Bè, tutti tirano l’acqua al proprio mulino, e anch’io nel mio piccolo, perchè non devo contribuire?
Colgo infatti l’occasione per segnalare ai veri appassionati di musica (non quelli che la usano come sottofondo per riempire i silenzi della propria giornata) che ho da oggi messo online la mia nuova fatica musicale. Si chiama Balumba Tombo revolution ed è una sorta di (finta) compilations di (finti) artisti vari, visto che in realtà sono sempre io sotto falso nome a cimentarmi coi più disparati generi musicali.
Perchè? Chiederete voi. Beh si tratta delle cose che facevo quando ho cominciato a suonare, quando mio papà mi regalò il mio primo registratore multitraccia (un 4 piste a cassette con mixer incorporato!) e preso dall’eccitazione mi rintanavo in casa con un mio amico a registrare centinaia e centinaia di canzoni, inventandoci i gruppi e gli artisti più vari e strambi, costruendoci un vero e proprio sottobosco musicale autonomo, con una discografia imponente!!! Certo, nessuno o quasi sentiva la nostra musica (manco c’era internet a quei tempi) però ci divertivamo come matti.
A distanza di parecchi anni, causa anche un lavoro che mi stava stritolando psicologicamente, ho sentito il bisogno di ritrovare stimoli e proprio il tornare a queste strambe ma estremamente “pure” forme di espressione artistica mi ha recuperato sia che uomo che come artista.
E infatti nel 2007 sfornai la mia prima “finta compilation” del ritorno alle origini. Si chiamava “BALUMBA TOMBO RELOADED”, perchè prendeva il nome da una delle ultime finte compilation che feci a inizio anni 90, e reloaded stava “per ricaricato, una nuova versione insomma. Allora si trattava addirittura di un doppio album, perchè mano a mano che andavo avanti era tutto un rifiorire di passione (per la musica), entusiasmo (per la vita) che mi portò a sfornare davvero tante canzoni.
Dopo quell’album ne ho fatti parecchi altri. Certo, mi trovo ancora nella condizione disagiata di disoccupato, perchè non ho un lavoro e la mia musica finora non ha mai raggiunto le giuste orecchie, e la grave crisi del mercato musicale è sicuramente letale per chi come me cerca di proporre cose nuove e originali, però io non mollo e il nuovo CD “BALUMBA TOMBO REVOLUTION” rappresenta un ulteriore evoluzione (r-evolution, notate il sottile gioco di parole…) in quello che io considero il mio approccio alla musica a 360°.
Come si diceva una volta: “Provare per credere”.
E se volete ascoltarlo andate sulla mia homepage. C’è un player musicale dove potete ascoltare gratis quasi 2 minuti di ogni canzone. E vi potete sbizzarrire coi generi musicali, tutti riveduti e corretti alla mia maniera. Un abbraccio e sempre viva la musica.
Una scenografia da far rabbrividire quella esposta Domenica scorsa allo Stadio Dall’ara di Bologna, in occasione dei festeggiamenti del centenario della gloriosa società sportiva Bologna F.C. 1909.
Una maera di bandierine svolazzanti in tutto lo stadio, a dimostrazione che Bologna è ancora una città passionale, capace, anzi desiderosa di appassionarsi ancora.
Sì perchè diciamocelo, ci vuole ancora un bello stomaco a credere e pensare che i nostri amati colori rossoblu possano ingenerare passioni pulite e pure, come succedeva una volta.
Io per esempio non sono andato nè alla festa di Venerdì allo stadio nè vado in uno stadio ormai dallo scoppio dello scandalo di calciopoli. Certo, sapevo anche prima del marcio che c’era, ma quello che è successo dopo, le prove lampanti e sopratutto com’è stato insabbiato tutto come se non fosse successo niente ha fatto sì che proprio non provassi nessuna passione per un mondo pallonaro e sopratutto un business così spietato e mafioso. Certo, voi direte, ma questo cosa c’entra coi festeggiamenti del centenario del nostro amato Bologna Football Club?
Guardate ragazzi che c’ho provato a convincermi che in fondo festeggiare la squadra della nostra città non avesse niente a che vedere con il calcio business a tutti i costi, ma purtroppo mi sono reso conto che prima o poi mi sarebbe venuto in mente e quindi il mio amore per la mia città ho pensato di dimostrarlo in altri modi. Tipo scrivendo qui… GRANDE BOLOGNA, BELLA LA MIA CITTA’ e grazie a tutte le stelle del passato, quelle che hanno fatto la storia della nostra gloriosa pluriscudettata squadra di calcio. Magari cose poco lecite succedevano già, ma almeno c’era il pudore di nasconderle e se qualcuno veniva colto in flagrante reato veniva punito. Questo è quello che mi manca per tornare ad appassionarmi. L’assenza di giustizia e lealtà, che il povero De Coubertin aveva fatto diventare il motto delle Olimpiadi moderne.
Però, a ogni buon conto, mi si è stretto il conto vedere come una grande festa sia stata parzialmente rovinata sul campo da una brutta sconfitta contro il Genoa. Ma questo è sport, e allora mi va bene.
Forza Bologna, siamo una città di Serie A e non abbiamo bisogno del calciomafia di oggi per dimostrarlo.
Ok, lo ammetto. Ho guardato un reality show. Ma solo perchè Lunedì mi sono infortunato a un piede giocando a calcetto e non riesco a camminare ancora bene. Ma potevo guardare un film, come avevo fatto nei giorni precedenti. Ma la bizzarria del caso volesse che dopo una cena particolarmente opulenta fossi talmente pieno da adagiarmi sul divano col solo telecomando del televisore a portata di mano e zero voglia di alzarmi di nuovo. Chissà se il motivo per cui ancora i REALITY SHOWS impestano e impazzano nei palinstesti televisivi di ogni emittente è proprio questo. Opterei per il sì, ma torniamo a quello che ho visto. Lo sapevo che era uno squallore infinito, perchè avevo visto altre volte spezzoni. Ma vedere una puntata intera devo confessare che mi ha straziato il cervello, mi ha sconquassato ogni fiducia nel genere umano.
Forse sto esagerando, ma la musica è sin dall’adolescenza, la mia vita e una passione sconfinata.
Ho amato i grandi della musica, quelli che hanno negli anni rivoluzionato il modo di farla, di viverla e perchè no, di consumarla. E a vedere sta roba in televisione non solo mi si è accapponata la pelle, ma ho avuto la conferma che niente sarà più come prima e non ci saranno più (a meno di eventi miracolosi) “artisti” capaci di innovare e creare musica che ci travolga in mondi sconosciuti e affascinanti, com’è sempre successo nel passato millennio.
Perchè tutto questo pessimismo? Semplice. In questi “reality” a tema musicale, viene trasmesso alla massa che musica è semplicemente scimmiottare qualcuno, imparare la tecnica di canto, ballo e sopratutto di recitazione. Quando invece è palese che per i tanti grandi che hanno creato la loro grande arte musicale che ancora rappresenta l’80% del patrimonio musicale mondiale musica era sopratutto una forma di espressione musicale. E non semplicemente un BIECO andare a scuola e studiare “da star”. La musica ha bisogno più che mai di “menti creative”, non di meri esecutori in carta carbone. Di figuranti è pieno il mondo. Ma cosa si può pretendere quando si vive in una nazione governata dalla videocrazia? Troppe menti danno fastidio. Tanti pecoroni addomesticati sono molto più facili da controllare. Give the people what they want cantavano i mitici Rolling Stones, anche se forse non avrebbero mai pensato a uno scenario così squallido.
Ebbene sì, sto parlando di “X-factor” e di tutti gli shows similari, che in tutto il mondo trasmettono il loro input triste e pre-masticato che non solo ha portato il music business nel grande buco nero in cui si trova adesso, ma che ci condannerà alla grande NOIA GLOBALIZZATA da cui non c’è ritorno. Dj e musica premasticata, provo peramente pena per i nostri eredi al ruolo di nuovi esseri umani…
Io faccio musica perchè è il mio modo di esprimere la mia creatività. You may say I’m a dreamer, but (I hope) I’m not the only one… xoxo
Bologna, la grassa, la paciosa, la guduriosa, coi suoi tempi, ma poi arriva…
Siamo qui infatti a gioire per l’ufficializzazione della nascita di quell’associazione musicale di cui vi avevamo già parlato a inizio estate. BOGROUND, da cui stralciamo il bando costituente che sarà anche probabilmente l’atto costituente nella riunione che si terrà Domenica prossima:
11 ottobre 2009
nasce l’associazione
per il rilancio del rock bolognese!
per promuovere il rock bolognese come patrimonio artistico, culturale e sociale…
per puntare l’attenzione sulla produzione musicale originale bolognese…
per valorizzare la scena musicale del passato…
per far emergere la scena musicale attuale…
per organizzare e promuovere festivals…
per confrontarsi in convegni di ricerca…
per favorire la formazione delle giovani bands…
per sostenere la crescita delle bands emergenti…
per coinvolgere tutti gli appassionati di rock bolognese…
per mettere in rete musicisti, bands, operatori e realtà del settore…
assemblea costituente
domenica 11 ottobre ore 17
BLOGOS via dei Mille 25 – Casalecchio
info: associazione@boground.it – 051/571148
Erano giorni che ai giardini Margherita i colori erano più luminosi, come avvolti nella carta forno. I riflessi ne diffondevano ogni sfumatura in ogni singolo angolo e anche l’erbetta sembrava più rigogliosa.
Ma oggi era veramente troppo. Uno dei primi giorni di questo novello autunno, ancora strettamente imparentato con l’estate più bastarda delle ultime due decadi sicuramente. Il sole guardava, da dietro a una nuvola di passaggio, e strizzava l’occhio più alla luna piena che intravedeva arrivare che ai giardinetti illuminati a festa. E proprio mentre sto scrutando il cielo, improvvisamente tutto si oscura. E si sente un rombo. Tutto si svolge nello spazio di pochi secondi. Molti non se ne accorgono neanche, ma quel rombo ha una frequenza strana. Come un ronzio di tuono, se mi si concede il neologismo. Abbasso lo sguardo e poco sotto vedo un tappeto luminoso e sfarfallante che sulle prime mi genera un senso di vertigine.
Poi realizzo, che non è la peperonata e allungo un braccio. Il tappeto si sfalda e la sensazione è tipo quella che hai dopo che hai messo il dito nel bicchiere della nutella. Ritraggo la mano ma è troppo tardi. Quel frastuono ormai mi rimbomba nelle orecchie, mentre l’orizzonte è ormai tutto avvolto in una tenda di sottile tessuto svolazzante. La mente non riesce a realizzare quello che sta succedendo, in fondo sono passati solo pochi decimi di secondo, ma quella sensazione sembra durare secoli, in quegli attimi di sussulto sensorio. Poi un tonfo, sordo. Poi un altro. Poi a coppie. A coppie di tre, a coppie di dieci fino a che il rimbombo ronzante precedente viene ingoiato del tutto da un silenzio di una frequenza opposta e contraria. E poi il silenzio più assurdo e contradittorio. Il sole mi acceca. Tendo le braccia per delimitare il mio possibile campo visivo. Nulla intorno a me che le mie mani possono sentire, ma i miei occhi cominciano a trasmettere qualche immagine, dai confini tutt’altro che delimitati. Sento il campanile della chiesa vicina che coi suoi rintocchi prova a riempire il silenzio mangiatutto, ma ogni singolo rintocco è come smorzato. Incautamente cerco il cellulare sul prato sottostante e, abbassando lo sguardo, vengo travolto da un verde assassino, un verde di tutti i riflessi plausibili di una tempesta di qualche secondo. Pochi secondi, tante vite. Assopite, schiacciate, esautorate. Ma sopratutto ignorate, non pervenute. Trovo il cellulare che mi era caduto. Non c’è campo, ma l’orologio è fermo a 5 secondi prima. E’ il loop della vita.
Ve ne avevo già parlato credo, ma ecco l’atteso reportage di quello che si può quasi considerare il primo evento organizzato dalla neonata associazione culturale denominata “Bo-Ground”.
3 giorni di pace amore e musica per l’edizione 2009 della storica manifestazione “woodstockesca” musicale Bolognese, Scandellara Rock Festival appunto.
Un piccolo cenno per chi non lo conoscesse, ma “Scandellara” è da quasi 20 anni il punto di riferimento per tutto l’underground musicale Bolognese e non solo. Una rassegna estiva piena di bella musica e artisti interessanti a ingresso rigorosamente gratuito. Certo, fino a qualche anno fa durava 3 mesi, tutta l’estate in pratica, ed era veramente un appuntamento immancabile per chiunque si interessasse di (buona) musica dal vivo.
Poi, purtroppo si è assistito a un graduale declino, principalmente dovuto alla mancanza di sovvenzioni da parte della giunta comunale, sempre più insensibile alle “vere” e “creative” tematiche giovanili o anche solo artistiche.
ma bando alle tristezze di ciò che è stato e non è più. Quest’anno 3 giorni intensissimi di concerti rigorosamente gratuiti (le band che hanno suonato hanno tutte offerto i loro servigi rigorosamente gratis…) più dibattiti, mostre mercato e esposizione di materiale storico sull’underground bolognese dagli anni 60 a oggi.
Voi direte, cosa c’entra ciò con Scandellara? C’entra eccome, perchè la neonata associazione Bo Ground ha come suo unico obiettivo la salvaguardia del patrimonio musicale Bolognese underground e con questo evento diciamo che ha fatto il suo primo “outing”
Durante la seconda giornata del festival infatti (27/06/09) sono salite sul palco (dopo un interessantissimo dibattito di cui parleremo dopo) bands bolognesi storiche riformatesi per l’occasione.
Lino e i Mistoterital, i Kabala, i Magilla e dulcis in fundo i mai dimenticati Bohèmien Flambé hanno dato vita non solo a un mero revival, ma un iniezione di adrenalina mista a commozione che non ha certo lasciato indifferente il numeroso pubblico accorso.
Anzi, c’è da sperare che queste band continuino la loro strada, perchè hanno dimostrato di essere ancora attualissime!
Ma tornando al dibattito che aveva preceduto i concerti, è stato bello vedere la volontà un pò di tutti di unirsi per riportare l’attenzione nazionale su quella che una volta era considerata la città della musica (nei favolosi anni 80 n.d.r.) ma la cui scena musicale (causa politiche suicide delle aberranti giunte comunali che si sono alternate al potere nella nostra amata cittadina) è da tempo sprofondata nel vuoto sconfortante.
Certo, ci sonoi perplessità, perchè l’impresa è immane e altre situazioni del genere in passato sono già fallite, ma forse il periodo è quello giusto adesso. La musica è una delle cose + importanti al mondo, lo sanno tutti. E non sono le baracconate da X-faktor o Buddha bar che possono soddisfare quel grande desiderio di buona musica (ARTE!!!!!!!!!!!!!!!) di cui si sente sempre più bisogno.
Diceva John Lennon: “It’s time for a revolution”. Ecco, questo è veramente il momento di cambiare. Rivogliamo gli artisti. Di pagliacci abbiamo fatto il pieno. Vogliamo belle canzoni, belal musica e chissà che l’avere aspettato il crollo del mercato discografico non sia il segnale che i tempi sono maturi per questa benedetta rivoluzione.
E Bologna, con la sua grande tradizione culturale deve essere in prima linea. Qui i talenti non sono mai mancati. A presto con altre news dal pianeta “Bo Ground”
Bologna e’ una vecchia signora dai fianchi un po’ molli
col seno sul piano padano ed il culo sui colli
Bologna arrogante e papale Bologna la rossa e fetale
Bologna la grassa e l’ umana gia’ un poco romagna
e in odor di toscana
Bologna per me provinciale Parigi minore mercati all’ aperto
Bistrots della rive gouche l’odore con Sartre che pontificava
Baudelaire fra l’assenzio cantava ed io modenese volgare a
sudarmi un amore fosse pure ancillare
pero’ che boheme confortevole giocata fra casa e osterie
quando a ogni bicchiere rimbalzano
le filosofie oh quanto eravamo
poetici ma senza pudore e paura
e i vecchi imberiaghi sembravano la letteratura
oh quanto eravam tutti artistici
ma senza pudore o vergogna cullati
fra i portici cosce di mamma Bologna
Bologna e’ una donna emiliana di zigomo forte
Bologna capace d’ amore capace di morte
che sa quel che conta e che vale che sa dov’ e’ il sugo del sale
che calcola il giusto la vita e che sa
stare in piedi per quanto colpita
Bologna e’ una ricca signora che fu contadina
benessere ville gioielli e salami in vetrina
che sa che l’odor di miseria da mandare giu’ e’ cosa seria
e vuole sentirsi sicura con quello
che ha addosso perche’ sa la paura
lo sprechi il tuo odor di benessere pero’
con lo strano binomio dei morti per sogni
davanti al tuo santo Petronio e i tuoi bolognesi se esistono
ci sono od ormai si son persi confusi e legati a
migliaia di mondi diversi oh quante parole ti cantano
cullando i cliche’ della gente cantando canzoni che e’ come
cantare di niente
Bologna e’ una strana signora volgare matrona
Bologna bambina per bene Bologna busona
Bologna ombelico di tutto mi spingi a un
Singhiozzo e ad un rutto
rimorso per quel che m’ hai dato
che e’ quasi ricordo e in odor di
In questa canzone di Lucio Dalla sono magicamente compresi tutti i luoghi dell’immaginario bolognese. Il San Luca, i colli, il rosso dei muri persino la pizza da Altero, i piccioni ed i “busoni”… “Bologna sai, mi sei mancata un casino”…
Il video è volutamente “dark” con una sorpresa illuminante nel finale