Abitare
Scritto Giovedì 3 Dicembre 2009 da Nano Publishing
Stamattina è stato presentato un’interessante progetto che coinvolgerà un edificio situato in via del Porto 15 e che il Comune di Bologna ristrutturerà nell’ottica del Co-housing.
In sostanza dall’edificio saranno ricavati 14 miniappartamenti destinati a persone dai 24 ai 40 anni che, per poter entrare nella struttura, dovranno dimostrare di aver dato vita a dei gruppi di convivenza. Co-housing, appunto.
Dunque i conviventi divideranno i soggiorni con cucina, le lavanderie, le aree stiro e gli spazi per i bambini e per il tempo libero.
Ogni unità abitativa sarà grande circa 45 metri quadrati, per un totale di 941 metri quadrati disposti su 4 piani
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Tag:alloggi, co-housing, iniziative giovani, sostegno ai giovani
Scritto Giovedì 22 Ottobre 2009 da Franco Turra
No, tranquilli, non è un dileggiare la nostra amata città, ma oggi voglio prendere in esame il consumo energetico. Si parla tanto infatti dell’uso sconsiderato che si fà delle risorse energetiche ma mai abbastanza dei suggerimenti per combatterlo. Pochi giorni fa mi è capitata sott’occhio la bolletta dell’energia elettrica di mia mamma. UNA ROBA RACCAPRICCIANTE!!!
E subito mi sono messo in testa di correre ai ripari, così mi sto informando a più non posso, perchè mi vengono i brividi a pensare di quante situazioni del genere ci possono essere. Infatti mia mamma come tante persone anziane difficilmente riesce a divincolarsi fra tutte queste cose economico/burocratiche che però ogni fine mese ti succhiano il sangue come un vampiro. Tralascio tutto il resto (gas, telefonia, ecc. ecc.) e mi concentro solo sull’energia elettrica. Un vero labirinto inestricabile per la maggior parte di noi. In quanti sanno quali sono le cause del maggior consumo di energia elettrica? Tutti pensano, bah, le lampadine sono cose piccole,m consumeranno poco… stessa cosa per il phon con cui mi asciugo i capelli e la piastra arricciacapelli e così via… Ma pensiamo a quanto stanno accese le lampadine in media in una casa, specie adesso che il buio arriva presto e quando c’è luce spesso con le nuvole devi ricorrere ben presto alla luce artificiale. Pensiamo all’energia che ci vuole per portare il phon e la piastra arricciacapelli (ma potrei dire tanti altri picoli elettrodomestici) alla potenza di calore necessaria al loro impiego. E andiamo agli impianti di condizionamento. Quelli che devono regolare la temperatura all’interno delle case. E quelli sono in funzione pressochè sempre in molte case… E la lavatrice, e la lavastoviglie. E dulcis in fundo gli elettrdomestici più di largo consumo, quelli che stanno accesi 24 ore su 24. I frigoriferi e il congelatore. Ormai in ogni casa sono presenti entrambi (ma mia mamma ne ha addirittura due, perchè mia sorella che vive ancora con lei, ha il terrore di rimanere senza cibarie…gasp) Pensiamo al fatto che devono mantenere costante una temperatura parecchio elevata per conservare i cibi. Ovvio quindi che il consumo di energia è pressochè terrificante.
E torno alla bolletta di mia mamma che mi è capitato di vedere. Chissà quante altre persone anziane o semplicemente distratte si trovano a pagare senza neanche rendersene conto una buona fetta della loro rendita (lavorativa o pensionistica) solo perchè non adeguatamente informate o non in condizione di informarsi. Io per quel poco che posso fare sto cercando di intervenire e ho appena comprato un congelatore di classe A+ (non certo uno dei migliori, ma nella mia situazione attuale di disoccupato è già tanto che sono riuscito a permettermene uno…) per sostituire il congelatore degli anni ’80 che a dire di mia sorella non si doveva cambiare perchè funziona ancora.
CERTO CHE FUNZIONA, ma quanto consuma? E’ antichissimo, non si può mai sbrinare perchè mia sorella lo riempie fino all’inverosimile ogni volta e quindi ha strati di ghiaccio alle pareti che sono spesse 5 centimetri almeno, quindi ci vuole ancora più corrente per superare questo sbarramento naturale e arrivare ai cibi… insomma, come si dice a Bologna, l’è un bel casein!
Vi allego quindi un prospettino carino che ho tirato giù da un sito internet dove c’è qualche accorgimento per risparmiare energia elettrica. Anche se sembrano sciocchezzuole io penso che tutte sommate possano contribuire sensibilmente a non regalare soldi alle compagnie elettriche inutilmente.
Poi magari queste cose le sapete già, ma non ve ne frega un cavolo, e allora sono scemo io che ve le dico… LOL
Però vi terrò aggiornati sui prossimi consumi. Se calano o no. Ora come ora il mio obiettivo è “passare al frigo unico”!!!
)))
CIAO a tutti
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Tag:Bologna, consumo energetico, domotica, eco compatibile, risparmiare, risparmio energetico
Scritto Mercoledì 7 Ottobre 2009 da Franco Turra
Ok, lo ammetto. Ho guardato un reality show. Ma solo perchè Lunedì mi sono infortunato a un piede giocando a calcetto e non riesco a camminare ancora bene. Ma potevo guardare un film, come avevo fatto nei giorni precedenti. Ma la bizzarria del caso volesse che dopo una cena particolarmente opulenta fossi talmente pieno da adagiarmi sul divano col solo telecomando del televisore a portata di mano e zero voglia di alzarmi di nuovo. Chissà se il motivo per cui ancora i REALITY SHOWS impestano e impazzano nei palinstesti televisivi di ogni emittente è proprio questo. Opterei per il sì, ma torniamo a quello che ho visto. Lo sapevo che era uno squallore infinito, perchè avevo visto altre volte spezzoni. Ma vedere una puntata intera devo confessare che mi ha straziato il cervello, mi ha sconquassato ogni fiducia nel genere umano.
Forse sto esagerando, ma la musica è sin dall’adolescenza, la mia vita e una passione sconfinata.
Ho amato i grandi della musica, quelli che hanno negli anni rivoluzionato il modo di farla, di viverla e perchè no, di consumarla. E a vedere sta roba in televisione non solo mi si è accapponata la pelle, ma ho avuto la conferma che niente sarà più come prima e non ci saranno più (a meno di eventi miracolosi) “artisti” capaci di innovare e creare musica che ci travolga in mondi sconosciuti e affascinanti, com’è sempre successo nel passato millennio.
Perchè tutto questo pessimismo? Semplice. In questi “reality” a tema musicale, viene trasmesso alla massa che musica è semplicemente scimmiottare qualcuno, imparare la tecnica di canto, ballo e sopratutto di recitazione. Quando invece è palese che per i tanti grandi che hanno creato la loro grande arte musicale che ancora rappresenta l’80% del patrimonio musicale mondiale musica era sopratutto una forma di espressione musicale. E non semplicemente un BIECO andare a scuola e studiare “da star”. La musica ha bisogno più che mai di “menti creative”, non di meri esecutori in carta carbone. Di figuranti è pieno il mondo. Ma cosa si può pretendere quando si vive in una nazione governata dalla videocrazia? Troppe menti danno fastidio. Tanti pecoroni addomesticati sono molto più facili da controllare. Give the people what they want cantavano i mitici Rolling Stones, anche se forse non avrebbero mai pensato a uno scenario così squallido.
Ebbene sì, sto parlando di “X-factor” e di tutti gli shows similari, che in tutto il mondo trasmettono il loro input triste e pre-masticato che non solo ha portato il music business nel grande buco nero in cui si trova adesso, ma che ci condannerà alla grande NOIA GLOBALIZZATA da cui non c’è ritorno. Dj e musica premasticata, provo peramente pena per i nostri eredi al ruolo di nuovi esseri umani…
Io faccio musica perchè è il mio modo di esprimere la mia creatività. You may say I’m a dreamer, but (I hope) I’m not the only one… xoxo
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Tag:mercato musicale, music business, musica, povera italia, reality, reality shows, talent show, x factor, xfactor
Scritto Giovedì 1 Ottobre 2009 da Franco Turra
Domani, Venerdì 2 Ottobre 2009 si iniziano ufficialmente le celebrazioni per il centenario della gloriosa società sportiva Bologna F.C. 1909.
Un avvenimento che fino a pochi anni fa mi avrebbe riempito il cuore di gioia, che avrebbe fatto brillare i miei occhietti di appassionato tifoso di calcio. Quei colori, rossoblu, che per motivi anagarafici non avevo fatto tempo a vedere fregiarsi dell’ultimo scudetto (se non erro nel 1964) ma che comunque sapevo avevano fatto tremare il mondo (come diceva il famoso motto “Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa” coniato negli anni d’oro) fino a una quarantina di anni fa anno più anno meno w mi avevano accompagnato per tutti gli anni trascorsi in quella curva, brulicante di affetto e passione vera.
Ma ora… lo confesso, sono uno di quelli a cui calciopoli ha spento definitvamente ogni velleità di innocenza nel vedere un mondo del calcio professionistico che intuivo fosse malato, ma mai e poi mai avrei pensato lo fosse così tanto. Marcio e puzzolente, questa è la verità. E a consolidare questa mia sensazione l’esito ad arte insabbiato di indagini macchietta, che prima preannunciano l’apocalisse, fino a spegnere il clamore e lasciare tutto o quasi come era prima. Gli stessi personaggi, sciacalli di uno sciacallaggio che poco ha da invidiare alla mafia o al gangsterismo anni 20, non mollano la torta, la grande torta, e anche se non si presentano alla festa in prima persona, sanno bene come gustarsi tutte le fette. E poi addirittura il massimo sciacallo che ora lavora per la mia squadra del cuore… No, questo è veramente troppo. Quando tutte le accuse erano tutte talmente state provate, tutte così insindacabili, tutte così infamanti… Che segnale può dare una giustizia INgiustizia così alle nuove generazioni? La giustizia sportiva mi si dirà è diversa da quella normale. E NO, dico io! E’ esattamente la stessa cosa ad alti livelli, perchè dove il VIL denaro entra a livelli così importanti subentra sempre la giustizia INgiustizia. E i giovani giovanissimi che rispetto possono avere di una giustizia che non punisce i criminali, e tantomeno i furbetti?
So che il cavaliere se la ghignerebbe a leggere questo mio piccolo sfogo, o al massimo direbbe che lo sto aiutando a portare voti al centro destra.
Tutto ciò mi fa schifo, mi dà la nausea. E poi c’è anche la crisi, che mi viene detto che non è una crisi, anzi è già stata superata.
Quello che io non riesco a superare è il senso di nausea che purtroppo avvolge anche le celebrazioni per la mia squadra del cuore. Scusatemi ragazzi, ma io non ho niente da festeggiare, anche se alla fine mi commuoverò nel sapere che tante icone SANE di uno sport che a certi livelli lo è ancora eccome, si riuniranno uin quel magico rettangolo verde che ci ha regalato tante belle emozioni. Non ci sarò domani, ma voglio lo stesso urlare il mio FORZA BOLOGNA, rivolto più che altro alla mia città, affinchè si svegli da un torpore mortale in cui da troppo tempo sembra avvolta, un pò come la terribile nebbia di “THE FOG” di John Carpenter.
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Tag:Bologna F.C., Calcio, Centenario Bologna F.C. 1909, festeggiamenti, forza bologna
Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Franco Turra
No, non è un articolo preso pari pari da un giornale qualsiasi di un ventennio fa. (e lo diciamo per i ggggiovani, quelli che non ahnno vissuto i tanto vituperati anni ’80, ma in quegli anni di Bologna si parlava in quei termini)
Lo so che adesso quest’argomento lo tirano fuori solo i politicanti della locale amministrazione quando gli si fa notare della ormai latente scena musicale Bolognese dovuta al sempre crescente menefreghismo culturale della loro gestione, ma mi piace ricordare così la mia città. Citando le parole degli stessi assessori alla musica, Bologna è “da sempre” la città della musica, capace di partorire le migliori menti musicali dell’Italia intera. Gente come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Gli Stadio, Biagio Antonacci (non sapevo che questi ultimi due fossero di Bolona, ma vabbè), Cesare Cremonini coi suoi Luna Pop, Andrea Mingardi col suo fantastico e impagabile Festival delle arti, Luca Carboni e chi più ne ha più ne metta.
Poi giriamo per la città e troviamo solo locali trendy, dove non trovi uno straccio di musica LIVE decente neanche a pagarla. Oppure, la trovi, ma è sempre quella, la musica fatta dagli stessi personaggi, che si spacciano per trendy e alla fine ti rincoglioniscono col loro fighettume colmando solo il silenzio di una serata altrimenti muta e imbarazzante, ma regalandoti emozioni e nuove esperienze ZERO. E questo se ti va bene ovviamente. Perchè ormai è prassi consolidata spacciare gli squallidi DJ sets che impazzano un pò ovunque per MUSICA DAL VIVO!!!! Orrore. Orrore. Orrore.
Ma davvero si può pensare solo per un momento che un qualsiasi cretinetto dotato di computer o lettore CD o consolle con giradischi di ultima generazione sia musica dal vivo? E siamo davvero sicuri che questi personaggi che grazie a costi e oneri contenuti (per i locali, non certo per gli sfortunati avventori dei locali) hanno cacciato la vera musica dal vivo dai locali, siano vivi??? Avete mai provato a parlarci con uno? Oddio, ci saranno sicuramente le eccezioni che confermano la regola, e anche semplicemente persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza generale, accontentandosi di trarne un profitto, però il livello è decisamente basso. Quando ero ragazzino si facevano le cassettine compilations in casa e poi si portavano alle feste. In età più adulta i CD compilations. Mai nessuno sentiva il bisogno di “un essere” dietro a degli apparecchi elettronici (quindi autonomi per il 90% delle operazioni a loro affidate) che scegliesse in loco le canzoni che noi dovevamo ballare o che ci dovevamo sorbire tra una birra e l’altra. E che magari se la tirasse anche perchè con le fighette più stupide poteva dire la fatidica frase: -”Sai? La settimana prossima “suono” al PINCOPALLIN BAR, vieni a sentirmi???
SUONO??????
SUONO??????
VIENI A SENTIRMI????????????
Ah come vorrei essere la fi… oops la ragazza più bella del mondo per andarea “smerdare” tutti sti imbecilli che si credono dei creativi o peggio, degli artisti.
Gente il cui unico talento risiede nello scegliere canzoni da far ascoltare al povero pubblico che passivamente subisce e non distinguere una radio dalla musica suonata da umani, in grado di offrire un divertimento ed emozioni ben più coinvolgenti e umane.
Ma vabbè, ormai i DJ sono un male inevitabile. Questi personaggi sono entrati nella nostra vita come il virus influenzale e le zanzare tigre. Insomma bisogna conviverci.
Solo che rendiamoci conto che senza i musicisti, quelli che LA MUSICA la fanno, la inventano, la suonano, costoro a lungo andare non avranno più nuova musica da proporre e ci faranno due palle grosse così, vale a dire ancora di più di quelle che già ci stanno facendo. Orribile non trovate?
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Tag:assessorato alla cultura, Bologna, cool, Cultura, DJ, Locali, musica, musica dal vivo, trendy
Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Franco Turra
(segue)
Dicevamo… di questo bell’insertino del Carlino (scusate la rima da hip hopper), che scopriamo uscire in ogni città con un edizione speciale, perchè quello che abbiamo tra le mani è denominato “TRENDY Bologna”… Pensate putacaso che sia uno dei soliti inserti super sponsorizzati e super sponsorizzanti atti solo a farci il lavaggio del cervello e indurci al consumo di beni voluttuari? Ma nooooooooooo, pensate sempre male voi! Sarete mica comunisti? Il nostro bell’insertino modaioolo ci regala anche cultura a piene mani. Come dicevamo ci sono tutti i programmi dettagliati dei maggiori teatri cittadini, un dettagliato articolo sulla rockstar Nek che ci parla del suo impegno sociale e di quante copie abbia venduto in carriera, un servizio sulle bellezze della pianura dell’Idice e le mete per i viaggi più cool con un occhio alla borsa, e che non si dica che non ci tengono al vostro portafoglio faticosamente riempito!
E poi 4 pagine super colorate che ci informano dell’evento che più aspettavamo, vale a dire l’apertura in città di un ristorante specializzato nella cucina Inglese finalmente, da sempre la patria della buona cucina, che noi Bolognesi possiamo solo sognarci. Ed è bello scoprire che il piatto British più proletario di sempre, il celeberrimo “fish and chips” (pesce e patatine) viene gentilmente offerto a soli 15 €!! Ma cosa andate a pensare, sarà una porzione stile Gulliver, cioè gigantesca!
E che bello a pagina 84 leggere tutti i segreti della bellezza come fattore di trasformazione… Ora bramo dalla voglia di comprarmi un mesofiller, o meglio ancora un high potency peel con cui farmi la pelle di un bambino, e poi giù con le maschere antiossidanti o all’acido retinoico che stendono le rughe anche di Ramsete IV (antico faraone egiziano n.d.r.) in un turbinio di impianti di acido jaluronico per farci le labbra uguali ai canotti di Angelina Jolie e tutte le sue improbabili seguaci. Siiiiiiiiiiiiiiiii. Ora fisso un appuntamento con la dottoressa. Voglio sembrare il più cool possibile. Voglio che la prossima volta che rido per una barzelletta sui carabinieri o sul calciatore Totti mi si tiri talmente la pelle che mi fa ridere anche il cuul, quello di dietro però.
Ragazzi, non ho più parole da spendere. A dire il vero nè soldi e nè parole da spendere, e neanche lacrime da piangere, perchè se è questa l’evoluzione della razza umana sono ben contento di tirarmici fuori.
Ho sempre pensato a Bologna come un isola felice. Anche in momenti recenti, sono convinto che questa decadenza generale dell’intelligenza umana colpisca Bologna e i Bolognesi solo di striscio, e non come avviene negli altri posti. Ma quando leggo e vedo queste cose mi sale la mosca al naso, perchè non ci si può continuare a fare abbindolare così. Da sta gentaglia stupida e arrogante. Con l’unico pensiero a forma di moneta, ma con la stesso spessore di una banconota. Che sperpera la carta come se non ci fosse bisogno di abbattere migliaia di alberi per ottenerla. In nome di un coolness che è solo la rappresentazione del nulla cosmico, con cui ci vestiamo per non sentirci nudi di fronte a noi stessi. Alla nostra capacità di sentirci felici con quello che abbiamo, per quello che siamo, per coloro che amiamo.
Diceva un aria famosa: “Armiamoci e partiamo”. Ma in questa guerra che non si combatte, ma di cui si subiscono SOLO passivamente gli effetti, perchè i soldati non si fanno mai vedere potrà mai essere vinta? Ragazzuoli, se non fossi convinto di sì (nonostante tutto) non sarei qui a scrivervi questi deliranti articoletti su questo piccolo blog… No?
Forza umanoidi, io credo in voi.
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Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Franco Turra
Mi è capitato sottomano un nuovo inserto del Resto del Carlino, chiamato Trendy. Oddio, non so se è nuovo, io non ho mai comprato in vita mia il Resto del Carlino, solo che ne ho trovato una pila appoggiati sulla postazione bancomat dove vado di solito a prelevare quei pochi spiccioli che ancora mi restano sul conto e incuriosito ne ho preso una copia.
Innanzitutto devo dire che in epoca di crisi economica e (peggio ancora) di carenza delle risorse, in cui quindi bisognerebbe non sperperare le preziose risorse di questo pianeta già così in subbuglio, il formato maxi e super patinato di questo inserto mi sembra veramente uno schiaffo all’intelligenza.
Poi lo apro e noto che gli articoli sono persino scritti a caratteri belli grossi e lasciando degli ampissimi spazi bianchi, della serie “abbiamo poche cose da dire” ma fà più figo scriverle in largo e incorniciate da begli spaziettoni di carta bianca fresca di disboscamento selvaggio, che tanto chi se ne frega del buco dell’ozono… E poi pagano gli sponsors…
E sì, gli sponsors. Perchè diciamocelo chiaro, questo è l’ennesimo inserto fatto per gli sponsors, perchè è solo una propaganda consumistica di quel fenomeno idiota che fa di tutti noi ” i cretini da spennare” in nome del “COOLNESS”.
Qualcuno tra i più ingenui di voi mi chiederà: “Ma cos’è questo COOLNESS?” (pronunciato Culness)
L’apparire fighi, il sembrare diversi da quello che si è. Più attraenti (qualche cretino pensa), più alla moda (la famosa moda del cazzo, scusate il francesismo), in poche parole “più cool” (sempre pronunciato Cuul)
Ma possibile che anche nella nostra DOTTA Bologna nessuno si accorga che “E’ SOLO UNA GRANDISSIMA PRESA PER IL COOL”?????????????????
D’accordo il capitalismo, il consumismo, che ci riempie da tempo immemore la bocca, gli occhi e anche il buco che ci rende tutti più cuul, ma adesso che siamo in braghe di tela, grazie a questa crisi che non è più crisi (come dice il saggio e sacente nostro premier) ma intanto siamo tutti alla canna del gas (chi più o chi meno, vero cavailiere?) ha ancora senso fingere che siamo ancora benestanti, più fighi che mai, e i più COOL che ci sono?
Che caxxo me ne frega di andare nei locali “inserzionisti” consigliati da questo insulso inserto, dove tra un sushi e un aperitivino mi posso godere l’ennesimo squallido dj set di qualche sfigato. Che caxxo me ne frega di sapere qual’è il look più seducente giovane ed elegante che usa anche una ex concorrente del grande fratello. Che caxxo mi può importare dell’anniversario di un azienda bolognese che si vanta di massacrare dei poveri animalini indifesi da 50 anni in nome del pelo con cui coprire il corpazzo squallido di megere soldo-dotate? (E il fatto che ci mettano pure la faccia nell’articolo fa pure rabbrividire, davvero…) E mi rende una persona migliore sapere quali sono i trattamenti di bellezza più cool e le automobili più fashion? E ancora questi enormi spazi bianchi a incorniciare i mini articoli sponsorizzati dai “brand” (si usa definirli così i marchi, se sei cool…)
E poi in mezzo, come a giustificare tanta vacuità, ti sbattono dentro i programmi giganteschi dei teatri più cool della città, perchè, ahò ragazzi, qui si sta facendo arte, mica pubblicità…
E mò mi scappa un bel… MA VAFFANCOOL!!!! (segue)
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Tag:Bologna, chic, cool, Inquinamento, inserti, resto del carlino, trendy
Scritto Sabato 5 Settembre 2009 da Franco Turra
D’accordo che c’è la crisi, però è sempre più triste. A questo punto meglio non farla e spendere i soldi in altra maniera… che ne dite?
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Tag:Bologna
Scritto Giovedì 3 Settembre 2009 da Franco Turra

Prendo a prestito un famoso film dell’Abatantuono nazionale, per parlare di un tema mai come oggi d’attualità: la violenza.
Gratuita.
Mai come oggi sento notizie di violenze efferate che si consumano con inquietante ritmo, come se la vita umana non avesse più alcun valore. Ma torniamo indietro un passo. Cosa genera la violenza? L’insoddisfazione, la frustrazione, la disperazione. E queste tre cose sono sempre più diffuse grazie al sistema capitalistico che ha raggiunto veramente l’apice del suo personale successo.
Adesso non datemi del Bolscevico, perchè anch’io come voi sono parzialmente vittima di questo sistema e comunque ne apprezzo certi suoi lati.
Quello che non apprezzo è il totale non rispetto dell’essere umano, che invece tratta come merce, come veicolo della propria speculazione. Ma forse siamo andati troppo indietro nel flashback e rischiamo di andare un pelo fuori tema. L’essere umano oggi è posto in una condizione di quasi totale impotenza. Se riesce a stare al passo coi tempi ed essere consumatore e oggetto principale del sistema consumistico, ok. Può ancora far parte del gioco. Ma la maggior parte di noi arranca, e a volte arriva persino a chiedersi: “qui prodest?” (ovviamente non tutti se lo chiedono in lingua latina… LOL)
“A CHI GIOVA?” “A CHE SERVE?” E una volta che ti sei fatta questa domanda sei nei guai. Ti rendi conto di quanto sia insigificante il tuo mondo. Di quanto siano insulsi i tuoi “cosiddetti” valori morali che qualcuno o qualcosa ti ha inculcato a forza. Di quanto poco hai veramente. Di quanto poco valga la tua esistenza. Di quanto tu sia stato da sempre preso in giro da coloro che ti dovrebbero rappresentare (i politici) e di quanti invece dicono di fare (anche) il tuo interesse (gli imprenditori e gli uomini “di potere” in genere).
E così reagisci. Ma in maniera ultra scomposta, come è uso fare l’animale disperato quando si sente braccato da uomini col fucile, insomma in situazione di manifesta inferiorità.
E così ruggisci di rabbia, e siccome nessuno ti sente o nessuno sembra preoccuparsene ti armi di fucile (di tutta la tua rabbia) e poi fai un pò come Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia” e arrivi a credere di farti giustizia da solo. Ma non è vero. Perchè i responsabili del tuo disagio, della tua disperazione, sono bene al riparo, perchè avvolti in quel manto di nebbia che si chiama ignoranza. Che è anche la miglior guardia del corpo che possa esistere. Chi fa i suoi giochi subdoli per il vile denaro sa come passarla liscia e striscia nell’ombra. Così pure i politici corrotti e vigliacchi che hanno messo in ginocchio il paese. Provaci a raggiungerli se sei capace…
Ma la rabbia aumenta… Ed è una rabbia cieca. E vigliacca come vigliacchi sono coloro che l’hanno generata. (e non mi riferisco a chi la prova ovviamente)
E così su chi è più facile prendersela? Sui più deboli. Su chi non può reagire. Su chi non se l’aspetta. Sui diversi. E torno su un argomento che avevo già trattato ahimè, e che speravo di non dover più trattare. In un mondo sempre più globalizzato fa sempre più paura la diversità. ASSURDO.
Il capitalismo può temere la diversità, perchè è da lì che nascono le idee, gli spiriti insurrezzionalisti, le reazioni e le rivoluzioni, ma l’essere umano, che ha in mano questa potentissima arma che fà? Non la usa, anzi, ci si suicida!
Certo, è l’effetto della globalizzazione, della mercificazione, di quella maledettissima pubblicità più o meno indotta che si intrufola nelle nostre case e nelle nostre vite in 1000 modi e 24 ore al giorno e anche se a volte inconsapevolmente ne siamo vittime.
Però adesso basta. Perchè prendersela con i gay o con gli extracomunitari non farà mai di noi persone migliori o più soddisfatte del nostro “niente” in confezione “extra lusso”.
E sopratutto considerare un nemico una persona solo perchè quando decide di fare sesso lo fa in maniera leggermente diverso dalla media o perchè ha il colore della pelle diverso dal nostro e parla un linguaggio spesso incomprensibile, è l’autogoal più imbarazzante che l’essere umano può fare in questo preciso momento. C’è bisogno di ordine, comunione di intenzioni, coerenza, solidarietà. Solo così si può sconfiggere lo spettro della crisi economica. A cui non dimentichiamocelo mai, ci hanno portato i nostri amati rappresentanti politici e gli speculatori che se la spassano nelle loro molte ville di lusso sparse nelle più esotiche località turistiche del mondo. E che se anche qualcosa possono fare, lo faranno sempre per rimettere il più persone possibili in condizioni di consumare, di spendere, vale a dire di riempire ancora un volta le casse loro (che hanno le mani in pasta ovunque si sa) e dei potenti imprenditori di alta fascia. I famosi squali, che contrariamente alla creatura pinnata che abita alcuni oceani, sono molto più pericolosi e sfuggenti.
Per chiudere un aneddoto: quando ero più piccolino, mi ricordo chiesi non so a chi, chi erano le persone omosessuali, e quale fosse la loro prerogativa. Mi venne risposto in maniera più o meno colorita che erano persone che amavano una particolare prestazione sessuale e preferivano avvalersi di persone dello stesso sesso. A quel punto rimasi un pò interdetto (anche perchè all’epoca non avevo ancora ben chiaro di come funzionasse o a cosa servisse il sesso; e anche adesso ho molti dubbi LOL) e chiesi candidamente: ma che c’è di male? Fanno del male a qualcuno? Mi piacque però la risposta, che arrivò dopo una sonora risata che ne precedette un altra. “No!” (mi fu risposto) “Anzi, benedicili, perchè grazie a loro ci saranno più donne disponibili per te!!!”
Ecco, questa cosa non si è mai avverata purtroppo, però mi fa ancora ridere. Quindi quei vigliacchi che sfogano la propria insoddisfazione contro gli omosessuali (e il riferimento palese è agli atti vandalici “ROMANI” di questi giorni), lesbiche, trans e persone che SEMPLICEMENTE vivono in maniera personale la loro sessualità (che è solo un piccolo aspetto della loro vita fra l’altro) la prossima volta che vogliono sfogarsi scelgano meglio i loro obiettivi, e offrano loro invece una cena o accendano loro un cero, perchè grazie a queste persone il loro “bacino di utenza” (se ne hanno ancora uno) sarà sicuramente ampliato! Perchè non ne gioite, scemi che non siete altro?
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Tag:Bologna, capitalismo, consumismo, crisi economica, diversità, globalizzazione, italia, omosessualità, Politica, violenza
Scritto Lunedì 31 Agosto 2009 da Franco Turra
Resiste a tutto. Agli acquazzoni. Al partito che non c’è più. All’unità che non è mai stata così disunita. Alle attrazioni sempre meno attraenti. Ai cittadini sempre più teledipendenti. Agli extracomunitari sempre più delinquenti. Ma la cara vecchia abitudine del rientro dal mare, a sfilare davanti a stand e bancarelle con quel filo di tintarella a cui ancora ci aggrappiamo per fare vedere che la nostra belal vacanza ce la siamo fatta in barba alla crisi, non ce la può togliere nessuno. Quindi tutti alla Festa dell’Unité, fraternitè, egalité.
P.S.: ovviamente prendo le distanze dalle citazioni “voci di popolo” che ho elencato a inizio articolo. Anzi no, solo da quella degli extracomunitari, che come ho già avuto modo di scrivere, per me sono super benvenuti. (non i delinquenti ovvio, ma di quelli ne abbiamo talmente tanti anche noi…) LOL
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