio.
Io negli anni 80, per quello che ne potevo capire visto che ero ancora in fase di formazione, ho visto prima di tutto una grande voglia di vivere, gioire, stupire, distinguersi, realizzarsi, creare, colore e tanta musica, tra cui anche di buonissima e (in seguito) mai più eguagliabile fattura.
Certo, non erano tutte rose e fiori, c’era lo yuppismo e tante cose sciocche, ma che ritrovo esattamente adesso, solo in una maniera meno naif e tristemente più seriosa. Quindi gli anni 80 come spartiacque lo posso anche condividere, ma sono nei deceni che sono seguiti che abbiamo saputo fare di meglio solo nelle nefandezze. Ma tralascio quest’argomento per ora per non andare fuori tema.
Ho citato gli anni 80 perchè mai più come allora c’era desiderio di essere unici, di distinguersi dalla massa e questo aspetto veniva guardato con ammirazione, a differenza di quanto avviene adesso, dove i mass media e internet finiscono per appiattirci in un informe grossa massa di carne, dove si fa fatica a distinguere una persona dall’altra.
E adesso passo di palo in frasca, perchè almeno per ora non intendo soffermarmi su singoli aspetti, ma arrivare a dire una parola, che col tempo ha assunto significati agli antipodi di come poteva essere fino a qualche anno fà.
DIVERSITA’
Sin da piccolo ho sempre pensato che da grande volevo essere diverso, perchè è attraverso la diversità che ti puoi realizzare come individuo, perchè è attraverso la diversità che si può crescere imparando dalla persona diversa da noi, perchè è attraverso l’introspezione, l’esplorazione del proprio io che si può ad arrivare a sentirsi un unico inconfindibile e imprescindibile microcosmo capace di costruire qualcosa per cui valga la pena di vivere. E potrei andare avanti ore.
Ma ora qualcosa è cambiato. Diversità è sinonimo di fastidio, di non accettazione. E non a caso nel fantomatico gioco delle associazioni di idee molto spesso viene associato a omosessualità o peggio ancora, TOLLERANZA.
Questa parola, lo ammetto, mi fa ribrezzo. Non credo di averla mai degnata di uno sguardo nè tantomeno usata, nè nel mio periodo della scuola dell’obbligo, nè al liceo, nè all’università. Pensavo di poterne tranquillamente fare a meno e invece…
Ora si dice che SI DEVE TOLLERARE chi è diverso da noi. Tollerare=sopportare nel dizionario dei sinonimi. SOPPORTARE? E perchè nel decennio più stupido del 900 e prima ancora la diversità era da ammirare e da perseguire??? E perchè ora la persona diversa O E’ omosessuale O E’ uno straniero sgradito???
Forse mi sono perso qualcosa. Forse il coniglio di Donnie Darko non mi è ancora apparso in sogno per spiegarmelo, o forse è proprio questo il segnale che il capitalismo ha ormai creato il vuoto nella nostra società moderna. Siamo tutti globalizzati. Ma non come l’intendevo io da adolescente, dove era lo scambio culturale tra popoli diversi e persone diverse era NECESSARIO per la crescita dell’individuo e quindi della società formata dagli stessi individui. Siamo globalizzati perchè INGLOBATI in un unico spazio. Mono spazio, mono culturale, mono colorato. La pubblicità ci dice compra questo. Noi lo compriamo. Il giornale ci dice questo è così, quello è brutto. Noi fagocitiamo senza riflettere. E via così, fino ad arrivare a limitare la libertà individuale di poter essere come si vuole.
Non è triste?
Diverso ora vuol dire solo sgradito. Diverso solo chi è straniero e omosessuale. Solo perchè avere gusti sessuali personali o non tradizionali è per forza una colpa. Solo perchè essere nati in una nazione straniera e andare a vivere e (si spera) lavorare in un altro è sinonimo di sospetto e al 90% dei casi è criminoso.
Siamo davvero noi che abbiamo creato tutto ciò? E lo vogliamo davvero che sia così?
I miei gusti sessuali per esempio nonostante la mia età non sia più quella di un teenager, non sono poi così definiti. Nel senso che per me il sesso non ha tutta questa importanza. Perchè per me è l’interiorità che più conta, e per come la vedo io sono già abbastanza impegnato a realizzare il mio ego che preoccuparmi di fare sesso. E mi mi potreste dire voi: “Ecco, sei solo un frocio!” E io vi risponderei: “Se vi piace considerarmi frocio solo perchè non giudico le persone in base alle loro preferenze sessuali o perchè non sono un maniaco del sesso (anche se per quel poco che ho bazzicato mi piace moltissimo) fate pure. Ma sappiate che solo senza condizionamenti esterni, senza preconcetti e senza falsi moralismi (c’entrerà qualcosa il fatto che l’Italia è la sede della Santa chiesa?) si può essere felici e crescere umanamente proprio confrontandosi con persone che hanno qualcosa di differente da comunicarti. Che non è necessariamente il sesso. Perchè essere omosessuale non significa scopare come un riccio persone del proprio sesso e BASTA. Significa vivere esattamente come noi, gioire delle stesse cose di cui gioiamo noi, ma anche avere prospettive leggermente diverse. (e se ancora state pensando all’angolazione sessuale, beh un pò vi compatisco…) E stessa cosa per i cittadini stranieri immigranti nel nostro paese. I media ci hanno convinto che sono tutti dei criminali. I giornali e telegiornali ci mostrano SOLO quando qualcuno di loro (anche loro come gli Italiani mica sono tutti santi…) commette atti criminosi. Mai che ci informino di quanto invece si dannino l’anima per integrarsi e vivere in armonia con noi autoctoni.
E adesso che sto sinceramente meditando di andare a vivere all’estero, perchè il nostro paese è veramente triste, devo solo sperare di non trovare persone che non diano la stessa interpretazione alla parola diversità.
DIVERSITA’ è prima di tutto far funzionare i neuroni. Fare funzionare i neuroni significa scegliere autonomamente. Scegliere autonomamente è il primo passo per essere un individuo. Essere un individuo è l’unica cosa che può ancora salvarci e salvare questo pianeta.
Lo vogliamo?

Caldo, ancora caldo, fortissimamente caldo

Mi chiedo: si fermerà mai quest’ondata di caldo pazzesco che mai come quest’anno ha morso alla gola chi per scelta o per necessità ha dovuto rimanere in città quest’estate?
Sinceramente comincio a pensare (e la fantapolitica non è mai abbastanza FANTA se siamo in Italia…) si tratti di un complotto della grossa imprenditoria al potere per rilanciare la malandata economia.
Non è forse sempre lo stesso cavaliere (e i suoi scagnolzzi) che assicurano che la crisi o non esiste o è sotto controllo o è già superata e non dobbiamo preoccuparci di nulla, anzi spendere per rilanciarla del tutto?
Ecco allora il surriscaldamento “AD HOC” che costringe anche il più convinto assertore dell’austerity (bello eh questo termine? L’ho trovato in un articolo degli anni 70…) a partire con armi bagagli e famiglia (quando c’è) verso località di villeggiatura e muovere quindi “i soldi”.
Diceva qualcuno: “On y soit qui mal y pense” che se non erro in poche parole vuol dire che a pensare male spesso ci si azzecca.
E quindi ancora caldo, sempre caldo, fortissimamente caldo. E tutti in agenzia viaggi a prenotare viaggi in lande più accoglienti, oppure a investire in condizionatori. E l’economia viaggia… ciuff ciuff

Bulagna l’è cambiè (traduzione: Bologna è cambiata)

Agosto, Bologna mia ti disconoscoPremetto che non ho mai creduto nell’Europa (e sopratutto nell’Euro) ma piuttosto nel mondo, visto che mi reputo prima di tutto un cittadino del mondo e non di una sua provincia.
Passeggiando mio malgrado per le assolate strade del centro cittadino in questi giorni non ho potuto fare a meno di notare la sempre più massiccia presenza di cittadini stranieri, mentre i cittadini Bolognesi o smaltivano le ultime ferie in qualche spiaggia o se ne stavano ben rintanati a casa usufruendo dell’agognato impianto di condizionamento.
E devo dire una Bologna cosmopolita, non mi dispiace affatto!
In fondo, anche se all’inizio ero anch’io un pò sconcertato vedendo che la mia Bologna si stava sempre più de-bolognesizzando, è quello che sin da adolescente auspicavo. Una conoscenza e un interazione maggiore tra i popoli. Infatti anche la mia cultura (specie letteraria/cinematografica e musicale) non si può certo definir meramente italica… E non è vero che l’immigrazione porta solo degrado, perchè le persone che incontro per la strada, sono persone come me. Magari con uan pelle di colore diverso, magari coi lineamenti leggermente più esotici, ma è bello scoprire le tante cose che abbiamo in comune, che spesso anche con costossimi viaggi all’estero, non si è sempre in grado di percepire.
Certo, in ogni fenomeno di migrazione di massa non si può impedire che in mezzo alla tanta brava gente che viene qui per lavorare e comunque integrarsi, arrivino anche personaggi di dubbia (per non dire di peggio) integrità. Ma non è certo isitituendo ronde private o instaurando un clima da tragedia incombente che si favorisce una buona convivenza. Ma si sa, queste cose sono anche molto frutto dell’ignoranza in cui buona parte dell’elettorato attuale viene VOLUTAMENTE mantenuta, con scopi evidenti. Chiamiamoli affettuosamente “di controllo di stato”. (chiunque con una certa memoria storica poi è libero di vederci affinità con tristi pagine della storia del secolo appena trascorso…)
Invece io sono contento di vedere Indiani, Africani, Cinesi arrancare con me alla ricerca di un pò di refrigerio in queste terrificanti (credo anche per loro) giornate di afa mortale. E in mezzo qualche turista di passaggio che prova ad ammirare le bellezze del centro storico, e anon farsi sopraffare dalle avverse condizioni metereologiche.
In fondo non potendo da tempo permettermi vacanze in paesi lontani (sono ancora disoccupato e senza un soldo) sembra che siano i paesi stessi che mi mandano i loro rappresentanti per fare consocenza. Dice il saggio: se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto. ;-) ))

Ferragosto petroniano v2009.3

Bologna by night
Il giorno dopo del giorno dopo Ferragosto 2009. Stessa spiaggia (immaginaria) stesso mare (quello di sudore). Bologna. Centro storico. Si boccheggia come al solito. Vorrei incrociare lo sguardo con la colonnina di mercurio appesa al muro, ma ho paura. Come quando hai di fronte la donna più belal del mondo, che ti fa battere il cuore all’impazzata, ma hai anche paura che ti ferisca a morte, che ti faccia soffrire insomma.
E così mi chiedo, ma quando scnderanno le temperature?
E intanto tornano a casa già in parecchi. Oppure escono di casa dopo avere finto di essere stati in vacanza (ricordo un bellissimo film a proposito di questa assurdità, con Diego Abatantuono e Victoria Avril… forse “Mari del sud” si chiamava… boh). E le strade si ripopolano, vabbè, più che altro si riaccendono i condizionatori. Portatili e non portatili. Classe A e classe D. Classe C e classe N. E chi non li ha si attacca a pale rotanti di ventilatori più o meno moderni.
Insomma, il cane che si morde la coda. Si combatte il male con dell’altro male. Inquinamento atmosferico con consumo energetico e impatto ambientale. Di questo passo sarà anche inutile creare più aree verdi. Ma “fortunatamente” non corriamo questo pericolo, perchè i nostri politici delle condizioni climatiche della loro “zona di giursdizione” se ne fregano. E se interrogati a proposito dicono che le responsabilità non sono le loro. E a questo splendido (e celeberrimo) gioco dello “scarica barile” siamo invitati tutti. Scheletri compresi.
Però che belle le strade di Bologna deserte a ferragosto… Sembra il set di “Io sono leggenda”, solo che io sono molto meno abbronzato di Will Smith (e ho anche molto meno soldi, per non dire il nulla cosmico proprio) e gli zombies se ne restano tappati in casa per il troppo caldo. Avranno i condizionatori anche loro nelle loro case buie? :-D

Ferragosto petroniano v2009.2

Bologna, Ferragosto\'s night 2009
Il giorno dopo ferragosto.
Caldo torrido ancora di più del giorno prima. Il pensiero torna all’anno scorso, che in Agosto era stato increbilmente + clemente col popolo dei vacanzieri alternativi o dei forzati domiciliari.
E il pensiero scivola ancora, ma stavolta sulle barche dei politici o le spiagge elitarie in cui stanno trascorrendo insieme ai loro cari le “meritate” ferie.
Ebbene, che se la godano pure…
E quando tornano si ributtino nei loro progetti e maccheggi per arricchire loro stessi e i loro soci del business. Non vorrei mai essere nei loro panni quando la lora anima comincerà a funzionare e si renderanno conto di quanto anno disatteso le promesse fatte ai loro elettori, incautamente rimasti fregati o solo speranzosi di poter beneficiare di una piccola fetta di torta…
E intanto Bologna, la bella Bologna, si ingrigisce, i suoi colori sbiadiscono, la sua aria si fà sempre più rarefatta e sempre meno respirabile, e la Bolognesità perde un pò di appeal, certo, ma sopravviverà anche a questo. Perchè dio vede e (prima o poi) provvede.
Fan…. a tutti e come diceva il grande Bruno Martino: “Odioooo l’estateeeeeeeeeee” LOL