Bologna lancia l’allarme: i rifiuti italiani in cina diventano giochi

Piero Grasso

Piero Grasso

Si è svolto a Bologna un convegno sull’ecomafia e subito ha lanciato l’allarme: l’Italia porta in Cina i propri rifiuti pericolosi e se li riprende importando beni prodotti con quelle stesse materie, ovvero giocattoli.

 
“Ci sono container pieni di rifiuti che partono dai nostri porti, da Venezia, Taranto, Gioia Tauro, diretti a Hong Kong e in Cina – ha spiegato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso – dove vengono riciclati, ritrattati e restituiti in Europa attraverso giocattoli o altro materiale plastico.

Quindi noi forniamo la materia prima per auto-inquinarci di ritorno, e questo è veramente assurdo”. E ha aggiunto: “Noi ci muoviamo con le procure ordinarie mentre la criminalità organizzata fa import/export con la Cina“.

Il procuratore nazionale ha sottolineato l’importanza dei controlli, visto l’assurda carenza, specie da parte degli enti locali.  

“Non si può fare tutto con la polizia giudiziaria – ha detto – o solo con i carabinieri del nucleo tutela ambientale o con le varie sezioni specializzate, senza l’apporto di chi ha il compito istituzionale di difendere il territorio e tutelarlo da infiltrazioni e inquinamenti pericolosi per i cittadini”.

Quella del procuratore Piero Grasso mi sembra una giusta denuncia. Spero riesca a scuotere gli animi non solo dell’amministrazioni locali ma anche dei cittadini per reclamare il diritto alla salute, spesso considerato di poco interesse.

Fonte by Notiziario Italiano

Foto by altracitta.org

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