Cronaca

Furto di preziosi alla gioielleria Must

01A distanza di poche settimane si è verificata un altra rapina nel capoluogo bolognese e questa volta alla gioielleria ’Must’ in corte Galluzzi.

I malviventi si sono introdotti dalle cantine dello stabile, con l’aiuto di una fiamma ossidrica, svuotando la cassaforte per un valore di circa € 300.000mila.

L’allarme ha, per fortuna, interrotto il loro ’lavoro’ costringendoli alla fuga.

Gli autori del furto hanno portato via anche nastri e registratori dell’impianto di videosorveglianza. Secondo i proprietari del negozio si tratta di professionisti.

Foto by  imageshack

Pedofilia on line: in manette un uomo di 58 anni

mediapanoramaSono stati trovati circa 90 mila immagini e un centinaio di video tutto a sfondo pedopornografico in seguito ad una perquisizione in una abitazione privata.

Si tratta di un uomo di 58 anni, arrestato dalla polizia postale. Nel suo appartamento sono stati trovati due personal computer e sei hard disk ad alta memoria pieni di foto di bambini anche di tenerissima età coinvolti in atti sessuali.

Su decisione del Pm Bruno Perla l’uomo è ora agli arresti domiciliari con il divieto di comunicare all’esterno. L’uomo ha confessato di aver scaricato le immagini solo per la qualità tecnica delle foto e non del contenuto.

Foto by Mediapanorama

11 Ottobre 2009: nasce BoGround

Bologna, la grassa, la paciosa, la guduriosa, coi suoi tempi, ma poi arriva…
Siamo qui infatti a gioire per l’ufficializzazione della nascita di quell’associazione musicale di cui vi avevamo già parlato a inizio estate. BOGROUND, da cui stralciamo il bando costituente che sarà anche probabilmente l’atto costituente nella riunione che si terrà Domenica prossima:

11 ottobre 2009
nasce l’associazione
per il rilancio del rock bolognese!
per promuovere il rock bolognese come patrimonio artistico, culturale e sociale…
per puntare l’attenzione sulla produzione musicale originale bolognese…
per valorizzare la scena musicale del passato…
per far emergere la scena musicale attuale…
per organizzare e promuovere festivals…
per confrontarsi in convegni di ricerca…
per favorire la formazione delle giovani bands…
per sostenere la crescita delle bands emergenti…
per coinvolgere tutti gli appassionati di rock bolognese…
per mettere in rete musicisti, bands, operatori e realtà del settore…
assemblea costituente
domenica 11 ottobre ore 17
BLOGOS via dei Mille 25 – Casalecchio
info: associazione@boground.it – 051/571148

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I 100 anni del glorioso Bologna F.C. 1909

Domani, Venerdì 2 Ottobre 2009 si iniziano ufficialmente le celebrazioni per il centenario della gloriosa società sportiva Bologna F.C. 1909.
Un avvenimento che fino a pochi anni fa mi avrebbe riempito il cuore di gioia, che avrebbe fatto brillare i miei occhietti di appassionato tifoso di calcio. Quei colori, rossoblu, che per motivi anagarafici non avevo fatto tempo a vedere fregiarsi dell’ultimo scudetto (se non erro nel 1964) ma che comunque sapevo avevano fatto tremare il mondo (come diceva il famoso motto “Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa” coniato negli anni d’oro) fino a una quarantina di anni fa anno più anno meno w mi avevano accompagnato per tutti gli anni trascorsi in quella curva, brulicante di affetto e passione vera.
Ma ora… lo confesso, sono uno di quelli a cui calciopoli ha spento definitvamente ogni velleità di innocenza nel vedere un mondo del calcio professionistico che intuivo fosse malato, ma mai e poi mai avrei pensato lo fosse così tanto. Marcio e puzzolente, questa è la verità. E a consolidare questa mia sensazione l’esito ad arte insabbiato di indagini macchietta, che prima preannunciano l’apocalisse, fino a spegnere il clamore e lasciare tutto o quasi come era prima. Gli stessi personaggi, sciacalli di uno sciacallaggio che poco ha da invidiare alla mafia o al gangsterismo anni 20, non mollano la torta, la grande torta, e anche se non si presentano alla festa in prima persona, sanno bene come gustarsi tutte le fette. E poi addirittura il massimo sciacallo che ora lavora per la mia squadra del cuore… No, questo è veramente troppo. Quando tutte le accuse erano tutte talmente state provate, tutte così insindacabili, tutte così infamanti… Che segnale può dare una giustizia INgiustizia così alle nuove generazioni? La giustizia sportiva mi si dirà è diversa da quella normale. E NO, dico io! E’ esattamente la stessa cosa ad alti livelli, perchè dove il VIL denaro entra a livelli così importanti subentra sempre la giustizia INgiustizia. E i giovani giovanissimi che rispetto possono avere di una giustizia che non punisce i criminali, e tantomeno i furbetti?
So che il cavaliere se la ghignerebbe a leggere questo mio piccolo sfogo, o al massimo direbbe che lo sto aiutando a portare voti al centro destra.
Tutto ciò mi fa schifo, mi dà la nausea. E poi c’è anche la crisi, che mi viene detto che non è una crisi, anzi è già stata superata.
Quello che io non riesco a superare è il senso di nausea che purtroppo avvolge anche le celebrazioni per la mia squadra del cuore. Scusatemi ragazzi, ma io non ho niente da festeggiare, anche se alla fine mi commuoverò nel sapere che tante icone SANE di uno sport che a certi livelli lo è ancora eccome, si riuniranno uin quel magico rettangolo verde che ci ha regalato tante belle emozioni. Non ci sarò domani, ma voglio lo stesso urlare il mio FORZA BOLOGNA, rivolto più che altro alla mia città, affinchè si svegli da un torpore mortale in cui da troppo tempo sembra avvolta, un pò come la terribile nebbia di “THE FOG” di John Carpenter. :-)

Bologna cool (part 2)

(segue)
Dicevamo… di questo bell’insertino del Carlino (scusate la rima da hip hopper), che scopriamo uscire in ogni città con un edizione speciale, perchè quello che abbiamo tra le mani è denominato “TRENDY Bologna”… Pensate putacaso che sia uno dei soliti inserti super sponsorizzati e super sponsorizzanti atti solo a farci il lavaggio del cervello e indurci al consumo di beni voluttuari? Ma nooooooooooo, pensate sempre male voi! Sarete mica comunisti? Il nostro bell’insertino modaioolo ci regala anche cultura a piene mani. Come dicevamo ci sono tutti i programmi dettagliati dei maggiori teatri cittadini, un dettagliato articolo sulla rockstar Nek che ci parla del suo impegno sociale e di quante copie abbia venduto in carriera, un servizio sulle bellezze della pianura dell’Idice e le mete per i viaggi più cool con un occhio alla borsa, e che non si dica che non ci tengono al vostro portafoglio faticosamente riempito!
E poi 4 pagine super colorate che ci informano dell’evento che più aspettavamo, vale a dire l’apertura in città di un ristorante specializzato nella cucina Inglese finalmente, da sempre la patria della buona cucina, che noi Bolognesi possiamo solo sognarci. Ed è bello scoprire che il piatto British più proletario di sempre, il celeberrimo “fish and chips” (pesce e patatine) viene gentilmente offerto a soli 15 €!! Ma cosa andate a pensare, sarà una porzione stile Gulliver, cioè gigantesca!
E che bello a pagina 84 leggere tutti i segreti della bellezza come fattore di trasformazione… Ora bramo dalla voglia di comprarmi un mesofiller, o meglio ancora un high potency peel con cui farmi la pelle di un bambino, e poi giù con le maschere antiossidanti o all’acido retinoico che stendono le rughe anche di Ramsete IV (antico faraone egiziano n.d.r.) in un turbinio di impianti di acido jaluronico per farci le labbra uguali ai canotti di Angelina Jolie e tutte le sue improbabili seguaci. Siiiiiiiiiiiiiiiii. Ora fisso un appuntamento con la dottoressa. Voglio sembrare il più cool possibile. Voglio che la prossima volta che rido per una barzelletta sui carabinieri o sul calciatore Totti mi si tiri talmente la pelle che mi fa ridere anche il cuul, quello di dietro però.
Ragazzi, non ho più parole da spendere. A dire il vero nè soldi e nè parole da spendere, e neanche lacrime da piangere, perchè se è questa l’evoluzione della razza umana sono ben contento di tirarmici fuori.
Ho sempre pensato a Bologna come un isola felice. Anche in momenti recenti, sono convinto che questa decadenza generale dell’intelligenza umana colpisca Bologna e i Bolognesi solo di striscio, e non come avviene negli altri posti. Ma quando leggo e vedo queste cose mi sale la mosca al naso, perchè non ci si può continuare a fare abbindolare così. Da sta gentaglia stupida e arrogante. Con l’unico pensiero a forma di moneta, ma con la stesso spessore di una banconota. Che sperpera la carta come se non ci fosse bisogno di abbattere migliaia di alberi per ottenerla. In nome di un coolness che è solo la rappresentazione del nulla cosmico, con cui ci vestiamo per non sentirci nudi di fronte a noi stessi. Alla nostra capacità di sentirci felici con quello che abbiamo, per quello che siamo, per coloro che amiamo.
Diceva un aria famosa: “Armiamoci e partiamo”. Ma in questa guerra che non si combatte, ma di cui si subiscono SOLO passivamente gli effetti, perchè i soldati non si fanno mai vedere potrà mai essere vinta? Ragazzuoli, se non fossi convinto di sì (nonostante tutto) non sarei qui a scrivervi questi deliranti articoletti su questo piccolo blog… No?
Forza umanoidi, io credo in voi.

Bologna cool (part 1)

Mi è capitato sottomano un nuovo inserto del Resto del Carlino, chiamato Trendy. Oddio, non so se è nuovo, io non ho mai comprato in vita mia il Resto del Carlino, solo che ne ho trovato una pila appoggiati sulla postazione bancomat dove vado di solito a prelevare quei pochi spiccioli che ancora mi restano sul conto e incuriosito ne ho preso una copia.
Innanzitutto devo dire che in epoca di crisi economica e (peggio ancora) di carenza delle risorse, in cui quindi bisognerebbe non sperperare le preziose risorse di questo pianeta già così in subbuglio, il formato maxi e super patinato di questo inserto mi sembra veramente uno schiaffo all’intelligenza.
Poi lo apro e noto che gli articoli sono persino scritti a caratteri belli grossi e lasciando degli ampissimi spazi bianchi, della serie “abbiamo poche cose da dire” ma fà più figo scriverle in largo e incorniciate da begli spaziettoni di carta bianca fresca di disboscamento selvaggio, che tanto chi se ne frega del buco dell’ozono… E poi pagano gli sponsors…
E sì, gli sponsors. Perchè diciamocelo chiaro, questo è l’ennesimo inserto fatto per gli sponsors, perchè è solo una propaganda consumistica di quel fenomeno idiota che fa di tutti noi ” i cretini da spennare” in nome del “COOLNESS”.
Qualcuno tra i più ingenui di voi mi chiederà: “Ma cos’è questo COOLNESS?” (pronunciato Culness)
L’apparire fighi, il sembrare diversi da quello che si è. Più attraenti (qualche cretino pensa), più alla moda (la famosa moda del cazzo, scusate il francesismo), in poche parole “più cool” (sempre pronunciato Cuul)
Ma possibile che anche nella nostra DOTTA Bologna nessuno si accorga che “E’ SOLO UNA GRANDISSIMA PRESA PER IL COOL”?????????????????
D’accordo il capitalismo, il consumismo, che ci riempie da tempo immemore la bocca, gli occhi e anche il buco che ci rende tutti più cuul, ma adesso che siamo in braghe di tela, grazie a questa crisi che non è più crisi (come dice il saggio e sacente nostro premier) ma intanto siamo tutti alla canna del gas (chi più o chi meno, vero cavailiere?) ha ancora senso fingere che siamo ancora benestanti, più fighi che mai, e i più COOL che ci sono?
Che caxxo me ne frega di andare nei locali “inserzionisti” consigliati da questo insulso inserto, dove tra un sushi e un aperitivino mi posso godere l’ennesimo squallido dj set di qualche sfigato. Che caxxo me ne frega di sapere qual’è il look più seducente giovane ed elegante che usa anche una ex concorrente del grande fratello. Che caxxo mi può importare dell’anniversario di un azienda bolognese che si vanta di massacrare dei poveri animalini indifesi da 50 anni in nome del pelo con cui coprire il corpazzo squallido di megere soldo-dotate? (E il fatto che ci mettano pure la faccia nell’articolo fa pure rabbrividire, davvero…) E mi rende una persona migliore sapere quali sono i trattamenti di bellezza più cool e le automobili più fashion? E ancora questi enormi spazi bianchi a incorniciare i mini articoli sponsorizzati dai “brand” (si usa definirli così i marchi, se sei cool…)
E poi in mezzo, come a giustificare tanta vacuità, ti sbattono dentro i programmi giganteschi dei teatri più cool della città, perchè, ahò ragazzi, qui si sta facendo arte, mica pubblicità…
E mò mi scappa un bel… MA VAFFANCOOL!!!! (segue)

Berlusconi ha ragione…

… perchè se non basta possedere il 75% dei media e controllare il restante 20% per poter fare il bello e cattivo tempo in un paese dove sei riuscito con grande impegno, fatica e sforzi economici ad andare al potere politico per cambiare leggi e poter permetterti di fare tutto e il contrario di tutto, rendendo finalmente l’Italia una “repubblica personale”, allora è veramente uno scandalo.
Un ignominia.
Un atto ignobile e insopportabile.
Come si permette questo 5% di provare a smentire il 95% che ogni giorno si sforza a manipolare e/o nascondere le informazioni? Come può questo 5% tentare di falsare le già “ad arte” falsate informazioni e passarla liscia? Come si può pretendere che un povero premier “auto elettosi a re del mondo” (perchè clonatosi in tanti piccoli esserini del tutto simili a sè stesso e votanti…) possa governare tranquillamente questo repubblica videocratica? Ahhhhh (sospiro) POVERA ITALIA! :-D

Viuuuuulenzaaaaaaaa!!!!

Viuuuulentemente mia, locandina
Prendo a prestito un famoso film dell’Abatantuono nazionale, per parlare di un tema mai come oggi d’attualità: la violenza.
Gratuita.
Mai come oggi sento notizie di violenze efferate che si consumano con inquietante ritmo, come se la vita umana non avesse più alcun valore. Ma torniamo indietro un passo. Cosa genera la violenza? L’insoddisfazione, la frustrazione, la disperazione. E queste tre cose sono sempre più diffuse grazie al sistema capitalistico che ha raggiunto veramente l’apice del suo personale successo.
Adesso non datemi del Bolscevico, perchè anch’io come voi sono parzialmente vittima di questo sistema e comunque ne apprezzo certi suoi lati.
Quello che non apprezzo è il totale non rispetto dell’essere umano, che invece tratta come merce, come veicolo della propria speculazione. Ma forse siamo andati troppo indietro nel flashback e rischiamo di andare un pelo fuori tema. L’essere umano oggi è posto in una condizione di quasi totale impotenza. Se riesce a stare al passo coi tempi ed essere consumatore e oggetto principale del sistema consumistico, ok. Può ancora far parte del gioco. Ma la maggior parte di noi arranca, e a volte arriva persino a chiedersi: “qui prodest?” (ovviamente non tutti se lo chiedono in lingua latina… LOL)
“A CHI GIOVA?” “A CHE SERVE?” E una volta che ti sei fatta questa domanda sei nei guai. Ti rendi conto di quanto sia insigificante il tuo mondo. Di quanto siano insulsi i tuoi “cosiddetti” valori morali che qualcuno o qualcosa ti ha inculcato a forza. Di quanto poco hai veramente. Di quanto poco valga la tua esistenza. Di quanto tu sia stato da sempre preso in giro da coloro che ti dovrebbero rappresentare (i politici) e di quanti invece dicono di fare (anche) il tuo interesse (gli imprenditori e gli uomini “di potere” in genere).
E così reagisci. Ma in maniera ultra scomposta, come è uso fare l’animale disperato quando si sente braccato da uomini col fucile, insomma in situazione di manifesta inferiorità.
E così ruggisci di rabbia, e siccome nessuno ti sente o nessuno sembra preoccuparsene ti armi di fucile (di tutta la tua rabbia) e poi fai un pò come Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia” e arrivi a credere di farti giustizia da solo. Ma non è vero. Perchè i responsabili del tuo disagio, della tua disperazione, sono bene al riparo, perchè avvolti in quel manto di nebbia che si chiama ignoranza. Che è anche la miglior guardia del corpo che possa esistere. Chi fa i suoi giochi subdoli per il vile denaro sa come passarla liscia e striscia nell’ombra. Così pure i politici corrotti e vigliacchi che hanno messo in ginocchio il paese. Provaci a raggiungerli se sei capace…
Ma la rabbia aumenta… Ed è una rabbia cieca. E vigliacca come vigliacchi sono coloro che l’hanno generata. (e non mi riferisco a chi la prova ovviamente)
E così su chi è più facile prendersela? Sui più deboli. Su chi non può reagire. Su chi non se l’aspetta. Sui diversi. E torno su un argomento che avevo già trattato ahimè, e che speravo di non dover più trattare. In un mondo sempre più globalizzato fa sempre più paura la diversità. ASSURDO.
Il capitalismo può temere la diversità, perchè è da lì che nascono le idee, gli spiriti insurrezzionalisti, le reazioni e le rivoluzioni, ma l’essere umano, che ha in mano questa potentissima arma che fà? Non la usa, anzi, ci si suicida!
Certo, è l’effetto della globalizzazione, della mercificazione, di quella maledettissima pubblicità più o meno indotta che si intrufola nelle nostre case e nelle nostre vite in 1000 modi e 24 ore al giorno e anche se a volte inconsapevolmente ne siamo vittime.
Però adesso basta. Perchè prendersela con i gay o con gli extracomunitari non farà mai di noi persone migliori o più soddisfatte del nostro “niente” in confezione “extra lusso”.
E sopratutto considerare un nemico una persona solo perchè quando decide di fare sesso lo fa in maniera leggermente diverso dalla media o perchè ha il colore della pelle diverso dal nostro e parla un linguaggio spesso incomprensibile, è l’autogoal più imbarazzante che l’essere umano può fare in questo preciso momento. C’è bisogno di ordine, comunione di intenzioni, coerenza, solidarietà. Solo così si può sconfiggere lo spettro della crisi economica. A cui non dimentichiamocelo mai, ci hanno portato i nostri amati rappresentanti politici e gli speculatori che se la spassano nelle loro molte ville di lusso sparse nelle più esotiche località turistiche del mondo. E che se anche qualcosa possono fare, lo faranno sempre per rimettere il più persone possibili in condizioni di consumare, di spendere, vale a dire di riempire ancora un volta le casse loro (che hanno le mani in pasta ovunque si sa) e dei potenti imprenditori di alta fascia. I famosi squali, che contrariamente alla creatura pinnata che abita alcuni oceani, sono molto più pericolosi e sfuggenti.
Per chiudere un aneddoto: quando ero più piccolino, mi ricordo chiesi non so a chi, chi erano le persone omosessuali, e quale fosse la loro prerogativa. Mi venne risposto in maniera più o meno colorita che erano persone che amavano una particolare prestazione sessuale e preferivano avvalersi di persone dello stesso sesso. A quel punto rimasi un pò interdetto (anche perchè all’epoca non avevo ancora ben chiaro di come funzionasse o a cosa servisse il sesso; e anche adesso ho molti dubbi LOL) e chiesi candidamente: ma che c’è di male? Fanno del male a qualcuno? Mi piacque però la risposta, che arrivò dopo una sonora risata che ne precedette un altra. “No!” (mi fu risposto) “Anzi, benedicili, perchè grazie a loro ci saranno più donne disponibili per te!!!”
Ecco, questa cosa non si è mai avverata purtroppo, però mi fa ancora ridere. Quindi quei vigliacchi che sfogano la propria insoddisfazione contro gli omosessuali (e il riferimento palese è agli atti vandalici “ROMANI” di questi giorni), lesbiche, trans e persone che SEMPLICEMENTE vivono in maniera personale la loro sessualità (che è solo un piccolo aspetto della loro vita fra l’altro) la prossima volta che vogliono sfogarsi scelgano meglio i loro obiettivi, e offrano loro invece una cena o accendano loro un cero, perchè grazie a queste persone il loro “bacino di utenza” (se ne hanno ancora uno) sarà sicuramente ampliato! Perchè non ne gioite, scemi che non siete altro?
:-D

La festa dell’Unità…

Resiste a tutto. Agli acquazzoni. Al partito che non c’è più. All’unità che non è mai stata così disunita. Alle attrazioni sempre meno attraenti. Ai cittadini sempre più teledipendenti. Agli extracomunitari sempre più delinquenti. Ma la cara vecchia abitudine del rientro dal mare, a sfilare davanti a stand e bancarelle con quel filo di tintarella a cui ancora ci aggrappiamo per fare vedere che la nostra belal vacanza ce la siamo fatta in barba alla crisi, non ce la può togliere nessuno. Quindi tutti alla Festa dell’Unité, fraternitè, egalité. :-D

P.S.: ovviamente prendo le distanze dalle citazioni “voci di popolo” che ho elencato a inizio articolo. Anzi no, solo da quella degli extracomunitari, che come ho già avuto modo di scrivere, per me sono super benvenuti. (non i delinquenti ovvio, ma di quelli ne abbiamo talmente tanti anche noi…) LOL

Il carrozzone

E’ ripartito oggi il carrozzone del campionato di calcio. Anzi ieri, così come vuole il grande sponsor e guru del business televisivo, Mr.Sky.
E il “nostro” Bologna pareggia al Dall’Ara contro i rivali storici della Fiorentina.
Ma la domanda è, quanto a noi Bolognesi frega di tutto ciò, realmente???
Dopo quello che è stato palesemente dimostrato (e ad arte insabbiato) e cioè dello schifo e dell’irregolarità di quello che una volta era stato definito lo sport più bello del mondo, QUANTO è solo abitudine?
Mi spiego. Anch’io ho seguito per tanti anni il glorioso Bologna e fino a pochi anni fa. Feci l’abbonamento all’indomani di una grossa delusione amorosa e anche il rito domenicale dello stadio con amici (e l’appassionatissimo zio) contribuì un pò a rasserenarmi. Perchè anche il tifo (se sportivo e leale) è una cosa sana e condivisibile. Come tutto lo sport in genere insomma. Finchè non arrivano in massa i soldi, i grandi interessi economici. Ecco allora che lo sport, il tifo, la passione per i propri colori, diventa solo un corollario del business. Anzi, la linfa del business, quella da cui trae il massimo guadagno.
Ancora tante persone, anche che conosco, non riescono a smettere di seguire il calcio di Serie A, pur sapendo come vanno le cose. Di quanto sia tutto pilotato e comunque poco sportivo. L’abitudine. Gran brutta cosa. Una parola che mi fa tristezza quasi come la parola tolleranza.
E mi piace ricordare un grande personaggio di un mondo sportivo che fu e che ci ha lasciato da poco. Il grande Giacomino Bulgarelli. Lui faceva parte forse dell’ultima fase di un mondo sportivo in cui ancora la lealtà la faceva da padrone nel momento in cui le cose si apprestavano a cambiare.
E fino all’ultimo sono convinto che si sia sforzato di vedere ancora il calcio con gli occhi di sempre. E sono convinto che forse ci riusciva anche. Ma solo perchè era un puro. Un abitudinario puro come il sole. E lassù torna a giocare come il Bologna di Bernardini (quello dell’ultimo scudetto n.d.r.) e cioè come in Paradiso. Io però ho l’abitudine di non abituarmi a ciò che non lo merita, e quindi preferisco pagare 5€ all’ora e andare a tirare calci a un pallone su un campetto di calcetto.
Viva lo sport. Quello vero. :-) Il calcio è un grande rito, che devi rispetar