Perseguita il datore di lavoro e si presenta in azienda armato. Accusato di stalking

 

 

Polizia

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Perde il lavoro a Palermo e  se la prende con il sindacato, poi attraversa l’Italia e arriva fino a Bologna per minacciare di morte un dirigente.

Protagonista di questa storia e’ un operaio palermitano di 57 anni, letteralmente sconvolto dal licenziamento dalla Intelit: una societa’ del gruppo Infotel che qualche anno fa, orbitando nella galassia Ericsson, si ritrovo’ nel pieno di una travagliata riorganizzazione aziendale che arrivo’ ad interessare la bolognese Site per l’acquisizione di alcuni rami di azienda.
Sul finire del 2009, dopo quattro anni tra cassa integrazione e mobilita’, il palermitano si e’ ritrovato senza lavoro e senza alcun sostegno al reddito. E non ha retto questa situazione, individuando nel direttore della Site la causa di tutti i suoi guai.

Il 23 febbraio scorso l’uomo si presenta quindi nella sede della societa’, a Bologna, spiegando ad un’impiegata di avere un appuntamento con il direttore per la consegna di una busta. Il direttore, pero’, avverte l’impiegata di fare attenzione: la storia dell’appuntamento e’ falsa e soprattutto sa che quella persona, in passato, si e’ gia’ resa pericolosa.

La donna, infatti, nota nel frattempo che l’uomo porta nel marsupio una pistola. Senza perdere la calma, lo fa accomodare in un’altra stanza e nel frattempo viene avvisata sia la vigilanza che il 113.
 

Quando il responsabile della sicurezza invita l’uomo a togliere il caricatore dalla pistola, il palermitano confessa che si tratta di un giocattolo (in effetti la pistola si rivelera’ solo una scacciacani). Allo stesso tempo, pero’, il 57enne afferma di voler “staccare la testa” al direttore perche’ gli avrebbe sottratto 60.000 euro. Quando la Polizia lo perquisisce, gli trova addosso anche un coltello.

 

Il palermitano compie anche un atto di autolesionismo, mordendosi un dito, e finisce all’istituto psichiatrico Ottonello. Li’ continua a ripetere, ossessivamente: “Voglio uccidere chi mi ha ucciso”. Ammette di essere andato alla Site con il coltello, ma nega di aver pronunciato minacce. Del caso viene interessata la Procura di Bologna, che indaga l’uomo per minacce aggravate e ne dispone il ricovero psichiatrico.

Dalla relazione dei medici risulta che l’uomo e’ dominato dal desiderio di vendetta ed e’ potenzialmente pericoloso per le altre persone a cominciare, naturalmente, dal direttore della Site.
 

Indagando sul 57enne, spunta l’episodio alla Fiom di Palermo, risalente al 25 novembre scorso. L’uomo si era presentato nella sede accusando il sindacato di avergli fatto perdere il lavoro e di non averlo aiutato a trovarne un altro.

Mostrando una pistola, si era fatto accompagnare nell’ufficio del segretario regionale e lo aveva obbligo’ a telefonare al direttore della Sita, per minacciarlo.

 Visto il precedente, l’accusa della Procura si trasforma in stalking. Le indagini si sono concluse con una citazione a giudizio per stalking, violenza privata e porto abusivo di armi. Nel frattempo il 57enne e’ tornato a Palermo in regime di liberta’ vigilata, come richiesto dalla Procura di Bologna, con l’obbligo di sottoporsi a controllo medico quotidiano da parte del centro di salute mentale e con il divieto di tornare sotto le Due torri.

Fonte by Ilrestodelcarlino.it

Foto by riviera24.it

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