Cronaca
Scritto Domenica 23 Agosto 2009 da Franco Turra
Prendo in prestito il titolo di una canzone di un nostro famoso cantautore Italiano, per parlare di un argomento scottante. No, non sto ancora parlando del caldo infame che attanaglia la nostra città ormai da troppo tempo, ma della cosiddetta “diversità”, allacciandomi all’ennesimo fatto truce occorso a Roma l’altro giorno. 2 giovani gay aggrediti al Gay Village da un pazzo che “non sopportava le effusioni che i 2 si scambiavano”… Assurdo
Io sono cresciuto nel decennio che qualcuno si ostina a definire come il “decennio più stupido del 900″. Ecco, io vorrei che questo qualcuno si facesse vedere e mi motivasse questa sua uscita poco felice.
A parte che gli anni 90 sono forse stati molto meglio? E i 2000, che stanno per finire, hanno forse dei meriti imprescindibili? Non mi sembra proprio.
Io negli anni 80, per quello che ne potevo capire visto che ero ancora in fase di formazione, ho visto prima di tutto una grande voglia di vivere, gioire, stupire, distinguersi, realizzarsi, creare, colore e tanta musica, tra cui anche di buonissima e (in seguito) mai più eguagliabile fattura.
Certo, non erano tutte rose e fiori, c’era lo yuppismo e tante cose sciocche, ma che ritrovo esattamente adesso, solo in una maniera meno naif e tristemente più seriosa. Quindi gli anni 80 come spartiacque lo posso anche condividere, ma sono nei deceni che sono seguiti che abbiamo saputo fare di meglio solo nelle nefandezze. Ma tralascio quest’argomento per ora per non andare fuori tema.
Ho citato gli anni 80 perchè mai più come allora c’era desiderio di essere unici, di distinguersi dalla massa e questo aspetto veniva guardato con ammirazione, a differenza di quanto avviene adesso, dove i mass media e internet finiscono per appiattirci in un informe grossa massa di carne, dove si fa fatica a distinguere una persona dall’altra.
E adesso passo di palo in frasca, perchè almeno per ora non intendo soffermarmi su singoli aspetti, ma arrivare a dire una parola, che col tempo ha assunto significati agli antipodi di come poteva essere fino a qualche anno fà.
DIVERSITA’
Sin da piccolo ho sempre pensato che da grande volevo essere diverso, perchè è attraverso la diversità che ti puoi realizzare come individuo, perchè è attraverso la diversità che si può crescere imparando dalla persona diversa da noi, perchè è attraverso l’introspezione, l’esplorazione del proprio io che si può ad arrivare a sentirsi un unico inconfindibile e imprescindibile microcosmo capace di costruire qualcosa per cui valga la pena di vivere. E potrei andare avanti ore.
Ma ora qualcosa è cambiato. Diversità è sinonimo di fastidio, di non accettazione. E non a caso nel fantomatico gioco delle associazioni di idee molto spesso viene associato a omosessualità o peggio ancora, TOLLERANZA.
Questa parola, lo ammetto, mi fa ribrezzo. Non credo di averla mai degnata di uno sguardo nè tantomeno usata, nè nel mio periodo della scuola dell’obbligo, nè al liceo, nè all’università. Pensavo di poterne tranquillamente fare a meno e invece…
Ora si dice che SI DEVE TOLLERARE chi è diverso da noi. Tollerare=sopportare nel dizionario dei sinonimi. SOPPORTARE? E perchè nel decennio più stupido del 900 e prima ancora la diversità era da ammirare e da perseguire??? E perchè ora la persona diversa O E’ omosessuale O E’ uno straniero sgradito???
Forse mi sono perso qualcosa. Forse il coniglio di Donnie Darko non mi è ancora apparso in sogno per spiegarmelo, o forse è proprio questo il segnale che il capitalismo ha ormai creato il vuoto nella nostra società moderna. Siamo tutti globalizzati. Ma non come l’intendevo io da adolescente, dove era lo scambio culturale tra popoli diversi e persone diverse era NECESSARIO per la crescita dell’individuo e quindi della società formata dagli stessi individui. Siamo globalizzati perchè INGLOBATI in un unico spazio. Mono spazio, mono culturale, mono colorato. La pubblicità ci dice compra questo. Noi lo compriamo. Il giornale ci dice questo è così, quello è brutto. Noi fagocitiamo senza riflettere. E via così, fino ad arrivare a limitare la libertà individuale di poter essere come si vuole.
Non è triste?
Diverso ora vuol dire solo sgradito. Diverso solo chi è straniero e omosessuale. Solo perchè avere gusti sessuali personali o non tradizionali è per forza una colpa. Solo perchè essere nati in una nazione straniera e andare a vivere e (si spera) lavorare in un altro è sinonimo di sospetto e al 90% dei casi è criminoso.
Siamo davvero noi che abbiamo creato tutto ciò? E lo vogliamo davvero che sia così?
I miei gusti sessuali per esempio nonostante la mia età non sia più quella di un teenager, non sono poi così definiti. Nel senso che per me il sesso non ha tutta questa importanza. Perchè per me è l’interiorità che più conta, e per come la vedo io sono già abbastanza impegnato a realizzare il mio ego che preoccuparmi di fare sesso. E mi mi potreste dire voi: “Ecco, sei solo un frocio!” E io vi risponderei: “Se vi piace considerarmi frocio solo perchè non giudico le persone in base alle loro preferenze sessuali o perchè non sono un maniaco del sesso (anche se per quel poco che ho bazzicato mi piace moltissimo) fate pure. Ma sappiate che solo senza condizionamenti esterni, senza preconcetti e senza falsi moralismi (c’entrerà qualcosa il fatto che l’Italia è la sede della Santa chiesa?) si può essere felici e crescere umanamente proprio confrontandosi con persone che hanno qualcosa di differente da comunicarti. Che non è necessariamente il sesso. Perchè essere omosessuale non significa scopare come un riccio persone del proprio sesso e BASTA. Significa vivere esattamente come noi, gioire delle stesse cose di cui gioiamo noi, ma anche avere prospettive leggermente diverse. (e se ancora state pensando all’angolazione sessuale, beh un pò vi compatisco…) E stessa cosa per i cittadini stranieri immigranti nel nostro paese. I media ci hanno convinto che sono tutti dei criminali. I giornali e telegiornali ci mostrano SOLO quando qualcuno di loro (anche loro come gli Italiani mica sono tutti santi…) commette atti criminosi. Mai che ci informino di quanto invece si dannino l’anima per integrarsi e vivere in armonia con noi autoctoni.
E adesso che sto sinceramente meditando di andare a vivere all’estero, perchè il nostro paese è veramente triste, devo solo sperare di non trovare persone che non diano la stessa interpretazione alla parola diversità.
DIVERSITA’ è prima di tutto far funzionare i neuroni. Fare funzionare i neuroni significa scegliere autonomamente. Scegliere autonomamente è il primo passo per essere un individuo. Essere un individuo è l’unica cosa che può ancora salvarci e salvare questo pianeta.
Lo vogliamo?
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Tag:anni 80, Bologna, diversità, diverso da chi, gay, Immigrazione, intolleranza, italia, lgbt, omosessualità
Scritto Sabato 22 Agosto 2009 da Franco Turra
Premetto che non ho mai creduto nell’Europa (e sopratutto nell’Euro) ma piuttosto nel mondo, visto che mi reputo prima di tutto un cittadino del mondo e non di una sua provincia.
Passeggiando mio malgrado per le assolate strade del centro cittadino in questi giorni non ho potuto fare a meno di notare la sempre più massiccia presenza di cittadini stranieri, mentre i cittadini Bolognesi o smaltivano le ultime ferie in qualche spiaggia o se ne stavano ben rintanati a casa usufruendo dell’agognato impianto di condizionamento.
E devo dire una Bologna cosmopolita, non mi dispiace affatto!
In fondo, anche se all’inizio ero anch’io un pò sconcertato vedendo che la mia Bologna si stava sempre più de-bolognesizzando, è quello che sin da adolescente auspicavo. Una conoscenza e un interazione maggiore tra i popoli. Infatti anche la mia cultura (specie letteraria/cinematografica e musicale) non si può certo definir meramente italica… E non è vero che l’immigrazione porta solo degrado, perchè le persone che incontro per la strada, sono persone come me. Magari con uan pelle di colore diverso, magari coi lineamenti leggermente più esotici, ma è bello scoprire le tante cose che abbiamo in comune, che spesso anche con costossimi viaggi all’estero, non si è sempre in grado di percepire.
Certo, in ogni fenomeno di migrazione di massa non si può impedire che in mezzo alla tanta brava gente che viene qui per lavorare e comunque integrarsi, arrivino anche personaggi di dubbia (per non dire di peggio) integrità. Ma non è certo isitituendo ronde private o instaurando un clima da tragedia incombente che si favorisce una buona convivenza. Ma si sa, queste cose sono anche molto frutto dell’ignoranza in cui buona parte dell’elettorato attuale viene VOLUTAMENTE mantenuta, con scopi evidenti. Chiamiamoli affettuosamente “di controllo di stato”. (chiunque con una certa memoria storica poi è libero di vederci affinità con tristi pagine della storia del secolo appena trascorso…)
Invece io sono contento di vedere Indiani, Africani, Cinesi arrancare con me alla ricerca di un pò di refrigerio in queste terrificanti (credo anche per loro) giornate di afa mortale. E in mezzo qualche turista di passaggio che prova ad ammirare le bellezze del centro storico, e anon farsi sopraffare dalle avverse condizioni metereologiche.
In fondo non potendo da tempo permettermi vacanze in paesi lontani (sono ancora disoccupato e senza un soldo) sembra che siano i paesi stessi che mi mandano i loro rappresentanti per fare consocenza. Dice il saggio: se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto.
))
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Tag:Bologna, cambiamenti, cosmopolita, Immigrazione, spettro della bolognesità
Scritto Domenica 26 Luglio 2009 da Franco Turra
Abbiamo notato un nuovo ripopolamento dei viali (e non solo) cittadini in fascia seral/notturna (e non solo). La cosa non può che farci piacere da maschi latini quali siamo. Fà sempre piacere poter ammirare graziose fanciulle in abiti discinti. Ma la cosa che ci preoccupa è come reagirà l’opinione pubblica e di conseguenza la classe politica, sempre a caccia di voti “facili”….
Altri provvedimenti burla in arrivo? Si ritirerà fuori la proposta dei quartieri a luci rosse???
Io dico che basterebbe così poco… ma come in tante cose è l’interesse “del potere” a far sì che tutto resti così, nebuloso… senza apparente soluzione. E in Italia cosa c’è che non sia così, per dire, “non abilmente manipolato” a scopo di lucro?
Il mestiere è quello più antico del mondo e non l’abbiamo certo inventato noi Italici. E allora negli altri paesi che si fà? Lo si rende quando non del tutto legalizzato, almeno più dignitoso. Sia per le lavoratrici (e lavoratori) del sesso, sia la loro clientela. Che inutile illudersi, c’è sempre stata, c’è e sempre ci sarà. Quindi che senso ha continuare a scandalizzarsi?
Serve solo a far sì che ben poco raccomandabili politicanti si scannino alla ricerca di improbabili soluzioni che soddisfino la maggioranza dei “benpensanti” (anche se sarebbe meglio dire la maggioranza dei perbenisti…) che poi regalerebbero i voti necessari alle successive elezioni, per rimanere in carica e esercitare ancora i loro biechi interessi.
Dite che sono troppo apocalittico? Siiiiiiiiiiiiiiii adoro l’apocalisse! Dite che sono troppo cinico? Forse neanche tanto, visto che ho il massimo rispetto per “la professione” pur non avendo mai beneficiato del “servizio”. Ma da che mondo è mondo sempre di lavoro si tratta, e neanche sempre molto piacevole, visto che la clientela non si sceglie…
Insomma, la parola come sempre è una sola: dignità e rispetto. Ah, sono due? ;-D
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Tag:Bologna, lucciole, Politica, prostitute, prostituzione
Scritto Sabato 11 Luglio 2009 da Franco Turra
…che mi porta qui…
Parto dalla bella canzone di GIorgia per introdurre un articoletto vagamento politico che riguarda l’annoso “problema del degrado del centro storico di Bologna”.
E’ strano che all’indomani dell’elezione di un altro esponente della “sinistra” a sindaco di Bologna (la città più amata dagli Italiani n.d.r.) non si senta più parlare del degrado nel centro storico.
Quello che era stato il refrain + gettonato della lunghissima campagna elettorale della “destra” per scalzare la sinistra dalla “roccaforte rossa” per eccellenza ora si è zittito. Come se dovesse prendere fiato. Rifiatare. E’ così infatti. Sarebbe inutile, visto che il nuovo sindaco si sta insediando in queste ore nella nuova poltrona, tirare fuori tutto il solito arsenale di accanimento mediatico. Ma vedrete, il “degrado” tornerà alla ribaltà nei tempi previsti dalle leggi elettorali…. Appena si potrà fare un primo bilancio delle prime iniziative e dell’inizio dei programmi della nuova giunta, la magia del degrado tornerà a occupare le prime pagine dei giornali. Le ronde (di memoria fascista) torneranno a essere richieste a gran voce dalla cittadinanza indignata. Fior fiore di articoloni con tanto di fotografie ritoccate con photoshop torneranno a campeggiare sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali. Bologna non è + sicura! Non è + l’isola felice che era una volta. Via i comunisti da Bologna!!! Non darò mai mia figlia in sposa a un bolscevico!!!
E’ innegabile. Bologna è la chiave per il controllo totale del potere politico Italiano. E’ un pò considerata da tutti come il Forte Alamo della situazione politica italiana. Quando crollerà sotto i colpi come un pugile suonato (e i tempi sono maturi per motivi che potrei elencare ma finirei per intasare il blog) allora sarà il segnale del punto del non ritorno. L’Italia sarà definitivamente in pugno a un unico fronte. Sarà un bene? Sarà un male? Non so, o meglio, non voglio dire.
Sappiate solo che io abito in pieno centro storico dal 2001 e il solo degrado diverso che vedo rispetto ad altre zone della città è quello dei rifiuti per terra. Ma la cosa che mi fà più specie è che ci si meravigli!!! La maggior parte dei locali e ritrovi per i giovani sono in centro storico. Bologna è da sempre popolata di studenti fuori sede che spesso non hanno grandi possibilità economiche, quindi essendo l’università lì spesso finiscono per trascorrerci anche la serata, magari anche perchè hanno in affitto un appartamento in zona, oppure perchè una volta arrivati in centro, con le assurde limitazioni al traffico (e anche su questo è meglio che mi morda la lingua) che ci sono, tanto vale rimanere in zona piuttosto che doversi fare di nuovo il tragitto fino a casa, prendere la macchina e poi dovere impazzire per trovare un varco o un parcheggio per arrivare nei luoghi di aggregazione. Insomma, mi dico io, sarebbe tanto difficile creare posti di aggregazione DIVERSIFICATI, un pò in ogni zona della città? Il degrado “croce e delizia” dell’opposizione non tornerebbe a essere un banale e assai più circoscrivibile problema?
La realtà è che siamo diventati tutti troppo intolleranti. Siamo stati tutti giovani almeno una volta e dovremmo ricordarcelo. Certo è che se aspettiamo che se lo ricordi la classe politica attuale allora stiamo freschi…
(tornerò sull’argomento, ma per ora buon fine settimana!)
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Tag:Bologna, degrado, estrema destra bologna, problematiche giovanili, sinistra
Scritto Giovedì 2 Luglio 2009 da Franco Turra

Ve ne avevo già parlato credo, ma ecco l’atteso reportage di quello che si può quasi considerare il primo evento organizzato dalla neonata associazione culturale denominata “Bo-Ground”.
3 giorni di pace amore e musica per l’edizione 2009 della storica manifestazione “woodstockesca” musicale Bolognese, Scandellara Rock Festival appunto.
Un piccolo cenno per chi non lo conoscesse, ma “Scandellara” è da quasi 20 anni il punto di riferimento per tutto l’underground musicale Bolognese e non solo. Una rassegna estiva piena di bella musica e artisti interessanti a ingresso rigorosamente gratuito. Certo, fino a qualche anno fa durava 3 mesi, tutta l’estate in pratica, ed era veramente un appuntamento immancabile per chiunque si interessasse di (buona) musica dal vivo.
Poi, purtroppo si è assistito a un graduale declino, principalmente dovuto alla mancanza di sovvenzioni da parte della giunta comunale, sempre più insensibile alle “vere” e “creative” tematiche giovanili o anche solo artistiche.
ma bando alle tristezze di ciò che è stato e non è più. Quest’anno 3 giorni intensissimi di concerti rigorosamente gratuiti (le band che hanno suonato hanno tutte offerto i loro servigi rigorosamente gratis…) più dibattiti, mostre mercato e esposizione di materiale storico sull’underground bolognese dagli anni 60 a oggi.
Voi direte, cosa c’entra ciò con Scandellara? C’entra eccome, perchè la neonata associazione Bo Ground ha come suo unico obiettivo la salvaguardia del patrimonio musicale Bolognese underground e con questo evento diciamo che ha fatto il suo primo “outing” 
Durante la seconda giornata del festival infatti (27/06/09) sono salite sul palco (dopo un interessantissimo dibattito di cui parleremo dopo) bands bolognesi storiche riformatesi per l’occasione.
Lino e i Mistoterital, i Kabala, i Magilla e dulcis in fundo i mai dimenticati Bohèmien Flambé hanno dato vita non solo a un mero revival, ma un iniezione di adrenalina mista a commozione che non ha certo lasciato indifferente il numeroso pubblico accorso.
Anzi, c’è da sperare che queste band continuino la loro strada, perchè hanno dimostrato di essere ancora attualissime!
Ma tornando al dibattito che aveva preceduto i concerti, è stato bello vedere la volontà un pò di tutti di unirsi per riportare l’attenzione nazionale su quella che una volta era considerata la città della musica (nei favolosi anni 80 n.d.r.) ma la cui scena musicale (causa politiche suicide delle aberranti giunte comunali che si sono alternate al potere nella nostra amata cittadina) è da tempo sprofondata nel vuoto sconfortante.
Certo, ci sonoi perplessità, perchè l’impresa è immane e altre situazioni del genere in passato sono già fallite, ma forse il periodo è quello giusto adesso. La musica è una delle cose + importanti al mondo, lo sanno tutti. E non sono le baracconate da X-faktor o Buddha bar che possono soddisfare quel grande desiderio di buona musica (ARTE!!!!!!!!!!!!!!!) di cui si sente sempre più bisogno.
Diceva John Lennon: “It’s time for a revolution”. Ecco, questo è veramente il momento di cambiare. Rivogliamo gli artisti. Di pagliacci abbiamo fatto il pieno. Vogliamo belle canzoni, belal musica e chissà che l’avere aspettato il crollo del mercato discografico non sia il segnale che i tempi sono maturi per questa benedetta rivoluzione.
E Bologna, con la sua grande tradizione culturale deve essere in prima linea. Qui i talenti non sono mai mancati. A presto con altre news dal pianeta “Bo Ground”
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Scritto Mercoledì 1 Luglio 2009 da Franco Turra
Si sapeva da tempo che Michael Jackson, il famosissimo Michale Jackson era malato. Ma fino all’ultimo ho sperato ce la facesse. Ancora non mi sono abituato al fatto che non c’è più. E vi spiego perché.
Non sono mai stato un grande fan di MJ, ma essendo cresciuto (e formatomi musicalmente in quegli anni) ho sempre avuto una grande ammirazione per le sue canzoni e per quello che creava. Riconoscevo le sue grandi doti di performer anche, quelle che gli avevano spalancato le porte del grande amore da parte di infinite schiere di fans e l’inevitabile contraltare dell’odio/astio di tante altre persone, spesso solo invidiose del suo successo planetario. Ed è questo che mi infastidisce adesso. Perchè oltre al pianto (quasi sempre vero) dei fans ora mi tocca sentire anche gli sfoghi di quelle persone che l’hanno sempre criticato per la sua vita sempre troppo chiaccherata. Però adesso è troppo. Mancare di rispetto a MJ è stato negli ultimi anni lo sport + praticato al mondo. Facile, satisfaction guaranteed. Sfogarsi contro una persona che dalla vita pareva avere avuto tutto era il massimo per certi caproni perennemente insoddisfatti della loro vita di m… o semplicemente non im grado di apprezzarne invece i lati positivi. E a pochi giorni dalla morte è veramente disgustoso che queste persone ancora insozzino la memoria di una persona che (non dimentichiamolo mai) ci ha regalato canzoni memorabili (e tante) a scapito spesso della sua vita privata.
Michael Jackson era una persona normale, come tutti noi, la cui vita però era stata sconvolta (piacevolmente direte voi) dal mondo dello spettacolo. Sin dalla più tenera età privato del normale sviluppo come tutti i suoi coetanei per salire sui palchi di mezzo mondo ad esibirsi coi fratelli Jackson five. (e già questa cosa tenetevela bene a mente, perchè è importante per seguire gli eventi successivi)
Il padre infatti aveva creato una piccola industria familiare sui suoi figli, costringendoli a estenunanti prove di danza e canto, con l’unico scopo di diventare presto delle stars internazionali. Michael poi era il più piccolo dei fratelli. Immaginatevi voi nella stessa situazione… Certo, non me la sento di condannare questo papà sfruttatore del lavoro minorile, perchè senza tutto ciò non avremmo probabilmente la musica di Michael e dei Jackson 5 a farci compagnia oggi, però è indubbio che il crescere così velocemente, saltando fanciullezza, adolescenza e tutto il resto creerebbe scompensi a chiunque.
E allora mi chiedo, che c’è di male a cercare coi soldi “onestamente” guadagnati con le sue opere di ingegno (la sua musica, i video, gli spettacoli, una carriera favolosa) di comprarsi le cose che gli sono mancate in questa sua vita sempre in bilico? E non pensate subito alle ignomignose accuse (peraltro poi spesso rivelatisi assurde) di pedofilia perchè non sono arrivato ancora a quello. In tutti noi c’è una sorta di eterno bambino, di Peter Pan che si rifiuta di crescere. In Michael il Peter Pan interiore non era mai POTUTO crescere e quindi il parco giochi a casa sua, il circondarsi di bambini e adolescenti poteva essere interpretato male solo da persone aride e maliziose, quelle che conoscono solo il lato materiale della vita, solo il lato doloroso o insoddisfacente della vita. Persone che hanno smesso di sognare da troppo, tanto tempo o che forse non l’hanno mai fatto. Persone ormai definitivamente manipolate da un informazione pilotata e sensazionalista, dove solo le notizie brutte fanno audience e le smentite sono giusto degne di un trafiletto in penultima pagina.
Con tutto ciò non voglio certo dire che MJ era un santo. Era anche poco furbo, consentendo a genitori palesemente malintenzionate ed avide di sfruttare questi suoi atteggiamenti deboli a loro vantaggio e approfittando dei loro figli per poter poi infangare la fama dell’artista prima e ricattarlo dopo con tutte le cause per guadagnare soldi facili facili.
Vi chiederete, ma da dove prendi tutta questa certezza che Michael era veramente così?
E’ semplice. Ho ascoltato tutta la sua musica (perlomeno quella che gli è stato permesso di fare, cioè fino a quando queste accuse infamanti gli hanno tolto la voglia di creare belle canzoni, che rticordiamolo sempre è una cosa di pochi che andrebbero gelosamente salvaguardati come i panda) e chiunque l’abbia ascoltata esattamente come me può facilmnte capire che una persona che scrive quelle canzoni non cerca certo il sesso, tantomeno coi bambini, che per lui (come per chi scrive) sono ancora l’unica parte sana di un mondo sempre più arido e desolante. Voleva essere quel bambino che non era potuto essere. Non voleva la compagnia degli adulti, perchè li sentiva lontani e a volte solo invidiosi del suo successo o comunque unicamente interessati ai suoi soldi. Era fondamentalmente una persona sola. di grande talento, forse non particolarmente intelligente, ma di una sensibilità unica.
E ora rabbrividisco al pensiero del ricordo che si porterà di noi altri umani lassù in paradiso. (perchè è la di sicuro che sta andando) A differenza di tutti quegli sciacalli che gli hanno rovinato la vita negli ultimi anni. E poco importa delle sue debolezze (tipo quella che probabilmente gli è costata la vita) cioè di cambiarsi la pelle da nera a bianca. Se le poteva permettere coi soldi che onestamente aveva guadagnato. In quanti potrebbero dire la stessa cosa? (e sto parlando di altri ricconi con meno meriti acquisiti con certezza…) C’è chi spende in prostitute, chi in ville, chi in interventi estetici. Tutti noi abbiamo delle paranoie e tutti noi compatibilmente alle nostre possibilità cerchiamo di risolverle prima che sia troppo tardi. E questo fa di noi delle persone da odiare? Spero proprio di no. Siamo solo umani (come diceva una famosa canzone). Ma lui di più, perchè ora, grazie alla sua musica è immortale. Con buona pace di quegli schifosi che hanno ancora il coraggio di parlar male di uno dei più grandi compositori e performers musicali degli ultimi 50 anni. Riposa in pace Michael. Sia quaggiù che lassù qualcuno, anzi quasi tutti, ti amano.
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Tag:Jackson 5, Michael Jackson, musica internazionale, Pop
Scritto Giovedì 5 Marzo 2009 da robu

C’è chi dice che acquistare la stampa quotidiana per tenersi informati non ha senso, è un dispendio inutile di denaro e contribuisce ad alimentare il circuito dell’informazione politicizzata. Per carità, tutto vero. Ma vale la pena a volte leggere le impressioni di alcuni giornalisti che vivono gomito a gomito con la cosa pubblica perché nessuno meglio di loro può rappresentare l’aria che si respira. Come in questo articolo veramente spassoso di Francesco Merlo dedicato all’introduzione del voto con le impronte digitali in Parlamento. L’articolo di Merlo inizia così ” Non sono animali perchè li marchiano, ma li marchiano perchè sono animali. Naturalmente parliamo di animali in senso aristotelico: zoon politicon” …” I deputati della Repubblica Italiana sono nominati dal leader di partito e non scelti dal popolo, sono dunque espressione del capobranco che, ovviamente, non sopporta più una mandria euforica, disinibita ed incontrollabile; non sopporta più i famosi pianisti”. I pianisti, come tutti sanno, sono quei parlamentari che votano anche per il collega assente semplicemente distendendo il braccino verso il pulsante della postazione contigua assumendo così la tipica posizione del compositore. Tale pratica permette ai disertori di incassare i 220 euro di bonus con cui viene remunerata ciascuna votazione. Nell’articolo si prosegue immaginando come sarebbe stato il voto digitale ai tempi di De Gasperi e Togliatti o in tempi più recenti quando ” i partiti già degenerati mostravano ancora una miscela vincente di acrobati del pensiero o di nani e ballerine, o di partiti delle tessere, o di asceti bolscevichi”…”Oggi il pianista cerca solo di aumentare il tempo della sua ora d’aria dentro una vita che certo è ben pagata ma è comunque sfigatissima. Il pianista è uno di quei coatti che i capipartito hanno ficcato in un Parlamento diviso in recinti ordinati” In un Parlamento così composto il voto digitale ” E’ una garanzia. Se non ci fosse questo odore di polizia e questa puzza di delinquenza. E se i modelli di riferimento non fossero i parlamenti di Messico, Brasile e Albania” concludendo ” E’ una contabilità penosa per un Parlamento che ha già tentato di non pagare il conto al ristorante e che dovrebbe essere abituato a ben altre conte e a ben altri conti“… Il nuovo sistema di controllo sull’autenticità del voto entrerà in funzione Martedì prossimo, è costato allo Stato 450.000 euro e ad oggi mancano all’appello 109 parlamentari che non hanno ancora fatto rilevare le proprie personali minuzie (impronte) mentre 19 parlamentari si dichiarano obiettori.
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Tag:parlamento, pianisti, voto digitale
Scritto Martedì 3 Marzo 2009 da robu

Non c’è che dire, il progetto per l’alta velocità sulla tratta Bologna-Firenze o è nato sotto una cattiva stella o è finito nelle mani di uno stuolo di gente inetta. Dopo il caso clamoroso della galleria in progressiva demolizione e ricostruzione in Mugello arrivano le prime condanne per danni ambientali. Dopo cinque anni di istruttoria, il giudice di Firenze Alessandro Nencini ha condannato dai tre mesi ai 5 anni di reclusione e ad un risarcimento di oltre 150 milioni di euro 27 persone, tra cui l’amministratore delegato di Impregilo ed i vertici del Consorzio Cavet, società che ha avuto in appalto i lavori per la Tav. Reato contestato: smaltimento illecito di rifiuti durante i lavori sulla tratta dell’alta velocità Bologna-Firenze. Gli imputati sono stati invece prosciolti dalle accuse di furto d’acqua, per cui è stato sollevato il dubbio di incostituzionalità e danneggiamento di falde acquifere e pozzi privati, non esistendo secondo il giudice il reato di “danneggiamento colposo”. WWf e Legambiente si dicono solo in parte soddisfatti della sentenza che, seppure importante, ha lasciato decadere le accuse più gravi. La procura, infatti, oltre ad aver richiesto le pene più alte per i dirigenti Cavet ( 10 anni) aveva stimato un danno ambientale intorno ai 750 milioni di euro per il disseccameno di 81 corsi d’acqua , 37 sorgenti, una trentina di pozzi e cinque acquedotti. Nella sentenza, inoltre, non è stato contemplato alcun indennizzo per la popolazione colpita dal disastro ambientale. I 150 milioni di risarcimento sono infatti stati ripartiti tra Ministero dell’Ambiente, Regione Toscana e Provincia di Firenze, cioè tra quegli stessi soggetti accusati di non aver compiuto i debiti controlli sul piano complessivo dei lavori. Quando si dice oltre il danno la beffa.
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Tag:danni ambientali, Tav, tav bologna-firenze
Scritto Lunedì 2 Marzo 2009 da robu

Di ronde a Bologna si sente parlare, tra entusiasmi e bocciature varie, da circa tre anni. La prima ronda cittadina fu minacciata e organizzata nel dicembre 2006 dai padri naturali di tutte le ronde e di tutte le rogne: i leghisti. Negli anni successivi fu tutto un fiorire di iniziative ed ogni partito volle la sua specialissima ronda. An mise insieme i City Angels: quattro donne e sei uomini che al calar delle tenebre si lanciavano nel presidio della montagnola. Ma in montagnola la sera non c’è ombra di connazionali in pericolo e l’unico intervento ipotizzabile sarebbe separare due magrebini che si accoltellano; il che sarebbe una contraddizione enorme per An. Il Pd, invece, mise su nell’aprile scorso il Gruppo Primavera: 21 pensionati tra i 55 ed i 65 anni sinceramente convinti di poter rendere, passeggiando con le braccia incrociate dietro la schiena, il loro quartiere più sicuro. Ad un certo punto saltarono fuori anche le ronde multiculturali, formate cioè da cittadini extracomunitari con una visione della cosa probabilmente speculare a quella di An e Lega. Insomma le squadre sono andate così formandosi ed allenandosi nel corso degli ultimi anni ed ora dovrebbero essere pronte per lo scontro. Le prime dimostrazioni di forza si sono avute il 23 febbraio scorso con la ronda di Forza Nuova che ha colto l’occasione per lanciare, a proposito di stupri, uno dei suoi slogan più infelici “E se succedesse a tua figlia?” il tutto mentre i rossi, i ragazzi dei centri sociali li sorvegliavano a vista da una piazza adiacente. Insomma il solito gioco di ruoli tra fasci e comunisti che alla fine si faranno le ronde tra loro. Infine ricordiamo le Ronde del Sorriso di Don Nicolini, risposta non violenta alla voglia di menare le mani che serpeggia tra le le fila di certa cittadinanza attiva.
Intanto il ministro Maroni ci rassicura sul fatto che non ci sarà nessuna ronda-fai-da-te e che anzi provvederà quanto prima a stabilire “regole ferree” per evitare che ciò accada. Ma il decreto sicurezza non è stato già approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale? Infatti, le regole si stabiliscono a posteriori. Non lo sapevate? Che dire di Cofferati poi che sull’argomento ha espresso tutte le posizioni possibili ed immaginabili? “Si alle ronde antirapina”, “No alle ronde. Più polizia e carabinieri”, “Si alle ronde ma senza colore politico” fino all’ultima e perentoria dichiarazione ” No, istituire le ronde è profondamente sbagliato”. Certo, Coffa, dirlo prima che diventassero legge sarebbe stato meglio…
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Tag:ronde bologna
Scritto Venerdì 16 Gennaio 2009 da robu

Dopo aver lasciato gli alleati sulle corde per giorni, Berlusconi ha confermato il sostegno “leale e completo” del Pdl ad Alfredo Cazzola salvo manifestare, nelle ultime ore, nuove perplessità. Insomma la benedizione del premier tarda ad arrivare.
Ma non è stato Cazzola a dichiarare solo la settimana scorsa ” Non sono l’uomo di Berlusconi. Altrimenti avrei già perso” ? Oppure ” Sia chiaro. Il Pdl da solo non basta” o ancora ” Ho deciso. Mi candido senza chiedere il permesso a nessuno”?
Invece, nel giro di qualche giorno, la palla è passata interamente nelle mani di Berlusconi o almeno questa è stata l’impressione sfogliando i giornali. Come se l’ultima parola sull’intera avventura politica dell’imprenditore bolognese spettasse solo al grande capo. Ed ora nuovi ripensamenti apparentemente ingiustificati, dato che Cazzola è quanto di meglio il centro-destra possa sperare per vincere a Bologna. Che il premier se la sia presa per qualcosa?
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