Lavoro
Scritto Sabato 22 Agosto 2009 da Franco Turra
Premetto che non ho mai creduto nell’Europa (e sopratutto nell’Euro) ma piuttosto nel mondo, visto che mi reputo prima di tutto un cittadino del mondo e non di una sua provincia.
Passeggiando mio malgrado per le assolate strade del centro cittadino in questi giorni non ho potuto fare a meno di notare la sempre più massiccia presenza di cittadini stranieri, mentre i cittadini Bolognesi o smaltivano le ultime ferie in qualche spiaggia o se ne stavano ben rintanati a casa usufruendo dell’agognato impianto di condizionamento.
E devo dire una Bologna cosmopolita, non mi dispiace affatto!
In fondo, anche se all’inizio ero anch’io un pò sconcertato vedendo che la mia Bologna si stava sempre più de-bolognesizzando, è quello che sin da adolescente auspicavo. Una conoscenza e un interazione maggiore tra i popoli. Infatti anche la mia cultura (specie letteraria/cinematografica e musicale) non si può certo definir meramente italica… E non è vero che l’immigrazione porta solo degrado, perchè le persone che incontro per la strada, sono persone come me. Magari con uan pelle di colore diverso, magari coi lineamenti leggermente più esotici, ma è bello scoprire le tante cose che abbiamo in comune, che spesso anche con costossimi viaggi all’estero, non si è sempre in grado di percepire.
Certo, in ogni fenomeno di migrazione di massa non si può impedire che in mezzo alla tanta brava gente che viene qui per lavorare e comunque integrarsi, arrivino anche personaggi di dubbia (per non dire di peggio) integrità. Ma non è certo isitituendo ronde private o instaurando un clima da tragedia incombente che si favorisce una buona convivenza. Ma si sa, queste cose sono anche molto frutto dell’ignoranza in cui buona parte dell’elettorato attuale viene VOLUTAMENTE mantenuta, con scopi evidenti. Chiamiamoli affettuosamente “di controllo di stato”. (chiunque con una certa memoria storica poi è libero di vederci affinità con tristi pagine della storia del secolo appena trascorso…)
Invece io sono contento di vedere Indiani, Africani, Cinesi arrancare con me alla ricerca di un pò di refrigerio in queste terrificanti (credo anche per loro) giornate di afa mortale. E in mezzo qualche turista di passaggio che prova ad ammirare le bellezze del centro storico, e anon farsi sopraffare dalle avverse condizioni metereologiche.
In fondo non potendo da tempo permettermi vacanze in paesi lontani (sono ancora disoccupato e senza un soldo) sembra che siano i paesi stessi che mi mandano i loro rappresentanti per fare consocenza. Dice il saggio: se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto.
))
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Tag:Bologna, cambiamenti, cosmopolita, Immigrazione, spettro della bolognesità
Scritto Mercoledì 12 Agosto 2009 da Franco Turra
Una volta c’era l’ufficio di collocamento. Ora c’è il centro per l’impiego.
Sicuramente più organizzato e con persone all’interno decisamente più gentili e disposte al dialogo, ma quanto è più efficiente?
Io per esempio sono iscritto da un anno e mezzo e grazie a loro ho fatto solo un colloquio (peraltro non andato a buon fine per una virgola mannaggia… e perchè ho sbagliato una risposta sui pannolini… LOL) così mi chiedevo se qualcuno di voi avesse invece delle esperienze positive da dichiarare. (o anche negative)
Giusto per capire se questo fantomatico ufficio per l’impiego FUNZIONA o se è solo FUMO NEGLI OCCHI come tante cose simpatiche che i nostri strapagati politicanti ci regalano a ogni mandato…
Grazie in anticipo!
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Tag:Bologna, collocamento
Scritto Domenica 26 Luglio 2009 da Franco Turra
Questa più che altro è una domanda. Passando spesso (quasi quotidianamente) davanti agli antichi locali che ospitavano il mitico negozio di dischi Nannucci (miseramente condotto al fallimento repentino da incapaci gestori n.d.r.) non ho potuto fare a meno di notare che sono ormai a buon punto i lavori per un negozio che presto ne prenderà le veci.
Da quel che ho potuto sbirciare mi è sembrato di vedere scaffali destinati forse a contenere libri e avevo sentito dire che il compratore dei locali era Melbook store. Qualcuno ha maggiori notizie?
Certo è che nello spazio di poche centinaia di metri ci ritroveremo con moltissime librerie (sempre preferibili alle inesauribili boutiques di alta moda e griffes a mio parere), forse le uniche a poter assoribre il mini mercato discografico che ormai è rimasto. In fondo il mercato del libro non conosce (ancora) crisi, per via degli alti costi di duplicazione suppongo, dal momento che un buon 60% di quello che si legge è roba di assai scarsa qualità o comunque riciclo del riciclo. Ma in fondo è sempre cultura, anche se livellata in basso a volte, ed è sempre meglio che un calcio in c… no?
Però (tornando a noi) vorrei tanto sapere, chi andrà ad occupare quegli storici (almeno per me) locali in via Oberdan.
Grazie in anticipo a chi risponderà alla mia curiosità di ex bimbo innamorato follemente della musica. ^_^
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Tag:Bologna, melbook store, melstore, nannucci, negozi, via oberdan
Scritto Venerdì 27 Marzo 2009 da robu

Il sito Lavoratorio.it ha aperto un nuovo “botto” cioè un nuovo argomento di discussione ed indagine incentrato, questa volta, sull’argomento dello stage. La questione sollevata riguarda la tendenza registrata da parte delle aziende a servirsi di questo contratto in maniera molto libera eludendo le condizioni previste dalla legge affichè uno stage possa definirsi tale, cioè un rapporto di lavoro che proprio perchè non retribuito deve prevedere una serie di agevolazioni e garanzie per lo stagista.
Quando si firma un contratto di formazione, dunque, per essere certi che non ci stiano fregando occorre svolgere alcune piccole verifiche a partire dalle cosiddette procedure di attivazione obbligatorie in assenza delle quali il contratto è da ritenersi nullo. Le procedure di attivazione obbligatorie sono tutte quelle comunicazioni che l’ente promotore dello stage è tenuto ad inoltrare allorchè il rapporto di formazione viene sottoscritto.
1 Secondo la legge finanziaria 296/2006 l’ente promotore dello stage deve comunicare preventivamente al Centro per l’Impiego competente, l’avvio del tirocinio entro le 24 ore precedenti il giorno di inizio;
2 Secondo il decreto Ministeriale 142/1998 deve comunicare l’attivazione del progetto formativoo alla Regione, all’Ispettorato del Lavoro ed alle rappresentanze sindacali;
3 L’ente promotore deve inoltre predisporre e stipulare le condizioni di stage;
4 Garantire al tirocinante le coperture assicurative contro gli infortuni sul lavoro presso l’Inail e per la responsabilità civile presso compagnie operanti nel settore;
5 Inviare copia della convenzione a : Ispettorato Provinciale del Lavoro, Regione, organizzazioni sindacali interne all’azienda o provinciali di categoria;
Per acquisire queste informazioni, insomma, occorre munirsi di pazienza ed un pò di faccia tosta ; nel caso in cui apprendiate che tali procedure non sono state rispettate recatevi presso l’Ispettorato del Lavoro o presso la Questura e fate una segnalazione, anche anonima.
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Tag:contratti formativi, regolarità stage, rimborso stage
Scritto Martedì 10 Marzo 2009 da robu

Vi siete mai posti la domanda, inviando instancabilmente decine e decine di curriculm vitae, se questi verranno mai aperti ed effettivamente valutati dalle aziende? Il sito Lavoratorio.it ha aperto recentemente un dibattito sull’argomento invitando i selezionatori del personale a fornire risposte concrete sulle modalità di selezione delle candidature e sull’esistenza di eventuali filtri. Sono arrivate in forma anonima alcune delucidazioni in cui viene confermato che le aziende utilizzano normalmente dei “filtri automatici per la selezione delle candidature”, cosiddette “domande Killer” che eliminano automaticamente le candidature non rispondenti anche ad uno solo dei criteri impostati. Il rischio paventato dagli autori dell’indagine e dagli utenti è che i filtri utomatici possano adoperare criteri basati su censo, razza, età, provenienza, religione o orientamento sessuale o altri criteri che possano in qualche modo penalizzare l’approccio al mondo del lavoro. Rischi minimizzati dai selezionatori che hanno risposto all’appello per cui le domande comunente utilizzate sarebbero di questo tipo: appartenenza o meno a categorie protette, conoscenze specifiche (es.tedesco fluente), disponibilità ad entrare in azienda con contratto “iniziale” a tempo determinato; una lista un pò “soft” a cui vanno sicuramente aggiunti provenienza geografica (provincia), età e sesso in taluni casi. I criteri così impostati, conclude la selezionatrice, aiuterebbero ad evitare che ci si candidi nella speranza di convincere l’azienda ad ottenere un contratto più vantaggioso o di impressionare positivamente il selezionatore quando non si posseggono le competenze richieste. Insomma un invito a desistere per chi invia curricula a mo’ di spamming nella foga di raccattare un colloquio puntando su capacità non meglio specificate. Ben vengano allora i filtri automatici ma, come suggerisce giustamente un utente, quando sarà disponibile il filtro che scarta anche le offerte di lavoro pacco?
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Tag:curriculum, filtri candidature, Lavoro, selezione del personale